Subaru STI: Un'Evoluzione Continua di Performance e Tecnica

La sigla STI (Subaru Tecnica International) evoca immediatamente immagini di rally, prestazioni estreme e ingegneria di precisione. Dal suo esordio, il marchio Subaru ha saputo consolidare la propria reputazione nel segmento delle auto sportive, grazie a modelli iconici che hanno riscritto la storia del motorsport e della guida su strada. Questo articolo esplora le caratteristiche tecniche, le evoluzioni e le prospettive future dei modelli Subaru STI, con un focus particolare sulla leggendaria WRX STI e le anticipazioni riguardanti la BRZ STI e i futuri concept elettrici.

Logo Subaru STI

La Genesi della Leggenda: Subaru Impreza WRX STI

La Subaru Impreza è un vero “mostro sacro”, un modello che ha saputo riscrivere la storia di un intero marchio, plasmandone in maniera indelebile l’immagine a suon di vittorie nei rally. L’Impreza di prima generazione, declinata nelle versioni berlina a quattro porte, station wagon e coupé (quest’ultima mai venduta in Italia), vede la luce nel 1992 e sostituisce la Leone. Viene progettata anche in vista di un impiego nelle corse, dove la casa giapponese, all’epoca, era impegnata con la Legacy. Da quest’ultima l’Impreza eredita i motori boxer della famiglia EJ, che vengono montati in senso longitudinale e abbinati alla trazione integrale permanente. Al lancio la gamma contempla solo un 1.8 da 101 CV, ma ben presto si amplia con l’ingresso di un 1.6 e di due 2.0, uno dei quali, grazie alla sovralimentazione mediante turbocompressore, fornisce 211 CV (218 dal 1999) e va a muovere la versione dell’Impreza più votata alla guida sportiva, ovvero la WRX.

Nel 1998 la Subaru presenta una prima edizione in serie limitata (200 esemplari) della Impreza Turbo: si chiama “WWW”, acronimo che sta per World Wide Winner, ed è un omaggio alle vittorie mondiali del modello da corsa. Da quest’ultimo deriva la classica livrea blu con i cerchi color oro, mentre gli interni sono rifiniti in una pregiata pelle nabuck.

La Subaru Impreza di seconda generazione debutta nel 2001 e beneficia di numerosi aggiornamenti sia al comparto sospensioni sia all’impianto frenante, potenziato grazie all’adozione di quattro dischi autoventilanti. La potenza del boxer cresce fino a 280 CV, e non mancano accessori raffinati, come il volante Momo in pelle (regolabile in altezza) e la pedaliera in alluminio. Nel 2003, per festeggiare la vittoria del Mondiale rally di Petter Solberg, la casa giapponese confeziona 495 esemplari di Impreza WRX STi “Solberg edition”. Rispetto all’auto da cui deriva, questa versione celebrativa, oggi ambitissima dai collezionisti, vanta una serie di accorgimenti volti a migliorarne la guida, come il differenziale centrale elettronico, che consente di ripartire la coppia equamente tra i due assali.

Tutta la verità sulla Subaru Impreza WRX

Più significativi gli interventi introdotti nel 2006 con il restyling firmato da Andreas Zapatinas (il “papà” della Fiat Barchetta), che coincide con l’adozione di un nuovo motore 2.0 aspirato. Un anno dopo, al salone di Francoforte, arriva la terza generazione della Impreza, che abbandona la classica forma a tre volumi in favore di una carrozzeria hatchback. Non subisce variazioni la meccanica, che resta fedele al motore quattro cilindri boxer e alla trazione 4×4 e per la WRX prevede un 2.5 turbo. Quella di quarta generazione, svelata nel 2011 al salone di New York, è l’ultima Impreza a portare questo nome: a partire dal 2014, infatti, le sportive Subaru si chiameranno semplicemente WRX.

La Subaru WRX 2.5 STI: Un'Esperienza di Guida Pura

Forte dei 300 CV del 2.5 turbo a benzina e della trazione integrale, la quarta generazione della sportivissima quattro porte giapponese si conferma una vettura per “veri piloti”: capace di un grip eccezionale e provvista di freni potenti, è efficacissima e sicura nella guida al limite; cambio e frizione, però, richiedono un certo sforzo. L’abitacolo è migliorabile in alcuni dettagli, ma lo spazio non manca né per i passeggeri né per i bagagli. La dotazione dell’unico allestimento disponibile non delude, tuttavia gli accessori (fra cui i fendinebbia) sono offerti soltanto in pacchetto.

