Toyota C-HR Ibrida: Un'Analisi Approfondita del Crossover Rivoluzionario

Nel dinamico segmento dei crossover compatti, la Toyota C-HR si è affermata come un punto di riferimento, conquistando decine di migliaia di clienti grazie a un design accattivante e a motorizzazioni esclusivamente ibride. La seconda generazione di questo modello iconico, che rompe sotto tanti aspetti con quanto visto finora in casa Toyota, introduce un'estetica ancora più audace, motorizzazioni ibride perfezionate e nuove soluzioni tecniche, migliorando tutti i suoi punti di forza, dall’estetica ancora più moderna ai motori, e facendo un bel salto in avanti anche in termini di dinamica di guida. La casa giapponese, tradizionalista in fatto di stile, ha deciso di osare, disegnando una crossover anticonvenzionale, abbastanza sofferta e spigolosa, ma proprio per questo immediatamente riconoscibile. Il risultato è un'auto trendy, in cui restano molti stilemi della concept originaria, presentata nel 2014 al Salone di Parigi.

Toyota C-HR design esterno

Design Audace e Riconoscibile

Il look della nuova generazione della Toyota C-HR colpisce senza dubbio per il suo stile distintivo che richiama fedelmente il concept da cui deriva. Dal cofano spiovente agli archi passaruota modellati, dal padiglione arcuato ai fari sporgenti in coda, ogni elemento contribuisce a conferirle un carattere distintivo e contemporaneo. Il tetto sfaccettato è un altro elemento che ne sottolinea l'originalità. La gamma di colori disponibili permette di personalizzare il veicolo attraverso una vasta gamma di tonalità e finiture, ulteriormente amplificando la sua unicità visiva. Se poi si sceglie il C-HR con il pacchetto GR Sport, allora è tutto di guadagnato, esaltando ulteriormente la sua sportività.

Motorizzazioni Ibride Avanzate: Full Hybrid e Plug-in Hybrid

La Toyota C-HR è offerta in diverse configurazioni ibride, dimostrando l'impegno di Toyota verso la mobilità sostenibile.

Schema motore ibrido Toyota

Toyota C-HR Full Hybrid

La versione full hybrid 2.0 da 200 CV è una delle protagoniste, dimostrandosi particolarmente efficiente nei consumi e piacevole alla guida. La gamma prevede anche il 1.8 full hybrid da 140 CV. Il sistema ibrido, derivato da quello della Prius, eroga un totale di 122 CV sulla versione precedente e 197 CV sulla nuova generazione con il motore 2.0. Questo sistema rende alla grande quando la marcia è spezzettata: a batteria carica, il contributo del motore elettrico si fa sentire, con frequenti spegnimenti del termico, appena possibile, e ripartenze in EV, a patto di tenere una pressione molto leggera sul gas. È così che si risparmia benzina e in città si arrivano a percorrere quasi 24 km/l. La batteria, inoltre, dà l'impressione di ricaricarsi rapidamente, incrementando le fasi di sostegno alla trazione. La trazione è anteriore, ma c'è anche integrale per 2.500 euro in più.

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Toyota C-HR Plug-in Hybrid

La seconda serie della crossover Toyota C-HR è disponibile anche in variante ibrida plug-in (PHEV), che si distingue per la batteria molto più grande ricaricabile attraverso una presa di corrente. Con i suoi 13,6 kWh, consente alla vettura di percorrere, secondo la casa, 66 km in modalità elettrica. Aumenta anche la potenza combinata (223 CV, 26 in più) offerta dal 2.0 da 152 CV abbinato a un motore elettrico da 163 CV. La Toyota C-HR 2.0 PHEV, protagonista di un primo contatto, dichiara un’autonomia di 66 km in modalità elettrica e sembra molto efficiente in base ai dati del computer di bordo. In città si è riusciti a guidare per il 90% in elettrico e anche sulle strade statali ricche di curve e di salite il sistema è stato in grado di utilizzare la batteria per il 75% del tempo. Quando la batteria è scarica, i consumi medi si attestano intorno ai 16-17 km/l.

