Volkswagen Golf: Un'Icona su Ruote, Dalle Origini all'Eccellenza Moderna

La Volkswagen Golf, un'autovettura che appartiene al segmento C (compatte - kompaktklasse), è stata presentata dalla casa automobilistica tedesca Volkswagen nella primavera del 1974 e da allora è divenuta in breve tempo il suo simbolo. Attualmente giunta all'ottava generazione, con il restyling ormai alle porte, la Golf continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama automobilistico mondiale.

Volkswagen Golf generazioni

Le Origini e l'Evoluzione Storica

Prodotta dal 1974 al 1983 su disegno di Giorgetto Giugiaro, la prima serie della Golf, preceduta di pochi mesi dalla Scirocco, venne denominata "Rabbit" in Nordamerica e "Caribe" in America Latina. Questo modello pionieristico pose le basi per il successo duraturo del veicolo.

La Golf di seconda generazione venne introdotta sul mercato nel 1983, introducendo importanti innovazioni. Con questa generazione, infatti, esordirono una versione turbodiesel chiamata GTD, una versione a trazione integrale e una dotata di alimentazione mediante un compressore centrifugo, ampliando significativamente la gamma e le prestazioni offerte.

La terza serie della Golf esordì nel 1991 e fu premiata "Auto dell'anno 1992". Con la terza serie, inoltre, venne proposta per la prima volta una versione station wagon chiamata Variant, dimostrando l'impegno di Volkswagen nell'offrire soluzioni adatte a diverse esigenze familiari e lavorative.

La fine del 1997 segna l'inizio della commercializzazione della nuova Golf, giunta alla quarta generazione, che consolidò ulteriormente la sua posizione nel mercato. La quinta serie della Golf, presentata nel 2003, condivideva quasi tutti i suoi motori con la cugina Audi A3, sottolineando la sinergia all'interno del gruppo Volkswagen.

La sesta serie di Volkswagen Golf ha presentato un restyling non radicale rispetto alla serie precedente, affidato a Walter De Silva, il quale si avvalse della collaborazione del compatriota Flavio Manzoni. Le novità arrivarono soprattutto sotto il cofano, con l'abbandono dei diesel "iniettore pompa" e l'arrivo del "common rail", un passo significativo verso l'efficienza e la riduzione delle emissioni.

La settima serie di Volkswagen Golf, presentata al pubblico il 4 settembre 2012 e commercializzata a partire dalla fine del 2012 fino al 2021, vide una riduzione del peso di oltre 100 kg, migliorando l'efficienza della vettura. Questo alleggerimento contribuì a prestazioni migliori e a consumi più contenuti, mantenendo la Golf al passo con le crescenti richieste del mercato.

L'ottava serie di Volkswagen Golf viene presentata al pubblico il 24 ottobre 2019 e commercializzata a partire dalla fine dello stesso anno. Disegnata da Klaus Bischoff e dal suo team Volkswagen, questa generazione rinnova il design delle precedenti, rendendo la linea più dinamica e decisa.

Nomenclatura e Varianti sul Mercato

Nel mercato nordamericano, la I e la V serie sono state commercializzate con il nome di Volkswagen Rabbit, le restanti (II-III-IV-VI e VII) con la denominazione Golf. Questa differenza di denominazione riflette le strategie di marketing e le preferenze locali.

La Golf è stata realizzata già all'inizio in diverse varianti: berlina 3 e 5 porte, cabriolet, e poco dopo anche pick-up (denominato Caddy) e la 3 volumi. La versione a 3 volumi, nel corso degli anni, ha cambiato tre nomi sul mercato europeo: "Jetta" (prime due serie), "Vento" (terza serie) e "Bora" (quarta serie). L'attuale versione a 3 volumi, che condivide anche il frontale con la Golf, ha riassunto dalla quinta serie il nome iniziale Jetta, che ha sempre caratterizzato la versione destinata all'America. Dalla terza serie è stata prodotta anche una variante station wagon, denominata Variant, e dalla quinta serie anche una variante monovolume, chiamata Golf Plus, più alta e volta a una maggiore abitabilità rispetto alla versione berlina. La Golf Plus, nella settima serie, è stata sostituita dalla Golf Sportsvan, una piccola monovolume, dimostrando la continua evoluzione e adattamento della piattaforma Golf alle diverse esigenze dei consumatori.

