La passione per i veicoli d'epoca e storici in Italia trova finalmente un nuovo e importante capitolo con l'introduzione delle "targhe storiche". Questo innovativo provvedimento, scaturito da una serie di decreti ministeriali e circolare esplicativa congiunta di ACI e Ministero dei Trasporti, permette ai proprietari di auto, moto e macchine agricole d'epoca di ottenere una replica esatta della targa di prima immatricolazione, rispecchiando fedelmente le specifiche tecniche e grafiche dell'epoca. L'obiettivo è chiaro: valorizzare il patrimonio automobilistico storico italiano, semplificando le procedure e incentivando la conservazione e la circolazione di questi preziosi testimoni della nostra storia e della nostra ingegneria.

Chi può richiedere una targa storica?
Non tutti i veicoli che hanno compiuto una certa età possono beneficiare di questo importante riconoscimento. La normativa, in particolare il Decreto Attuativo del 4 agosto 2023 e il successivo Decreto del Direttore Generale della Motorizzazione del 21 novembre 2023, individua tre fattispecie principali per le quali è ammessa la richiesta di targa storica:
- Veicoli radiati dal PRA: Si tratta di veicoli che, per varie ragioni (radiazione d'ufficio, per esportazione, per demolizione secondo la previgente legislazione prima del 30 giugno 1998, o per ritiro su area privata), sono stati cancellati dal Pubblico Registro Automobilistico. Questi veicoli, pur non essendo più circolanti, conservano un valore storico e possono ora tornare su strada con la loro identità originaria.
- Veicoli reimmatricolati nel corso della loro esistenza: Questa categoria include veicoli che, pur essendo sempre stati immatricolati in Italia, hanno nel tempo subito procedure di reimmatricolazione con targhe più recenti. La targa storica permetterà loro di riacquisire la targa originale.
- Veicoli di origine sconosciuta, ossia privi di documenti di circolazione: Questa è una delle novità più significative. Veicoli che, per svariate ragioni, si trovano privi di documenti di circolazione e targhe, ma che originariamente erano iscritti al Pubblico Registro Italiano, possono ora essere regolarizzati attraverso l'ottenimento della targa storica.
È fondamentale sottolineare che, in tutti questi casi, si tratta inderogabilmente di veicoli che all’origine erano iscritti al Pubblico Registro Automobilistico italiano. Vengono quindi esclusi i veicoli immatricolati per la prima volta all'estero, per i quali non esiste traccia negli archivi della Motorizzazione italiana né in quelli del Pubblico Registro Automobilistico. Tali veicoli possono essere nazionalizzati e targati con un contrassegno di identificazione del tipo ora in uso, conforme alle normative europee.
I requisiti per l'iscrizione ai registri storici
Per poter accedere alla procedura di ottenimento della targa storica, il veicolo deve soddisfare determinati prerequisiti, legati principalmente alla sua storicità e alla sua appartenenza a registri riconosciuti. In base al nuovo decreto, i veicoli di interesse storico e collezionistico per i quali è riconosciuta la facoltà di richiedere il rilascio della targa storica (con la grafica originaria) devono:
- Essere iscritti in uno dei Registri Storici riconosciuti: Questi includono l'ASI (Automotoclub Storico Italiano), il Registro Fiat Italiano, il Registro Italiano Alfa Romeo, il Registro Storico Lancia e la FMI (Federazione Motociclistica Italiana) per i motoveicoli.
- Essere muniti di Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica (CRS): Questo certificato, rilasciato ai sensi dell'art. 4 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009, attesta l'importanza storica del veicolo. In alternativa, può essere accettato un Attestato di Storicità (ADS) rilasciato anteriormente alla data del 20 marzo 2010.
- Essere presenti (targa/telaio) almeno in uno dei due archivi:
- ANV (Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione): Verificabile tramite Visura Motorizzazione.
- Archivio PRA (Pubblico Registro Automobilistico): Verificabile tramite Visura PRA o Estratto Cronologico PRA.
