La storia delle targhe automobilistiche in Italia è un affascinante percorso di evoluzione grafica, normativa e tecnologica, che riflette i cambiamenti sociali ed economici del paese. Dal loro concepimento, le targhe hanno subito numerose trasformazioni, passando da semplici identificatori a veri e propri documenti storici che raccontano un'epoca. Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio le modifiche e le caratteristiche delle targhe automobilistiche italiane, con un focus particolare sul periodo che precede e circonda il 1975, analizzando le diverse tipologie, i materiali e le innovazioni che hanno segnato questo settore.
Le Origini e le Prime Immatricolazioni
Le prime targhe automobilistiche in Italia, risalenti al 1897, segnarono l'inizio di un sistema di identificazione veicolare. Inizialmente, queste targhe erano molto diverse da quelle che conosciamo oggi, sia in termini di materiali che di design. Il fascio littorio, ad esempio, fu introdotto a partire dal 1928 e attaccato al corpo della targa stessa con un buco, come visibile in alcune fotografie storiche. Questo elemento simbolico rappresentava l'appartenenza a un'epoca specifica e a un regime politico.
La numerazione delle targhe seguiva inizialmente un ordine progressivo, ma la necessità di distinguere i veicoli portò a diverse variazioni. Le prime targhe presentavano una sola riga con il numero sulla sinistra e la sigla della provincia sulla destra, un formato semplice e diretto, come documentato nelle fotografie numero 1 e 2. La provincia di Torino, ad esempio, non ha mai terminato la serie precedente, indicando una continuità nel sistema di numerazione di quella specifica area.
Le Modifiche Strutturali e Grafiche dei Primi Decenni
Nel corso degli anni, il sistema di numerazione delle targhe subì diverse evoluzioni. Per far fronte all'aumento del numero di veicoli, si rese necessario introdurre variazioni nella struttura delle targhe. A un certo punto, si è introdotta una lettera in prima posizione, seguita da numeri, come nel formato A00000, visibile nelle fotografie numero 8 e 11. Successivamente, questa lettera fu spostata in ultima posizione, dando origine a sequenze come 00000A, anch'essa presente nella fotografia numero 11. La flessibilità del sistema fu ulteriormente dimostrata dallo spostamento della lettera in seconda posizione, creando il formato 0A0000, come mostrato nella fotografia numero 12.
Un aspetto interessante riguarda l'istituzione di nuove province e la loro integrazione nel sistema di targatura. Ad esempio, la provincia di Asti (AT) fu istituita solo nel 1935, il che significa che il numero 1, prima di quella data, non poteva essere associato a quella sigla specifica.
Le targhe posteriori, in particolare, subirono significative modifiche nel corso del tempo. Inizialmente, potevano essere composte da due pezzi separati, da montare sovrapposti (due righe) o affiancati (una riga). Il primo pezzo riportava la sigla della provincia in arancione su fondo nero, mentre il secondo portava il numero seriale in bianco su fondo nero. In altre varianti, entrambi i componenti presentavano caratteri neri su fondo bianco riflettente.

Il Dopoguerra e le Targhe del Periodo 1951-1976
Il periodo tra il 1951 e il 1976 vide l'introduzione di ulteriori cambiamenti. Nel 1951, come si può ben vedere nella fotografia numero 10, le targhe posteriori rimasero fatte di due pezzi separati, ma il design subì delle modifiche, con un foro che prima era chiuso e poi divenne aperto. Questo dettaglio, apparentemente minore, contribuiva a distinguere le targhe di diverse annate.
Le targhe del dopoguerra presentavano spesso una disposizione su due righe per le moto, con il numero seriale seguito dalla sigla della provincia, o viceversa, in azzurro su fondo bianco. Per le auto, la targa posteriore era costituita da due elementi separati. Uno riportava la sigla della provincia, l'altro il numero seriale, con variazioni nei colori e nei materiali utilizzati, come il nero su fondo bianco riflettente.
La necessità di aumentare la leggibilità e standardizzare il formato portò a definire dimensioni specifiche. Le targhe potevano avere una lunghezza di 33 cm se disposte su due righe. L'uso dei materiali subì anch'esso delle variazioni, con la crescente difficoltà di utilizzare il metallo per la fabbricazione delle targhe in determinati periodi, probabilmente a causa delle restrizioni belliche o delle priorità industriali.
Le Modifiche Estetiche del 1976
L'anno 1976 segnò un punto di svolta con l'introduzione di diverse modifiche estetiche alle targhe posteriori. Queste modifiche riguardavano principalmente il design e la leggibilità. La sigla della provincia delle targhe posteriori divenne arancione su fondo nero, come visibile nella fotografia numero 12, conferendo un aspetto distintivo a questo periodo. Le targhe anteriori, invece, rimasero identiche alle precedenti in termini di grafica.
Un'innovazione significativa fu l'introduzione della sigla della provincia direttamente al termine di ogni serie di numeri per le maggiori province. Questo sistema semplificava l'identificazione territoriale. Le targhe anteriori e posteriori, pur mantenendo una certa coerenza grafica, potevano differire leggermente nelle dimensioni, con l'anteriore che tendeva ad essere di poco inferiore alla posteriore se disposta su una riga.