Tutta la verità sulla VOLKSWAGEN GOLF

L'Ottava Generazione: Design, Interni e Guida

La Volkswagen Golf, nella sua ottava generazione, presenta un frontale che divide i giudizi, ma nel complesso le forme rimangono quelle di sempre, mantenendo la riconoscibilità estetica che l'ha resa celebre.

Esterni ed Estetica

Il frontale ridisegnato integra il nuovo logo Volkswagen e il gruppo ottico rinnovato. Vengono rimossi i fendinebbia anteriori (presenti sulla versione GTI) dal paraurti interiore e vengono integrati nel gruppo ottico principale, conferendo un aspetto più pulito e moderno. Anche il posteriore viene rinnovato, mantenendo però la linea che contraddistingue Golf, un equilibrio tra innovazione e tradizione. Le sue linee "solide" in quest'ultima generazione hanno acquistato slancio: merito pure della lunghezza cresciuta di 5 cm (per un totale di 426) e dell'altezza diminuita di 3.

Interni e Tecnologia

Il vero aggiornamento del modello avviene all'interno, con una plancia completamente digitale con cockpit virtuale. Vengono rimossi pulsanti, leve, selettori per essere sostituiti con comandi touch, proiettando la Golf in una dimensione di digitalizzazione avanzata. La plancia è tutta nuova, con due schermi da 10,25” di serie per tutta la gamma, così come la connettività wireless per i device Apple e Android, dalla grafica intuitiva e facili da usare. Rispetto alla generazione precedente si nota qualche economia nei dettagli e nelle plastiche, ma finiture e assemblaggi sono di ottima fattura, mantenendo un elevato standard qualitativo.

Gli interni sono realizzati con materiali di qualità e rifiniti con cura certosina; i numerosi portaoggetti dimostrano attenzione alla praticità, anche se non manca qualche pecca riguardo ad alcuni comandi. Il design della plancia rispetta la continuità con il modello precedente, e pur senza guizzi di originalità è piacevole ed elegante. La riuscita consolle, leggermente orientata verso il lato guida e rivestita in nero lucido, è dominata dal grande schermo di 8” del navigatore (optional). I rivestimenti morbidi abbondano e le finiture sono quasi maniacali, ma qualche stonatura c'è: per esempio, la spia dei fendinebbia (a sinistra della plancia) è poco visibile e per disattivare il controllo di trazione si deve "navigare" nel menu del display centrale; inoltre, i tanti comandi nelle razze del volante richiedono un periodo di apprendistato. Elegante il cruscotto, con schermo a colori a pagamento, e comodo l’inedito freno a mano elettronico (collocato dove c'era la leva).

Interni Volkswagen Golf 8

Abitabilità e Bagagliaio

Anche nella guida rimane una vettura ben fatta, spaziosa e confortevole nei lunghi viaggi: buona la quantità di spazio a disposizione di chi sta dietro, anche se un eventuale quinto passeggero è un po’ più sacrificato. I 378 litri del baule, misurati dal nostro Centro prove, offrono spazio a sufficienza. Con la nuova piattaforma è un po' migliorata l'abitabilità, soprattutto dietro (dove c'è più spazio per le gambe, ma anche un po' meno “aria” sopra la testa); il baule, inoltre, è cresciuto di 30 litri.

Le poltrone anteriori della Golf sono avvolgenti: trattengono bene il corpo, ma senza stringere. Sagomato anche il divano, che proprio per questo, però, risulta comodo soltanto per due occupanti: la porzione riservata a un eventuale passeggero centrale è troppo rialzata e male imbottita. In ogni caso lo spazio per le ginocchia è buono, ed è discreto anche l'agio per la testa. Fra i numerosi portaoggetti, peraltro provvisti di rivestimento antirumore, spiccano il cassetto nella parte destra della plancia (non grande ma ben suddiviso), quelli sotto le sedute anteriori, e il vano (protetto da una saracinesca) nel tunnel.

