La Toyota Celica, una coupé giapponese che ha segnato un'epoca, non è stata solo un'icona di stile e prestazioni su strada, ma ha anche inciso profondamente nel mondo del motorsport, in particolare nel Campionato del Mondo Rally (WRC). La sua storia è costellata di successi, innovazioni tecniche e, talvolta, controversie che ne hanno definito il carattere e l'eredità. Tra le sue diverse incarnazioni, la versione GT-Four emerge come il culmine di questa evoluzione sportiva, rappresentando un vero e proprio bolide progettato per dominare le prove speciali.
Dalle Origini alla Nascita della GT-Four
La storia della Toyota Celica inizia nel 1970, con la sua prima apparizione al Salone di Tokyo. Progettata originariamente per conquistare il mercato nordamericano, la Celica poggiava sulla piattaforma a trazione posteriore della berlina Carina, offrendo una gamma di motori che variavano da 1.4 a 2.2 litri. Inizialmente disponibile in versione a due porte, nel 1973 venne introdotta una variante più versatile con portellone. Le generazioni successive videro l'introduzione di versioni cabriolet, la nascita della Supra (variante XX) e l'evoluzione verso un design più moderno con fari quadrati e, successivamente, un modello a quattro porte che anticipava la futura famiglia Camry.
La svolta verso la vocazione sportiva e rallystica si concretizzò con la terza generazione nel 1981, che vide la Celica farsi valere nei rally, conquistando la sua prima vittoria nel WRC in Costa d'Avorio nel 1983. L'anno successivo arrivò una variante scoperta ridisegnata e con fari anteriori a scomparsa. Fu però con la quarta generazione, nel 1985, che la Celica introdusse la trazione anteriore, seguita un anno dopo dal debutto della versione GT-Four a trazione integrale. Sebbene questa versione sia arrivata nelle concessionarie italiane solo nel 1988, con l'unica variante 2.0 turbo GT-Four da 185 CV, segnò l'inizio di un'era per la Celica nel mondo delle competizioni ad alte prestazioni.

La Quinta Generazione: Un Design Iconico e Prestazioni Affilate
La versione più conosciuta e amata in Italia è senza dubbio la quinta generazione, arrivata nel 1990. Questa generazione si contraddistinse per un look aggressivo e personale, impreziosito dai fari a scomparsa tipici delle vere gran turismo. Inizialmente proposta nella potente versione 2.0 turbo 4WD da 204 CV, la gamma si ampliò successivamente con varianti meno potenti da 1.6 litri (105 CV) e 2.0 litri (156 CV). Per un breve periodo fu disponibile anche una Limited Edition a trazione integrale da 208 CV.
Fu proprio in questi anni che la quinta generazione della Toyota Celica ottenne un notevole successo nel WRC, conquistando due Mondiali Piloti con Carlos Sainz. Tuttavia, la versione destinata a lasciare un'impronta ancora più indelebile nel motorsport fu la sesta generazione, nata nel 1993.
La Sesta Generazione e la Nascita della GT-Four ST205
La sesta generazione della Celica, commercializzata in Italia a partire dal 1994, rappresentò un ulteriore passo avanti in termini di prestazioni e design. La versione di punta, la GT-Four ST205, con trazione integrale permanente e un motore 3S-GTE da 1998 cm³ sovralimentato da turbina, raggiungeva una potenza di 242 cavalli. Questa versione, venduta in Europa tra il 1994 e il 1996, fu sviluppata specificamente per il World Rally Championship (WRC) e rappresentò la terza ed ultima evoluzione della Celica GT-Four.