L'Introduzione della Repubblica Italiana e le Targhe Successive
Dopo la fine della monarchia, le targhe iniziarono a riflettere la nuova identità repubblicana. La fotografia numero 12 mostra una targa che riporta la sigla della provincia in arancione, un chiaro riferimento al periodo post-monarchico. L'obiettivo era quello di garantire un valore ufficiale e una chiara identificazione dei veicoli all'interno del territorio nazionale.
Le targhe del periodo successivo al 1976 continuarono a evolversi, cercando di migliorare ulteriormente leggibilità e standardizzazione. Si diffusero formati con due caratteri alfabetici, tre numerici e altri due alfabetici, tutto in nero su fondo bianco riflettente. Nel formato su due righe ("quadrotta"), i primi due caratteri erano spesso ZA. Le targhe anteriori seguivano le stesse indicazioni della targa posteriore, mantenendo la disposizione su una riga.
Per le moto, il sistema prevedeva due caratteri alfabetici seguiti da 5 caratteri numerici, sempre in nero su fondo bianco riflettente e disposti su due righe. Le coppie di caratteri corrispondenti alle sigle provinciali non venivano utilizzate in questo contesto, indicando una differenziazione nel sistema di immatricolazione tra autoveicoli e motoveicoli.
L'Impatto della Tecnologia e le Targhe Moderne
L'evoluzione delle targhe non si è fermata al 1975. Negli anni successivi, il sistema è proseguito con l'introduzione di ulteriori innovazioni. A partire dal 1994, è iniziato un sistema centralizzato, ma l'aspetto delle targhe è cambiato nuovamente con l'aggiunta di due strisce a fondo azzurro alle estremità. La striscia azzurra di sinistra riportava l'emblema dell'Unione Europea e il contrassegno internazionale dell'Italia (I). La striscia di destra conteneva le ultime due cifre dell'anno di prima immatricolazione e la sigla provinciale.
Per le province di Aosta, Bolzano e Trento, la sigla era accompagnata dallo stemma provinciale, aggiungendo un ulteriore elemento di personalizzazione regionale. I contrassegni per ciclomotori, che avevano l'aspetto di una piccola targa con gli angoli tagliati, rimasero invariati fino al 2007.
ITALA – La leggenda dell’automobile italiana ritorna - 60sec
Targhe Storiche e la Normativa Recente
L'interesse per le targhe storiche è cresciuto significativamente, portando a modifiche normative per permettere ai collezionisti di riportare i veicoli d'epoca al loro stato originale. Il DM 4.8.2023 n. 188 ha introdotto la possibilità di rilascio delle targhe storiche per veicoli di interesse storico e collezionistico, in attuazione dell'art. 93, comma 4 del C.d.s..
Per ottenere una targa storica, il veicolo deve essere riconosciuto come d'interesse storico e collezionistico. Questo riconoscimento avviene se il veicolo è iscritto in appositi registri (ASI, Italiano FIAT, Storico Lancia, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI), iscritto nei registri del PRA, costruito da almeno 20 anni, e presenta le caratteristiche tecniche previste dall'art. 215 del regolamento CDS.
Anche i veicoli radiati dalla circolazione, mai immatricolati, di origine sconosciuta o provenienti dall'estero possono, in determinati casi, essere reimmatricolati e ottenere targhe storiche con sigla alfanumerica e caratteristiche conformi al periodo storico di costruzione.
La richiesta della targa storica comporta un costo, variabile a seconda che si tratti di autoveicoli o motocicli e macchine agricole. Si spera che questa iniziativa possa anche contribuire a porre un freno al mercato delle targhe false.
Accessori e Collezionismo: Un Mercato Dedicato
L'amore per le automobili d'epoca e per la storia delle targhe ha dato vita a un fiorente mercato di repliche e accessori. Nello store di Targhe Storiche, ad esempio, è possibile trovare un'ampia gamma di repliche di targhe auto posteriori, anteriori, targhe moto e targhe ripetitrici, sia attuali che d'epoca. Queste targhe sono ideali per valorizzare un'auto con dettagli esclusivi, soddisfacendo le esigenze di collezionisti e appassionati di guida e stile.
È fondamentale sottolineare che l'ordine della targa è a totale carico del cliente, che ne assume l'esclusiva responsabilità. Le targhe acquistate hanno natura meramente amatoriale e decorativa. Nel rispetto della normativa vigente in Italia, possono essere applicate su veicoli esposti esclusivamente in luogo privato. Ogni altro uso improprio potrebbe far incorrere il proprietario del mezzo in possibili reati e sanzioni.
La collezione di targhe storiche non è solo un hobby, ma un modo per preservare la memoria storica dell'automobilismo italiano, un viaggio nel tempo attraverso materiali, formati e curiosità che rendono ogni targa un pezzo unico di storia. L'evoluzione delle targhe, dal loro aspetto funzionale ai dettagli grafici e normativi, continua a essere un argomento di grande interesse per restauratori, collezionisti e semplici appassionati.
tags: #targhe #nel #1975 #automobilistiche