Volkswagen Passat Variant del 1988: Un'Icona Gialla e la Sua Evoluzione

C'era una volta una Volkswagen che non era in grado, come oggi, di sfornare a getto continuo vetture di successo. Erano gli anni Settanta, e oltre all'immortale Maggiolino, la gamma di Wolfsburg presentava due top di gamma non propriamente azzeccatissimi: la Typ 4 e la K70. La Typ 4 adottava lo schema del Maggiolino, con motore posteriore a sbalzo a 4 cilindri contrapposti, raffreddato ad aria, e il suo design, specialmente con carrozzeria familiare, concedeva un'immediata riabilitazione a quello delle Wartburg 353 che circolavano nella vicina DDR. Queste furono le antenate della Passat nel 1970.

Volkswagen Typ 4 e K70

La K70, invece, era una NSU rimarchiata Volkswagen dopo che quest'ultima, nel 1969, aveva assorbito l'agonizzante azienda di Neckarsulm. Esteticamente, sembrava una Ro 80 liofilizzata alle dimensioni di una Fiat 125, della quale riprendeva fedele gli spigoli. Inutile dire che, a dispetto di una buona affidabilità meccanica, non ebbe grande successo, nonostante uno schema tecnico - motore e trazione anteriore - di sicuro interesse. A Wolfsburg si decise di puntare sulla trazione anteriore e sulle qualità di un'azienda italiana, l'Italdesign di Giorgetto Giugiaro. A oggi si può parlare di successo planetario, visto che il piemontese ha sfornato in due anni la Passat e la Golf, due capisaldi della storia della Volkswagen, tra le poche in grado di dare del tu al Maggiolino.

Le Origini: Passat B1 e B2

La Volkswagen Passat del 1973, nome in codice B1, era una "due volumi" dalle linee pulite, che in più di un punto anticipavano quelle della Golf (che sarebbe nata l'anno successivo, ma il lunotto era decisamente più ampio e inclinato). Disponibile a tre o cinque porte, berlina o station wagon (chiamata Variant, a riprova di una certa tendenza dei tedeschi a non cambiare le denominazioni), sotto la pelle aveva la stessa meccanica della più tradizionale Audi 80 a tre volumi. Tre i motori a benzina con cilindrate da 1.3 a 1.6 e un diesel aspirato da 1.5 - lo stesso della Golf - che debuttò nel 1979. La vocazione da world car venne mantenuta: fu venduta in Europa e in Nord America (dove venne chiamata Dasher) fino al 1981, e in Brasile fino al 1988, in quest'ultimo caso con qualche variazione estetica e motori specifici. Sarebbe arrivata anche in Iraq: costruita in Brasile, per meglio adattarsi alla realtà locale, venne equipaggiata con protezioni per il motore, radiatore e impianto dell'aria condizionata maggiorati.

Volkswagen Passat B1

La seconda serie della Volkswagen Passat (B2) durò dal 1981 al 1987: è quella che consacra la Passat come berlina di fascia medio-alta costruita per tutte le latitudini. Il design divenne più moderno: le dimensioni crebbero di qualche centimetro, mentre resina e plastica sostituirono vari elementi metallici. Nel Nord America venne chiamata Quantum (in Messico, invece, si chiamò Corsar e in Argentina Carat; va detto che chi si lamenta dello scarso appeal dei nomi probabilmente non rammenta la Jetta, lanciata nel 1979). In Brasile si chiamò Santana: in questo caso, spuntò la coda - e quindi, le porte furono due o quattro - e i nomi diversi richiamarono le diverse carrozzerie, come la Derby con la Polo e l'appena citata Jetta con la Golf; la station wagon si chiamò Santana Quantum. Nel 1982, la Santana fu la prima vettura straniera a essere costruita in un mercato che, anni dopo, sarebbe stato per tutti i costruttori la Terra Promessa: lungimirante l'idea di una joint venture, e quasi incredibile la longevità della Volkswagen Passat con gli occhi a mandorla, visto che l'ultima Santana (chiamata Vista) venne sfornata nel 2011. Iniziarono con la B2 alcune variazioni tecniche di spessore: dalla trazione integrale (con la meccanica dell'Audi 80 anziché con quella della Golf) al 5 cilindri in linea per le Passat più lussuose. E se si pensa che la frontiera cinese non fosse abbastanza, dal 1984 la Santana venne prodotta su licenza dalla Nissan.

