Il Toyota Hilux, un nome che ha identificato il pick-up Toyota nella maggior parte dei mercati mondiali, ha una storia ricca e articolata, caratterizzata da una costante evoluzione che lo ha reso un'icona di robustezza e affidabilità. Sebbene la sua produzione abbia avuto inizio nel marzo 1968 con la versione RN10 a passo corto, equipaggiata con un motore a quattro cilindri in linea da 1,5 litri, in grado di erogare 76 CV e nella configurazione per il mercato giapponese, gli anni '90 hanno rappresentato un periodo cruciale per il suo sviluppo e la sua affermazione globale.

Nonostante la denominazione "Hilux", abbreviazione di High Luxury, il veicolo poteva essere considerato di lusso solo in rapporto al precedente Stout, un pick-up a tre posti che, nel 1959, prese il nome di Stout. La storia dei pick-up Toyota, infatti, inizia nel 1954 con il Toyopet RK. Nato in collaborazione con la Hino Motors, azienda che due anni prima iniziò una partnership con Toyota e già presente sul mercato dei pick-up, il primo Hilux era un cassonato con caratteristiche più automobilistiche, molto meno spartano degli altri pick-up sul mercato. Non per niente, il nome Hilux, inizialmente commercializzato come Hi-Lux, si riferiva proprio alla sua maggiore cura rispetto ai rivali dell’epoca.
Le Origini e le Prime Evoluzioni
Nel aprile 1969 fu introdotta una versione a passo lungo, mentre la variante a passo corto rimase in produzione per diversi anni. La versione a passo lungo non venne commercializzata in nord America fino al 1972, consentendo al Datsun Truck di mantenere una solida presenza nel mercato dei pick-up compatti. A partire da novembre 1971, l’assemblaggio finale dei veicoli destinati al mercato statunitense venne affidato alla Atlas Fabricators di Long Beach, California, successivamente rinominata Toyota Auto Body California. Le unità erano spedite dal Giappone come telaio con cabina (senza cassone), che veniva costruito localmente e montato sul telaio prima della distribuzione ai concessionari. Per la prima volta, nei mercati nordamericani venne offerta la possibilità di scegliere un cassone lungo da 2.25 metri, già disponibile a livello mondiale dal 1969.
Nel 1975, la Hilux fu completamente ridisegnata, diventando più grande e dotata di equipaggiamenti di serie più ricchi. Per il mercato nordamericano, la nuova versione introdusse il motore 20R da 2,2 litri e l’allestimento SR5, caratterizzato da finiture di livello superiore. Sempre nel 1975, l’azienda statunitense Off Road Marketing, con sede a Garden Grove, California, sviluppò un sistema di trazione integrale per la Hilux, commercializzato con il nome Wolverine 4x4. Sebbene alcuni elementi fossero prodotti internamente, molti dei componenti principali provenivano da altri veicoli fuoristrada, in particolare dalla Jeep CJ. I modelli Wolverine 4x4 furono venduti tramite la rete ufficiale dei concessionari Toyota USA tra il 1975 e il 1979.

Negli Stati Uniti e in Canada, dove il modello era commercializzato con il nome di Toyota Pickup, venne introdotta per la prima volta la trazione integrale. Il veicolo disponeva di assale anteriore rigido e sospensioni a balestre, con una carrozzeria ridisegnata che prevedeva fari anteriori singoli circolari e linee più semplici. Il sistema 4WD impiegava una scatola di rinvio RF1A a ingranaggi, caratterizzata da una riduzione a basso rapporto replicabile tramite configurazioni a doppia o tripla scatola di rinvio, che garantivano rapporti di trasmissione molto ridotti.
