Targhe Automobilistiche Camuffate: Pratiche Illegali, Controlli e Sanzioni

Le targhe automobilistiche non sono semplici elementi identificativi di un veicolo, ma veri e propri "sigilli" pubblici, equiparabili a certificazioni amministrative. La loro integrità e leggibilità sono fondamentali per la sicurezza stradale, il rispetto delle normative e l'efficacia dei sistemi di controllo. Tuttavia, alcuni automobilisti, credendosi particolarmente furbi, tentano di eludere i controlli, in particolare gli autovelox, alterando le targhe o usando altri espedienti. Queste pratiche, oltre ad essere punibili per legge, possono mettere a rischio la sicurezza stradale proprio perché, qualora funzionanti, permetterebbero di continuare a circolare a velocità non consentite e quindi pericolose.

Metodi Comuni di Alterazione e Occultamento delle Targhe

Nel tentativo di eludere gli autovelox, strumenti di controllo della velocità utilizzati per garantire la sicurezza stradale, alcuni automobilisti hanno ricorso a metodi ingegnosi ma, come detto, illegali per alterare o nascondere la targa del loro veicolo.

Nastro Isolante e Simili

Uno dei metodi più semplici utilizzati per cambiare le lettere o i numeri della targa è il nastro isolante. Ad esempio, è stato pizzicato un cittadino emiliano che alla guida della sua berlina tedesca aveva del nastro isolante sulla lettera "F", che così, quasi per magia, per i radar si era trasformata in una "E". Anche un uomo di 57 anni aveva trasformato la "F" della targa della Fiat Ducato che aveva noleggiato in una "E" con l'ausilio di un nastro adesivo nero, consentendogli di muoversi liberamente all'interno della ZTL per effettuare le consegne. Nonostante la sua semplicità, questo metodo è inefficace e facilmente rilevabile, rendendo la targa facilmente controllabile e verificabile.

Targa automobilistica con nastro isolante

Fango o Sporcizia

Un altro metodo comune è quello di coprire la targa con fango o sporcizia per renderla illeggibile. Mesi fa un altro automobilista era stato fermato nel bresciano con la targa posteriore illeggibile, oscurata con del fango. Questo espediente, sebbene possa sembrare efficace, è anch'esso facilmente individuabile dalle forze dell'ordine e sanzionabile. Lo stesso discorso è valido anche per chi ha un'auto diesel con qualche anno sulle spalle o illegalmente elaborata, che emette del fumo nero dallo scarico per oscurare la targa. Partendo dal presupposto che sarebbe in ogni caso non ammesso dalla legge condurre un'auto in queste condizioni, in quanto non sarebbe idonea al superamento della revisione biennale, con targa oscurata dalle particelle di particolato lo sarebbe ancora di più. Questo metodo è anche dannoso per l’ambiente e talvolta attrae di più l'attenzione delle forze dell'ordine poiché indica una cattiva manutenzione del veicolo o una modifica illegale dello stesso.

Lacca per Capelli e Spray Riflettenti

L’uso di lacca per capelli spruzzata sulla targa posteriore è un altro espediente utilizzato. Si crede che la lacca, rendendo la targa riflettente, potrebbe ingannare gli autovelox posti sulle nostre strade. Tuttavia, questa pratica è facilmente individuabile e sanzionabile. L'allarme nel Regno Unito ha rivelato un giro di targhe delle auto in grado di risultare invisibili alle telecamere con riconoscimento automatico, utilizzate per multe, pedaggi e controllo della velocità. Si tratta di targhe modificate con spray riflettenti, pellicole speciali o caratteri 4D progettati per riflettere la luce infrarossa.

Targhe di Auto Radiate

Alcuni utilizzano vecchie targhe di auto radiate, sovrapponendole alle targhe originali. Questo è stato il modo recentemente messo in atto da un trasportatore che sul suo furgone aveva incollato una targa di una vecchia auto per scampare, in questo caso, alle multe del parcheggio in doppia fila. Un comportamento che evidenzia come l'alterazione delle targhe non sia solo mirata agli autovelox, ma anche ad eludere altre tipologie di sanzioni.

Il "Mito" dei CD

Chi ha una certa età ricorda un altro mito utilizzato da schiere di furbi nei decenni passati: i CD piazzati sul parabrezza o, più frequentemente, sul lunotto con la parte riflettente rivolta verso l'esterno. Evidentemente non si trattava di un'alterazione diretta della targa ma della ricerca di un espediente per farla franca. Si credeva infatti che la luce riflessa dal disco abbagliasse l'apparecchiatura per il rilevamento degli eccessi di velocità. In realtà i bagliori potevano dare fastidio solo ad altri utenti della strada che precedevano o seguivano il veicolo addobbato come un albero di Natale creando anche pericoli alla circolazione.