Dimensioni e Abitabilità

La nuova generazione della Toyota C-HR a sorpresa perde 30 mm in lunghezza rispetto alla precedente e si ferma ad un totale di 4,36 metri. Invariata rimane l’altezza di 1,56 metri, mentre la larghezza aumenta anch’essa di 30 mm e arriva ad 1,83 metri. Il passo invariato di 2,64 metri la rende in grado di offrire una buona abitabilità anche ai passeggeri posteriori. La forma della vettura potrebbe sollevare qualche dubbio circa l'abitabilità della seconda fila. Invece, il divano può accogliere come si deve due persone alte oltre un metro e 80. E pure per le ginocchia c'è agio, perché il passo è di due metri e 64 centimetri. Dietro si sta comodi anche se lo spazio è appena sufficiente soprattutto per i più alti e un po’ buio a causa della linea di cintura che sale verso la coda. Al centro non c’è un bracciolo e la seduta è più sacrificata per cui qui meglio viaggiare in due.

Interni e Tecnologia

La qualità percepita all’interno dell’abitacolo della nuova Toyota C-HR rimane elevata, con i materiali utilizzati per i rivestimenti e le sellerie che appagano sia il tatto che la vista, e il design riveste un ruolo fondamentale. I comandi sono ben collocati e si trovano al volo. Riuscita, in particolare, la console centrale, alta e orientata verso chi guida, che include i pulsanti (grandi) della climatizzazione e quelli dei sedili anteriori riscaldabili. A sottolineare l'attenzione per i dettagli, il freno di stazionamento non è del tipo a pedale, ma assume la forma di un pratico tasto sul tunnel. La plancia, i sedili e i pannelli delle porte anteriori sono curati, con rivestimenti morbidi e tanta cura nel design. Peccato che la plancia prominente (dotata di mensola) sottragga qualche centimetro alle gambe del passeggero. L’abitacolo, tutto rivestito in nero e con i finestrini piccoli, è poco luminoso, e non si può avere il grande tetto panoramico, riservato ad alcune versioni non 4x4. Le luci d’ambiente, che vanno dalla base del parabrezza fin sulle porte, fanno scena e sono anche un elemento di sicurezza: si illuminano di rosso se, tirando la maniglia per aprire la porta, i sensori rilevano una persona o un veicolo in arrivo alle spalle.

Interni Toyota C-HR con schermo infotainment

Il sistema multimediale (reattivo, ben leggibile ma non molto intuitivo nella gestione dei menù) si gestisce attraverso uno schermo “touch” di 12,3” e comprende la connettività wireless Android Auto e Apple CarPlay. C’è la piastra di ricarica senza fili per lo smartphone, ma le prese Usb-C sono solo tre: due davanti (di cui una nascosta nel vano portaoggetti del bracciolo anteriore) e solo una dietro. La qualità grafica dello schermo del sistema infotainment è davvero molto elevata e la compatibilità con Apple Car Play Wireless non ha mai mostrato segni d'incertezza in termini di stabilità della connessione. La strumentazione è passata dagli indicatori analogici ad uno schermo da 8 o 12,3 pollici personalizzabile. Sulla plancia lato destro c’è una mensola, mentre il bracciolo centrale è profondo e dotato di una presa USB C e di una 12V. Non ci sono comandi a sfioramento; pratici quelli a levetta per il “clima” (bizona), nella consolle centrale orientata verso il guidatore, che ospita anche il sistema multimediale.

Vani Portaoggetti e Spazi Interni

Per quanto riguarda i vani portaoggetti, al centro del tunnel ci sono i due portabicchieri mentre davanti alla leva del cambio la piastra per ricaricare ad induzione il telefono con una presa USB di tipo C. Le tasche delle portiere non sono rivestite all’interno e sono nella media in quanto a grandezza, e lo stesso discorso vale per il cassetto davanti al sedile del passeggero. Lo spazio è solo discreto: davanti, la larga consolle obbliga chi è alto a tenere le ginocchia vicine fra loro, mentre dietro, tenendo conto degli ingombri e che si tratta di una crossover, non ci sono molti centimetri per le gambe e sopra la testa. La seduta è poco più alta di quella di una berlina e di serie ci sono originali sedili con poggiatesta integrato, rivestiti, in questa versione, in ecopelle e microfibra. Di serie la regolazione in altezza delle cinture di sicurezza e quella elettrica per la poltrona del guidatore. Dietro, il taglio delle porte non aiuta l’accesso e i finestrini sono corti.