Subaru WRX STI in azione su strada di montagna

Berlina con caratteristiche da sportiva purosangue sulla breccia dal 1992, la Subaru WRX 2.5 STI s’è evoluta nel corso di quattro generazioni senza abbandonare la sua formula originaria, basata sull’abbinamento di un vigoroso quattro cilindri boxer turbo a benzina (vanta 300 CV) abbinato alla trazione integrale. Come sempre appariscente l’aerodinamica, con presa d’aria nel cofano e alettone posteriore.

Dettagli Tecniche e Dinamiche di Guida

La vettura è una vera “belva da misto”, velocissima ed estremamente sicura; inoltre permette di passare dalla regolazione automatica della ripartizione della trazione fra i due assi a quella manuale: una chicca da piloti. La guida, tuttavia, è piuttosto “fisica” e può risultare affaticante, anche a causa del cambio manuale a sei marce dagli innesti contrastati (l’unico disponibile) e della frizione dura da premere.

L’elettronica funziona a dovere e agendo sulle regolazioni si può tarare la vettura in funzione dei propri gusti, ma in ogni caso la rapidità di risposta ai comandi è elevatissima come, d’altronde, non si soffre mai di carenza di grip. Più composta delle precedenti edizioni nelle reazioni al limite, la WRX si lascia indirizzare con buona precisione grazie allo sterzo solido e diretto, ed eccelle pure in frenata. Esaltante la progressione del motore, dal quale, comunque, non si possono pretendere grandi economie di benzina (12,2 km/l rilevati). Un tasto a sinistra della plancia (un po’ defilato) permette di disattivare in parte o del tutto l’Esp e il Torque Vectoring (il dispositivo che agevola l’inserimento in curva frenando leggermente la ruota anteriore interna).

La manopola nel tunnel ha le posizioni Sport (guida normale), Sport Sharp (regolazione sportiva) e “I” per i fondi scivolosi: influiscono sulla risposta di motore, Abs ed Esp cambiando il comportamento dell’auto. In più c’è il bottone per modificare la taratura del differenziale centrale (di norma invia il 59% della coppia al retrotreno e il restante 41% all’avantreno) scegliendo fra Auto+ per le strade scivolose (fino al 50% di coppia alle ruote davanti), Auto- per l’asciutto o manuale con sei livelli di regolazione fine. Il risultato è che ci si può ritagliare su misura il carattere di un’auto che, comunque, è agile grazie alle sospensioni rigide, ha limiti di aderenza assolutamente elevati e si controlla attraverso uno sterzo solido e dalla notevole precisione. Grintosissimo il 2.5 turbo (ma il cambio tende a indurirsi se usato con troppa foga), all’altezza delle attese i freni.

Comfort e Funzionalità Quotidiana

Lunga 460 cm, la Subaru WRX 2.5 STI offre un abitacolo spazioso, sia nella zona anteriore (dove si siede su avvolgenti sedili sportivi, con sovrapprezzo rivestiti in pelle bicolore), sia dietro (il divano può all’occorrenza ospitare tre adulti); soddisfano anche i 460 litri di capacità del baule, aumentabili reclinando lo schienale del divano. In rapporto al prezzo dell’auto, però, alcuni dettagli interni appaiono poco ricercati.

Caratterizzato in chiave sportiva, l’abitacolo non eccelle nella cura dei dettagli ma è funzionale (molti i portaoggetti) e spazioso anche nella parte posteriore. Distintivi i display nel cruscotto e sopra la plancia, che informano sulla pressione del turbo e sulle regolazioni di motore e trazione, mentre appare male integrato nel contesto lo schermo del navigatore (optional). Ok il bagagliaio, non ricercato nelle finiture ma, per capacità e funzionalità, adeguato alle dimensioni della tre volumi giapponese.

Plancia e Comandi: Un Mix di Sportività e Pragmatismo

Volante rivestito in pelle (in parte traforata) e con corona schiacciata inferiormente, pedaliera con metallo a vista, e un pannello aggiuntivo sopra la consolle nel quale (con una levetta) possono essere richiamate varie funzioni, come il manometro del turbo o i valori di consumo: così è, all’interno, la Subaru WRX 2.5 STI. Una manopola e alcuni tasti nel tunnel, collocati giusto dietro la corta leva del cambio, consentono le regolazioni elettroniche del motore e del differenziale centrale, le cui impostazioni sono mostrate nel display del grintoso cruscotto (ben leggibili il tachimetro e il contagiri analogici con grafiche rosse). Migliorabili, però, i tasti nelle razze (dedicati al cruise control e vivavoce, possono essere premuti accidentalmente se si sterza parecchio) e alcuni dettagli: per esempio il navigatore (optional) mal si integra nella plancia con rivestimento in simil-fibra di carbonio.