Volkswagen Passat B2

La Passat B3 del 1988: Un Nuovo Capitolo

La terza serie della Volkswagen Passat (B3) arrivò nel 1988 per l'Europa: nel Nord America bisognò aspettare il 1990, e in Sud America altri cinque anni. Questa generazione, prodotta dal 1988 al 1993, rappresentò un significativo cambiamento nella storia del modello. Presentata al Salone dell'automobile di Ginevra del 1988, questa versione fu commercializzata nel mercato europeo lo stesso anno, nel 1990 in quello nordamericano e nel 1995 in quello sudamericano. Le sue forme aerodinamiche, con un Cx di 0,29, erano parecchio distanti dalla precedente generazione e assomigliavano molto di più alla Ford Sierra per lo stesso stile, chiamato in inglese "Jelly Mould Style". La lunghezza del veicolo era di 4670 mm.

Volkswagen Passat B3 Variant gialla

Volkswagen Passat Evolution (1973-present)

Una delle caratteristiche più distintive della B3 fu la scomparsa della griglia nel frontale, un richiamo quasi alla Typ 4, ma con linee molto più morbide. Quando divenne popolare come auto d'occasione nell'appena disciolta Unione Sovietica, divenuta poi CSI e in seguito frammentata negli attuali Stati, si guadagnò il nomignolo di "sci", perché, secondo i russi, il frontale assomigliava a uno sci storto o a uno slittino.

Questa fu la prima Passat a nascere su un pianale autonomo, non più condiviso con l'Audi 80. In realtà, erano molti i componenti della Golf III a finire sotto il cofano della Volkswagen Passat (e viceversa). Sebbene catalogata dalla Volkswagen come pianale B3, in realtà le dimensioni rassomigliavano più a quelle di un pianale A abbastanza ampio e, quanto a qualità percepita, il nuovo modello suscitò forse qualche perplessità. Tante componenti della Golf furono riutilizzate per la Passat, una strategia adottata per contenerne i costi di produzione.

Interni della Volkswagen Passat B3

Le versioni disponibili erano solo berlina (4 porte) e familiare (5 porte). La Passat Variant 1988, in particolare, offriva un volume di carico notevole, rendendola una scelta pratica per molte famiglie. I motori a iniezione di benzina giravano meglio dei vecchi a carburatori e fornivano prestazioni superiori. I motori erano montati trasversalmente e c'era anche spazio per inserire la trazione integrale Volkswagen. Questo modello era proposto con motore anteriore e trazione anteriore o trazione integrale, come berlina o come familiare. Erano disponibili diversi livelli di potenza, che andavano da un 1,9 L In-linea 4 diesel motore da 68 CV fino a un 2,8 L V6 benzina motore da 174 CV. La vettura era dotata di sospensioni anteriori MacPherson e sospensioni posteriori a ponte torcente.

Tra le motorizzazioni spicca il particolarissimo 1.8 G60, sovralimentato con il compressore volumetrico a chiocciola (G-Lader), e il 2.8 V6 con un angolo tra le bancate così stretto da risultare compatto quasi come un quattro cilindri. Due i motori a gasolio: il 1.9 aspirato da 75 CV e il 1.6 turbodiesel da 80 CV, ancora stretto parente di quello che ha reso la Golf GTD una delle prime diesel brillanti della storia.

Prestazioni e Praticità della B3

Per chi era interessato alle prestazioni, la versione con le migliori performance della Passat B3 era la Volkswagen Passat VR6 GL, GT, che otteneva un punteggio di 2,2★ nel sistema di valutazione delle prestazioni di encyCARpedia. Con una potenza totale di 174 CV e un rapporto potenza/peso di 7,46 kg/CV, aveva una velocità massima di 224 Km/h e raggiungeva i 100 km/h in 8,2 secondi. Le motorizzazioni più potenti includevano il 2.0i 16V cat. e il 2.8i VR6 cat.

Se l'interesse era più sulla praticità, la Volkswagen Passat Variant 1.6 TD era considerata il miglior pratico tuttofare, con un punteggio di 3,7★ nel sistema di valutazione di encyCARpedia per la praticità. Questa versione aveva un'autonomia di 1.186 chilometri e poteva contenere da 465 a 1.500 litri di carico, rendendola estremamente versatile per le esigenze familiari e di trasporto.