Capacità del Bagagliaio

Il bagagliaio della Toyota C-HR PHEV perde 54 litri rispetto alla 2.0 ibrida full a causa del caricabatteria di bordo (noto anche come On Board Charger). Il vano ha una forma regolare ma è poco capiente (310 litri) ed è oltretutto penalizzato da una soglia di carico alta: 79 cm. La minore lunghezza si fa sentire però nella capacità del bagagliaio della variante plug-in hybrid, che raggiunge i 310 litri. Si parte da un minimo di 310 litri a disposizione con la capacità che varia a seconda dell’allestimento - il subwoofer dell’impianto audio JBL per esempio toglie spazio - e della trazione. Il vano è piuttosto regolare nelle forme e coperto da una comoda paratia in gomma ma peccato non ci sia uno spazio dedicato dove riporre la grande cappelliera quando la si toglie. Un doppiofondo c’è ma è piccolo. Per l’organizzazione generale ci sono anelli e ganci e i sedili della seconda possono essere abbattuti in configurazione 60-40 andando però a creare un piccolo gradino al centro del piano. Nonostante le numerose qualità, il Toyota C-HR presenta alcune criticità che citiamo. Il vano bagagli lascia a desiderare: pur essendo dotato di un portellone motorizzato e di un’apertura generosa, la presenza di un “salto” tra la soglia e il fondo e lo scalino che si forma abbassando i sedili rendono il carico di oggetti voluminosi meno agevole. Il vano non è ampio, ma la bocca di carico è piuttosto estesa e il comodo portellone motorizzato è di serie. Fra la soglia e il fondo del vano c’è un “salto” di 17 cm e a divano giù si forma uno scalino di 10 cm, da superare quando si caricano oggetti pesanti. L’altezza, comunque, non è male (basta per due valigioni, uno sull’altro), ma niente doppiofondo: sotto il piano ci sono i cavi che alimentano il motore, una vaschetta e il kit gonfia&ripara.

Esperienza di Guida e Consumi

Guidare la C-HR in città è una goduria perché sembra andare… ad aria. L’indicatore della benzina che non scende mai e, attenzione, questo senza rinunciare alle prestazioni o allo spunto che si richiede abitualmente tra un semaforo e l’altro. Più passano gli anni e più l’ibrido Toyota migliora e questa ne è la prova tangibile. La trazione è anteriore - ma c’è anche integrale - e a gestire tutta la potenza ci pensa il cambio a variazione continua eCVT che rispetto al passato è stato ottimizzato ancora di più perché in abitacolo si percepisce meno quel classico rumore di giri alti e non proporzionali all’aumento di velocità che dava fastidio sulle prime macchine con questo tipo di trasmissione. L'effetto trascinamento è stato ormai totalmente superato e adesso la sensazione di fluidità è reale ed è un vantaggio non da poco. La guida del Toyota C-HR è un’esperienza piacevole e ben bilanciata, in grado di adattarsi alle esigenze della guida urbana e extraurbana. In città, l’auto si comporta in maniera reattiva e agile; il sistema e-CVT permette transizioni morbide e senza interruzioni, rendendo la guida silenziosa e adatta al traffico intenso. Meno di 4 metri e 40 di lunghezza sono una misura perfetta per non avere problemi di alcun tipo in città. È vero che in questo caso l’estetica penalizza la praticità perché le superfici vetrate non sono tra le più ampie, ma gli ingombri della carrozzeria si percepiscono bene e anche in parcheggio non si hanno problemi dato che ci sono i sensori e anche le telecamere a 360° che hanno un’ottima risoluzione.

