La Fiat Panda, fin dalla sua concezione, è stata pensata per offrire una soluzione pratica, economica e versatile alle esigenze di mobilità quotidiana. Tuttavia, la sua evoluzione ha portato alla creazione di versioni speciali che hanno elevato il suo status di semplice utilitaria, trasformandola in un veicolo capace di affrontare sfide ben oltre l'asfalto cittadino. Tra queste, la Fiat Panda 4x4 Sisley si è distinta come una vera e propria icona, unendo la robustezza della trazione integrale a un tocco di esclusività e stile.

Le Origini della Panda: Risposta alle Esigenze di Mercato
La storia della Fiat Panda ha inizio in un contesto di forte competizione nel mercato delle utilitarie. A seguito dell'uscita del modello "126", la FIAT si trovò a fronteggiare l'inatteso e consistente successo di vendite riscosso da utilitarie francesi come la Renault 4 e la Citroën Dyane. Queste, pur essendo di progettazione antiquata, offrivano un buon rapporto qualità-prezzo, sufficiente spaziosità per quattro persone, cinque porte e trazione anteriore, elementi che mancavano alla "126".
Nell'estate del 1976, la neonata Italdesign di Giorgio Giugiaro e Aldo Mantovani ricevette l'incarico di ideare l'aspetto formale della nuova vettura. Il progetto, inizialmente denominato "Zero" in omaggio a un vecchio modello FIAT degli anni Dieci, prese forma in poche settimane. Poco dopo, i due stilisti iniziarono a collaborare con l'ufficio tecnico della FIAT per la progettazione dell'autotelaio a trazione anteriore, siglato "Progetto 141". La complessità del progetto era notevole, date le richieste iniziali di poter montare diverse motorizzazioni (Fiat 126 e 127) su carrozzerie a tre e cinque porte.
Nel febbraio del 1978, raggiunta una soddisfacente fase di sviluppo dei prototipi, la vettura fu segretamente presentata a una platea selezionata di clienti affezionati e concessionari, escludendo la stampa. La presentazione, tenutasi nel parco di Novegro e protetta da un rigido cordone di sicurezza, aveva lo scopo di valutare il gradimento della vettura da parte degli utenti e degli operatori del settore. La direzione commerciale FIAT distribuì schede a risposte multiple per raccogliere giudizi su aspetto esteriore e interiore, spaziosità e finitura dell'abitacolo, disposizione dei comandi e altre caratteristiche, inclusa l'adeguatezza della denominazione provvisoria "Rustica".
Il 29 febbraio dello stesso anno, la vettura fu presentata in anteprima al Presidente Sandro Pertini nei giardini del Quirinale. Il 5 marzo, la nuova autovettura utilitaria, denominata definitivamente Panda, fu esposta al Salone dell'automobile di Ginevra. L'ufficio marketing FIAT decise di adottare un nome di fantasia, proseguendo la tipologia identificativa iniziata nel 1978 con la Ritmo, abbandonando le denominazioni interne di progetto.
Caratteristiche Innovativa e Successo Iniziale
Equipaggiata con un bicilindrico raffreddato ad aria da 652 cm³ derivato dalla Fiat 126 ("Panda 30") o, in alternativa, con un quattro cilindri raffreddato ad acqua da 903 cm³, già propulsore della Fiat 127 ("Panda 45"), la Panda era destinata a inserirsi tra la 126 e la 127. Nonostante un prezzo di lancio piuttosto alto rispetto alle concorrenti, la sua arma vincente fu la particolare cura dedicata alla progettazione degli interni. La strumentazione compatta, i numerosi vani portaoggetti e l'assenza di finiture pretenziose la rendevano un'ottima auto per i giovani.
Uno dei punti di forza della Panda era costituito dai sedili anteriori a sdraio e dall'amaca posteriore (nelle prime serie disponibile anche divisa in due parti con un scomodo sostegno centrale poi eliminato) che, mediante una serie di ingegnosi incastri, potevano essere abbattuti orizzontalmente. Questa configurazione creava un'unica superficie complanare dal volante al portellone del bagagliaio, offrendo alla nuova generazione dell'epoca la possibilità di trasformare l'automobile in un letto di fortuna.
