Nel panorama delle competizioni automobilistiche, dove i margini tra l'oblio e la gloria sono spesso definiti da freddi numeri, otto vittorie nel Campionato del Mondo Rally potrebbero non sembrare un palmarès tale da lasciare a bocca aperta. Eppure, proprio questo bottino è stato sufficiente a consacrare la Ford Escort RS Cosworth nell'olimpo delle leggende su quattro ruote. Nata nel febbraio del 1992 e prodotta fino al gennaio del 1997, questa "belva" è stata costruita in poco più di 7.000 esemplari, un numero relativamente esiguo che ha contribuito ad accrescerne il fascino. Una parte di queste vetture ha solcato i campi di gara, mentre la maggioranza è finita nelle mani di appassionati e tuner, desiderosi di spremere ogni goccia di potenziale da questa macchina straordinaria.

Un'Eredità Meccanica di Prestigio
Ciò che distingue radicalmente la Escort RS Cosworth dalle sue controparti "normali" è la sua anima meccanica. L'intero impianto deriva direttamente dalla grintosissima versione RS della più grande Ford Sierra. Questa scelta progettuale non fu casuale, ma mirava a trasferire su strada le prestazioni e l'aggressività tipiche di un'auto da competizione. La carrozzeria, infatti, riflette questa vocazione con un design decisamente più aggressivo: parafanghi allargati che ospitano cerchi e pneumatici di generose dimensioni, minigonne pronunciate, prese d'aria strategicamente posizionate sul cofano anteriore per ottimizzare il raffreddamento e, soprattutto, il vistoso alettone sdoppiato, un elemento iconico che ne definisce l'estetica e l'aerodinamica.
Il Cuore Pulsante: Il Motore Cosworth
Il propulsore che anima la Escort RS Cosworth è un'unità di 2.0 litri turbo, un capolavoro ingegneristico nato dalla collaborazione tra Ford e Cosworth. Inizialmente, questo motore erogava una potenza di 227 CV, una cifra ragguardevole per l'epoca, scaricati a terra attraverso un sofisticato sistema di trazione integrale permanente. Questo sistema, che includeva un giunto Ferguson e due giunti viscosi, garantiva una ripartizione ottimale della coppia motrice su tutte e quattro le ruote, migliorando significativamente l'aderenza e la stabilità, specialmente in condizioni di guida al limite.
Le prestazioni ottenute con questa configurazione erano, e rimangono ancora oggi, capaci di far venire i brividi: una velocità massima che superava i 230 km/h e un tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h di soli 6,1 secondi. Questi numeri la ponevano di diritto tra le vetture più performanti della sua generazione.
Evoluzione e Affinamenti
Nel 1994, il motore 2.0 turbo ha beneficiato di importanti modifiche volte a migliorarne ulteriormente l'erogazione e l'efficienza. Tra queste, un diverso sistema di alimentazione e una girante della turbina di dimensioni ridotte hanno permesso di ottenere una curva di potenza più omogenea e lineare, rendendo la vettura ancora più gestibile e piacevole da guidare. Esteticamente, questi aggiornamenti si sono tradotti in piccole ma significative variazioni, come il nuovo sportellino del serbatoio della benzina e la sostituzione dell'alettone sdoppiato con un'appendice aerodinamica meno appariscente, sebbene quest'ultima fosse ancora disponibile come optional.
È importante sottolineare che, al di là del nome e di alcuni richiami stilistici, la Ford Escort RS Cosworth condivideva ben poco con la Escort di serie. La sua vera essenza risiedeva in una meccanica derivata dalla Sierra RS Cosworth, un'altra pietra miliare nel catalogo sportivo di Ford. La sfida per i progettisti del reparto SVO (Special Vehicle Operation) di Ford fu quella di integrare efficacemente il motore turbo da 2 litri e tutti i componenti meccanici necessari all'interno del vano motore della Escort, un'impresa che richiese soluzioni ingegneristiche innovative.
Un'Aerodinamica da Competizione
Oltre alle sue impressionanti doti meccaniche, la Escort RS Cosworth si distingueva anche per un'aerodinamica studiata meticolosamente. I tecnici Ford, avvalendosi della galleria del vento di Colonia, dedicarono un'attenzione particolare allo studio dei flussi d'aria attorno alla vettura. L'obiettivo era quello di massimizzare la deportanza ad alta velocità, un fattore cruciale per garantire stabilità e prestazioni in pista e su strade tortuose. Il risultato fu una vettura capace di generare un'elevata forza verso il basso, che la "incollava" all'asfalto nei tratti più impegnativi.
