
La rendita vitalizia, pur essendo un contratto disciplinato dagli articoli 1872 e seguenti del codice civile, rimane per molti un concetto poco familiare. Si tratta di un accordo in cui il vitaliziante si impegna a effettuare prestazioni periodiche a favore del vitaliziato. Queste prestazioni possono essere erogate in cambio della cessione di un bene o di un capitale, configurando così un contratto oneroso, oppure possono essere concesse a titolo gratuito, mosse da spirito di liberalità. La caratteristica distintiva della rendita vitalizia è la sua durata, che si estende per tutta la vita di una persona, anche se quest'ultima non è ancora nata al momento della stipula.
È fondamentale distinguere la rendita vitalizia dalla rendita perpetua. Quest'ultima, infatti, non è legata alla vita del beneficiario, ma si estende anche ai suoi eredi, configurando un impegno a tempo indeterminato. La rendita vitalizia, invece, è intrinsecamente legata all'esistenza in vita di una o più persone designate.
RENDITA PERPETUA - Valore attuale - Matematica Finanziaria
La Natura Aleatoria della Rendita Vitalizia
Uno degli aspetti più rilevanti della rendita vitalizia è la sua natura aleatoria. Ciò significa che una delle prestazioni contrattuali dipende da un evento futuro e incerto: la durata della vita del vitaliziato. Questa incertezza sul tempo di erogazione della prestazione e, di conseguenza, sull'ammontare complessivo delle somme dovute, è un elemento essenziale del contratto oneroso. Tuttavia, se i contratti sono gratuiti, motivati da spirito di liberalità, l'elemento dell'alea viene meno, poiché non vi è una controprestazione diretta da parte del beneficiario.
Requisiti Formali e Soggetti del Contratto
Per quanto riguarda la forma, il contratto che costituisce la rendita vitalizia deve avere forma scritta ad substantiam, il che significa che la sua validità è subordinata alla redazione in forma scritta. Secondo un orientamento, in assenza della forma scritta, l'atto è considerato inesistente.
Non necessariamente il beneficiario della rendita è una delle parti che stipulano il contratto, a meno che il contratto non sia a titolo oneroso; in quest'ultima ipotesi, il beneficiario deve necessariamente essere parte del rapporto. Il vitalizio può essere dovuto anche da una pluralità di soggetti, il che implica che il vitaliziante potrebbe essere una parte plurisoggettiva. Tutti i vitalizianti partecipano pro quota ma non sono obbligati in solido. Questo significa che ciascun vitaliziante risponde solo per la propria quota di debito e non per l'intero ammontare.
Funzioni e Utilizzi della Rendita Vitalizia
In genere, la rendita vitalizia può essere considerata una forma di assicurazione e spesso è accessoria ad altro atto. Non sono rari, però, i casi di rendita vitalizia che hanno una funzione di donazione. Può essere utilizzata anche per ripagare un soggetto che ha reso un servizio al vitaliziante, fungendo da compenso per prestazioni passate. Le assicurazioni vita, ad esempio, rientrano in questa categoria, consentendo di ottenere un reddito extra e funzionando di fatto come uno strumento di previdenza complementare.

Tipologie di Rendita Vitalizia
Esistono diverse ipotesi di rendita vitalizia, ognuna con caratteristiche e finalità specifiche.
Rendita Vitalizia Immediata
La rendita vitalizia immediata è una tipologia di assicurazione. Il soggetto versa un premio, che può essere in un’unica soluzione, alla società assicurativa. La somma viene erogata immediatamente dopo il pagamento del primo premio assicurativo. Questo tipo di polizza, come le polizze vita a "Rendita Vitalizia", permette di integrare il sistema pensionistico pubblico ottenendo una somma di denaro vita natural durante. Il sistema si regge sulla scorta di un meccanismo compensativo, cioè l'assicurazione paga la rendita con i premi versati da tutti gli assicurati, procedendo a una stima di quanti anni vivrà il pensionato. L'impresa assicuratrice liquida all'assicurato, sin da subito, una rendita vitalizia rivalutata di anno in anno, finché vive.
Rendita Vitalizia Differita
La rendita vitalizia differita ha la stessa funzione della rendita vitalizia immediata ed è anch'essa una forma di integrazione della pensione. Anche in questo caso, il soggetto versa un premio alla società assicuratrice, che rende periodicamente l'integrazione. Si differenzia dall'ipotesi precedente poiché presuppone che la rendita sia resa in un momento futuro, ovvero al momento del raggiungimento dell'età pensionistica o a partire da una data concordata. Il premio versato, inoltre, è raccolto in un unico fondo che viene gestito dall'assicuratore. Durante il cosiddetto "periodo di differimento", la compagnia accumula i premi versati senza pagare alcuna rendita. Anche questa rendita si rivaluta di anno in anno e viene versata finché l'assicurato resta in vita. Nel periodo di differimento si può anche chiedere il riscatto. Se l'assicurato viene a mancare durante il periodo di differimento, i premi versati generalmente verranno restituiti, al netto dei costi, ai beneficiari indicati.