La Panda fu apprezzata anche dalla clientela "tradizionale", in particolare dall'utenza contadina. Giorgetto Giugiaro dichiarò, durante una serie di conferenze tenute al Politecnico di Torino nei primi anni Ottanta, che la specifica per la capacità di carico era stata fissata alla possibilità di trasportare due damigiane da 50 litri di vino nel bagagliaio a divano ripiegato. Questo requisito era riferito al fatto che molti dirigenti Fiat avevano la seconda casa nelle Langhe e portavano a Torino il vino prodotto in campagna.
Fu un successo immediato, tanto che le linee di produzione non riuscirono a fronteggiare la domanda, portando i tempi di consegna quasi a raggiungere l'anno. Un'altra caratteristica peculiare della Panda furono i cristalli piatti anziché bombati, incluso il parabrezza. Questo tipo di cristalli consentiva una sensibile riduzione di massa e costi per i vetri laterali e il lunotto, ma pose problemi di produzione per il parabrezza, poiché quest'ultimo, per ottemperare alla normativa vigente, era di vetro stratificato (vetro-resina-vetro). Durante la produzione, non potendosi utilizzare la curvatura per mantenere la forma, si potevano creare anomale ondulazioni della superficie in percentuale molto alta, rendendo necessario lo scarto dei pezzi fallati. Questo problema fu poi risolto con il tempo.
Evoluzione della Gamma e l'Avvento del 4x4
Nel 1982, alla gamma si aggiunse la Panda 34 (843 cm³ e 34 CV con motore derivato dalla Fiat 850 berlina), destinata però alla sola esportazione nei paesi dove il bicilindrico della 30 era giudicato insufficiente. Al Salone di Parigi, nel settembre 1982, fu presentata la Panda 45 Super, che introduceva numerosi miglioramenti, il più significativo dei quali era la disponibilità di un cambio a cinque marce, oltre a piccole modifiche stilistiche delle finiture. La nuova calandra di plastica nera (il primo uso nella produzione FIAT con le cinque barre diagonali cromate) distingueva l'allestimento Super dai modelli iniziali con la griglia metallica.
Contemporaneamente, venne realizzata una versione autocarro destinata prevalentemente ai servizi di SIP (telefonia) e di ENEL (elettricità). La vettura, dotata di divisorio inamovibile, diventava a due posti, ottenendo un vano di carico ipotetico di 810 dm³. Tale volume era ottenuto grazie a un'appendice dello stesso colore dei paraurti che sostituiva il portellone posteriore, aumentando lo spazio in altezza. L'apertura era garantita da una serranda di materiale plastico trasparente, stampata in colore grigio con un "lunotto"; incorporate sulla battuta due maniglie e la serratura. Anche i cristalli posteriori laterali erano sostituiti da due sportelli in plastica rigida con serratura, apribili dall'esterno. Questi modelli erano su base Panda 45 e dotati di mascherina in ferro.
Verso il 1983, la compagnia austriaca Steyr-Puch sviluppò un sistema completo a quattro ruote motrici (frizione, scatola del cambio, albero di trasmissione a tre parti, assale posteriore con differenziale incluso e freni) per la successiva uscita della Panda 4x4 (tipo 153). Lanciata a giugno di quell'anno, questa versione fu il primo modello di piccola vettura a motore trasversale a presentare un sistema 4WD. Era equipaggiata con un propulsore di 965 cm³ da 48 CV derivato da quello presente nella Autobianchi A112; la trazione integrale era selezionabile manualmente, con una prima ridotta (in condizioni normali la partenza avveniva dalla seconda e la quinta aveva lo stesso rapporto della quarta nelle Panda normali). Con un peso di 740 kg, l'auto completava il chilometro da fermo in 38.8 secondi e toccava una velocità massima di 135 km/h. L'assemblaggio delle componenti sulla scocca (rinforzata rispetto al modello normale) avveniva nello stabilimento siciliano di Termini Imerese.

Piccole modifiche nel novembre 1984 videro gli allestimenti rinominati “L”, “CL” e “S”, tutti con modifiche dei dettagli che includevano l'adozione della nuova calandra con le cinque barre diagonali e le luci di emergenza su tutte le versioni, eccetto le Panda 45 CL e 34 (quest'ultima ricalcava l'allestimento "30 L" italiano, ma con motore a quattro cilindri di 843 cm³ e interni in tessuto come 30 CL e 45 CL).