Nel 1981 Toyota siglò un accordo di collaborazione con Winnebago Industries e altri due preparatori aftermarket per sviluppare versioni SUV destinate al mercato statunitense. Da questa partnership nacquero tre varianti: il Trekker (Winnebago), il Wolverine e il Trailblazer (Griffith), tutti basati sul telaio e sulla cabina del Hilux 4×4 RV, con una sezione posteriore realizzata in vetroresina. Verso la fine del ciclo produttivo della versione SR5, Toyota introdusse l’allestimento di lusso Mojave per il mercato statunitense. Prodotto in serie limitata (3.500 esemplari), l’Hilux Mojave offriva dotazioni esclusive come sedili singoli, radio multiplex a due altoparlanti, paraurti cromati e l’assenza dei loghi Toyota su griglia e bagagliaio. Tra gli optional figuravano cruise control, servosterzo e aria condizionata.
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Gli Anni '80: Innovazioni e Affinamenti
Presentata nell’agosto del 1983, la quarta generazione denominata N50, vide tra le principali novità l’introduzione della versione Xtracab, dotata di cabina estesa e di circa 15 centimetri di spazio aggiuntivo dietro i sedili per lo stivaggio interno. Nel 1985 Toyota introdusse una nuova variante turbocompressa a benzina, il 22R-TE, in risposta alla concorrenza di Nissan, che già offriva un pick-up con motore V6. L’anno successivo, il ponte rigido anteriore venne sostituito da un sistema di sospensioni anteriori indipendenti con barre di torsione sui modelli 4×4, con l’aggiunta di un dispositivo automatico di scollegamento del differenziale anteriore, alternativa ai mozzi di bloccaggio automatico. Il 1985 fu l’ultimo anno di produzione con ponte rigido nella maggior parte dei mercati, sebbene questo elemento rimase disponibile sulla quinta generazione (modello LN106) fino al 1997.
Alla fine del 1986, l’Hilux subì un leggero restyling estetico e funzionale. Le modifiche comprendevano una nuova griglia frontale, un paraurti anteriore monopezzo e un abitacolo rinnovato, con pannelli porta a tutta altezza rivestiti in finta pelle per le versioni base e DLX. La plancia strumenti presentava un design più arrotondato e rifiniture in tinta con l’interno, mentre la parte superiore del cruscotto divenne più corta. Il volante e la cornice dell’autoradio vennero verniciati nei colori dell’abitacolo (grigio, rosso, marrone o blu), e nei quadri strumenti SR-5 la grafica passò da una trama a griglia a linee orizzontali.
La Quinta Generazione (N80): Il Hilux degli Anni '90
Alla fine del 1988, Toyota presentò una nuova generazione dell’Hilux per la maggior parte dei mercati mondiali. La quinta generazione del 1988, denominata N80, introdusse per il Toyota Hilux un passo più lungo, pari a 3.099 mm, rispetto ai 2.616 mm della versione standard. Le pareti del cassone, realizzate in un unico pezzo, eliminarono le giunzioni soggette a ruggine presenti nei modelli precedenti. La versione V6 Xtracab SR5 si aggiudicò, nello stesso anno, il premio “Truck of the Year” della rivista Motor Trend.

In nord America, l’Hilux continuò a essere commercializzato semplicemente come “Toyota Pickup”. Inizialmente, i pickup destinati al mercato nordamericano furono importati dal Giappone, ma a partire dal 1990 iniziarono a essere prodotti anche nello stabilimento NUMMI di Fremont, California. Tuttavia, alcune unità vendute tra gli anni modello 1991 e 1995 continuarono a essere assemblate in Giappone, poiché non tutte le versioni venivano prodotte negli Stati Uniti. Nel 1991, il modello ricevette un leggero aggiornamento estetico che introdusse una nuova griglia frontale con il rinnovato emblema Toyota, adottato di recente. Nello stesso anno ebbe inizio la produzione nordamericana presso lo stabilimento NUMMI.