Oltre a essere più capiente di quello delle rivali (380 litri, o 1270 rinunciando ai posti dietro), il baule è facilmente accessibile (la soglia è a 66 cm da terra). Il pavimento posizionabile su due diversi livelli permette di eliminare il gradino che si forma a schienali reclinati, oppure di sfruttare tutti i 53 cm di altezza utile sotto la cappelliera (sufficienti per sovrapporre un paio di grandi valigie).

Volkswagen Golf bagagliaio

Motorizzazioni e Prestazioni

La Golf offre una ricca gamma di motori, progettati per soddisfare diverse esigenze in termini di prestazioni, efficienza e impatto ambientale.

Motorizzazioni Efficienti

Della ricca gamma motori, il più interessante è il mild hybrid 1.5 eTSI Evo, un quattro cilindri da 150 CV elastico e progressivo, abbinato a un doppia frizione efficace e affidabile. Il consumo medio rilevato dal nostro Centro prove è di 16,1 km/litro.

La turbodiesel da 115 CV percorre in media 21,3 km/litro: un pieno basta per oltre 1.000 km, rendendola una scelta eccellente per chi percorre lunghe distanze. L'ibrida plug-in da 204 CV percorre, a batteria scarica, 15,8 km/litro. Gli accumulatori da 13 kWh permettono di coprire in città 65 km a emissioni zero, un'opzione ecologica e vantaggiosa per la guida urbana.

Con il 2.0 turbodiesel da 150 CV le prestazioni sono elevate, anche se la ripresa risente dei rapporti lunghi, studiati per contenere i consumi (effettivamente bassi).

Motorizzazioni Sportive

La Golf offre anche una gamma di motorizzazioni sportive, per gli appassionati di guida dinamica: la GTI da 245 CV, la R da 333 CV, la turbodiesel GTD da 200 CV e la plug-in GTE da 245 CV. Queste versioni incarnano lo spirito sportivo della Golf, combinando potenza e maneggevolezza.

Comportamento su Strada

Auto tuttofare, la media tedesca offre una buona insonorizzazione e sospensioni con il giusto equilibrio tra assetto e comodità. Il telaio è sano e l'elettronica è ben tarata: la Golf è un'auto sicura, anche in frenata, sia sull'asciutto sia sul bagnato, con spazi d'arresto contenuti e un'adeguata resistenza alla fatica.

Le sospensioni della Volkswagen Golf, completamente riprogettate (ma lo schema, McPherson davanti e multilink a cinque bracci dietro, non cambia), e la carrozzeria che fa largo ricorso ad acciai altoresistenziali, hanno determinato una piccola diminuzione di peso che, fra l'altro, dà vantaggi in fatto di prestazioni e consumi. E in effetti il 2.0 TDI (150 CV, 10 in più che in passato) spinge forte chiedendo in cambio poco gasolio, anche se la lunga rapportatura del cambio penalizza la ripresa.

Di alto profilo il comportamento stradale della Volkswagen Golf: l'assetto è un buon compromesso fra le esigenze dell'agilità e quelle del comfort (ancor meglio con gli ammortizzatori regolabili a controllo elettronico, optional), e lo sterzo - senza essere affaticante a bassa velocità - è preciso e abbastanza diretto. Superiori alla media pure le prestazioni dell'impianto frenante, in grado di fornire spazi d'arresto degni di una sportiva senza che l'efficienza cali nell'uso intenso.