Nel marzo del 1985, comparve la prima versione speciale della piccola Fiat. Esattamente cinque anni dopo il debutto, nacque la Panda 30 College (versione speciale della 30 CL) con carrozzeria bicolore, offerta in due varianti: Grigio Chiaro/Grigio Scuro oppure Visone/Marrone. Questa doppia colorazione era offerta in Gran Bretagna con allestimento Super anziché CL; la Panda 45 S V.I.P. fu infatti la versione anglosassone della College nostrana.
Nel settembre 1985 arrivò una versione speciale degna di nota denominata Nuova Panda 4x4, prodotta in soli 5000 esemplari.
Nel gennaio 1986 arrivò la Panda Supernova (questa la denominazione ufficiale). Il motore 652 cm³ venne sostituito con un 769 cm³ (34 CV), e il 903 cm³ con un 999 cm³ (45 CV oppure i 50 CV della 4x4). Entrambi i nuovi propulsori erano della nuova famiglia FIRE (Fully Integrated Robotized Engine) con quattro cilindri, raffreddamento a liquido e un albero a camme in testa. Un'altra importante modifica riguardava le sospensioni posteriori che furono rimpiazzate, passando da un sistema a balestre a uno con ruote interconnesse da un asse incurvato, già usato sulla cugina Y10 (conosciuto come Asse a Omega), con un montante centrale e sospensioni a molle elicoidali (la 4x4 continuò a utilizzare le balestre al posteriore). Miglioramenti anche a interni e strutture, che vennero rafforzate. L'intera gamma italiana prevedeva cinque versioni, di cui tre 750 (L, CL, S), una 1000 Super e la 4x4. La versione 750 L (all'estero anche le 1000 L e 1000 L i.e., non per il mercato Italia) manteneva i classici rivestimenti interni e sedili a sdraio delle vecchie versioni, mentre la 1000 Super aveva gli stessi accessori interni della 4x4. Fu poi allargata la carreggiata posteriore, con una modifica alla fiancata, e la targa posteriore venne spostata sul paraurti.
La gamma completa, incluse le versioni per il mercato estero, era composta da: 750 L, 750 CL, 750 S, 1000 L, 1000 L i.e., 1000 CL, 1000 CL i.e., 1000 S, 1000 S i.e., 4x4 (4 ruote motrici), 4x4 i.e.
Nell'aprile dello stesso anno venne introdotto un 1301 cm³ diesel con 37 CV (un depotenziato derivato da 127/Uno) nata per sostituire la 127 D. Equipaggiato normalmente con un cambio a 5 marce, era disponibile nel solo allestimento "L". La versione Van (Veicolo commerciale) fu introdotta nello stesso mese, con motori sia a benzina che diesel e con capacità di carico di 750/810 dm³.
L'anno seguente, il 1987, venne immessa sul mercato la Panda Young con un 769 cm³ che usava lo stesso blocco (ad aste e bilancieri) del vecchio 903 cm³, usato nella prima serie, il quale produceva però gli stessi 34 CV della nuova versione FIRE, con il risultato di un minor costo di produzione e un relativo minor costo d'acquisto, il che lo rendeva un ottimo prodotto per la fetta di mercato riservata ai giovani (da cui "young"). La 750 Young, con allestimenti interni ricchi quasi come la fire CL, costava infatti come la più economica versione base motorizzata col motore fire, la Panda 750 L, che manteneva gli interni caratteristici del 1980. Inoltre, per l'esportazione nei paesi che richiedevano il rispetto delle normative USA-83 sulle emissioni, venne preparato il 999 cm³ FIRE migliorato con iniezione elettronica singola (SPI) e marmitta catalitica.
La Nascita della Panda 4x4 Sisley
Nello stesso anno, il 1987, fu commercializzata la Panda 4x4 Sisley in edizione limitata, che si rivelò un successo commerciale inaspettato. Questa serie speciale, basata sulla Panda 4x4 "Supernova", utilizzava il marchio "SISLEY" che identifica una linea di prodotti BENETTON per il tempo libero. Il prezzo alla presentazione era di 14.146.000 di Lire, contro i 13.426.000 della Panda 4x4 standard. Da serie speciale a tiratura limitata quale era stata concepita, finì per rimanere a listino fino all'aprile del 1991, affiancando in tutti i sensi la versione 4x4 standard, per uscire di scena in occasione del primo serio restyling della gamma Panda Supernova.