Questi requisiti garantiscono che il veicolo sia effettivamente un pezzo di storia automobilistica italiana e che la sua identità originaria possa essere recuperata. L'iscrizione ai registri storici non è solo un requisito tecnico, ma anche un modo per valorizzare e preservare attivamente il patrimonio motoristico nazionale.

La procedura per ottenere la targa storica
L'iter per l'assegnazione di una targa storica è stato significativamente snellito rispetto al passato, grazie alla semplificazione delle procedure introdotta dai decreti ministeriali. Il proprietario del veicolo deve presentare un'istanza apposita alla Motorizzazione Civile. Per il momento, le pratiche relative alle targhe storiche sono gestite da un numero selezionato di STA (Sportello Telematico dell’Automobilista), abilitati ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modifiche.
All'istanza occorre allegare la documentazione necessaria che attesti la proprietà e la storicità del veicolo:
- Titolo di proprietà: Carta di circolazione attuale e certificato di proprietà (o documentazione equipollente).
- Certificato che attesta l’esito positivo del controllo tecnico: Per i veicoli tuttora immatricolati, è sufficiente l'etichetta di avvenuta revisione sul libretto di circolazione. Per i veicoli radiati o di origine sconosciuta, sarà necessario un collaudo tecnico specifico.
È importante notare che, per i veicoli già immatricolati per i quali il proprietario desidera ottenere la targa originale, non vi è alcuna necessità di presentare il Certificato di Rilevanza Storica (CRS). Questa specifica è chiaramente desumibile dal testo del Decreto: l'art. 3 (veicoli radiati) e l'art. 5 (veicoli di origine sconosciuta) indicano tra i documenti da fornire il CRS, mentre per i veicoli già in circolazione con targhe più recenti, l'enfasi è sul recupero dell'identità originaria.
Tipologie di Pratiche e Documentazione Specifica
Le pratiche possibili si dividono principalmente in due categorie:
Immatricolazione (per ricostruzione) per veicoli radiati (non circolanti):Questa procedura si applica a veicoli già immatricolati in Italia ma che non sono attualmente circolanti perché radiati. Le cause di radiazione che permettono questa procedura includono:
- Radiazione d'ufficio ai sensi dell'articolo 96 del Codice della Strada.
- Radiazione per esportazione ai sensi dell'articolo 103 del Codice della Strada.
- Radiazione per ritiro su area privata (ai sensi della previgente legislazione, su richiesta presentata per la prima volta entro il 26 aprile 2006).
- Radiazione per demolizione, ai sensi della previgente legislazione, prima del 30 giugno 1998, ad esclusione di quelli per i quali siano stati erogati contributi statali alla rottamazione.
In questi casi, si procede alla immatricolazione e alla successiva iscrizione al PRA. L'agenzia specializzata può supportare nella consulenza preventiva, nell'accesso agli atti in Motorizzazione per visura dei dati presenti nell'ANV, nell'ottenimento dell'estratto cronologico PRA, nell'iscrizione del veicolo all'ASI (se non già iscritto), nella prenotazione del collaudo, nell'immatricolazione con la precedente targa storica, nell'iscrizione al PRA e infine nella richiesta di produzione della targa storica al Poligrafico dello Stato.
Reimmatricolazione per veicoli circolanti:Questa procedura riguarda veicoli attualmente circolanti, dotati di targhe più recenti, per i quali si desidera ottenere la targa storica originale. In questo caso, all'atto della presentazione dell'istanza, le targhe attuali dovranno essere trattenute. Di conseguenza, questi veicoli non potranno circolare o sostare su strada fino alla consegna delle nuove targhe storiche.
Anche in questo scenario, un'agenzia specializzata può fornire assistenza completa, dalla consulenza preventiva alla visura dei dati ANV, dall'estratto cronologico PRA all'eventuale iscrizione all'ASI, fino alla reimmatricolazione con targhe storiche presso la Motorizzazione e il PRA, e alla richiesta di produzione della targa al Poligrafico dello Stato.
