Arsenal Dragon: L'Innovazione nel Tiro Dinamico e di Precisione

Il mondo delle armi da fuoco è in continua evoluzione, spinto dalla ricerca di prestazioni sempre più elevate, maggiore precisione e un'ergonomia ottimizzata. In questo contesto, il marchio americano Rideout Arsenal si distingue con la sua pistola Dragon, un'arma modulare che non solo vanta un'estetica accattivante, ma offre anche una sostanza tecnica notevole. Questa innovazione si inserisce in un filone di sviluppo che vede pistole con un asse della canna estremamente basso, una caratteristica che promette di rivoluzionare il modo in cui i tiratori approcciano discipline come il tiro dinamico e di precisione.

Pistola Rideout Arsenal Dragon

La Rivoluzione dell'Asse Canna Basso

L'asse della canna, ovvero la linea immaginaria che attraversa il centro della canna, è un fattore cruciale per il controllo del rilevamento (il movimento della pistola verso l'alto dopo lo sparo). Per anni, i tiratori hanno cercato di minimizzare questo rilevamento per poter effettuare più colpi in rapida successione con la massima precisione. L'innovazione tecnica che vede l'asse della canna posizionato il più in basso possibile rispetto all'asse della mano del tiratore è un passo avanti significativo in questa direzione. Questa configurazione riduce la leva che il rinculo esercita sull'arma, permettendo un controllo più intuitivo e una maggiore stabilità.

Personalmente, pur avendo sempre prediletto armi con un asse canna basso per ridurre il rilevamento e facilitare il tiro rapido, ho riscontrato che tecniche di impugnatura più robuste rispetto a quelle comunemente adottate nel tiro dinamico, unite a specifiche tecniche di tiro e posizionamento, mi hanno permesso di controllare efficacemente il rilevamento anche con armi tradizionali. Con pochi giorni di allenamento intensivo, sono riuscito a completare il tiro rapido di un intero caricatore con rosate contenute entro il disco nero di un bersaglio standard da pistola (20 cm di diametro a 25 metri), mantenendo cadenze di 2-3 colpi al secondo. Nel "doppiaggio" rapido dei colpi, ho ottenuto rosate di 2-3 cm a 25 metri, utilizzando munizioni ricaricate ad hoc con polveri a rinculo morbido. Tuttavia, l'adozione di pistole come la Dragon avrebbe indubbiamente portato a una maggiore precisione e velocità, con la conseguenza di dover sparare molti meno colpi per raggiungere e mantenere tali livelli prestazionali. Questo si traduce anche in un considerevole risparmio economico in termini di munizioni, carburante e altri costi associati all'allenamento.

La filosofia dell'asse canna basso non è una novità assoluta, ma ha visto negli ultimi anni una decisa accelerazione con la presentazione di diverse piattaforme innovative. Tutto ebbe inizio, in un certo senso, con la Arsenal Firearms Strike One, una pistola nata da menti italiane. Questo filone tecnico è proseguito con la XDecima, per poi attraversare l'Europa con la ceca Alien della Laugo Arms (a presa di gas), la Hudson 9 della Wilson, la Revo Arms, fino ad arrivare alla "Rideout Arsenal" modello Dragon. Queste armi sono particolarmente indicate per chi, nel tiro a due mani, utilizza la presa Enos-Letham o le sue varianti modificate, dove le forze esercitate dalle mani si ripartiscono in modo non uniforme (spesso 30-40% sulla mano sinistra e 60-70% sulla destra). Nonostante ciò, tiratori d'élite come Enos e Letham (quest'ultimo con decine di campionati mondiali vinti in diverse discipline del tiro dinamico) riescono a impiegare la massima forza utile con entrambe le mani. In realtà, la tecnica di ripartizione delle forze con un contributo minore della mano sinistra è particolarmente utile per chi ha difficoltà nello scatto pulito, delegando alla mano sinistra il compito di stabilizzare l'arma mentre si esegue uno scatto non ottimale. Tuttavia, anche chi impiega la tecnica originale spesso dimostra una scarsa capacità di eseguire uno scatto corretto, specialmente nel tiro a una mano. La capacità di premere il grilletto in modo pulito è una delle abilità fondamentali nel tiro, talvolta persino più importante della capacità di utilizzare correttamente le mire.

Schema anatomico di una pistola con evidenziato l'asse della canna

Caratteristiche e Prestazioni della Dragon

La pistola Dragon di Rideout Arsenal è progettata per offrire prestazioni eccezionali sia in contesti di difesa personale che in applicazioni di polizia/militari, dove la capacità di sparare rapidamente e con precisione sul punto desiderato è fondamentale. La sua estetica è indubbiamente sbalorditiva, ma la sua vera forza risiede nelle sue caratteristiche tecniche. Completamente ambidestra, sorprende per le sue funzionalità speciali.

