Airbag: Un Viaggio nel Progressive Rock tra Identità e Autoscoperta

Il panorama del progressive rock norvegese è impreziosito da artisti di calibro, tra cui spicca Bjørn Riis, una figura acclamata e prolifico musicista. Riis, autore, polistrumentista e produttore, ha compiuto un percorso artistico significativo, passando dalle prime esperienze in cover band ad un riconoscimento mondiale sia come membro degli Airbag che come solista. La sua musica è un punto di riferimento per gli appassionati del genere, caratterizzata da profondità e complessità.

Ritratto di Bjørn Riis, chitarrista e cantautore

La genesi degli Airbag: Dalle aule scolastiche alla scena mondiale

Gli Airbag, band norvegese, si sono formati a metà degli anni 2000. Cinque compagni di scuola, allora ragazzi, hanno intrapreso un'avventura musicale che con il tempo e un fisiologico miglioramento stilistico ha dato vita a una discografia ricca e interessante. Il loro album d'esordio, "Identity", pubblicato nel 2009, ha segnato l'inizio di un'avventura musicale che ha saputo conquistare un pubblico vasto e appassionato. "Identity" ha subito evidenziato una chiara influenza floydiana, richiamando alla memoria opere come "Animals" dei Pink Floyd. Tuttavia, la musica degli Airbag non si limita a un'unica influenza; in essa si possono cogliere anche la verve dei Porcupine Tree di Steven Wilson e la malinconica tristezza dei Radiohead di Thom Yorke, creando un sound distintivo e stratificato.

"The Century of the Self": Un'evoluzione del suono Airbag

Il recente album degli Airbag, "The Century of the Self", conferma una line-up vincente che ha caratterizzato gli ultimi lavori della band. Asle Tostrup alla voce, Henrik Bergan Fossum alla batteria e Bjørn Riis alla chitarra costituiscono il nucleo creativo che ha plasmato questo nuovo capitolo musicale. L'album è un'ulteriore testimonianza della capacità degli Airbag di evolvere il proprio suono, reinterpretando il progressive rock in chiave moderna e tecnologica. La loro musica dimostra che il vecchio prog non è affatto morto, ma anzi si rinnova e si adatta ai tempi, mantenendo la sua intrinseca complessità e profondità.

Copertina dell'album

L'apertura ipnotica di "Dysphoria"

L'opener dell'album, "Dysphoria", è un esempio eloquente della cifra stilistica degli Airbag. Il brano inizia lentamente con semplici accordi di chitarra, per poi evolvere quasi come un bolero, con l'ingresso graduale della batteria, seguito dal basso e, dopo qualche giro armonico, dalla voce di Asle che chiude il cerchio. Questo pezzo di oltre dieci minuti alterna momenti lenti a passaggi aggressivi ed energici, mantenendo viva e presente la lezione floydiana di "Animals". "Dysphoria" è un brano che ipnotizza, invitando all'ascolto ripetuto, rivelando nuove sfumature ad ogni riproduzione.

L'introspezione e l'intensità di "Awakening"

Il momento dell'introspezione e dell'intensità è racchiuso nella bellissima ballad "Awakening". Qui, chitarra acustica ed elettrica si fondono, dando origine a una canzone straordinariamente profonda e melodica. È un brano che invita alla riflessione, in cui le emozioni si intrecciano con armonie delicate, creando un'atmosfera suggestiva e toccante. La capacità degli Airbag di bilanciare la potenza del progressive con la delicatezza della melodia è evidente in questo pezzo.

L'impatto agghiacciante di "Erase"

L'impatto con l'inquietante "Erase" è agghiacciante. Dopo la melodia e la dolcezza dei brani precedenti, "Erase" trasforma tutto in fuoco e rabbia. Caratterizzato da una linea di basso incessante e prepotente, questo brano è stato scelto come singolo trainante dell'intero lavoro, evidenziando la capacità della band di esplorare anche sonorità più dirette e incisive, pur mantenendo la complessità strutturale tipica del progressive. Il contrasto tra la violenza sonora e la profondità dei testi crea un'esperienza d'ascolto intensa e memorabile.