Gestione delle Targhe Multiple
Una particolarità interessante riguarda i veicoli che, nel corso del tempo, hanno avuto assegnate targhe diverse. Se i dati archiviati indicano questa situazione, gli interessati hanno la facoltà di scegliere quale numero di targa storica farsi riassegnare, a patto che tale numero sia già stato rilasciato da non meno di 20 anni. Questo permette una maggiore flessibilità e la possibilità di recuperare la targa più rappresentativa per la storia del veicolo.
I costi e i tempi della pratica
L'ottenimento di una targa storica comporta dei costi che, sebbene non indifferenti, sono giustificati dal valore storico e dall'autenticità che conferiscono al veicolo. Il costo "base" per l'intera pratica si aggira intorno ai 100 euro, così suddivisi:
- 10,20 euro di diritti alla MCTC (Motorizzazione Civile dei Trasporti).
- 64 euro per 4 marche da bollo.
- 27 euro di emolumenti del PRA.
A questi si aggiunge il costo di stampa e consegna della targa storica, che varia a seconda della tipologia di veicolo:
- 549 euro per la targa storica automobilistica.
- 274,50 euro per la targa di un motoveicolo o di un mezzo agricolo storico.
Questi costi "base" non includono l'eventuale costo del servizio di un'agenzia specializzata, che può variare a seconda dei servizi offerti.
Per quanto riguarda i tempi di svolgimento della pratica, nella fase sperimentale e di avvio del sistema, i tempi sono stati più lunghi del previsto a causa del necessario rodaggio dell'iter burocratico e produttivo che coinvolge molteplici soggetti (Motorizzazione, Archivio PRA, STA e Istituto Poligrafico dello Stato). Tuttavia, una volta che il sistema entrerà a regime ordinario, l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), che produce le targhe storiche nel suo stabilimento di Foggia, ha assicurato la consegna all'agenzia di pratiche automobilistiche che ha presentato la richiesta nell'arco di circa due settimane dall'ordine. Questo significa che, a regime, la pratica potrà essere perfezionata in un tempo molto ragionevole, stimato attorno ai 15 giorni.
Visura ed Estratto Cronologico AUTO: come ottenerli da una targa
L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato: custode dell'autenticità
La produzione delle targhe storiche è affidata all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), un ente di eccellenza che già realizza tutte le targhe in Italia, oltre a documenti di identità, passaporti e altro ancora. L'IPZS si impegna a tutelare l'incredibile patrimonio culturale dell'automobilismo storico italiano, confermandosi come uno dei primi enti al mondo a realizzare repliche conformi agli originali, certificate in fede pubblica. Lo stabilimento di Foggia è il cuore pulsante di questa produzione, dove si utilizzano tecniche e materiali che riproducono fedelmente le targhe d'epoca, garantendo un elevato standard di autenticità.
Una novità per i veicoli pre-1952
Una delle novità più attese, introdotta con la circolare n. 33941 del 20 novembre 2025, è la possibilità per i veicoli costruiti prima del 1952 di tornare su strada con il modello di targa in vigore all'epoca della loro produzione, sia dal punto di vista del design che dei materiali. Questa disposizione è stata accolta con grande entusiasmo dai collezionisti, poiché rispetta pienamente l'autenticità dei veicoli restaurati e permette di preservare la loro integrità storica.
La passione per i veicoli storici: un patrimonio da custodire
La passione per le auto e le moto storiche trascende la mera proprietà e guida. Per i collezionisti, questi veicoli rappresentano frammenti viventi di storia, custodi di racconti e testimoni di un'epoca. Ogni graffio, ogni dettaglio, ogni motore che ruggisce racconta una tappa unica del mezzo. La cura maniacale per ogni componente, il restauro meticoloso e la ricerca dell'autenticità sono il cuore di questa dedizione.