Rendita Vitalizia Reversibile
La rendita vitalizia si dice reversibile quando è trasferibile ad altro beneficiario. Quest'ultimo, come il primo, può usufruire della rendita fino alla sua morte. Può anche essere trasferita solo una parte della rendita, non quindi integralmente. Una volta designato il secondo beneficiario, non è possibile modificarlo. In caso di decesso dell'assicurato, la prestazione assicurativa può essere trasferita al beneficiario della polizza. Se l'assicurato è ancora in vita alla scadenza del contratto, la compagnia eroga il pagamento del capitale sotto forma di una rendita vitalizia versata per tutta la vita dell'assicurato. Aggiungendo la clausola per l'opzione da rendita vitalizia in reversibile, in seguito al decesso dell'assicurato il pagamento da parte della compagnia assicurativa prosegue a favore dei beneficiari. La presenza nel contratto dell'opzione di rendita vitalizia reversibile consente in qualsiasi momento il trasferimento della prestazione assicurativa dall'assicurato al beneficiario. In genere, le compagnie prevedono un'età minima e massima per esercitare l'opzione e ricevere il pagamento della rendita vitalizia, andando di norma da un minimo di 55 anni fino a un massimo di 90 anni. Il contraente può anche scegliere quale percentuale della rendita destinare all'opzione di reversibilità, ad esempio optando per il 50%, il 75% o il 100% del capitale. Il pagamento della rendita può avvenire in modo immediato, oppure differito con l'inizio del versamento a partire da un certo periodo di tempo dopo il decesso dell'assicurato.
Rendita Certa per un Determinato Numero di Anni
Questa scelta risolve in parte il problema legato alla cessazione della rendita al momento del decesso. Praticamente la rendita sarà garantita per un certo numero di anni (solitamente 5 o 10) a prescindere dal momento del decesso. Al termine del periodo la rendita certa si trasformerà automaticamente in rendita vitalizia e quindi sarà erogabile fino al momento del decesso dell'assicurato.
Rendita Vitalizia Alimentare
La rendita vitalizia alimentare implica il dovere del vitaliziante di garantire al vitaliziato vitto, alloggio e cure sanitarie, se il beneficiario si trova in stato di bisogno. È un vitalizio improprio che si distingue dalla rendita vitalizia codicistica, poiché la sua funzione è strettamente legata al bisogno del beneficiario. Dunque, si dice che sia un vitalizio intuitu personae, ovvero basato sulle qualità personali del beneficiario.
Rendita Vitalizia di Mantenimento
La rendita vitalizia di mantenimento è una rendita vitalizia impropria, la quale si connota sia per un'obbligazione di dare sia di fare. Ciò significa che il vitaliziante non solo deve erogare somme di denaro o beni, ma anche compiere azioni a favore del vitaliziato.
Rendita Vitalizia Assistenziale
Nella rendita vitalizia assistenziale vi è un'obbligazione di fare e un'obbligazione di dare. In tale ipotesi, la funzione è quella di garantire supporto materiale e morale al beneficiario, andando oltre il semplice sostentamento e includendo un aspetto di cura e assistenza personale.
RENDITA PERPETUA - Valore attuale - Matematica Finanziaria
Calcolo della Rendita e Fattori Determinanti
La rendita vitalizia presuppone il pagamento di un premio. Se si prende in considerazione un fondo di 100 mila euro e si desidera trasformarlo in rendita, la somma si calcola considerando fattori strettamente personali, come l'età, lo stato di salute e, più in generale, l'aspettativa di vita media del soggetto. Per esempio, se si considera una donna di circa 65 anni con un'aspettativa di vita di poco più di 20 anni, questi dati influenzeranno il calcolo. D'altra parte, il capitale che è imputato a rendita, cioè i 100 mila euro, è soggetto a fluttuazioni derivanti dai costi, come quelli di attivazione, gestione e liquidazione della rendita. L'aspettativa di vita è infatti il più importante tra i tre fattori che determinano gli importi da investire (gli altri sono i costi e i rendimenti medi dei titoli di Stato nel momento in cui ci si assicura). La polizza rendita è valida fino a quando l'intestatario dell'assicurazione è in vita. L'ammontare della rendita vitalizia viene stabilito in base all'età del richiedente e l'erogazione può avvenire con importo fisso per tutta la durata dell'assicurazione o con importo variabile, ad esempio inferiore inizialmente e successivamente indicizzato in relazione all'inflazione. Il contraente potrà inoltre scegliere la periodicità di ricezione della rendita vitalizia, ad esempio con cadenza mensile, ogni tre mesi o annuale.