Toyota C-HR in città

Basta un filo di gas per muoversi in tutte le situazioni dato che la coppia della componente elettrica è disponibile fin da subito e appena si alza il piede dall’acceleratore l’auto spegne il motore a benzina recuperando energia o sfruttando quella accumulata nella batteria e in città ci si ritrova a muoversi in questo modo per moltissimo tempo. Questo non vuol dire che la C-HR non abbia la capacità di andare più forte dato che, a maggior ragione con questa nuova generazione, si è alzata l’asticella anche per tutto ciò che riguarda la dinamica di guida. Lo sterzo è sempre leggero ma omogeneo e lineare, e anche il pedale del freno è ben tarato, non è spugnoso e il passaggio tra frenata rigenerativa e meccanica con dischi e pastiglie è impercettibile. Tra le curve, la Toyota C-HR PHEV si comporta bene: nonostante i 125 kg in più rispetto alla 2.0 HV, si dimostra agile nelle curve. Piuttosto vivace lo spunto offerto dai 223 CV combinati. Quando si chiede più potenza, termico ed elettrico spingono insieme: e la trasmissione E-Cvt mostra l'abituale effetto di trascinamento, che sulla Prius sembrava minore. L'abitacolo ben insonorizzato, comunque, contiene il disagio. Adatta alle lunghe percorrenze. La C-HR è adatta alle lunghe percorrenze, perché si può marciare a velocità codice con un filo di gas: vanno messi in conto, però, un po' di fruscii aerodinamici. E un consumo che, come sempre con le ibride, in autostrada aumenta parecchio (13,1 km/l), complice la sezione frontale. Nei percorsi misti la crossover giapponese, senza essere sportiva, risulta facile e gradevole da guidare, oltre che disinvolta. Quando ci si sposta su strade extraurbane o in autostrada, la modalità di guida Sport rende il veicolo ancora più reattivo, anche se il motore a quattro cilindri si fa sentire in salita o durante accelerazioni particolarmente forti. Nel complesso, la dinamica di guida è migliorata rispetto alla precedente generazione e adesso il CH-R si guida di gusto.

Consumi Dettagliati

I consumi della Toyota C-HR sono uno dei suoi maggiori punti di forza:

  • In città (Full Hybrid): Quasi 24 km con un litro di benzina (sulla versione 2.0 full hybrid arrivano a superare i 25 km/l).
  • In autostrada (Full Hybrid): A velocità di codice si viaggia sui 15 km/l (sulla versione 2.0 full hybrid si resta attorno ai 17/17,5 km/l).
  • In extraurbano (Full Hybrid): Si toccano i 25 km/l (sulla versione 2.0 full hybrid si fanno comodamente i 20 km/l).
  • Plug-in Hybrid: 66 km di autonomia solo elettrica (con consumi dichiarati di 1,1 l/100 km WLTP) e consumi medi intorno ai 16-17 km/l quando la batteria è scarica.

Questi risultati, ottenuti anche con la versione a quattro ruote motrici, confermano Toyota come riferimento quando si tratta di sistemi full hybrid efficienti.

Dotazioni e Prezzi

La Toyota C-HR 2.0 PHEV Lounge Premiere è già ordinabile. Ha un prezzo alto, ma in linea con quello delle concorrenti: 51.400 euro. Ricca la dotazione: troviamo anche i cerchi in lega di 19”, gli interni in pelle, il portellone motorizzato, i sedili anteriori riscaldabili (con quello del guidatore regolabile elettricamente) e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera. Non c’è neanche modo di aumentare il valore dichiarato sul libretto attingendo al listino degli optional, com’è possibile fare su alcune concorrenti: l’unico accessorio extra oltre alla vernice metallizzata è il pacchetto Advanced Safety (€ 1.900) che comprende l’assistenza al parcheggio da remoto, i fari abbaglianti adattativi, il sistema che monitora lo spazio frontale e avvisa in caso di avvicinamento di altri veicoli da destra o da sinistra, la telecamera che monitora il guidatore e quelle con visuale 360°.