La "SISLEY" continuò a condividere con la versione 4x4 standard tutta la parte meccanica. Tutte le Panda 4x4 "SISLEY" destinate al mercato italiano erano equipaggiate con il Fire 999cc da 50cv alimentato da un carburatore Weber 32 TLF 8/250. Quelle destinate ad alcuni mercati esteri erano invece alimentate da un impianto di iniezione monoiniettore Weber-Marelli (SPI) che permetteva al Fire 999cc di erogare 45cv. Questa soluzione, comune a tutte le Panda 4x4 1.0 I.E., fu resa necessaria per rispettare i limiti USA 83 che alcuni paesi europei erano tenuti ad osservare. Le versioni del 1.0 Fire i.e. 45cv si riconosceranno dalla sigla del tipo motore, 156A2.048 per la Germania, 156A2.146 per la Svizzera, 156A2.246 per la Gran Bretagna, etc.
Perché la PANDA è l'auto più GENIALE della STORIA? Documentario
Distinguere la Sisley dalla 4x4 Standard
La Fiat Panda 4x4 Sisley si distingue dalla 4x4 standard per un allestimento interno ed esterno specifico, realizzato con il contributo del marchio di abbigliamento Sisley del gruppo Benetton, e per l'aggiunta dell'inclinometro sulla plancia. Il motore è il FIRE 1000 da 999 cm³, lo stesso della Panda 4x4 standard, con una potenza di 50 CV. Il sistema di trazione integrale è quello sviluppato da Steyr-Puch, con cambio manuale a cinque marce e frizione antisaltellamento. La trasmissione integrale è inseribile manualmente e dispone di una prima ridotta; in condizioni normali la marcia avviene dalla seconda, e la quinta ha lo stesso rapporto della quarta delle Panda a trazione anteriore. Le sospensioni posteriori adottano le balestre, mentre le versioni Panda standard erano già passate al sistema a ruote interconnesse con asse a Omega nel 1986.
Le dimensioni della carrozzeria sono: lunghezza 341 cm, larghezza 150 cm, altezza 147 cm. La massa in ordine di marcia è di 860 kg. La capacità del bagagliaio va da 272 a 1.088 dm³ con i sedili abbattuti.
Caratteristiche Estetiche e Funzionali della Sisley
Rispetto alla contemporanea Panda 4x4 standard, la serie speciale "SISLEY" vantava colori di carrozzeria esclusivi, un allestimento specifico per interni ed esterno e una ricca dotazione di accessori. Queste caratteristiche nel tempo subirono delle importanti variazioni, tali che oggi è possibile distinguere la produzione totale per grandi linee in prima e seconda serie.
Andando per ordine, la carrozzeria della Panda 4x4 Sisley si distingueva per la verniciatura in tre colori metallizzati dedicati: Rosso met. (cod. IVI PPG 183), Verde Tropico (cod. IVI PPG 377), Grigio Quartz (cod. IVI PPG 639). A questi si aggiunse nella seconda metà del 1988 il nuovo Blue Agadir (cod. IVI PPG 409).
Per la prima versione (dal febbraio 1987 ai primissimi mesi del 1989), l'allestimento specifico prevedeva:
Esterno:
- Griglia anteriore in tinta con la carrozzeria.
- Logo "SISLEY" indicativa del modello clippata su griglia e applicata su portellone.
- Fascia adesiva "4x4 SISLEY" (di colore avorio chiaro) applicata sulle portiere sotto i fascioni paracolpi.
- Maquette stilizzata di una canoa sui fascioni paracolpi in prossimità del passaruota posteriore.
- Cerchi ruota verniciati nel colore avorio.
- Portapacchi integrale (corredato di 8 ganci porta-sci in gomma e chiave brugola).
- Impianto lavafari.
Interni:
- Tappezzeria in velluto cannellato con inserti in viplato, bordati in vera pelle lavorata a smerlo, maquette canoa applicata sugli schienali.
- Sottotetto in velluto maculato.
- Plancia/marsupio portaoggetti, inserti portiere e rivestimento del pavimento tutti nel tono "Sandfarben Horizont" (Beige) senza tappetini specifici.