Infografica con la struttura dell'album

Bjørn Riis solista: "Fimbulvinter" e la battaglia contro l'ansia

Parallelamente all'attività con gli Airbag, Bjørn Riis prosegue la sua carriera solista, arricchendo il suo catalogo con opere personali e profonde. Il nuovo album solista di Riis, "Fimbulvinter", in uscita l'11 aprile 2025, si presenta come un lavoro profondamente personale, basato sull'esperienza di Bjørn nell'affrontare l'ansia. I testi sono onesti ed emotivi, descrivendo una gamma di sentimenti che vanno dalla totale mancanza di speranza, paranoia e disperazione, alla speranza e alla gratitudine.

Riis ha dichiarato che "Fimbulvinter" non è un album autobiografico in senso stretto, ma una condivisione di alcune delle sue esperienze su un argomento di grande importanza: la salute mentale. Secondo Riis, la salute mentale è qualcosa con cui tutti hanno a che fare, in una forma o nell'altra, in diversi periodi della vita, ma rimane ancora un po' un tabù. La musica di "Fimbulvinter" è forse la più pesante che Riis abbia mai scritto, riflettendo la serietà e la profondità dei temi trattati.

Il titolo dell'album, "Fimbulvinter", si riferisce alla mitologia norrena e al racconto del lungo inverno che precede il Ragnarok, la fine del mondo e un nuovo inizio. Questo richiamo mitologico aggiunge un ulteriore strato di significato all'album, suggerendo un ciclo di distruzione e rinascita, un percorso attraverso le difficoltà per emergere più forti.

"Gone": Un inno alla fuga dall'ansia

Il brano "Gone" è stato il primo pezzo scritto da Riis per l'album "Fimbulvinter". Riis lo descrive come una di quelle canzoni che si vorrebbe ascoltare a tutto volume in macchina, mentre si sfreccia in autostrada. Voleva che avesse un'atmosfera pop e monumentale, pur trattando un argomento piuttosto serio. "Gone" parla della paura di non essere abbastanza, di essere rifiutati e di affrontare queste emozioni desiderando di scappare e fuggire. Il lyric video e lo stream della traccia sono disponibili, con la possibilità di pre-ordinare o pre-salvare l'album.

Illustrazione del Ragnarok e del Fimbulvinter nella mitologia norrena

Le collaborazioni in "Fimbulvinter"

In "Fimbulvinter", Bjørn Riis si occupa della voce e degli strumenti, ma l'album vede anche il contributo di importanti collaboratori. Henrik Bergan Fossum degli Airbag ha contribuito alla batteria, così come Arild Brøter dei Pymlico. Kai Christoffersen ha anch'esso preso parte al progetto. Ancora una volta, Riis si è unito al collaboratore di lunga data Vegard Kleftås Sleipnes, che ha co-prodotto, mixato e masterizzato l'album. Questa sinergia tra artisti e tecnici del suono contribuisce a creare un'opera complessa e curata nei minimi dettagli, in cui ogni elemento sonoro è pensato per esaltare il messaggio emotivo e tematico dell'album. La combinazione di talenti permette a Riis di esplorare nuove sonorità e di dare vita a un'opera che è allo stesso tempo profondamente personale e universalmente comprensibile.

Il continuum musicale: Airbag e Bjørn Riis, due facce della stessa medaglia

L'ascolto della produzione musicale degli Airbag e di Bjørn Riis come artista solista rivela un filo conduttore. È possibile notare una coerenza stilistica e tematica che lega i due progetti, pur mantenendo ognuno la propria identità. La capacità di Riis di esplorare temi complessi come l'ansia e la salute mentale sia nelle sue opere soliste che, indirettamente, nelle sonorità e nelle atmosfere degli Airbag, dimostra una profonda consapevolezza artistica. La musica di entrambi i progetti è un invito all'ascolto attento, un viaggio che conduce l'ascoltatore attraverso paesaggi sonori ricchi di sfumature emotive e intellettuali. La domanda se gli Airbag siano i "Pink Floyd 2.0" è una provocazione che evidenzia la grandezza e l'influenza della band, ma al tempo stesso sottolinea la loro capacità di forgiare un percorso originale e innovativo nel panorama del progressive rock contemporaneo. Il mondo Airbag è molto più di una semplice band; è l'evoluzione del suono, una testimonianza che il progressive rock continua a vivere, a trasformarsi e a sorprendere, mantenendo intatta la sua capacità di emozionare e di far riflettere.

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