La quinta generazione del mitico Hilux, prodotta tra il 1988 e il 1997, venne costruita in Giappone, Argentina, Colombia, Thailandia, Stati Uniti e persino in Germania dalla Volkswagen, che di quella generazione produsse una variante a marchio VW, il Taro. Noto come Toyota Pickup negli Stati Uniti fino al 1995, in quell’anno venne affiancato da un modello dedicato al mercato americano, il Tacoma, al quale si affiancò nel 1999 il full-size Tundra: entrambi sono ancora molto apprezzati in America, dando filo da torcere ai produttori nazionali come RAM, Ford e GMC. In Europa e nel resto del mondo, invece, pensare ad un pick-up Toyota equivale pensare al mitico Hilux. Arrivato alla sua ottava generazione, negli anni l’Hilux si è creato l’invidiabile nomea di veicolo indistruttibile e inarrestabile. Iconiche, ad esempio, le spedizioni al Polo Nord o su un vulcano attivo in Islanda, così come i test di Jeremy Clarkson con un Hilux di quinta generazione totalmente originale che venne, nell’ordine, incidentato diverse volte, parcheggiato su un palazzo in demolizione, inghiottito dal mare e infine dato alle fiamme, superando ogni volta la sfida continuando a funzionare.
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La Sesta Generazione (N140): L'Evoluzione Continua negli Anni '90
La sesta generazione, denominata N140, fu presentata nel 1997. Il telaio a longheroni fu completamente ridisegnato e rinforzato per aumentare la rigidità torsionale e la resistenza all’usura in condizioni gravose. La carrozzeria crebbe in larghezza di circa 100 mm rispetto alla generazione precedente, offrendo maggiore stabilità e spazio nell’abitacolo. Toyota propose diverse configurazioni di carrozzeria, tra cui cabina singola, cabina estesa (Extra Cab) e doppia cabina (Double Cab), disponibili con trazione posteriore (2WD) o trazione integrale inseribile (4WD). Le trasmissioni erano manuali a cinque marce o automatiche a quattro rapporti, con riduttore a due gamme sulle versioni a trazione integrale. Il design esterno presentò linee più arrotondate e aerodinamiche rispetto alle generazioni precedenti, con fari integrati e un frontale più moderno. L’abitacolo offrì un cruscotto ridisegnato, sedili più ergonomici e una migliore insonorizzazione per ridurre le vibrazioni e i rumori.

Il 3 agosto 2001 il modello ricevette un restyling di metà carriera. L’aggiornamento interessò principalmente il frontale, che adottò fari di forma irregolare al posto dei precedenti di tipo standard e una nuova griglia anteriore dal disegno più marcato. In alcuni mercati, come il Giappone, la versione destinata all’uso personale fu denominata “Sports Pickup”, caratterizzata da finiture esterne specifiche, cerchi in lega, paraurti verniciati e accessori sportivi opzionali.
Versioni Speciali e Derivate degli Anni '90
Nel 1998, Toyota introdusse una variante SUV di medie dimensioni derivata dalla Hilux, denominata Sport Rider. Questo modello fu venduto esclusivamente in Thailandia, dove veniva anche prodotto. Per stile ed impostazione, la Sport Rider risultò simile alla Toyota 4Runner. Il telaio e il sistema di sospensioni provenivano direttamente dalla Hilux, con sospensioni anteriori indipendenti e posteriori a balestre. Le motorizzazioni disponibili per la Sport Rider includevano il motore 5L per la versione PreRunner (2WD), mentre le versioni 4WD potevano essere equipaggiate con i motori 5L o 5L-E. Nel 2001, Toyota introdusse un primo restyling, che introdusse il motore 1KZ-TE e fendinebbia integrati nel paraurti anteriore. Nel 2002 seguì un secondo aggiornamento, con l’adozione del motore 1KD-FTV per le versioni 4WD e del motore 2KD-FTV per le versioni PreRunner (2WD) e 4WD.

Prospettiva Globale e Robustezza Ineguagliabile
In Europa viene importato solamente uno dei modelli di pick-up Toyota, nonostante siano diverse le proposte che la Casa giapponese può produrre sui mercati globali. Essendo, infatti, una delle Case presente nel maggior numero di Paesi a livello mondiale, Toyota ha una gamma di prodotti estremamente estesa e variegata, che può passare dalle citycar come la Aygo X e la Yaris pensate per il mercato europeo alle berline come la Camry o la Crown presenti negli Stati Uniti o in Medio Oriente, arrivando a diverse tipologia di “cassonati”. Esclusa la versione Pick-Up del mitico Land Cruiser “70”, prodotta ininterrottamente dagli anni ’80 e ancora in produzione con motori e specifiche pressoché invariate, gli altri modelli sono tutti sviluppati fin dall’inizio come cassonati, senza derivare dalla produzione automobilistica Toyota. Dal 2023, poi, la gamma di modelli di pick-up Toyota ha visto il debutto dell’Hilux Champ, una versione semplificata del classico Hilux.