- Cappelliera rivestita in moquette nera.
- Orologio.
- Indicatore di assetto (inclinometro), assente nella 4x4 standard, che indica i gradi di inclinazione longitudinale e laterale.
La seconda serie (dal marzo 1989 ad aprile 1991) venne ufficialmente indicata dalla stessa casa come "Fiat Panda 4x4 "SISLEY 2" (così come contemporaneamente stessa sorte toccò alla versione "Young" della Panda 750 che fu appunto riproposta come "Young 2"). In questa versione fu maggiormente sottolineata la specificità e la ricchezza degli allestimenti rispetto alla versione Panda 4x4 standard (che intanto si impoveriva e perdeva alcuni particolari rispetto alle prime versioni):
Esterno: tutto quello già visto per la prima versione "SISLEY" e in più:
- Convogliatore presa aria sul cofano in tinta carrozzeria.
- Borchiette coprimozzo ruote con logo "Panda 4x4 Sisley" riportato in avorio.
- Paraspruzzi posteriori con maquette canoa a rilievo (a volte verniciata di bianco su alcuni esemplari destinati ai mercati esteri).
- Vetri azzurrati, con posteriori apribili a compasso (solo rispetto agli ultimi esemplari 4x4 standard contemporanei).
Interni:
- Tappezzeria in velluto cannellato con inserti in trefolo viplato tecnico, bordati in vera pelle lavorata a smerlo, maquette canoa applicata sugli schienali.
- Sottotetto in velluto maculato.
- Plancia/marsupio portaoggetti, inserti portiere e alette parasole tutti nel tono "Hundewetter Grau" (grigio), rivestimento del pavimento sempre beige, senza tappetini specifici.
- Cappelliera in materiale plastico antiscivolo.
- Pulsante del clacson sul volante con maquette canoa e incisione "PANDA 4x4 SISLEY".
- Grafiche tachimetro con caratteri dedicati color avorio e loghi SISLEY.
- Cinture di sicurezza specifiche con scritte in toni di grigio "4x4 SISLEY", optional per i posti posteriori.
- Piastra sul tunnel posta davanti alla leva del cambio con indicazioni specifiche "INSTRUCTION" (2WD/4WD; Pendenza Max; Press. Pneumatici; Lt. Serbatoio).
- L'orologio a un certo punto diventa un OPTIONAL! (Così come dalla fine del 1990 l'orologio della lineaccessori cambia grafica (indica solo le ore 3-6-9-12) che poi ritroveremo sulle Panda restyling dal 1991 in poi).
- Copri montanti e rivestimento bagagliaio (solo rispetto agli ultimi esemplari 4x4 standard contemporanei).

La Panda 4x4 serie speciale "SISLEY" praticamente montava di serie tutti gli optional previsti per la Panda 4x4 standard che affiancava. Restavano ovviamente disponibili tutti gli articoli della Lineaccessori Fiat previsti per la Panda 4x4 e per la gamma Panda in genere. Facevano parte di questi ultimi, ad esempio, i deflettori antiturbo da applicare ai cristalli laterali, la predisposizione per l'autoradio (supporti box con 2 altoparlanti cablati, antenna, etc.) e tutti quegli articoli speciali realizzati dalla Safari-Market per la Panda 4x4 (ovvero le protezioni ai fanalini posteriori, il bull-bar, etc. etc.) che la Fiat adottò ufficialmente.
La Fiat Panda 4x4 standard era equipaggiata di serie con: cinture di sicurezza anteriori (posteriori optional dal settembre 1988 in poi); lunotto termico; luci emergenza; cristalli posteriori apribili a compasso (optional dal giugno 1990); tergilavalunotto; sedili anteriori reclinabili; appoggiatesta sedili anteriori; cappelliera; termometro acqua; doppi specchi retrovisori esterni regolabili dall'interno; accendisigari; cassetto portaradio (optional dal giugno 1990); cambio a 5 marce; parabrezza laminato; interni in panno (in alternativa a finta pelle Morea nero).