Il volante in pelle con cuciture rosse come l’illuminazione del cruscotto (dominato dal grande contagiri centrale nel quale sono pure visualizzate le impostazioni del sistema Si-Drive, ma privo dei manometri del turbo e del lubrificante) dona al ponte di comando un aspetto sportivo, con l’ulteriore tocco racing che arriva dalla pedaliera metallica traforata. Tuttavia, le rigide plastiche della plancia e della consolle sono inadeguate al livello dell’auto, e lo stesso vale per la radio (dall’aspetto datato) e per il microscopico display del computer di bordo ospitato nella palpebra sovrastante. Fra gli optional c’è il pomello del cambio in alluminio, ma non il “clima” bizona (quello di serie è automatico e monozona).

Interni della Subaru WRX STI con plancia e comandi

Abitabilità: Spazio e Comfort per i Passeggeri

I comodi e avvolgenti sedili di serie sono anche riscaldabili, ma per avere i rivestimenti in pelle bicolore e le regolazioni elettriche si devono acquistare anche altri accessori. Lo spazio non manca nemmeno dietro, dove ci si accomoda su un divano dalle sedute laterali ampie e lunghe (per meglio sostenere le cosce); nonostante l’imbottitura poco generosa e il mobiletto che sbuca fra le poltrone, non è sacrificato nemmeno il posto centrale. Ok la praticità: anche se il cassetto di fronte al passeggero è piccolo e poco rifinito (assente pure l’illuminazione), in una sportiva di questo rango sorprende la dovizia di portaoggetti, fra i quali risultano davvero pratici quelli alla base della consolle e nel tunnel (con saracinesca).

Questa versione “corsaiola” non ha cinque posti come le altre Impreza, bensì quattro, e un divano marcatamente sagomato per trattenere al meglio i due occupanti nelle curve affrontate ad andatura brillante. In ogni caso lo spazio è quello che ci si aspetta in una berlina di 458 cm di lunghezza, e non viaggia scomodo nemmeno chi è di corporatura robusta. Ben fatte le poltrone anteriori sportive con poggiatesta integrato, che hanno una forma scavata ma per nulla costrittiva; peccato solo che manchi la regolazione del supporto lombare. Fra i numerosi portaoggetti spicca per capacità quello nel tunnel (chiuso da una saracinesca), mentre delude il piccolo cassetto (privo pure di rivestimento e di illuminazione) di fronte al passeggero.

Bagagliaio: Funzionalità e Capacità

La soglia non è vicinissima a terra (69 cm) e forma un gradino di 15 cm rispetto al pavimento, ma la bocca del vano della Subaru WRX 2.5 STI è ampia e, tutto sommato, l’accesso è agevole; non particolarmente raffinato, però, il rivestimento preformato interno. I 460 litri di capacità (un valore in linea con quello delle berline di lunghezza simile) non sono pochi, ma per sfruttarli al meglio è necessario utilizzare borse morbide. Pratico il divano con schienale diviso in due sezioni asimmetriche (per lo sblocco ci sono due levette di fianco ai poggiatesta): abbattendolo, si ottiene un piano lungo 198 cm e privo di gradini, che permette di stivare agevolmente anche oggetti lunghi.

Il baule è abbastanza spazioso, anche se per sfruttarlo a dovere è meglio utilizzare borsoni morbidi, più facili da adattare alla conformazione interna (definita da un rivestimento prestampato piuttosto economico). Fra soglia e pavimento c’è un dislivello di 14 cm, ma in compenso l’imboccatura è ampia e regolare, e abbattendo lo schienale del divano (suddiviso in due sezioni) si ottiene un ripiano privo di gradini con una profondità utile di ben 195 cm.