Il produttore ha posto particolare cura nelle finiture, nei dettagli e nella zigrinatura, rendendo lo smontaggio un vero e proprio esercizio di stile e tecnica meccanica. Le specifiche di quest'arma sono a dir poco spettacolari, posizionandola al pari delle europee Alien, note per il loro costo estremamente elevato. Con l'aggiunta dei dazi, che possono raggiungere il 30%, una pistola che negli Stati Uniti parte da circa 5500 dollari, rischia di superare i 7000 dollari in Italia nella sua versione completa, e ben oltre i 4000 dollari nella versione standard. L'azienda offre uno sconto del 10% ai corpi di polizia e militari che desiderano acquistarla. Le numerose prenotazioni ricevute indicano tempi di consegna che variano dai 6 ai 9 mesi, segno dell'elevato interesse suscitato da questo modello.

L'arma è disponibile sia con mire metalliche notturne che con ottica di mira a punto rosso. Il grilletto è un elemento di pregio, con un peso inferiore a 1800 grammi, e in alcune versioni si attesta sui 1500 grammi circa. Presenta un grilletto a corsa orizzontale in stile 1911. La lunghezza della linea di mira, misurata al radio per il tiro notturno, è di 8,75 pollici (222 mm).

Come usare la pistola: TUTORIAL per imparare a UTILIZZARE UN ARMA in 5 MINUTI da zero

L'Evoluzione delle Piattaforme Ibride

Il concetto di unire le migliori caratteristiche di diverse piattaforme d'arma è un trend sempre più consolidato nel settore. Un esempio eclatante di questa filosofia è la Arsenal Firearms AF2011 Dueller Prismatic. Nata nel 2011 per celebrare il centenario della mitica Colt Government, questa pistola si presenta come un vero e proprio "parto gemellare siamese", frutto dell'unione sul tavolo da disegno di due 1911 speculari.

La differenza principale tra la classica AF2011 e la versione Dueller Prismatic risiede nelle parti in movimento: il carrello, con fianchi smussati a 45 gradi, e le canne, dotate di due fori di compensazione "hybrid" e un foro ovale anteriore. La progettazione e la realizzazione di un'arma con caratteristiche così uniche non sono state semplici. I cani sono due, ma vincolati da un'unica cresta a becco, il che impedisce il loro utilizzo separato e li fa percuotere simultaneamente i due inneschi delle cartucce. L'adozione del cane con cresta maggiorata ha reso necessaria la realizzazione di una sicura dorsale dedicata, con sperone ed elsa maggiorati, per accogliere la cresta in un'apposita nicchia ed evitare il fastidioso "morso" alla mano, tipico delle 1911A1 militari. Il cane, azionato da due molle, richiede una forza superiore alla media per essere armato manualmente.

Grazie alle sue dimensioni, il carrello è in grado di ospitare le due canne, celandone i primi 6 pollici di lunghezza. I due barrel bushing sono fissati da altrettanti tubetti reggi-spinta che trattengono le molle di riarmo da 16 libbre, caratterizzati da una zigrinatura a cuspidi romboidali sulla sommità. Le molle di recupero sono trattenute all'estremità posteriore da guidamolla di tipo corto, con buffer anti-shock in gomma. La chiusura è di derivazione Colt-Browning, con due tenoni semilunari superiori e un terzo risalto costituito dalla camera di cartuccia. Le canne basculano per interrompere il vincolo con il carrello tramite le consuete biellette, comandate dal piolo dell'hold open passante (uno solo, di lunghezza quasi doppia) che le trattiene entrambe. Le tolleranze di accoppiamento tra canne e carrello, e tra carrello e fusto, sono minime, e la fattura di tutti i componenti è particolarmente curata. Il carrello è dotato di due ampie finestre d'espulsione con ponte centrale di sicurezza. La traiettoria dei bossoli espulsi è stata ottimizzata per evitare che possano essere proiettati contro il tiratore.

Lo spessore dell'impugnatura, a livello delle guancette in G10, è di 50 mm, mentre il "trigger reach" rimane identico a quello della 1911. La presenza di due grilletti collegati, sensibilmente decentrati a destra e a sinistra rispetto alla mezzeria del fusto, permette anche a tiratori con mani di medie dimensioni di raggiungere uno dei due grilletti per fare fuoco senza strappi. La qualità complessiva dello scatto è risultata molto positiva.