La ST205 si distinse per il suo motore che, a parità di potenza imposta dal regolamento (300 CV), disponeva di una coppia massima di 500 Nm (51 Kgm), superiore a quella dei propulsori delle vetture concorrenti. Incorporava inoltre un nuovo sistema antilag per compensare il ritardo di risposta del turbo, una tecnologia all'avanguardia per l'epoca. Il debutto ufficiale nel WRC avvenne nell'ottobre 1994 al Rally di Sanremo.
La Carriera Sportiva della Celica GT-Four ST205: Gloria e Controversie
La Celica GT-Four ST205 è stata un modello di punta per il Toyota Team Europe (TTE) nel Campionato del Mondo Rally dal 1992, sostituendo la ST165. La sua carriera sportiva, tuttavia, fu segnata da successi eclatanti ma anche da episodi controversi che ne limitarono l'impatto a lungo termine.
Nella stagione 1994, la ST205, pur non disputando l'intera stagione, si dimostrò un'agguerrita contendente. Juha Kankkunen, al volante della ST205, conquistò gli ultimi 17 punti cruciali per la classifica costruttori della Toyota al RAC di Gran Bretagna, permettendo al team di chiudere al comando con un vantaggio di 11 punti sulla Subaru. In quella stessa gara, Didier Auriol, con la ST185, conquistò il mondiale piloti prima ancora di tagliare il traguardo, grazie all'uscita di scena di Sainz.
La GT-Four ST205 fu protagonista di un'altra importante vittoria nella coppa del mondo 2 Litri nel 1994, in Svezia e Catalogna, e nel 1995 in Kenya, prove valide come vittorie assolute ma non per il campionato WRC.
La stagione 1995 vide la ST205 conquistare podi in quasi tutte le gare in cui partecipò. Tuttavia, la vettura non riuscì a completare un'intera stagione con il team ufficiale. Durante il Rally di Catalunya, il Team Toyota fu squalificato per la manomissione della flangia da 34 mm, imposta dalla FIA per limitare l'afflusso di aria al turbocompressore in sostituzione di quella precedente da 38 mm. Questa manomissione portò alla squalifica del team ufficiale per il resto della stagione 1995 e per tutto il 1996. I piloti, inclusi Juha Kankkunen (all'epoca leader del campionato piloti con la ST205) e Didier Auriol, furono anch'essi squalificati per il 1995, impedendo loro di difendere il titolo.
La Penalità Più Dura Nella Storia Del WRC | Il trucco della Celica
La FIA impose una limitazione che livellava verso il basso le prestazioni motoristiche, vanificando in parte l'incremento di coppia del motore 3S-GTE nel modello ST205 gruppo A. La versione GT4 ST205 gruppo A del 1994, pur rispettando i 300 CV imposti dal regolamento, vantava una coppia massima di 500 Nm, superiore a quella dei concorrenti.
Dal 1997, la Celica GT-Four ST205 non fu più omologabile nel nuovo campionato WRC, che aveva sostituito il Gruppo A. Il nuovo regolamento richiedeva che il modello sportivo WRC derivasse da un modello di serie prodotto in almeno 25.000 unità all'anno. Toyota, per aggirare questo ostacolo e continuare a competere nel WRC, utilizzò la Corolla, un modello di lunghezza superiore ai 4 metri.
Nonostante le difficoltà, la Celica GT-Four ST205 continuò a dimostrare il suo potenziale. Nel 1998, affiancata alla nuova Corolla WRC, vinse la prima edizione della coppa del mondo per team privati (FIA Teams Cup) con la scuderia italiana H.F. Grifone.
Innovazioni Tecniche e Prestazioni della GT-Four ST205
La Celica GT-Four ST205 rappresentò un concentrato di innovazioni tecniche. Il motore 3S-GTE, nella sua configurazione di gruppo A del 1994, erogava i 300 CV richiesti dal regolamento, ma si distingueva per una notevole coppia di 500 Nm. Il sistema antilag era un elemento chiave per mantenere il turbo in pressione e ridurre il turbo lag, un problema comune nei motori turbo dell'epoca.
La vettura era dotata di un sofisticato sistema di trazione integrale permanente, con differenziali centrali e posteriori capaci di gestire al meglio la potenza e garantire un grip eccezionale su ogni tipo di superficie. La sospensione Super Strut, una variante evoluta delle McPherson, contribuiva ulteriormente alla stabilità e alla precisione di guida.
La Versione Pikes Peak
Oltre al WRC, la Celica GT-Four trovò terreno fertile anche in altre competizioni, come la Pikes Peak International Hill Climb. La versione utilizzata in questa leggendaria gara montava un motore Toyota 503E 2.0 turbo 4 cilindri, capace di erogare ben 880 CV. La Celica conquistò tre vittorie assolute alla Pikes Peak nel 1994, 1996 e 1997, dimostrando la versatilità e la straordinaria preparazione di base del modello.

L'Eredità della Celica GT-Four
La Toyota Celica GT-Four, in particolare nella sua incarnazione ST205, rimane un capitolo fondamentale nella storia del motorsport e dell'ingegneria automobilistica. Nonostante le squalifiche e le limitazioni imposte dai regolamenti, la vettura ha dimostrato un potenziale incredibile, vincendo gare e conquistando titoli che ne attestano le eccezionali prestazioni.
La sua eredità vive non solo nei libri di storia del rally, ma anche nel cuore degli appassionati che riconoscono in essa un'auto da corsa pura, concepita e costruita per affrontare le sfide più estreme. La Celica GT-Four è un esempio tangibile di come la passione per la competizione possa spingere un costruttore a creare macchine straordinarie, capaci di superare i limiti e di scrivere pagine indelebili nella leggenda dell'automobilismo.
La quotazione attuale delle Toyota Celica 1.6 e 2.0 stradali varia tra i 1000 e i 3000 euro, ma il valore storico e sportivo delle versioni GT-Four, specialmente quelle legate al mondo delle competizioni, è inestimabile per i collezionisti e gli appassionati. La Celica, con le sue sette generazioni e i suoi successi, ha lasciato un'impronta profonda, e la sua erede spirituale, la Toyota GT-86, continua a portare avanti la tradizione di auto votate al piacere di guida, all'agilità e alla leggerezza.