Gli optional includevano: orologio analogico (di serie solo per le prime Sisley fino a metà 1988); cristalli atermici (di serie su tutte le Sisley prodotte); vernice metallizzata (di serie su tutte le Sisley prodotte); doppio tetto apribile in tela. Per la serie speciale "Sisley" il tetto apribile non era un optional da scegliere tra quelli disponibili, poiché nel listino compariva proprio la "Panda 4x4 Sisley dotata di tetto apribile" con un prezzo sensibilmente più alto. Altra particolarità, il portapacchi delle rare Panda 4x4 "SISLEY" dotate di doppio tetto apribile è identico a quello che conosciamo della versione chiusa, ma senza traversine per permettere alla porzione di tetto posteriore di potersi aprire regolarmente.
Nell'ultimo listino ufficiale del 04/1991 Fiat, la Sisley-2 costava 15.610.000 di Lire nella versione chiusa, ma in quel periodo nella realtà era già sparita dalle concessionarie da qualche mese.
La Panda 4x4 "BRAVA" per i Mercati Esteri
Su tutti i mercati esteri, la "SISLEY" si aggiunse alla Panda 4x4 standard ma Oltralpe, per scelte di marketing, questa prima serie speciale Supernova venne presentata come Fiat Panda 4x4 "BRAVA" con allestimento identico ma ovviamente priva dei marchietti "Sisley" perché propri del brand BENETTON. Il motore era il 999cc da 45cv alimentato a iniezione, mentre le altre Panda 4x4 per il mercato francese restavano equipaggiate con il Fire a carburatore 50cv. La Panda 4x4 BRAVA uscì dai listini francesi nella seconda metà del 1988.
Gli equipaggiamenti esterni aggiuntivi della Panda 4x4 Brava includevano: tre colori disponibili (rosso Bordeaux metallizzato, verde Tropique metallizzato, grigio Quartz metallizzato); calandra colore carrozzeria; cerchi di colore avorio; lava-phares; banda "4x4 Brava" su bas de caisse; galerie con supporti per sci; logo stile "canoë" su banda di protezione ala posteriore. Gli equipaggiamenti interni aggiuntivi erano: sellerie specifica in velours beige con motivi "petits canoë"; panneau de portes e de planche de bord in simili beige; moquette beige; inclinometro su planche de bord. Il motore era un 4 cilindri 1000ie: 999 cm3 (70 x 64,9 mm) 45 ch a 5000 tr/min, 8,2 mkg a 2750 tr/min bvm 5 - 700 kg. 140 km/h - 6 cv.
Evoluzione Successiva della Gamma Panda
Nel 1990, la gamma venne arricchita dalla Panda Elettra e debuttarono in Italia le Panda dotate di catalizzatore, con il motore 999 cm³ FIRE ad iniezione elettronica.
Nel 1991 avvenne un altro restyling, che riguardò interni e calandra, resa simile a quella della Tipo (nella Panda però era in plastica nera grezza) e quindi allineata con il family-feeling Fiat del periodo. Anche la gamma subì variazioni: la entry level 750 Young fu modificata nelle decalcomanie ed ebbe tessuti diversi, si ebbe una nuova versione Dance col 903 cm³, mentre 750 e 1000 FIRE (la prima ancora a carburatori, la seconda ad iniezione e dal '93 Euro 1) furono rese disponibili in due livelli di allestimento, base e CLX, quest'ultimo di connotazione più lussuosa e che aveva in più rispetto alla base volante a 4 razze, coppette alle ruote, selleria meglio curata ed indicatori di direzione bianchi.
Tra il 1992 e il 1993 la gamma subì una riduzione: con l'entrata in vigore della normativa Euro 1 vennero tolte le due motorizzazioni 750 che non erano catalizzate. La Panda 900 fu aggiornata con un nuovo 899 cm³ a iniezione elettronica in sostituzione del 903 cm³ a carburatore. Continuò la produzione della Selecta, con allestimento basato sulla CLX; questa fu probabilmente l'ultima versione innovativa della Panda che rimase in produzione con modifiche quasi solo nelle varie motorizzazioni, adeguati man mano alle normative che stavano entrando in vigore, soprattutto nel campo dell'inquinamento. La gamma includeva la Panda 899 i.e., Panda 1000 FIRE i.e., e Panda 1100 FIRE i.e.
Il 1301 diesel era ancora disponibile nelle versioni Van fino al 1994. Tra aprile e giugno dello stesso anno, la Panda ebbe delle esordienti nella produzione: la 900 negli allestimenti: L, CLX e Young; inoltre, la produzione superò i 3.500.000 esemplari prodotti.