Le prime manipolazioni dell'arma hanno rivelato una piccola peculiarità relativa alla sicura dorsale: questo elemento deve essere ben premuto per poter sparare. Tuttavia, a causa del notevole spessore dell'impugnatura e delle dimensioni della mano, trattenendo l'arma in modo naturale, a volte risultava difficile disarmare "automaticamente" il sistema di blocco. Per ovviare a questo problema, ho leggermente ruotato la mano e adottato un'impugnatura più avanzata, in modo da consentire al palmo di interagire con la sicura su un lato.

Per non mettere in crisi il cronografo, ho sparato con una sola delle due canne alla volta. Il primo colpo, o meglio, la prima coppia di colpi, ha impattato nel punto mirato con una lieve dispersione orizzontale di circa 5 cm. Le successive coppie hanno sempre attinto il bersaglio con dispersione minima. Considerando che a ogni sparo dai 400 ai 460 grani di piombo abbandonano l'arma con energie cinetiche complessive di 80-100 kgm, mi aspettavo una reazione più severa. Invece, premuto il grilletto, si è avvertita una spinta progressiva sulla mano, con un rilevamento attenuato dalla massa dell'arma e dai fori di compensazione. La Prismatic è comunque dotata di un set di mire all'altezza del progetto, con mirino a lama di tipo sportivo (innestato a coda di rondine frontalmente) e una tacca di mira micrometrica LPA, in grado di soddisfare le diverse esigenze dei tiratori sportivi. Rimane da capire l'utilità pratica di tale arma: la Dueller Prismatic non va considerata come un'ennesima pistola per difesa o per il tiro "sui generis", ma va analizzata come la massima espressione armiera nel campo delle armi corte.

Arsenal Firearms AF2011 Dueller Prismatic

OA Defense 2311: Versatilità e Innovazione

La ditta americana OA Defense, precedentemente nota come Oracle Defense, propone una serie di pistole per impiego professionale e agonistico chiamate OA 2311. Queste armi si basano sullo stesso fusto, ma presentano taglie diverse a seconda delle necessità dell'utente. Lo schema meccanico della pistola OA 2311 in calibro 9x19 può essere definito come un ibrido tra un fusto bifilare di tipo 2011 (rivisto e corretto) e un carrello molto simile a quello della SIG Sauer P320, adottata dall'esercito USA come M17. La finitura è "Desert" con guancette verdi salvia.

La pistola OA Defense 2311 è attualmente costruita in due taglie: standard con canna da 5 pollici (125 mm) e Compact con canna da 4,25 pollici (101 mm). Sono già state annunciate due ulteriori varianti, chiamate rispettivamente Pro e Compact Pro, che si distinguono principalmente per la canna con fori di compensazione "Hybrid" e fresature di sfiato e di alleggerimento sulla parte finale del carrello.

Il fusto in alluminio della OA 2311 è stato progettato attorno al caricatore bifilare in calibro 9x19 (9 Luger) della SIG Sauer P320, garantendo un'affidabilità assoluta. I primi fusti bifilari di tipo 1911, noti come 2011, e soprattutto i loro caricatori, non furono progettati per sparare il calibro 9x19, ma il .45 ACP e il .38 Super Auto, il che ha sempre creato il rischio di problemi in fase di alimentazione. Il fusto della OA 2311, invece, è stato costruito attorno al caricatore bifilare in calibro 9x19 della SIG 320, diffusissimo negli USA e considerato dai progettisti della pistola estremamente affidabile. In questo modo, si sono eliminati alla radice eventuali rischi di "rigetto", mettendo l'utente nelle condizioni di poter usare qualsiasi caricatore compatibile, originale o aftermarket, senza alcun aggiustamento manuale.

Il fusto metallico è avvolto da un'impugnatura modulare in polimero che può essere sostituita in pochi secondi per trasformare la versione "full size" con caricatore da 17 colpi nella versione Compact con caricatore da 15+1 colpi e un ingombro minore. La parte inferiore dell'impugnatura è costituita da una minigonna in alluminio che favorisce l'inserimento rapido del caricatore. Le leve della sicura e dello sgancio del carrello sono presenti su entrambi i lati del fusto, mentre il pulsante sovradimensionato per l'espulsione del caricatore è facilmente reversibile. Sulla parte anteriore del fusto troviamo la consueta slitta Picatinny per il montaggio della luce tattica, operazione facilitata dalla guardia del grilletto di tipo dritto. Una soluzione inedita è rappresentata da un'estensione della parte in polimero dell'impugnatura che crea un vero e proprio punto di appoggio per il dito indice sul sottofusto, davanti alla guardia del grilletto.

