L'Evoluzione delle Normative sulla Circolazione: Un Focus sulle Auto Diesel Euro 5

La questione della circolazione dei veicoli diesel con standard Euro 5 è diventata un tema centrale nel dibattito sulla mobilità sostenibile in Italia, con particolare riferimento alle regioni del Bacino Padano. Dopo anni di discussioni, rinvii e pressioni da parte di categorie economiche e amministratori locali, un emendamento ha introdotto significative modifiche al quadro normativo, posticipando l'entrata in vigore di alcune restrizioni. Questo articolo si propone di analizzare nel dettaglio le nuove disposizioni, le ragioni che le sottendono e l'impatto sulle migliaia di automobilisti interessati, esplorando anche le soluzioni alternative e il contesto europeo che guida queste decisioni.

auto diesel in città con smog

Il Contesto Normativo e il Rinvio del Blocco

L'approvazione di un emendamento ha stabilito un rinvio di un anno del blocco delle auto diesel Euro 5. Inizialmente previsto per il 1° ottobre 2025, il divieto scatterà ora a partire dal 1° ottobre 2026. Questa proroga riguarda specificamente quattro Regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La misura, contenuta nel decreto legge 121/2023, mira a ridurre l'inquinamento atmosferico nel Bacino della Pianura Padana, una delle aree più inquinate d'Europa, e ad allinearsi agli standard europei sulle emissioni dei mezzi di trasporto.

Il provvedimento prevede inoltre che la limitazione vada applicata in via prioritaria alla circolazione stradale nelle aree urbane dei comuni con oltre 100.000 abitanti, anziché 30.000 come inizialmente discusso. Questa modifica intende concentrare gli sforzi sulle aree a maggiore densità abitativa e di traffico, dove l'impatto ambientale è potenzialmente più elevato.

Le amministrazioni locali, tuttavia, mantengono un certo margine di manovra. A partire dall’inizio di ottobre del 2026, starà alle Regioni decidere il blocco del traffico alle Euro 5: potranno evitare il blocco strutturale, a condizione che adottino misure alternative efficaci per la riduzione delle emissioni, in linea con le normative ambientali europee. Le amministrazioni locali, inoltre, potranno decidere di anticipare il blocco nei rispettivi territori attraverso l’aggiornamento dei piani per la qualità dell’aria.

Le nuove restrizioni sono il risultato diretto delle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea, che nel novembre 2020 ha condannato l’Italia per la violazione sistematica dei limiti di inquinamento atmosferico. La Corte ha accertato che, tra il 2008 e il 2017, i valori giornalieri e annuali del particolato PM10 sono stati regolarmente superati in numerosi centri urbani e industriali, tra cui Milano, Roma, Torino e Napoli, oltre che nell’intera valle del Po. Secondo i giudici, l’Italia ha “manifestamente fallito” nel mettere in atto le misure previste dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria del 2008. Nel marzo 2024, la Commissione europea aveva aperto una nuova procedura d'infrazione dopo aver rilevato che, nel 2022, i limiti giornalieri erano stati superati in 24 zone del paese e quelli annuali in un’ulteriore area.

Le Specifiche Regionali del Blocco Euro 5 Diesel

Nonostante il rinvio generale, ogni Regione interessata sta definendo le proprie tempistiche e modalità di applicazione, tenendo conto delle peculiarità territoriali e delle proprie strategie per la qualità dell'aria.

Lombardia: Un Divieto Permanente e Orario

La Regione Lombardia ha rinviato ufficialmente lo stop delle auto diesel Euro 5 al primo ottobre 2026. In Lombardia, il divieto sarà permanente e interesserà le auto diesel Euro 5. Il provvedimento sarà valido nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 7:30 e le 19:30. Riguarderà i Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, tra cui Milano, Brescia, Monza e Bergamo. In ogni caso, sarà data la possibilità di poter ricorrere allo strumento del Move-In.