In primis la compagnia assicurativa accantona il denaro versato, dedotti i costi, in un fondo interno che essa stessa gestisce (cosiddetta “gestione separata”) per generare dei rendimenti che confluiranno nella prestazione dovuta. Tale prestazione, pertanto, si rivaluta in funzione dell'andamento del fondo. Il premio della polizza, come detto poc'anzi, può essere versato in un'unica soluzione, con la possibilità di versare ulteriori integrazioni, oppure a rate.
Quando si opta per la rendita, il montante maturato verrà convertito (tramite un coefficiente di conversione) in una somma che sarà corrisposta annualmente e fino a quando il beneficiario resterà in vita. Tale somma sarà soggetta ad una rivalutazione annuale legata, ad esempio nelle Assicurazioni Vita Rivalutabili, all'andamento della Gestione Separata di riferimento. Il coefficiente di conversione è un parametro definito sulla base delle Tabelle di Mortalità e quindi sulla probabilità di essere in vita ad una certa età. Un'altra variabile che determinerà il coefficiente applicabile è la rateazione della rendita. Nelle assicurazioni private tale coefficiente è liberamente determinato dalle compagnie di assicurazioni e rappresenta dunque un'altra importantissima variabile che potrà orientarci nella scelta del prodotto più attinente alle nostre esigenze. Infatti anche piccolissime variazioni del coefficiente determinano prestazioni molto diverse.
Regime Fiscale della Rendita Vitalizia
Se la rendita vitalizia è a titolo oneroso, questa è equiparata ai redditi di lavoro dipendente. Costituiscono reddito per il 60% dell'ammontare lordo percepito nel periodo di imposta. L'impresa di assicurazione applica una ritenuta a titolo di acconto al momento della liquidazione della rata di rendita erogata. A partire dal 2007, alla rendita vitalizia viene applicata un'aliquota del 15%.
Tra i vantaggi per chi stipula una polizza vita c'è comunque anche lo sconto fiscale. In particolare, per i contratti di assicurazione sulla vita stipulati entro il 31 dicembre 2000, è prevista una detrazione del 19% dei premi versati, a condizione che la durata del contratto non sia inferiore ai 5 anni.
Rendita Vitalizia tramite Donazione o Testamento
La rendita vitalizia può essere anche lasciata mediante donazione o testamento. Se lasciata con testamento, il diritto al vitalizio sorge con la morte del disponente, dunque è un diritto trasmesso con la successione. In generale, la rendita è pagata dal vitaliziante: questo può essere un'impresa assicuratrice o un comune privato.
Vantaggi e Svantaggi della Polizza Rendita Vitalizia

Le polizze a rendita vitalizia offrono diversi vantaggi e presentano alcuni svantaggi. Da una parte, costituiscono un prezioso strumento di pianificazione della pensione in quanto forniscono un flusso di reddito affidabile. Sono sicuramente uno strumento di risparmio conveniente a chi, avendo capitali a disposizione, vuole garantirsi una pensione dignitosa visto che garantisce un reddito sicuro in futuro. Tuttavia, più si è in là con l'età e meno si deve mettere in un'assicurazione a rendita vitalizia immediata per avere una rendita.
Dall'altra, però, tale forma di polizza si caratterizza per avere un collegamento con l'andamento degli investimenti effettuati nell'ambito di una gestione assicurativa in strumenti finanziari. Rientra infatti nella definizione di "prodotti di investimento assicurativi" (IBIP) ed è quindi esposta alla variabilità dell'andamento dei mercati finanziari.
Rischi Associati
Eventuali rischi della stipula di polizze a rendita vitalizia possono derivare da eventuali controversie sull'ammontare della prestazione, poiché gli importi ricevuti potrebbero non essere in linea con le aspettative di rendimento. È fondamentale prestare particolare attenzione alle condizioni indicate nel contratto. Un altro rischio è quello di incorrere in eventuali penalità se non si leggono attentamente clausole e condizioni contrattuali. In caso di morte dell'assicurato prima della scadenza della polizza il capitale versato non viene restituito, a meno che non sia presente nel contratto una copertura in caso morte.