Il carrello della OA Defense 2311 è più simile a una SIG Sauer che a una Colt, con un sistema di chiusura Petter senza bielletta basculante sotto la camera di cartuccia e senza bushing. Sotto il blocchetto della canna troviamo due solchi che fanno parte del sistema brevettato DBS (Debris Clearance System), progettato per allontanare eventuali morchie da una zona delicata della pistola, impedendo la formazione di depositi. Il profilo del carrello è rastremato verso la volata in modo da facilitare il reinserimento in fondina. Come ormai prassi, troviamo la predisposizione per il montaggio diretto dell'ottica (con l'arma sono incluse basette con impronta Trijicon RMR, DeltaPoint Pro e RMSc) e le fresature di armamento anteriori e posteriori. Gli organi di mira meccanici con riferimenti luminosi al trizio sono dello specialista americano Night Fision e sono fissati con un incastro a coda di rondine che ne consente la regolazione in senso laterale.

Pistola OA Defense 2311 con caricatore esteso

Dotazione e Posizionamento sul Mercato

La OA 2311 viene definita dal suo produttore una pistola da gara che può affrontare il combattimento, ma anche una pistola da servizio che può vincere in una competizione. Questo concetto ambizioso è ben portato avanti, ma ha un prezzo. La versione base negli USA costa 2.299 dollari, che sulla carta sarebbero "solo" circa 2.000 euro, ma che in caso di distribuzione anche in Italia, tra tasse e altre percentuali, potrebbero diventare molti di più. Si tratta indubbiamente di una pistola costruita senza compromessi e rivolta a un pubblico esigente, come dimostrano alcuni dettagli costruttivi e la ricca dotazione. Quest'ultima comprende una valigetta rigida ad alta capacità con ben cinque caricatori e quattro piastrine per il montaggio del punto rosso.

La OA Defense 2311 rappresenta qualcosa di più di un semplice incrocio tra due pistole di grande successo. Ha già destato l'interesse del mercato sportivo e professionale, grazie anche e soprattutto al nuovo fusto componibile e privo della famigerata sicura dorsale che molti tiratori non hanno mai gradito. Non resta che attendere la possibilità di provarla sul campo per poterne fornire un'opinione di prima mano.

Considerazioni sulla Stabilità dell'Archiviazione USB

Parallelamente all'innovazione nel campo delle armi da fuoco, esiste un'altra area tecnologica dove la stabilità e l'affidabilità sono cruciali: la gestione dei dispositivi di archiviazione USB instabili e degradati. In questo contesto, emerge la soluzione USB Stabilizer Tech, progettata per garantire un lavoro rapido e affidabile. Questo dispositivo aiuta a gestire l'instabilità hardware, risolvendo problemi comuni come blocchi e arresti anomali. Reinizializza automaticamente l'unità ogni volta che si blocca nella lettura di un settore danneggiato. Questo non solo accelera l'elaborazione complessiva, ma rallenta anche il ritmo di ulteriore degrado fisico e danni.

Le unità USB possono anche essere rialimentate, mantenendo così una connessione stabile all'unità sorgente in ogni momento, anche in presenza di interruzioni intermittenti. Per potenziare ulteriormente i vantaggi tecnici offerti da USB Stabilizer Tech, è stata integrata con la versione per tecnici di R-Studio (solo per Windows). Gli utenti di questa combinazione possono gestire facilmente le impostazioni del dispositivo e i parametri variabili per scansionare i dispositivi di archiviazione USB collegati con la massima efficacia e sicurezza.

R-Studio (Tecnici e T80+) recupera lo stato di ogni settore letto tramite lo USB Stabilizer e lo utilizza per mappare il settore e creare un'immagine con la tecnologia di imaging multi-pass di recente sviluppata. L'analisi del disco combinata e l'imaging del disco sono particolarmente utili per i dispositivi di archiviazione ad alta capacità. Al termine dell'imaging del disco, l'utente riceve non solo un'immagine del disco, ma anche il suo "scaninfo" di dettaglio, che consente di avviare immediatamente la procedura di ripristino dei dati, senza necessità di scansionare e analizzare nuovamente l'immagine creata. L'immagine può essere conservata come copia del disco problematico, mentre si lavora con il risultato della scansione. Se l'utente desidera utilizzare un software di recupero dati alternativo, l'immagine può essere salvata nei formati più comuni supportati da altri programmi.

Attualmente, come promozione a tempo limitato, ai nuovi acquirenti del pacchetto R-Studio Technician viene fornita un'unità USB Stabilizer Tech GRATUITA (escluse le spese di spedizione), spedita nella maggior parte dei paesi. È importante notare che USB Stabilizer Tech è compatibile solo con sistemi operativi Windows 10/11 a 64 bit.

tags: #usare #hybrid #con #arsenal