Il pick-up Toyota più famoso e amato, soprattutto in Europa, è però il mitico Hilux, prodotto dal 2015 nella sua ottava generazione e interessato nel 2023 da un restyling estetico e tecnologico. Le versioni più ricche possono contare anche su moderni fari a LED, mentre le sportive GR Sport sostituiscono alla classica calandra più sottile una grande mascherina a nido d’ape con la dicitura Toyota a tutta larghezza. Lateralmente, invece, troviamo importanti differenze tra la Hilux Extra Cab, con cabina singola “allungata” per privilegiare le dimensioni del cassone (in questo caso lungo 1,84 metri e largo 1,54 metri), e la più pratica Double Cab, la cabina doppia con quattro porte, cinque posti e cassone più “piccolo” (1,56x1,54 metri). In coda, invece, l’Hilux ha uno stile molto classico, modernizzato dai nuovi fari con firma luminosa a doppia C sovrapposta, mentre non manca la pratica ribaltina posteriore per accedere comodamente al cassone.

Salendo a bordo, gli interni del Toyota Hilux hanno una impostazione piuttosto classica, che non nasconde l’origine del progetto datata 2015. Troviamo quindi una plancia piuttosto verticale e poco sviluppata in profondità, che accoppiata ad un parabrezza poco inclinato regalano una ottima visibilità anteriore. Poco più in basso, invece, alloggia la pratica plancetta per i comandi del clima, mentre il generoso tunnel centrale ospita la leva del cambio e il selettore per le modalità della trazione integrale. Il quadro strumenti misto analogico-digiale è molto facile e immediato da leggere, mentre lo spazio è buono per la versione a doppia cabina.
Motorizzazioni e Meccanica
A livello meccanico e di motori, i pick-up Toyota hanno sempre privilegiato la robustezza e le capacità in situazioni difficili, rinunciando quindi a motori particolarmente potenti o raffinati. L’ottava generazione dell’Hilux è realizzata sulla piattaforma IMV, caratterizzata dall’utilizzo del telaio a longheroni e traverse e lanciata dalla settima generazione del pick-up nipponico del 2004, nonché utilizzato dal Toyota Fortuner, SUV realizzato sulla base del classico Hilux. Oltre al telaio a longheroni con carrozzeria separata, l’Hilux è dotata di sospensioni anteriori a doppio triangolo sovrapposto mentre, al posteriore, l’Hilux si affida ad un classico (e robusto) assale rigido con molle a balestra. Di serie, tutti i motori del pick-up Toyota sono affiancati dal sistema di trazione integrale inseribile, in quanto per il mercato italiano non sono previste le varianti con la sola trazione posteriore. Il sistema di trazione integrale si inserisce tramite un comando dedicato sul tunnel, mentre nella guida su strada il pick-up nipponico (costruito in Thailandia per il mercato europeo) utilizza la sola trazione posteriore per migliorare efficienza e consumi. Non mancano, poi, anche le marce ridotte, mentre a livello di motori il pick-up Toyota punta su una interamente formata da propulsori a gasolio.

Alla base della gamma, infatti, troviamo il 2.4 D-4D quattro cilindri turbodiesel da 150 CV e 400 Nm di coppia, disponibile con il solo cambio automatico con convertitore di coppia a 6 marce più 6 ridotte. Per chi cerca più sprint, invece, è proposto il più vigoroso 2.8 D-4D, un grosso quattro cilindri turbodiesel che abbiamo visto anche sul fuoristrada Land Cruiser. Dal 2024, il 2.8 D-4D è proposto anche con sistema Mild Hybrid a 48V, in accoppiata con il solo cambio automatico a 6 marce + ridotte. Secondo la Casa, la versione con sistema ibrido leggero consente di ridurre i consumi del 5% rispetto alla versione non elettrificata, confermandone invece le prestazioni.