La vettura rimase in produzione per quattro anni, dal 19 febbraio 1992 al 12 gennaio 1996, con un numero totale di esemplari stimato tra le 7.000 e le 8.000 unità. Questa limitata produzione ha contribuito a renderla un oggetto del desiderio per collezionisti e appassionati, che oggi la apprezzano notevolmente, con quotazioni di mercato che ne testimoniano l'interesse duraturo.
La Escort RS Cosworth nel Mondo dei Rally
La Ford Escort RS Cosworth non è stata solo una vettura stradale ad altissime prestazioni, ma ha anche avuto un ruolo significativo nel mondo delle competizioni, partecipando al Campionato del Mondo Rally nel Gruppo A fino al 1996. L'anno successivo, la Escort subì modifiche sostanziali per adattarsi al nuovo regolamento WRC (World Rally Car).

Durante la sua carriera nel WRC, la Escort RS Cosworth è stata pilotata da alcuni dei nomi più celebri del rally, tra cui Miki Biasion, Carlos Sainz e Tommi Mäkinen. Nonostante le otto vittorie assolute e la costante presenza sul podio in tutte le stagioni disputate, la vettura non riuscì mai a conquistare il titolo mondiale piloti o costruttori. Tuttavia, il suo impatto sul panorama del rally è innegabile, e le sue prestazioni hanno lasciato un segno indelebile nella storia di questa disciplina.
L'Influenza della Cosworth: Un Marchio di Eccellenza
Il nome "Cosworth" evoca immediatamente un'aura di prestazioni e ingegneria di altissimo livello nel mondo dell'automobilismo. Cosworth è un'azienda britannica specializzata nello sviluppo e nella produzione di motori automobilistici ad alte prestazioni, con un focus particolare sul motorsport. Fondata nel 1958 da Mike Costin e Keith Duckworth, l'azienda ha sviluppato una stretta e proficua collaborazione con Ford, che ha portato alla commercializzazione di numerosi progetti sotto il proprio marchio.
La storia della collaborazione tra Ford e Cosworth affonda le radici nei primi anni Ottanta, quando Ford sentì la necessità di rinvigorire il proprio reparto sportivo e trovare degne rivali per le vetture di Alfa Romeo, Mercedes e BMW. Il frutto più iconico di questa unione è senza dubbio il motore DFV (Double Four Valve), un propulsore V8 che ha dominato la Formula 1 per decenni, facendo la fortuna di innumerevoli scuderie e vincendo innumerevoli titoli mondiali piloti e costruttori.
IL MOTORE PIÙ GRANDE DI TUTTI! La storia del Ford-Cosworth DFV (1967-1984)
La partnership tra i due marchi ha dato vita anche alla Ford Sierra RS Cosworth, un'altra vettura sportiva di culto, nata con l'intento di competere e poi prodotta in versione stradale. La sua meccanica, con il cambio a doppia frizione a cinque rapporti firmato Borg Warner, il differenziale autobloccante a giunto viscoso e i freni con sistema antibloccaggio, era pensata per offrire prestazioni eccezionali. La Sierra Cosworth, prodotta in circa 1.500 esemplari, era una vettura per pochi, capace di esprimere il suo pieno potenziale solo nelle mani di piloti esperti. Seguirono poi la ancora più estrema versione RS500 e la configurazione a quattro porte Sapphire.
La divisione sportiva di Cosworth, Cosworth Racing Limited, è stata oggetto di diverse riorganizzazioni e cambi di proprietà. Inizialmente, Volkswagen non era interessata all'acquisizione della divisione sportiva, che fu quindi ceduta a Ford, il principale cliente. Nel settembre 2004, Ford annunciò la vendita di Cosworth Racing, insieme alla scuderia di F1 Jaguar Racing e al Pi Group.