Guida in Città

Le dimensioni della Volkswagen Golf non preoccupano, lo sterzo è leggero e il contenuto raggio di svolta permette di trarsi d'impaccio con relativa facilità negli spazi ristretti, ma per facilitarsi la vita vanno aggiunti i sensori di distanza oppure il Park Assist (si attiva con un pulsante, ruota automaticamente il volante e funziona sia nei parcheggi in linea, sia in quelli a pettine). Con le sospensioni regolate su Comfort si passa sulle buche senza sobbalzare troppo, e il motore è davvero parco: complice lo Stop&Start (escludibile) si sfiorano i 16 km/l.

Guida Fuori Città

Il turbodiesel della Volkswagen Golf risponde con vigore ed è abbinato a un cambio rapido (ma da un'auto da famiglia ci saremmo aspettati innesti più fluidi): se lo si sfrutta ai regimi intermedi ci si trova a viaggiare veloci e con poco impegno, e sempre consumando pochissimo gasolio. Grazie alla precisione dello sterzo e alla tenuta di strada davvero elevata il comportamento è gratificante e sincero, quasi da sportiva (discorso che riguarda anche i freni). Se la vettura monta le sospensioni elettroniche (optional) si hanno a disposizione cinque profili di guida (permettono di variare la risposta di ammortizzatori, Esp, motore e “clima”).

Guida in Autostrada

A velocità elevata l'incedere della Volkswagen Golf è sicuro e lo sterzo si conferma preciso e diretto senza essere “nervoso”. Il comfort acustico è ottimale, perché il rumore dell'aria e delle gomme che rotolano sull'asfalto restano fuori dall'abitacolo; idem la “voce” del motore, che a 130 km/h lavora a soli 2200 giri. Le sospensioni sono abbastanza efficaci, ma sui rattoppi ci saremmo aspettati una risposta ancor più dolce, considerato che l'esemplare in prova era equipaggiato con ammortizzatori a controllo elettronico. Qui puoi dormire fra due guanciali.

Volkswagen Golf in strada

Sicurezza e Sistemi di Assistenza alla Guida

Come molte vetture di progettazione recente, la Golf ha superato i crash test Euro NCAP con le cinque stelle corrispondenti al punteggio massimo. D'altra parte, la dotazione di serie va oltre l'indispensabile e - oltre all'Esp e a 7 airbag - prevede dispositivi di ultima generazione, come l'avviso anti-colpo di sonno o la frenata automatica che si attiva quando c'è rischio di collisione. Altri se ne possono aggiungere a pagamento.

Assieme al settimo airbag (quello a protezione delle ginocchia del guidatore), all'Esp e ai sensori di pressione delle gomme, la dotazione di serie include anche i fendinebbia (nell'allestimento Highline), il sistema che previene i colpi di sonno e quello anti-collisione multipla (dopo un urto blocca i freni per evitare ulteriori impatti, per “liberarli” soltanto se il guidatore agisce sul relativo comando o sull'acceleratore, oppure se la velocità scende sotto i 10 km/h). A partire dal Comfort c'è anche il cruise control, che a pagamento può essere “attivo” (ossia in grado di mantenere automaticamente la distanza di sicurezza dal veicolo che precede). Sempre fra gli optional figurano il sistema di protezione proattivo in caso di sbandata (pretensiona le cinture di sicurezza anteriori e chiude automaticamente finestrini e, se presente, il tettuccio) e quello che aiuta a mantenere automaticamente la propria corsia di marcia e riconosce i segnali stradali (include anche il Light Assist). Non c'è, dunque, da stupirsi se la valutazione relativa ai sistemi di assistenza da parte dell'Euro NCAP è valsa 71 punti percentuali. Notevoli anche i giudizi relativi agli altri ambiti di indagine associati ai crash test: 94% per la protezione degli occupanti, 89% per i bambini su seggiolini Isofix e 65% per la tutela dei pedoni in caso di investimento.

La Leggenda GTI: Gran Turismo Iniezione

La prima Golf GTI fu pensata il 18 marzo del 1973 dall'ingegner Lowemberg del reparto ricerca e sviluppo VW, con 110 cavalli e soli 810 kg di peso; il rapporto peso/potenza di questa prima GTI era di 7,36 kg per cavallo. Il progetto iniziale si sviluppò come un esperimento, i vertici del gruppo, dopo una serie di tentennamenti, decisero di presentarla al salone di Francoforte nel 1975 producendone 5 000 esemplari e lanciando la vendita nel 1976.