Il 1995 e il 1996 sono due anni nei quali la Panda continua staticamente la sua carriera commerciale che comincia a segnare un po' il passo. L'anno successivo, nel 1997, fa la sua ricomparsa al Salone di Ginevra per festeggiare il suo diciassettesimo compleanno, testimoniando gli oltre tre milioni e mezzo di unità vendute nel corso degli anni. Il 1997 si apre con qualche novità: la Panda si presenta al nuovo anno con nuovi tessuti per gli interni, nuove tinte della carrozzeria, più accessori di serie, ma soprattutto con una notevole diminuzione dei prezzi che la porta a cavalcare ancora stabilmente il secondo posto tra le superutilitarie più vendute in Italia, risultando, tra l'altro, tra le poche in listino ad essere attorno i 12 milioni di lire (all'epoca).
La Panda 4x4 Sisley nel Mercato Collezionistico
La Fiat Panda 4x4 Sisley è una serie speciale prodotta dal febbraio 1987 al dicembre 1991. Si riconosce per griglia nel colore carrozzeria, cerchi avorio, portapacchi di serie, inclinometro sulla plancia, interni in velluto cannellato con canoa stilizzata e cinture griffate Sisley. Le quotazioni attuali per esemplari in buone condizioni vanno da 8.000 a 15.000 euro, con picchi superiori per le unità completamente restaurate e con documentazione originale. L'esemplare dell'avvocato Agnelli è stato venduto all'asta a 37.000 euro.
Gli esemplari con interni integri, accessori originali e dettagli autentici (orologio, cinture griffate, portapacchi con agganci originali) sono i più ricercati. La Panda 4x4 prima serie matura i requisiti per l'iscrizione al registro ASI (Auto e Moto d'Epoca), il che comporta vantaggi assicurativi e fiscali.
Un esemplare della Mitica Panda 4x4 Sisley nella sua colorazione Rosso Bordeaux si presenta in ottimo stato, senza nessun tipo di ruggine né di ossidazione sull'esterno che sui fondi. Tutti i dettagli sono presenti come la griglia anteriore in tinta con la carrozzeria, il logo “SISLEY” indicativa del modello clippata su griglia e applicata su portellone, la fascia adesiva “4×4 SISLEY” (di colore avorio chiaro) applicata sulle portiere sotto i fascioni paracolpi, la maquette stilizzata di una canoa sui fascioni paracolpi in prossimità del passaruota posteriore, i cerchi ruota verniciati nel colore avorio con stampato l'anno esatto della macchina, portapacchi integrale corredato di 8 ganci porta-sci in gomma e chiave brugola ed infine l'impianto lavafari. Internamente si presenta in buono stato con tutte le caratteristiche: la tappezzeria in velluto cannellato con inserti in viplato, bordati in vera pelle lavorata a smerlo, maquette canoa applicata sugli schienali, sottotetto in velluto maculato, plancia/marsupio portaoggetti, inserti portiere e rivestimento del pavimento tutti nel tono "Sandfarben Horizont" (Beige) senza tappetini specifici, la cappelliera rivestita in moquette nera, l'orologio ed infine l'indicatore di assetto (inclinometro). Meccanicamente si presenta in perfetto stato con soli 118000 km e solamente 2 proprietari, e gomme nuove.

Scheda Tecnica Fiat Panda 4x4 Sisley (prima serie)
- Motore: Fiat FIRE anteriore a 4 cilindri in linea, cilindrata 999cm³
- Alimentazione: Carburatore Weber 32 TLF 8/250 (per il mercato italiano) o iniezione elettronica (per alcuni mercati esteri)
- Potenza massima: 50 CV a 5500 g/min (carburatore) / 45 CV (iniezione)
- Coppia massima: 8,0 Kgm a 3000 g/min
- Trazione: Integrale Steyr-Puch inseribile manualmente con prima ridotta
- Cambio: Manuale a 5 marce con frizione antisaltellamento
- Sospensioni posteriori: Balestre
- Dimensioni: Lunghezza 341 cm, larghezza 150 cm, altezza 147 cm
- Massa in ordine di marcia: 860 kg
- Capacità bagagliaio: da 272 a 1.088 dm³ con sedili abbattuti