La Continuazione del Successo: Passat B4, B5, B6 e B7

La quarta generazione della Volkswagen Passat (B4), più che un nuovo modello, fu una profonda rivisitazione della B3, un po' come la Golf VI con la Golf V. Cambiarono - e si snellirono alquanto - frontale e coda, anche se i lamierati rimasero gli stessi; vennero rivisti gli interni, che diventarono più gradevoli (addirittura d'avanguardia e con soluzioni come le veneziane sulle bocchette dell'aria, ancor oggi degne di nota, sulla serie successiva). Tra i motori, debuttò il 1.9 TDI: prima dotato di 90 CV e turbina a geometria fissa, arrivò ben presto a 110 CV grazie alla turbina a geometria variabile. Questo motore rimarrà per lungo tempo un pilastro della produzione Volkswagen e in seguito, con il sistema di iniezione basato su pompa-iniettore (che comparirà con la Passat successiva, nel 1999), padre spirituale dei diesel moderni del Gruppo. La carriera della B4 non fu lunghissima: dal 1994 al 1997.

Volkswagen Passat B4

Nel 1996 debuttò in Europa la quinta generazione della Volkswagen Passat (B5), che durerà fino al 2005 ed è contraddistinta, nella berlina, dal tetto notevolmente arcuato e da un Cx pari a 0,26. Il disegno era arcuato, di rottura, stilisticamente affine alla Golf IV. Il pianale era lo stesso dell'Audi A4, l'erede della 80; la sigla stavolta era 3B. Fu la generazione che diede ampio spazio alla trazione integrale, disponibile per i motori 1.8, 2.8 V6, 1.9 TDI e 2.5 V6 TDI (all'epoca tra i più potenti della categoria, con 150 CV divenuti poi 163 e, nel 2003, 180). La tecnologia utilizzata prevedeva un Torsen T-2 di nuova generazione, concepito per minimizzare le perdite di trazione. Nel 2001 la mascherina divenne più imponente, e, dal punto di vista funzionale, si registrò l'introduzione dell'ESP su tutta la gamma: c'è chi chiama questa evoluzione 3BG. I motori a benzina furono tra i più raffinati di tutta la storia delle Passat: accanto all'incompreso 2.3 VR5 con testata a 2 valvole (150 CV) o 4 per cilindro (170), il 2.8 V6 guadagnò le 5 valvole per cilindro tanto di moda in casa Audi (sviluppava 193 CV), e fece la sua comparsa un motore con architettura a W. Il 4.0 W8 era, in pratica, l'unione longitudinale di due V4 con angolo tra le bancate ristretto (15°): la Volkswagen Passat W8, dotata di una sonorità assolutamente entusiasmante, fu una sorta di vettura-laboratorio regolarmente in vendita, che prefigurò i W12 della Phaeton e il W16 della Bugatti Veyron.

Volkswagen Passat B5

Nel 2005 debuttò la sesta serie della Volkswagen Passat (3C): il pianale era quello della Golf, opportunamente allungato, e non più quello dall'A4. La prima conseguenza diretta fu il canto del cigno, dopo soli tre anni, del W8: pur compatto, non riuscì a trovare spazio nel cofano motore della Passat, visto che lo schema adottato prevedeva il motore trasversale e non più longitudinale. Al suo posto, dal 2008 al 2009, il 3.6 V6 della Passat R36: i suoi 299 CV erano superiori ai 275 del W8, ma l'emozione che suscitava era nettamente inferiore. Il frontale della 3C prevedeva volumi maggiormente dissimulati e fari dal disegno più elaborato; tra i motori, da segnalare che il solo (e ormai vetusto) 1.6 a benzina non aveva l'iniezione diretta, al contrario di tutta la rimanente gamma, aspirata (FSI) o turbo (TSI). I diesel cambiarono non nei dati di targa (il 2.0 da 140 CV, almeno) ma nella tecnologia: andò in pensione il pompa-iniettore a favore del common rail. Oltre al cambio manuale, iniziarono a fare la propria comparsa gli automatici DSG attualmente montati, con 6 o 7 rapporti.

Volkswagen Passat B6

La Volkswagen Passat B7 è l'ultima generazione uscente: cambiano gli esterni (che prefigurano quelli, più spigolosi, della Golf VII) ma non gli interni. Nella gamma motori debutta l'onnipresente 1.4 TSI a benzina da 122 CV; tra i diesel c'è anche il piccolo 1.6 TDI da 105 CV; per la prima volta, compare una versione a gas naturale, la 1.4 TSI EcoFuel a metano.

Volkswagen Passat B7

La Volkswagen Passat, in tutte le sue generazioni, ha dimostrato una capacità unica di evolversi, mantenendo la sua posizione come pilastro del segmento medio-alto e diventando un punto di riferimento per l'innovazione tecnologica e la versatilità. La Variant del 1988, con il suo design audace e le sue soluzioni tecniche all'avanguardia per l'epoca, rappresenta un momento cruciale in questa lunga e fruttuosa storia.

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