La produzione di motori da competizione da parte di Cosworth iniziò nel 1959 con la modifica di un motore Ford Kent per la Formula Junior. La collaborazione con Lotus portò allo sviluppo di motori di cilindrata crescente, utilizzati su vetture da Formula e sportive, incluso il modello Lotus Cortina. L'evoluzione del motore Kent culminò nel MAE, destinato alla Formula 3, che dominò la categoria. Parallelamente, fu sviluppato lo SCA, un motore da 1000 cc basato sul monoblocco Ford Cortina 116E, che segnò la prima testata progettata internamente da Cosworth.
Successivamente, il motore Cortina servì da base per il FVA, un propulsore da 1600 cc per la Formula 2, che dominò la sua classe fino al 1971. La versione da 1800 cc, denominata FVC, trovò impiego nelle gare sport.
Nel 1966, su incarico di Ford e Colin Chapman (proprietario di Lotus), nacque il leggendario DFV. Unendo due motori FVA a quattro cilindri, si creò un motore V8 da 2993 cm³, con una potenza iniziale di oltre 400 CV a 9000 giri/minuto. Semplice, robusto e potente, il DFV vinse al suo debutto nel Gran Premio d'Olanda del 1967 con Jim Clark al volante della Lotus 49. Dal 1968, divenne disponibile per tutti i costruttori, definendo l'era dei "costruttori di telai" in Formula 1, che costruivano le proprie vetture attorno al motore Ford-Cosworth DFV e a un cambio Hewland.
Nel corso degli anni, il DFV generò numerose derivazioni: il DFW da 2500 cm³ per le Tasman Series, il DFX turbo per l'Indycar, che divenne lo standard fino alla fine degli anni Ottanta, e il DFL da 3300 cm³ e 3900 cm³ per vetture sport. Il DFV stesso fu evoluto nel DFY nel 1982, con cilindrata ridotta e altre migliorie, per cercare di competere con i nuovi motori sovralimentati di F1, raggiungendo i 530 cavalli.
Con la trasformazione della Formula 1 verso motori turbo, il DFV trovò nuova linfa nella Formula 3000, dove, con un limitatore di giri a 9000 giri/minuto, erogava circa 450 cavalli.
Esaurite le possibilità del DFV, Cosworth sviluppò un nuovo progetto per la F1 marchiato Ford: il motore HB, con un angolo a V di 75 gradi, che debuttò nel 1989 con la Benetton, vincendo il Gran Premio del Giappone a fine anno. La Benetton fu l'unica scuderia a disporre di questo motore per le stagioni 1989 e 1990, prima che una versione "clienti" fosse utilizzata da Jordan, Lotus e McLaren, vincendo con quest'ultima cinque Gran Premi nel 1993 con Ayrton Senna.
Nel 2008, Cosworth si aggiudicò il bando per la fornitura del motore unico in Formula 1 a partire dal 2010, con l'obiettivo di ridurre i costi di gestione. Nonostante l'entusiasmo iniziale e gli accordi con scuderie come Williams e Lotus, la fornitura si concluse prima del previsto. Nel 2011, solo tre scuderie si affidarono ai propulsori Cosworth (Williams, HRT e Virgin), ottenendo un totale di 5 punti, tutti con la Williams. Nel 2013, Marussia fu l'unica scuderia a utilizzare motori Cosworth.
Un altro ambito di grande successo per Cosworth è stata la fornitura di motori per le serie americane USAC e CART. A partire dagli anni Settanta, sulla base del V8 DFV di Formula 1, fu sviluppato il DFX turbo da 2650 cm³, adattato alla formula americana. I motori DFV e le loro evoluzioni, come il DFL, furono impiegati anche su diversi prototipi sportivi e nelle gare di durata, portando alla vittoria nel Campionato Mondiale Sportprototipi del 1991 con le Jaguar XJR-14.
Cosworth ha inoltre sviluppato motori per diverse vetture del gruppo General Motors, tra cui la Chevrolet Vega, l'Opel Ascona 400 e l'Opel Calibra V6.
L'azienda ha anche tentato di realizzare una vettura di Formula 1 completa nel 1969, caratterizzata da una trasmissione a quattro ruote motrici realizzata internamente.
La Ford Escort RS Cosworth, con la sua eredità meccanica di prim'ordine e le sue prestazioni mozzafiato, rimane un'icona intramontabile per gli appassionati di auto sportive, un ponte tra il mondo delle corse e la strada, e un testimone della straordinaria ingegneria che ha caratterizzato la collaborazione tra Ford e Cosworth.