Targa sporca o contraffatta: cosa si rischia?

Le Gravi Conseguenze dell'Alterazione delle Targhe

Chi altera la targa del veicolo, come le persone che cercano di eludere l'autovelox con metodi analoghi a quelli descritti sopra, commette la violazione dell'articolo 100 del Codice della strada. Il comma 12 prescrive una multa da 2.046 a 8.186 euro. Il comma 14 stabilisce che "Chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate è punito ai sensi del Codice penale". Di conseguenza commette anche il reato di falsità materiale in certificazione amministrativa, secondo gli articoli 477 e 482 del Codice penale, rischiando la reclusione da due mesi a un anno (da sei mesi a tre anni se il reato è commesso da un pubblico ufficiale). Alla sanzione pecuniaria segue anche il fermo amministrativo del veicolo, che diventa confisca nel caso di reiterazione della violazione.

Questi non sono episodi isolati. Le indagini della Polizia Locale di Roma Capitale hanno rivelato un vero e proprio sistema di accessi abusivi nelle Zone a Traffico Limitato (ZTL) della Capitale attraverso targhe contraffatte. Tutto è iniziato dalle segnalazioni di alcuni cittadini che denunciavano alle autorità la clonazione delle targhe. Emblematico anche il caso di una donna che si è vista recapitare numerose multe per accessi illegali in ZTL in luoghi a lei sconosciuti. Le indagini del XIII Gruppo Aurelio hanno poi permesso di accertare che qualcuno aveva falsificato la targa del veicolo con il canonico trucco della modifica della lettera (qui la "F" è stata trasformata in "E"). Il responsabile, un 38enne, è stato identificato e denunciato, il mezzo prontamente sequestrato.

Tra settembre e dicembre, infatti, una società di trasporti specializzata nella consegna di frutta e verdura a ristoranti e bar del centro storico ha manipolato le targhe di due furgoni in uso dell'azienda (un Renault Master e un Mercedes Sprinter) e ha effettuato oltre 100 accessi abusivi. Lo stesso copione si è verificato per un 45enne che a luglio, con lo stesso stratagemma, ha attraversato la ZTL a bordo di una Porsche Cabrio, sempre a noleggio.

Simulazione di una targa manomessa e le relative sanzioni

Il Problema delle Targhe Sbiadite e la Reimmatricolazione

Un problema diverso, ma che solleva questioni sulla leggibilità delle targhe, riguarda lo sbiadimento dei caratteri. Molti automobilisti si trovano ad affrontare il problema dei numeri e delle lettere della targa che sbiadiscono in alcuni punti. Alcuni tentano di "tirare avanti" usando un pennarello indelebile nero, ma al primo lavaggio, la situazione torna uguale.

Il problema è che lo Stato Italiano non dà la possibilità di ristampare la propria targa sbiadita, che per legge appunto non è valida, ma l'unica alternativa è reimmatricolare l'auto con tutti i costi diretti e indiretti. Questo significa che non si può fare una "copia", ma bisogna reimmatricolare l'auto con targa diversa. Questo è un bel problema e alcuni direbbero anche una truffa legalizzata, perché i costi, anche se fossero "solo" i 185 euro dell'IPT, sarebbero troppi, senza considerare il dispiacere per chi possiede targhe originali rare, che andrebbero perse con la reimmatricolazione.

Una soluzione "fai da te" suggerita da alcuni consiste nel prendere una bomboletta di nero, dare tre passate e poi tre passate di lucido intervallate da 10 minuti una dall'altra. Questo, si dice, farebbe tornare la targa come nuova e la manterrebbe a posto per anni. La sostanza è che se la si rende visibile e non la si altera, difficilmente potrà essere notata ed eventualmente contestata.

Camouflage e Targhe di Prova nel Settore Automotive

Il mondo dell’automotive ha da sempre catturato particolare interesse su di sé, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di nuovi modelli. Spesso, per testare auto o componenti meccanici particolari e nascondere le novità agli occhi pubblici, si ricorre a tecniche di "camouflage". Non si tratta di verniciature particolari o mimetiche, ma di una tecnica ben studiata. Spesso queste auto presentano anche delle targhe diverse da quelle usate di solito sugli autoveicoli, utilizzandone alcune molto più piccole, le cosiddette targhe di prova.