Allestimenti e Sicurezza
Arriviamo così alle versioni del pick-up Toyota, che per gran parte della sua carriera europea è stato proposto con allestimenti piuttosto spartani e mai troppo estrosi. Andando con ordine, la gamma è composta da cinque allestimenti: la versione d’accesso Comfort, le intermedie Lounge ed Executive, la ricca Invincible e la sportiva GR Sport. La variante d’accesso Comfort può contare su una dotazione di base piuttosto ricca, a partire dalla suite di sistemi di sicurezza attivi Toyota T-Mate. Questo pacchetto di aiuti alla guida comprende un sistema di pre-collisione, la frenata automatica di emergenza, il sistema di avvertimento di superamento di corsia, il Cruise Control Adattivo, gli abbaglianti automatici e il sistema di controllo dei segnali stradali. Fin dalla Comfort, poi, sono di serie il sistema di infotainment con schermo da 8 pollici, Apple CarPlay, Android Auto e comandi vocali, climatizzatore manuale, e il sistema di trazione integrale inseribile con bloccaggio del differenziale posteriore. Al top della gamma si posizionano le versioni del pick-up Toyota più originali, la Invincible e la GR Sport.
L'Evoluzione Post-Anni '90
La settima generazione (AN10/AN20/AN30) iniziò la produzione in Thailandia nell’agosto 2004, segnando la prima Hilux costruita interamente fuori dal Giappone. Il telaio a longheroni fu completamente ridisegnato e risultò 45% più rigido rispetto alla generazione precedente. L’adozione di un telaio unificato ridusse il numero di giunzioni saldate, migliorando la rigidità torsionale, mentre traverse più robuste aumentarono la rigidità verticale. Il design esterno si distinse per linee moderne e muscolose, con parafanghi pronunciati e cofano più alto, mantenendo proporzioni robuste tipiche dei pick-up. La doppia cabina della versione 2005 era 400 mm più lunga e 45 mm più larga, mentre il cassone era 165 mm più lungo, 50 mm più largo e 50 mm più alto, ottenendo maggiore spazio di carico senza aumentare significativamente il peso a vuoto. All’interno, la Hilux introdusse materiali più curati, migliore insonorizzazione e sedili più ergonomici, insieme a cruscotto e pannelli ridisegnati per una maggiore praticità.

Il modello fu principalmente sviluppato in Thailandia e destinato ai mercati asiatici, europei, mediorientali e oceanici. La produzione iniziale era concentrata in Thailandia, con un target annuo di 280.000 unità, di cui 140.000 destinate all’esportazione. Successivamente, la produzione fu estesa a Malesia e altri paesi del Sud-est asiatico per aumentare le vendite regionali. Le motorizzazioni variavano a seconda dei mercati, con propulsori a benzina e diesel fino a 3.0 L. Nel 2008, Toyota introdusse un restyling con nuovi gruppi ottici anteriori, un paraurti anteriore ridisegnato con prese d’aria maggiorate e nuovi dettagli estetici nella calandra, conferendo al veicolo un aspetto più moderno e robusto. Furono migliorati anche gli interni, con materiali più curati, nuovi rivestimenti e un layout del cruscotto aggiornato per aumentare ergonomia e comfort. Venne introdotta la Smart Cab, una cabina estesa a quattro porte progettata per sostituire tutti i modelli Xtra Cab di versione E e G.