Secondo i dati più recenti, in Lombardia circolano attualmente oltre 480.000 auto Euro 5 Diesel, una cifra che evidenzia quanto impattante sarà il provvedimento a livello sociale ed economico. Il blocco della circolazione delle auto Euro 5 Diesel entrerà in vigore il 1° ottobre 2026 e riguarderà inizialmente le autovetture (categoria M1) nei comuni di Fascia 1 - ovvero i capoluoghi di provincia e le aree più densamente popolate - e nei comuni di Fascia 2 con più di 30.000 abitanti. Il provvedimento, previsto dal Piano Regionale degli Interventi per la Qualità dell’Aria (PRIA), è parte integrante delle misure per il risanamento ambientale sottoscritte all’interno dell’Accordo di Bacino Padano. L’obiettivo è quello di ridurre drasticamente le emissioni di NO2 e PM10, due tra gli inquinanti più critici in Pianura Padana.

mappa Pianura Padana con aree urbane

Piemonte: Dati e Impatto sul Parco Auto

Anche in Piemonte, a partire dal 1° ottobre 2026, entrerà in vigore il blocco per i veicoli diesel Euro 5. Il divieto si applicherà nelle città con oltre 100.000 residenti, che sarebbero Torino e Novara. Il blocco riguarderà ben 250 mila vetture diesel Euro 5 immatricolate tra il 1° settembre 2011 e il 1° settembre 2015, ossia l'8% del parco auto regionale. La Regione Piemonte aveva originariamente previsto un blocco dal settembre 2023, poi rimandato al 2024, e successivamente esteso al 1° ottobre 2026 per allinearsi alle decisioni nazionali. Inizialmente previsto in 76 comuni, compresa Torino, il blocco avrebbe in teoria limitato la circolazione dei veicoli Euro 5 diesel dal lunedì al venerdì, tra le 8:30 e le 18:30, a partire dal 15 settembre 2023, con restrizioni programmate fino al 15 aprile del 2024. Il coro di proteste, incluso quello degli esponenti della coalizione di governo, ha spinto la Regione Piemonte a riconsiderare questa decisione, portando al rinvio attuale.

Emilia-Romagna: Misure e Comuni Coinvolti

In Emilia-Romagna, il blocco permanente per i veicoli diesel Euro 5 scatterà dal 1° ottobre 2026. La misura riguarderà i Comuni con oltre 100.000 abitanti, che sarebbero Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ravenna, Rimini, Forlì e Piacenza. Anche altri Comuni potranno decidere di aderire volontariamente. Le limitazioni saranno in vigore nei giorni feriali, dalle 8:30 alle 18:30. A differenza delle altre regioni del Bacino Padano, l'Emilia-Romagna, amministrata da una giunta di centrosinistra, inizialmente non aveva siglato la nota congiunta degli altri presidenti di Regione per richiedere il rinvio, segnalando una potenziale divergenza di vedute politiche. Tuttavia, l'emendamento approvato ha uniformato la scadenza anche per questa regione.

Veneto: Un Quadro Normativo Simile

Il Veneto ha annunciato misure simili a partire da ottobre 2026, in cui scatterà il divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 5 nella regione. Le limitazioni saranno in vigore nei giorni feriali, dalle 8:00 alle 18:00, nel periodo che va da ottobre ad aprile. Anche questa regione, a guida leghista, ha sostenuto attivamente l'iniziativa politica volta a posticipare lo stop alle auto diesel Euro 5 di un anno.

Roma: Le Restrizioni nella Fascia Verde

Anche la Capitale sta affrontando un processo di adeguamento delle proprie politiche ambientali. Il divieto per le auto diesel Euro 5 e benzina fino a Euro 2 nella "fascia verde" è stato rinviato al 2026, non scatterà quindi dal 1° novembre 2025. Attualmente, il divieto riguarda veicoli a GPL, metano o benzina fino a Euro 2 e diesel Euro 3. Lo stop alle auto diesel Euro 4, già previsto l’anno scorso, era stato posticipato.