La sigla GTI è l'acronimo di “Gran Turismo Iniezione” ed è contraddistinta dalla presenza di griglie a nido d'ape e listelli di colore rosso sulla calandra, dalla verniciatura nera opaca della parte lungo i bordi del lunotto del portellone e dall'adozione di uno spoiler diviso in due parti sotto al paraurti anteriore, l'assetto era abbassato di 10mm. Fino al '79 i fanali posteriori erano identici alle versioni meno potenti, poi furono adottati quelli più grandi. Tutte le GTI 1ª serie erano a 3 porte, tranne una a 5 porte che fu donata dalla Volkswagen a Giugiaro.

Nel 1982 la GTI ha subito un incremento di cilindrata fino a 1.8L, con un aumento di 2 CV ma un andamento di coppia totalmente diverso rendendo la macchina molto più rapida e ricca di coppia perdendo un po' nell'allungo. Il rapporto kg/CV rimase imbattuto per anni, visto anche le meno fortunate serie sportive 3 e 4, fino all'avvento della penultima GTI (la quinta serie) che vantava un rapporto di 6,65 kg per cavallo.

Nel corso del 2006 è stata presentata anche la Golf GTI Edition 30. Questa versione si differenzia dalla normale GTI per il motore da 230 CV, i cerchi da 18 pollici neri, il pomello del cambio con la forma della palla da golf (presente nella prima versione della GTI). L'Edition 30 è nata per festeggiare il trentennale della nascita della GTI. Per ogni anno, il motore è stato potenziato e si è cercato di mantenere sempre intatto lo spirito e le caratteristiche della prima versione.

Al salone di Parigi, nel 2008 venne presentata la Golf GTI VI, lo stile delle linee della Golf è firmato, come fu nella prima serie per opera di Giorgetto Giugiaro, da un designer italiano, ovvero Walter de Silva (che ha supervisionato il lavoro di Klaus Bischoff e Mark Lichte). La Golf GTI VI si distingue dalle versioni normali per pochi dettagli estetici: paraurti modificati, minigonne laterali, uno spoiler posteriore, cerchi in lega a cinque fori, un estrattore finale che incornicia due scarichi cromati, uno a destra e uno a sinistra. La versione GTI rispetto al modello base, è dotata di sospensioni sportive irrigidite che rendono l'auto più bassa di 22 mm all'anteriore e 15 mm al posteriore; impianto frenante potenziato fari posteriori a LED, differenziale elettronico e motore 2.0 TSI che subendo modifiche a pistoni, fasce elastiche, pompe dell'olio e del carburante e introducendo un nuovo sensore massa/aria, sviluppa 211 CV, con una coppia di 280 Nm erogati in modo costante da 1700 a 5200 giri, omologato Euro 5.

Golf GTI MkVII: Doppia Configurazione di Potenza

Con la settima generazione, per la prima volta, la versione GTI viene prodotta in due configurazioni di potenza, equipaggiate entrambe con lo stesso motore base 2.0 litri TSI ma divise da 10 CV (220 e 230) di potenza massima e dotazioni differenti: il quattro cilindri deriva dall'unità adottata dalla serie precedente, dal quale tuttavia differisce per la rielaborazione della testata. L'unità propulsiva eroga in entrambe le varianti 350 Nm di coppia massima ed è omologata con la sigla Euro 6 oltre a essere associata al sistema Start&Stop. Il cambio può essere manuale a 6 marce o a doppia frizione, sempre a 6 rapporti. I consumi dichiarati dal costruttore parlano di 6,0 L/100 km con trasmissione manuale, mentre le emissioni inquinanti di CO2 si pongono a quota 139 g/km. Il peso della vettura è sceso di circa 42 kg rispetto alla versione precedente. La GTI con trasmissione manuale scatta da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi e raggiunge i 246 km/h, mentre quella con il cambio a doppia frizione tocca i 100 km/h, da ferma, in 6,4 secondi per una velocità massima di 250 km/h. Solo la versione da 230 CV è dotata di differenziale autobloccante anteriore, l'impianto frenante maggiorato con quattro dischi ventilati e le pinze freno con la scritta GTI. La versione restyling introdotta dal 2017, anche detta MK7.5, prevede due livelli di potenza (equipaggiando lo stesso motore base 2.0 litri TSI): quella da 230 CV e la Performance da 245 CV; le differenze tra le due configurazioni sono le stesse già elencate sopra tra la MK7 GTI e GTI Performance.