I collezionisti non si limitano a custodire i propri "gioielli" nei garage; partecipano attivamente a eventi e raduni, condividendo storie, esperienze e un'affinità per il fascino senza tempo delle auto d'epoca. In questo modo, non solo godono della bellezza dei veicoli, ma agiscono anche come custodi di un'eredità culturale. Le auto e le moto, infatti, raccontano una parte della storia e della società di tempi andati, un po' come pellicole restaurate e riproiettate.
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso orgoglio per aver accompagnato questo percorso, sottolineando l'importanza di aver dato riconoscimento e visibilità a chi possiede un'auto o una moto storica. Giovanni Copioli, Presidente della FMI, ha evidenziato come le oltre 305mila moto iscritte nel Registro Storico debbano poter circolare, rappresentando la storia del nostro Paese.
La distinzione tra "veicoli d'epoca" e "veicoli di interesse storico e collezionistico"
È utile fare chiarezza sui termini, poiché la legislazione italiana distingue tra "veicoli d'epoca" e "veicoli di interesse storico e collezionistico":
- Veicoli d'epoca: Sono motoveicoli e autoveicoli cancellati dal PRA in quanto destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati. Non sono adeguati ai requisiti, dispositivi ed equipaggiamenti per la circolazione stradale vigente (ai sensi dell'articolo 60, comma 2, del Codice della Strada). La loro circolazione è consentita solo in occasione di raduni autorizzati, manifestazioni e nelle località dove si svolgono questi eventi, previa autorizzazione specifica.
- Veicoli di interesse storico e collezionistico: Sono motoveicoli e autoveicoli iscritti in uno dei registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo e Storico FMI. Questi veicoli sono ammessi a circolare su strada a condizione che posseggano i requisiti previsti per questa tipologia.
L'età minima per la storicità
Prima della Legge di Stabilità del Governo Renzi, erano sufficienti 20 anni affinché un'auto potesse definirsi d'epoca. Oggi, una vettura può definirsi d'epoca se è stata costruita almeno 30 anni prima dell'iscrizione a uno dei Registri dell'ASI. Si fa riferimento al numero di anni dalla costruzione dell'auto e non necessariamente dalla prima immatricolazione, a condizione che il veicolo abbia mantenuto le "originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice".
Vantaggi per i possessori di veicoli storici
Oltre alla possibilità di ottenere la targa storica, i veicoli che rientrano nelle categorie di interesse storico e collezionistico godono di diversi benefici:
- Agevolazioni fiscali: Il bollo sulle auto storiche è un argomento che ha visto evoluzioni normative. In molte regioni, i veicoli d'epoca registrati godono di esenzioni o riduzioni significative sul pagamento del bollo, soprattutto se superano una certa anzianità (spesso 30 anni, ma alcune regioni offrono agevolazioni anche per veicoli tra i 20 e i 29 anni).
- Assicurazioni agevolate: Le polizze assicurative per le auto d'epoca sono generalmente più vantaggiose. Tuttavia, a seconda della compagnia, potrebbero esserci limitazioni legate alla tipologia di utilizzo del veicolo.
- Revisione periodica: Le auto storiche sono sottoposte a revisione periodica. Per le auto d'epoca iscritte ASI, la revisione tecnica obbligatoria va fatta ogni cinque anni presso la Motorizzazione Civile. Per i veicoli di interesse storico e collezionistico, la revisione è biennale, come per le auto comuni, ma può essere effettuata anche presso officine private.
- Circolazione semplificata per eventi: Sebbene i veicoli d'epoca abbiano limitazioni di circolazione, i veicoli storici e collezionistici, una volta regolarizzati, possono circolare più liberamente, partecipando a raduni, eventi e manifestazioni, contribuendo a un indotto turistico positivo.
L'introduzione delle targhe storiche rappresenta quindi un passo fondamentale per la valorizzazione e la preservazione del patrimonio automobilistico italiano, unendo la passione per il passato con le esigenze della normativa moderna.