Comportamento su Strada: L'Anima della WRX STI

Il suo regno sono i percorsi ricchi di curve, dove questa giapponese può mettere a frutto le qualità del telaio e l’eccellente abbinamento fra il vigoroso motore e l’evoluto sistema di trazione integrale: i molti cavalli vengono scaricati al suolo in modo sempre efficace e sicuro. Per essere una sportiva, si rivela sufficientemente comoda: anche se rigide, le sospensioni non sono troppo “secche” sullo sconnesso, e la voce del motore (dal timbro gradevole) non si rivela fastidiosa nemmeno a velocità autostradale. In città si paga la pesantezza della frizione e il limitato raggio di sterzo, mentre la visuale non delude nemmeno dietro (nonostante l’alettone).

Subaru WRX STI in curva con nuvole di fumo

In Città: Sfide Quotidiane per una Sportiva Pura

Il 2.5 boxer della Subaru WRX 2.5 STI è equilibrato e non disturba affatto con le vibrazioni, ricordando la sua presenza con una sonorità davvero coinvolgente anche a bassa andatura. L’erogazione è “trattabile”, ma nel traffico si soffre per la frizione affaticante (il pedale non è morbido da premere) e per il cambio dagli innesti poco fluidi (seppure rapidi e netti); in linea con le prestazioni gli 8,9 km/l di consumo rilevato. Seppur non eccessivamente rigide, le sospensioni fanno sentire le buche, e le gomme 245/40 R 18 non sono d’aiuto. Nelle manovre si soffre per il raggio di sterzo elevato, che costringe a lavorare parecchio col volante, mentre la visuale è buona anche dietro: l’alettone è più alto di quello della versione precedente e non risulta troppo d’intralcio.

Le prime marce corte e ravvicinate e la prontezza di risposta del turbo permettono di partire a razzo quando al semaforo scatta il verde, ma questo non basta a rendere la WRX STI una versatile berlina da città: anche se chi acquista un’auto del genere è disposto a passare sopra i notevoli consumi (non si fanno nemmeno 8 km/l), dovrà comunque vedersela con la frizione pesante che affatica quando si procede a singhiozzo. Per parcheggiare in tranquillità è consigliabile l’acquisto dei sensori posteriori: l’alettone “oscura” il lunotto e in retromarcia si vede poco o nulla.

Fuori Città: Il Suo Habitat Naturale

L’elettronica funziona a dovere e agendo sulle regolazioni si può tarare la vettura in funzione dei propri gusti, ma in ogni caso la rapidità di risposta ai comandi è elevatissima come, d’altronde, non si soffre mai di carenza di grip. Più composta delle precedenti edizioni nelle reazioni al limite, la WRX si lascia indirizzare con buona precisione grazie allo sterzo solido e diretto, ed eccelle pure in frenata. Esaltante la progressione del motore, dal quale, comunque, non si possono pretendere grandi economie di benzina (12,2 km/l rilevati).

In Autostrada: Comfort Relativo per una Sportiva

In relazione al suo “tasso di sportività”, la Subaru WRX 2.5 STI permette di affrontare viaggi impegnativi con un comfort non disprezzabile: le sospensioni sono rigide, ma la loro capacità di assorbire i rattoppi è perlomeno sufficiente. Non deludono nemmeno l’insonorizzazione (il rombo del motore è sempre percettibile nell’abitacolo, ma non ha un timbro fastidioso) e la conformazione dei sedili, che non affaticano nemmeno dopo parecchie ore di guida. Ovviamente, la precisione ad alta velocità è inappuntabile, mentre in rapporto ai cavalli a disposizione ci saremmo aspettati qualcosa di meglio in fatto di ripresa. La trazione integrale permanente, inoltre, non aiuta a contenere la richiesta di carburante (9,6 km/l).

Data l’abbondante cavalleria a disposizione è lecito aspettarsi riprese rapide (anche se, in effetti, non da record) e una generosa riserva di potenza, ma questa Subaru sorprende per il livello di comfort: certo, il rombo del motore - per inciso molto piacevole - resta sempre avvertibile, ma le sospensioni filtrano con buona progressività le giunzioni dell’asfalto e i sedili si rivelano comodi anche dopo ore di marcia. Ma pure guidando col piede leggero i 9 km/l sono un miraggio e, di conseguenza, le soste al distributore frequenti.