Tutta la verità sulla VOLKSWAGEN GOLF

Produzione e Diffusione Globale

La Golf viene assemblata in Europa negli stabilimenti tedeschi di Wolfsburg, Zwickau-Mosel e in Belgio a Bruxelles. Dal 1975 incominciò a essere assemblata anche in Bosnia ed Erzegovina, nello stabilimento di Sarajevo, ma nel 1992 la produzione locale viene interrotta a causa delle guerre jugoslave, che provocarono la distruzione della città, per poi ricominciare a fine anni novanta per la produzione della Golf Mk4. Lo stabilimento brasiliano di Curitiba dal 1999 produce le Golf destinate al mercato sudamericano. In Sudafrica, nella storica fabbrica di Uitenhage (che dal 1978 sforna le Golf), nel 2004 è incominciata la produzione della quinta serie. Dal 2003 è costruita anche in Cina presso Changchun dove vengono prodotte anche la Bora e alcuni modelli di Audi. Questa capillare rete produttiva testimonia l'importanza strategica della Golf per Volkswagen a livello mondiale.

Il Mercato dell'Usato e le Versioni Speciali "Targa Oro"

Il mercato dell'usato per la Volkswagen Golf è estremamente vivace e variegato, con un'ampia disponibilità di modelli che vanno dalle prime generazioni alle più recenti. Tra le offerte, spiccano alcune versioni che rivestono un particolare interesse per collezionisti e appassionati, come quelle con "Targa Oro ASI".

Esempi di Golf d'Epoca e "Targa Oro"

La dicitura "ASI Targa Oro" indica che il veicolo è stato certificato dall'Automotoclub Storico Italiano come veicolo di interesse storico e collezionistico, con un elevato grado di originalità e conservazione. Questo riconoscimento ne aumenta notevolmente il valore nel mercato dell'usato.

  • Volkswagen Golf GTI 1800 ASI TARGA ORO UNICO PROPRIETARIO: Un esempio è un modello del 05/1985 con 94000 Km, motore benzina e cambio manuale, proposto da rivenditori specializzati in auto classiche. Un altro esemplare del 04/1985 con 334000 Km, benzina e manuale, conferma la longevità di queste vetture.
  • Volkswagen Golf GTI 1800 16V 3 porte ASI ORO E CRS: Un modello del 08/1990 con 131000 Km, benzina e manuale, certificato con la Targa Oro e il Certificato di Rilevanza Storica (CRS), indica un'eccellente conservazione e originalità.
  • Volkswagen Golf GTI 2.0 16V ASI ORO E CRS: Un esemplare del 03/1994 con 170000 Km, benzina e manuale, anch'esso con certificazione ASI ORO e CRS, dimostra come anche le generazioni successive della GTI possano raggiungere lo status di auto d'epoca di pregio.

Queste inserzioni evidenziano l'importanza della certificazione ASI per i veicoli storici, che attesta non solo l'età del mezzo ma anche la sua autenticità e lo stato di conservazione. I prezzi possono variare notevolmente in base all'anno di produzione, al chilometraggio, alle condizioni generali e, naturalmente, alla presenza di certificazioni come l'ASI Targa Oro.