Il nuovo provvedimento, che attende ancora l’approvazione definitiva da parte del consiglio regionale, prevede che dal 1° novembre 2024, all'interno della Fascia Verde, gli autoveicoli diesel Euro 5 non potranno circolare dalle 7:30 alle 20:30. I veicoli commerciali Euro 5 di categoria N1, N2, N3 non saranno ammessi dalle 7:30 alle 10:30 e dalle 16:30 alle 20:30. Questa nuova regolamentazione segna una svolta significativa, poiché le auto diesel Euro 5, attualmente autorizzate a circolare ogni giorno, saranno soggette a restrizioni orarie a partire dalla data indicata. All'interno della Fascia Verde, che abbraccia una vasta porzione del territorio romano, avranno accesso esclusivamente i veicoli meno inquinanti. Le auto a benzina Euro 5 e Euro 6, così come le auto diesel Euro 6, continueranno a godere di accesso senza restrizioni.

Inizialmente, la giunta del sindaco Roberto Gualtieri si era anche detta pronta a chiedere una deroga speciale alla Regione Lazio, amministrata dalla destra del presidente Francesco Rocca. Nello specifico, dal Campidoglio la proposta era di consentire alle auto diesel euro 5 di continuare a circolare nella zona a traffico limitato (ztl), a differenza delle previsioni inizialmente contenute nel piano regionale.

segnaletica zona traffico limitato Roma

Comprendere gli Standard Euro e le Emissioni

La classificazione delle auto secondo la denominazione Euro 0, 1, 2, 3, 4, 5 e 6 si riferisce ai diversi standard europei sulle emissioni. Il loro scopo è regolare e limitare l’inquinamento prodotto dalle auto in circolazione sulle nostre strade, tutelando l’ambiente e la salute dei cittadini.

Gli standard Euro 5 sono entrati in vigore a partire dal 2009 e si applicano a tutti i veicoli nuovi venduti nell'Unione europea a partire da quell’anno. Nonostante si tratti di una classe relativamente recente, i veicoli appartenenti a questa categoria, anche i diesel, non sono i meno inquinanti: nel 2014 sono stati, infatti, superati dall’introduzione dello standard Euro 6.

I dettagli che definiscono la classe d’inquinamento Euro 5 sono i seguenti:

  • Immatricolazione: a partire dal 1° settembre 2009.
  • Veicoli a benzina: Limiti di emissione di CO: 1,0 g/km; HC: 0 g/km; PM: 0,005 g/km.
  • Veicoli diesel: Limiti di emissione di CO: 0,50 g/km; HC: 0,230 g/km; PM: 0,005 g/km.

La domanda che tutti si pongono è: un Euro 5 diesel può circolare ancora e per quanto tempo? Le normative sono in continua evoluzione, ma le indicazioni attuali portano a un graduale addio per questa categoria di veicoli.

Ma perché il provvedimento riguarda principalmente le auto diesel Euro 5? La risposta è legata alle loro emissioni. Sebbene rispettino gli standard Euro 5, i motori diesel di questa generazione tendono a emettere quantità significative di ossidi di azoto (NOx) e particolato fine (PM10), inquinanti particolarmente dannosi per la salute umana e per l'ambiente. In particolare, le auto diesel Euro 5 emettono circa tre volte più ossidi di azoto rispetto alle vetture a benzina Euro 5. Nello specifico, emettono 180 mg/km di ossidi di azoto (NOx), il triplo rispetto ai veicoli benzina Euro 5, che ne emettono 60mg/km. Per quanto riguarda il particolato, emettono 5 mg/km, esattamente come la benzina. Il monossido di carbonio (CO) è di 500 mg/km, un valore più basso rispetto alle auto a benzina, che emettono 1000 mg/km. A titolo di paragone, le auto diesel Euro 6 hanno come limite massimo l'emissione di 80 mg/km di ossidi di azoto (NOx), meno della metà rispetto agli Euro 5.

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Come Verificare la Propria Classe Ambientale

Per sapere a quale classe ambientale appartiene la propria auto, è possibile consultare diversi canali. Il servizio ufficiale de Il Portale dell'Automobilista permette di verificare la classe Euro del proprio veicolo inserendo la targa e indicando la tipologia di veicolo. Oltre a specificare la classe ambientale, il portale indica anche i valori di emissioni di inquinante. In alternativa, si può consultare la sezione V.9 della Carta di Circolazione.