Il 13 luglio 2011, Toyota annunciò un secondo restyling della Hilux, che introdusse un frontale ridisegnato con calandra simile a quella dei modelli Innova e Fortuner, nuovi paraurti e gruppi ottici aggiornati. Tra le novità meccaniche, il modello fu equipaggiato con un motore diesel turbocompresso da 3.0 L, erogante 107 kW (144 CV) e 343 N⋅m di coppia, con consumi ridotti rispetto al modello precedente. Alcuni mercati ricevettero anche versioni con motore 2.5 L diesel D-4D o 2.7 L benzina. Furono introdotti aggiornamenti ai sistemi di sicurezza, tra cui airbag laterali e frontali opzionali, ABS con EBD e controllo della stabilità (ESC) su alcune versioni. Lo sviluppo della vettura fu guidato dal capo ingegnere Hiroki Nakajima, che visitò 120 paesi durante il progetto. Il veicolo è progettato con maggiore attenzione alla sicurezza e al fuoristrada. Sono disponibili tre configurazioni di sospensioni: una heavy-duty per mercati come Australia, Sudafrica, Russia e Sud America, progettata per il fuoristrada e per una maggiore rigidità al rollio; una comfort-biased per la Thailandia, orientata all’uso personale; e una configurazione generale, adatta a tutti i tipi di strada.
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Nel 2017, Toyota introduce un restyling della Hilux in Thailandia, che porta lievi aggiornamenti estetici ma significativi per l’immagine del modello. Il nuovo frontale adotta una calandra ridisegnata ispirata alla Toyota Tacoma del mercato nordamericano e un paraurti anteriore rinnovato con fendinebbia a LED integrati, conferendo al veicolo un aspetto più aggressivo e moderno. Il nuovo design viene riservato alle versioni 4×4 e alle 4×2 rialzate Prerunner, mentre le varianti d’ingresso 4×2 ribassate mantengono il frontale precedente, con solo piccoli ritocchi. In Australia, l’aggiornamento debutta nell’agosto 2018, limitato alle versioni SR e SR5, mentre gli allestimenti base WorkMate restano identici al modello originale. Con questo restyling viene introdotta la versione di punta Hilux Revo Rocco, che si distingue per finiture esterne dedicate, paraurti sportivi, cerchi in lega specifici e dettagli neri lucidi.
Presentata nel giugno 2020 per i mercati di Asia, Europa e Sud America, questa versione introduce un design più moderno e aggressivo, con nuovi gruppi ottici anteriori e posteriori a LED, indicatori di direzione anteriori anch’essi a LED (una novità assoluta per il modello) e cerchi in lega da 18 pollici dal disegno inedito. L’abitacolo presenta un cruscotto aggiornato con un display multifunzione da 4,2 pollici e una nuova strumentazione, offrendo un aspetto più raffinato e funzionale. Esternamente, Toyota propone una variante dallo stile off-road più marcato, riconoscibile per la griglia frontale maggiorata e i passaruota in plastica nera. Dal punto di vista tecnico, il motore 2.8 litri turbodiesel 1GD-FTV viene potenziato fino a 204 CV e 500 Nm di coppia (con trasmissione automatica), mentre il 2.4 litri 2GD-FTV adotta un sistema di iniezione common-rail a pressione più elevata, pistoni e fasce elastiche rivisti e un alternatore rinforzato per affrontare carichi di lavoro più gravosi. Le sospensioni delle versioni 4×4 e 4×2 rialzate sono state ricalibrate per migliorare il comfort di marcia e ridurre le vibrazioni, in particolare a veicolo scarico. Le boccole delle balestre posteriori utilizzano nuovi materiali auto-lubrificanti, che aumentano la fluidità di guida e migliorano la risposta dello sterzo in curva e nei cambi di corsia.
La versione GR Sport della Toyota Hilux debutta per la prima volta a San Paolo, in Brasile, nel novembre 2018. Basata sull’allestimento di punta SRX disponibile in Sud America, si distingue per una messa a punto più sportiva e dettagli estetici ispirati al motorsport. Adotta molle anteriori irrigidite, ammortizzatori monotubo, grafiche esterne Gazoo Racing, una calandra a nido d’ape con scritta Toyota, passaruota neri opachi, cofano e tetto verniciati in nero, pedane laterali dedicate, cerchi in lega da 17 pollici con pneumatici all-terrain e badge GR. La versione basata sul restyling 2020 viene successivamente introdotta in diversi mercati, consolidando la sua reputazione di veicolo versatile e inarrestabile.