Altre Golf Storiche sul Mercato dell'Usato

Oltre alle GTI, anche altre versioni della Golf di prima e seconda generazione sono ricercate dagli appassionati:

  • Golf cabriolet Genesis: Un modello del 01/1993 con 148000 Km, benzina e manuale, classificato Euro 1.
  • Golf rallye volumetrica g60 integrale no gti turbo: Un'interessante versione del 03/1990 con 113985 Km, benzina e manuale, classificata Euro 3.
  • Golf 1 Cabriolet 1991: Un esemplare del 03/1991 con 130000 Km, benzina e manuale, classificato Pre-Euro.
  • Golf gti mk3: Un modello del 01/1993 con 104000 Km, benzina e manuale, classificato Euro 1.
  • Golf cabrio mk1 -gli - 1.6 110 cavalli jetronic: Un'altra cabriolet del 06/1982 con soli 60000 Km, benzina e manuale, classificata Pre-Euro, che può essere di grande interesse per la sua originalità e per il basso chilometraggio.

Il mercato dell'usato per la Golf include anche modelli più recenti, come la Golf 7 GTD del 2015 con 153000 Km, diesel e manuale (Euro 6), o la Golf R32 del 2002 con 202000 Km, benzina e manuale (Euro 3). Questi veicoli, pur non rientrando nella categoria delle auto d'epoca, mantengono un buon valore per le loro prestazioni e affidabilità.

Il fenomeno della "Targa Oro" sottolinea come la Volkswagen Golf non sia solo un'auto funzionale e di successo commerciale, ma anche un oggetto di culto e un pezzo di storia automobilistica, capace di mantenere o accrescere il proprio valore nel tempo se ben conservata. Le numerose offerte sul mercato dell'usato testimoniano la duratura popolarità del modello e la sua capacità di adattarsi a diverse esigenze, dal quotidiano all'appassionato collezionista.

Volkswagen Golf GTI MK1

Il Prezzo e il Valore Reale

Non costa poco, ma vale molto. Le concorrenti sono agguerrite, ma la Golf difende la sua buona fama con una qualità costruttiva da riferimento, peraltro non disgiunta dalla praticità che una berlina da famiglia deve offrire. Il tutto è completato da qualità stradali superiori alla media, in particolare se si sborsa l'extra richiesto per le sospensioni elettroniche: le prestazioni del vigoroso 2.0 turbodiesel sono godibili in tutta sicurezza. Quanto ai consumi, poi, questa tedesca fa meglio di molte utilitarie. In considerazione di tutto ciò, e della soddisfacente dotazione della Highline, il prezzo è equilibrato. Ma anche soggetto a lievitare per “colpa” di qualche necessario optional.

Ci sono rivali altrettanto potenti proposte a prezzi più accessibili, ma ciò non toglie che la Golf valga i soldi che costa: ai contenuti tecnologici di primo piano, che coinvolgono anche la ricca dotazione di sicurezza (che può, peraltro, essere integrata a pagamento con i più recenti dispositivi di assistenza alla guida), unisce una qualità costruttiva che resta un punto di riferimento per la categoria. Lo stesso si può dire delle caratteristiche dinamiche, già valide di base ed esaltate dalle sospensioni a controllo elettronico (che si pagano a parte): considerate pure le qualità del vigoroso - nonché eccezionalmente economo - turbodiesel, chi ama la guida brillante ha pane per i suoi denti. E nemmeno deve rinunciare a quelle caratteristiche che in una berlina da famiglia sono d'obbligo, vale a dire abitabilità (che qui è buona per quattro persone), capacità di carico e un livello di comfort adeguato ai lunghi viaggi.

Volkswagen Golf: Un Primato Continentale

La Volkswagen Golf è stata per 13 anni consecutivi l'autovettura più venduta d'Europa, primato che le fu tolto nel 1994 dalla Fiat Punto. È poi tornata in vetta alle vendite nel vecchio continente ad anni alterni, sfidandosi di volta in volta con numerose concorrenti. Questo successo duraturo è la testimonianza della sua capacità di adattarsi ai tempi e di rimanere sempre un'opzione desiderabile per un'ampia fascia di consumatori.

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