Sicurezza e Dotazioni: Un Equilibrato Compromesso

Anche se i risultati dei crash test Euro NCAP non sono stati ancora resi noti, la Subaru WRX mette sul piatto una dotazione completa, ancorché priva degli ausili di guida di ultima generazione disponibili, almeno come optional, per berline d’impostazione meno sportiva. Oltre al raffinato sistema di trazione integrale, l’equipaggiamento standard include sette airbag (compreso quello per le ginocchia del guidatore) e i fari full-led. Peccato, però, che per avere i fendinebbia si debba acquistare un costoso pacchetto di accessori del quale fanno parte anche i sedili in pelle. Capace di un eccellente grip sull’asfalto, asciutto o bagnato che sia, grazie pure al raffinato sistema di trazione integrale, e provvista di freni potentissimi, la Subaru WRX 2.5 STI è sicura anche in virtù della progressività delle reazioni al limite. Di serie è equipaggiata di tutto il necessario, a cominciare dall’Esp per finire all’airbag per le ginocchia del guidatore e a quelli a tendina estesi a proteggere la testa dei passeggeri posteriori. Inclusi nel prezzo anche gli attacchi Isofix, il cruise control, il vivavoce Bluetooth e i fari completamente a led. Curiosamente i fendinebbia si pagano a parte, e anche cari visto che sono in un pacchetto di accessori assieme al tetto apribile e al navigatore. Diversamente da quanto accade nel caso di berline più convenzionali e “tranquille”, in questo caso non sono previsti ausili alla guida di ultima generazione; è possibile, invece, la regolazione fine da parte del guidatore della ripartizione della coppia fra i due assali (che, comunque, può essere anche automatica). La Subaru WRX 2.5 STI non è ancora nell’elenco delle vetture valutate dall’Euro NCAP a seguito dei crash test.

Disposizione degli airbag in un'automobile Subaru

Sulla “votazione” EuroNCAP - quattro stelle su un massimo di cinque - ha influito il fatto che al momento dei crash test l’Esp non fosse di serie per tutta la gamma Impreza. Inoltre, la versione esaminata era la cinque porte, con la quale la WRX STI della nostra prova condivide quasi tutti gli elementi della carrozzeria ma non la trazione integrale né i controlli elettronici finemente regolabili. La versione sportiva della berlina nipponica, inoltre, offre di serie il cruise control e i fari allo xeno, mentre i fendinebbia vanno (stranamente) ordinati a parte.

L’EuroNCAP ha esaminato la Subaru Impreza nel 2009 (quando era stata appena introdotta la nuova procedura di esame, quella attualmente in vigore). Ai crash test è stata sottoposta la versione a cinque porte (cioè la due volumi con portellone posteriore), che con la WRX STI condivide la piattaforma e la maggior parte delle componenti della carrozzeria: ha ottenuto quattro stelle su cinque, suffragate da 84 punti percentuali per quanto riguarda la protezione degli occupanti, 73 per i bambini su seggiolini Isofix e 72 punti per la tutela dei pedoni in caso di investimento (un risultato superiore alla media); ai dispositivi di sicurezza è stata assegnata una valutazione del 57% (in considerazione del fatto che all’epoca delle verifiche l’Esp non era di serie per l’intera gamma Impreza). Per quanto riguarda la WRX STI naturalmente i controlli elettronici di stabilità e trazione ci sono, e possono essere anche regolati per adattarne la modalità di intervento al percorso e allo stile di guida; vanno a vantaggio della sicurezza anche la trazione integrale e i freni pensati per l’impiego sportivo. Di serie ci sono gli airbag frontali, laterali e per la testa estesi ai posti dietro, il cruise control e i fari allo xeno; gli antinebbia, invece, possono essere installati a cura della concessionaria.

La Subaru BRZ STI: Un Futuro Possibile?

Nemmeno una settimana dall’annuncio che la Subaru BRZ di seconda generazione è in rampa di lancio - esordio in USA nell’autunno del 2021 - che sul web iniziano a circolare rumors sull’arrivo di una versione ancora più affilata della coupé giapponese costruita in collaborazione con Toyota, che ha in listino la gemella GT86. E se gli ingegneri Subaru, finalmente, hanno aggiornato un’auto tanto brillante quanto divertente a livello dinamico, la domanda sorge spontanea: ci regaleranno anche una BRZ STI questa volta? La casa automobilistica giapponese, non a caso, si rifiuta di commentare i rumors, ma ciò non ha impedito al bravo disegnatore X-Tomi Design di immaginare come potrebbe essere la BRZ S(ubaru) T(ecnica) I(nternational).