Soluzioni Alternative: Il Sistema Move-In

Per chi possiede veicoli soggetti a limitazioni, esiste una possibile soluzione temporanea: il sistema Move-In (Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti). Adottato da diverse Regioni, tra cui la Lombardia, questo dispositivo, una sorta di “scatola nera”, consente di percorrere un numero limitato di chilometri annuali, variabile in base alla classe ambientale del veicolo. Per le auto Euro 5 Diesel, il tetto massimo consentito è generalmente compreso tra i 7.000 e i 9.000 Km all’anno. Una volta superata tale soglia, l’auto non potrà più circolare nelle aree soggette a limitazioni fino al rinnovo del periodo di validità. Il sistema risulta particolarmente utile per chi utilizza l’auto solo occasionalmente o in modo non intensivo e può rappresentare un modo efficace per guadagnare tempo prima di effettuare un acquisto. L’adesione al Move-In deve essere fatta con largo anticipo rispetto all’entrata in vigore del blocco, e non tutti i veicoli sono sempre ammissibili.

Incentivi e Agevolazioni per il Rinnovo del Parco Auto

Per facilitare il passaggio a veicoli meno inquinanti, alcune Regioni stanno promuovendo bandi e incentivi. Ad esempio, la Regione Lombardia ha lanciato il Bando “Rinnova Parco Veicolare 2025“, che offre contributi per l’acquisto di vetture nuove a basse emissioni. I bonus sono destinati a chi rottama un veicolo inquinante e acquista un’auto elettrica, ibrida, benzina Euro 6D, GPL o metano. Questo è quindi il momento ideale per valutare il passaggio a un veicolo più moderno, efficiente e soprattutto libero da restrizioni.

L'Impatto Economico e Sociale

Secondo l'ACI, al 31 dicembre 2023, erano ancora in circolazione oltre 3,7 milioni di veicoli diesel Euro 5 in Italia, che rappresentano l'8,8% del totale delle autovetture circolanti. La media di età del parco auto nazionale è di circa 13 anni, il che significa che una porzione significativa di veicoli appartiene alla classe ambientale Euro 5 o inferiore. Il blocco Euro 5 rappresenta una delle sfide più significative per la mobilità urbana italiana. Negli ultimi mesi, più di un milione di automobilisti si sono interrogati sul futuro delle loro vetture, in particolare quelle diesel, a causa delle normative ambientali sempre più stringenti.

Le limitazioni per i diesel Euro 5 si inseriscono in un percorso già avviato da anni, che ha portato all’esclusione progressiva dalla circolazione delle categorie di veicoli più inquinanti. I diesel Euro 0, 1, 2 e 3 sono già da tempo vietati nelle principali aree urbane, mentre i benzina sono autorizzati almeno fino alla classe Euro 2. Dal 2022, inoltre, diverse regioni del Nord hanno avviato anche il blocco degli Euro 4, aprendo la strada all’estensione delle restrizioni agli Euro 5, omologati tra il 2009 e il 2015.

In caso di violazione del divieto, la sanzione potrebbe andare da 168 a 679 euro, con possibile sospensione della patente in caso di recidiva. La decisione coinvolge migliaia di cittadini, ponendo la necessità di pianificare con anticipo un cambio di veicolo o l’adozione di soluzioni alternative.

grafico flotta auto italia per classe euro

La Conversione da Euro 5 a Euro 6: Una Possibilità?

È possibile convertire un Euro 5 in Euro 6? La conversione è tecnicamente possibile, ma richiede alcuni passaggi burocratici, tra cui l’aggiornamento del libretto di circolazione. Come qualsiasi tipo di adattamento di un veicolo, inoltre, la conversione può comportare l’insorgere di alcuni difetti e la manutenzione deve essere scrupolosa. Attualmente, tuttavia, le normative e gli incentivi si concentrano più sul rinnovo del parco auto verso standard più elevati o veicoli a propulsione alternativa, piuttosto che sulla conversione dei veicoli esistenti.

Il rinvio al 1° ottobre 2026 offre il tempo necessario per pianificare al meglio la transizione verso una mobilità più sostenibile, valutando le opzioni disponibili, gli incentivi e le soluzioni tecnologiche emergenti per affrontare le sfide ambientali urbane.

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