Sulla C-HR Hybrid Style in prova, gli interni sono di tessuto. Spiccano tocchi di colore e di design, questi ultimi meno accentuati che all'esterno. E si fa subito notare il profilo in blu elettrico, che corre dai fianchetti porta lungo tutta la plancia, incorniciando il monitor da 8 pollici. Sulla C-HR in prova è presente un unico accessorio a richiesta: il Navigatore Touch2 with Go plus, a conferma che, già di partenza, c'è quel che serve. Per rendere più esclusiva la dotazione dell'auto, si potrebbe poi puntare sugli altri pochi optional disponibili: gli interni di pelle, per esempio, o l'impianto audio della JBL. Mentre con il corposo Tech pack si otterrebbero i gruppi ottici full Led e tre ulteriori sistemi d'assistenza alla guida.

Cruscotto digitale Toyota C-HR

Il prezzo di listino della Toyota C-HR parte da poco più di 35 mila euro per la 1.8 full hybrid in allestimento base Active. La 2.0 da 200 CV in versione Trend parte da circa 41 mila e può essere scelta anche a trazione integrale per 2.500 euro in più, mentre per la variante ibrida plug-in, per cui con batteria più grande e ricaricabile alla colonnina, ce ne vogliono poco meno di 44 mila. Tutti i prezzi sono sconti e incentivi esclusi, con Toyota che mette a disposizione dei propri clienti anche il programma WeHybrid con una serie di bonus e sconti legati alle effettive percorrenze in elettrico. La Lounge Hero è il nuovo allestimento top di gamma per il 2025.

La Toyota C-HR+ Full Electric

Toyota ha presentato anche la versione full electric della SUV coupé CH-R, chiamata CH-R+, rappresentando il secondo tentativo dopo la bZ4x da parte della Casa di puntare alla mobilità completamente sostenibile. Stilisticamente, la CH-R+ rimane molto simile all’ibrida originale, con forme e aspetto da coupé, ma risulta essere più lunga di 16 cm, misurando in totale 4,52 metri. La entry level include di serie cerchi in lega da 18 pollici, luci full LED (proiettori a matrice), monitor centrale da 14 pollici, assistente vocale, bocchette posteriori, climatizzatore automatico bi-zona, caricatore wireless per lo smartphone e il sistema Toyota Safety Sense (che integra abbaglianti automatici, rear cross alert, cruise control adattativo) e tanto altro ancora. Anche il powertrain varia in base all’allestimento, e quello della versione base è composto da una batteria da 57,7 kWh e motore anteriore da 167 CV, per un’autonomia dichiarata di 456 km. L’allestimento Premium infine prevede l’aggiunta di cerchi in lega da 20 pollici, colorazione bi-tono, sedili anteriori riscaldabili, Lane Change Assist, Front Cross Traffic Alert, telecamera posteriore a 360° e funzione di parcheggio da remoto e la trazione integrale. Con la trazione integrale la batteria rimane da 77 kWh, ma si aggiunge un secondo motore elettrico all’asse posteriore, portando la potenza ad un totale di 343 CV per un’autonomia di 500 km. Per tutte le versioni la potenza di ricarica massima arriva a 150 kW in corrente continua DC, mentre in alternata AC la C-HR+ con batterie da 57,7 kWh si ferma a 11 kW, le altre arrivano a 22 kW.

Concorrenza e Posizionamento sul Mercato

Per dimensioni e prezzo la C-HR va a posizionarsi esattamente nel mezzo tra le sorelle Toyota Yaris Cross e Corolla Cross che hanno una dotazione simile e la stessa tecnologia full hybrid sotto il cofano. Tenendo il motore full hybrid come riferimento, le principali alternative sul mercato sono la Honda HR-V, la Renault Captur, la Kia Niro e la Hyundai Kona.

A chi è destinata la Toyota C-HR?

La Toyota C-HR è destinata a chi è alla ricerca di un’auto dallo stile unico e dalla forte impronta tecnologica, che sappia unire efficienza nei consumi e dotazioni avanzate di sicurezza ad un design moderno e distintivo. È la scelta ideale per chi utilizza principalmente l’auto in città e non ha particolari esigenze di spazio per passeggeri o bagagli, ma desidera comunque un veicolo dinamico e dotato di numerosi sistemi innovativi.

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