Rendering di una potenziale Subaru BRZ STI

La BRZ "Va in Palestra": Aggiornamenti Estetici e Meccanici

Questa nuova BRZ STI si presenta con credenziali stilistiche davvero interessanti: non si tratta del solito rendering impossibile, ma di una ipotesi che potrebbe non essere così lontana dalla realtà. Il kit carrozzeria include un grande spoiler posteriore, minigonne laterali ed elementi aerodinamici anteriori. I cerchi in lega leggera di colore oro, abbinati a pneumatici di maggiori dimensioni rispetto a quelli della nuova BRZ e una presa d'aria sul cofano per il turbocompressore completano gli aggiornamenti estetici.

Il Boxer Tocca Quota 300 CV

Quanta potenza aggiuntiva potrebbe offrire quel turbo? Il motore Boxer da 2,4 litri aspirato della BRZ 2022 offre una potenza di 231 cavalli e una coppia di 250 Nm, un bel miglioramento rispetto ai 200 CV e 205 Nm del suo predecessore. Un turbo, come quello adottato dalla WRX STI, potrebbe facilmente portare la potenza del nuovo modello a 300 CV. E un ulteriore affinamento delle sospensioni, per regalarle un assetto ancora più performante, sarebbe facilmente gestibile dal reparto tecnico Subaru.

Vale la Pena Costruirla? Considerazioni di Business

Ma se dal punto di vista industriale, non sarebbe un grosso problema puntare su una BRZ ancora più sportiva, sotto quello del business, non c’è dubbio che in Giappone dovranno fare delle valutazioni. Anche se la BRZ a trazione posteriore non è mai stata né mai sarà una diretta rivale della WRX STI a trazione integrale, è giusto che Subaru valuti con attenzione se la coupé possa in qualche modo sovrapporsi e distogliere l’attenzione dalla sua berlina ispirata ai rally. Nissan, ad esempio, giustifica la produzione della 370Z Nismo (e si spera della 400Z Nismo) poiché nel suo listino manca un modello analogo, tanto sportivo come la WRX STI di Subaru. Ma l’idea è davvero stuzzicante per non sperare sull’arrivo di una BRZ STI.

Tutta la verità sulla Subaru Impreza WRX

Il Futuro Elettrico di Subaru STI: Il Concept Performance-E STI

Al Japan Mobility Show 2025 le case automobilistiche giapponesi hanno svelato diverse novità. Abbiamo visto, ad esempio, gli annunci di Toyota, Mazda e Honda. Anche Subaru ha voluto portare delle novità ed in particolare ha presentato il concept Performance-E STI che mostra la sua visione per un veicolo elettrico ad alte prestazioni. I dettagli che sono stati condivisi sono molto pochi in realtà. Tuttavia, questa vettura viene descritta come la “punta di diamante della nuova generazione Subaru“, suggerendo che potrebbe evolversi in una futura auto di serie. Inoltre, Subaru afferma che il concept può contare su diverse tecnologie innovative che permetteranno di offrire un’esperienza di guida “entusiasmante“. Specifiche tecniche non sono state comunicate. Sappiamo solo che il concept Subaru Performance-E STI dispone di un powertrain dotato di un doppio motore che permette di avere anche la trazione integrale. Cosa arriverà in futuro ancora non è del tutto chiaro ma questo concept ci fa capire che Subaru sta effettivamente pensando ad un modello elettrico sportivo. In ogni caso, il concept portato al Japan Mobility Show presenta linee affilate, fari anteriori dalle forme sottili, un paraurti particolarmente elaborato con ampie prese d’aria e forme complessive che si avvicinano a quelle di una station wagon sportiva. Di profilo possiamo vedere che la linea del tetto termina con uno spoiler.

Concept Subaru Performance-E STI elettrico

Il Concept Performance-B STI: Un Ponte Verso il Futuro Termico

Subaru ha portato anche un ulteriore concept chiamato Performance-B STI. Dispone di un motore endotermico e da come lo descrive la casa automobilistica, alla fine potrebbe diventare un modello di serie. Il concept sembra una versione ad alte prestazioni dell’attuale Impreza a cinque porte. Presenta passaruota maggiorati con prese d’aria integrate, una presa d’aria sul cofano, paraurti ridisegnati con prese d’aria più grandi e una griglia più ampia. Dietro, un ampio spoiler e un grande diffusore. Questo concept dimostra che Subaru non intende abbandonare completamente le sue radici legate ai motori a combustione interna, ma piuttosto esplorare come queste possano coesistere con le nuove tecnologie elettriche, offrendo una gamma diversificata per gli appassionati di guida sportiva.

Concept Subaru Performance-B STI a motore termico

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