Su diversi siti e giornali di auto, infatti, vengono pubblicate le foto spia scattate da appositi fotografi assunti con lo specifico ruolo di catturare prototipi con le quali si tenta di anticipare e prevedere le novità di un nuovo modello mentre quest’ultimo viene collaudato su strade pubbliche. Tutto ciò, però, va in netto contrasto con i principi di segretezza legati alle case automobilistiche. Questa doppia necessità, dunque, porta all’utilizzo del camouflage. Dietro lo sviluppo delle carrozzerie che fungono da camuffature c’è il lavoro di numerosi ingegneri che collaborano con chi ha progettato il modello vero e proprio di automobile.

Auto prototipo camuffata con vernice mimetica

I primissimi test, i cosiddetti "muletti", sono effettuati utilizzando carrozzerie di altre auto prese in “prestito”. Certe volte vengono utilizzate le nuove carrozzerie per i test, ma queste ultime sono accuratamente ricoperte con apposite plastiche dure e schiume. Tuttavia, quando è necessario effettuare test aerodinamici nell’utilizzo quotidiano nelle condizioni più reali possibili, può essere utile utilizzare direttamente la tecnica del camouflage per ingannare non solo gli occhi, ma anche gli obiettivi fotografici degli "spotter" e i software.

Il Caso Ford nel 2015

Nel 2015 si verificò una vicenda particolare che vide protagonista la Ford con i test della Mustang che avrebbe sostituito la versione che in quel momento era in commercio. L’ex responsabile Ford Performance dovette fornire spiegazioni in quanto un fotografo riuscì a beccare la versione definitiva della Mustang durante dei test in pista. Le foto finirono in rete ancora prima della presentazione ufficiale, e successe il putiferio nell’azienda. A causa di una soffiata relativa ai test su circuito, un fotografo si era nascosto dal giorno prima all’interno di un cespuglio. Proprio per motivi come questo appena citato, negli anni lo sviluppo del camouflage si è intensificato, al punto che quest’ultimo viene applicato ancora prima di far uscire l’auto dalla fabbrica, durante la fase di realizzazione del prototipo.

Tecnologie Anti-Foto Spia

Il sito di Quattroruote ha riportato un’altra vicenda, che non ha fatto clamore mediatico, ma che è stata raccontata dalla redazione stessa. Un loro fotografo, molti anni fa, si era appostato su un albero, e si era nascosto talmente bene che i vigilanti di guardia non si erano accorti della sua presenza, ma lui vedeva tutto. Un’auto semicamuffata fu mandata in pista nelle ore notturne e il fotografo non perse occasione per scattare la foto, ma qualcosa andò “storto”. Qualche istante dopo aver premuto il tasto per scattare la foto, l’auto rispose con un flash. Dopo un po’ di tempo, però, il giornalista capì la soluzione adottata dai tecnici dell’epoca: in pratica il tetto venne rivestito di una cellula che azionava un flash. La cellula si sarebbe attivata tempestivamente poco dopo aver rilevato un flash (quest’ultimo dovuto alla macchina fotografica). La risposta del flash dovuto alla macchina con un altro flash dovuto al sensore, di fatto, annullava l’effetto della prima, rendendo la foto inutile.

Targa sporca o contraffatta: cosa si rischia?

Produzione delle Targhe: Italia vs Regno Unito

Le procedure per ottenere una targa variano significativamente tra i diversi paesi. Nel Regno Unito la procedura è diversa rispetto all’Italia. Da noi le targhe per i veicoli sono realizzate unicamente dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che le produce attraverso un processo altamente protetto, con materiali speciali, pellicole retroriflettenti e codici di sicurezza per evitarne la contraffazione. Alcuni casi sporadici di contraffazione delle targhe si sono registrati anche in Italia, ma non si è mai arrivati a scoprire un sistema così “strutturato” come quello riscontrato nel Regno Unito.

In UK si possono ottenere le targhe registrando la propria auto alla DVLA (Driver and Vehicle Licensing Agency), che assegna un numero di registrazione con il quale ci si può rivolgere a fornitori privati autorizzati, che dovrebbero stampare le targhe secondo le specifiche del governo britannico. Questa differenza nei processi di produzione e distribuzione delle targhe potrebbe spiegare la maggiore vulnerabilità alla contraffazione riscontrata nel Regno Unito, dove sono state scoperte targhe modificate con spray riflettenti, pellicole speciali o caratteri 4D progettati per riflettere la luce infrarossa, rendendole invisibili alle telecamere con riconoscimento automatico. Chiaramente, anche nel nostro Paese circolare con una targa falsa o parzialmente nascosta è vietato e comporta gravi conseguenze, previste sia dal Codice della Strada che dal Codice Penale.

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