La Volkswagen Polo, incredibile ma Polo, ha una storia da raccontare che per certi versi supera perfino quella della sorella maggiore Golf. Questa vettura iconica ha fotografato come poche altre l’evoluzione del mercato automobilistico europeo, segnando la fine della categoria delle utilitarie e anticipando il fenomeno del cross-sizing, ovvero la tendenza di tutte le auto ad aumentare di dimensioni e livelli di equipaggiamento per attrarre clienti provenienti da categorie superiori.

Le Origini: Dalla Audi 50 alla Nascita della Polo
L'avventura della Volkswagen Polo ha inizio nel 1974, lo stesso anno in cui la Golf nasce ufficialmente. In Europa si cominciava allora a ragionare di hatchback, berline a due volumi. Il gruppo Volkswagen decise di replicare questa formula con l'Audi 50, un modello a trazione anteriore lanciato nel 1974. Tuttavia, l'Audi 50 fu un sostanziale fiasco, principalmente per questioni di prezzo, e la casa dei quattro Anelli dovette aspettare il modello A1 datato 2010 per ottenere un vero successo tra le citycar.
Fu nel 1975 che giunse l’idea di dare un nuovo senso a questa vettura, producendo una variante identica nella meccanica ma più razionale negli equipaggiamenti e nel listino, questa volta a marchio Volkswagen. L’idea fu quella di inventare la Polo. La sua prima generazione era lunga 351 centimetri, larga 156 e alta 134, con un peso che non superava i 700 kg. L’idea, evidentemente, era azzeccata fin da subito e l'evoluzione della Polo avrebbe continuato a stupire.
The evolution of the Volkswagen Polo The history of all generations of the VW Polo I - VI overview
La Seconda Generazione: Un Successo Proverbiale e l'Arrivo della Polo G40
Nel 1981, sette anni dopo la nascita della Golf, venne il momento della Polo seconda generazione, una vettura praticamente eterna, considerando il fatto che restò in produzione fino al 1994, un tempo quasi doppio rispetto all’attuale vita utile di qualsiasi modello. La Polo 2, con il suo design da mini station wagon e una solidità costruttiva divenuta proverbiale, si ritrovò ad essere perfino una protagonista storica nell’epoca della caduta del muro di Berlino. C’era lei tra i primi desideri degli ex cittadini della Germania Est in fuga dal comunismo e dalla dittatura delle Trabant.
A ovest, nel frattempo, con questa vettura si andava già parecchio oltre il concetto di citycar. Accanto a un motore 1.000 benzina "di ingresso", debuttò un 1.3 da 113 CV equipaggiato con compressore volumetrico: la Polo G40. Questo modello aprì un’epoca per Volkswagen, con la Golf G60 che la avrebbe seguita. Sulla Polo G40, del 1990, venne usato un motore 1272 cm³ a compressore volumetrico erogante 115 CV. Su questo modello fecero la loro comparsa anche l’iniezione elettronica al posto del carburatore e il catalizzatore, segni di un'evoluzione tecnologica significativa. La prima versione sportiva della Polo, battezzata GT e mossa da un pimpante quattro cilindri 1.3 a benzina da 75 CV, risale in realtà al 1979. Con il restyling del 1990, basato sulla seconda generazione, i gradi di sportiva della gamma passarono alla Polo G40, il cui piccolo “1300”, grazie all’aggiunta di un compressore volumetrico, raggiunse una potenza di 115 CV.

Il settembre 1990 vide un grosso restyling della Polo di seconda generazione. Le modifiche ingentilirono la linea con una carrozzeria più curvilinea pur mantenendo lo stesso disegno della precedente versione (sia Wagon che Coupé). La calandra fu rinnovata significativamente, con una mascherina di nuova foggia e inclinazione e con la sostituzione dei fari tondi e degli indicatori di direzione integrati nel paraurti con nuovi gruppi ottici integrati di forma rettangolare, che richiamavano quelli della Passat III, introdotta due anni prima. Nel 1990, le offerte di Volkswagen Polo sul mercato dell'usato mostrano una varietà di motorizzazioni e chilometraggi: ad esempio, un modello del 07/1990 con 19.300 km e 34 kW (46 CV) a benzina, o un 02/1990 con 89.765 km e 33 kW (45 CV) diesel. Questo evidenzia la vasta gamma di opzioni disponibili per i consumatori.
La Terza Generazione: Una "Baby Golf" con Personalità Propria
Della terza generazione, lanciata dal 1994 in poi, si può parlare ricordando la lunghezza della prima: 351 cm. La Polo 3 ne misurava 371, dimostrando l'evoluzione delle dimensioni del modello. Questa crescita le valse il nomignolo del tutto immeritato di "Baby Golf". Questo appellativo era ingeneroso per un modello che possedeva una qualità propria e una grande generosità, visto che aprì la strada alla nuova Seat. Quest'ultima, entrata a far parte da tempo della galassia Volkswagen, aveva bisogno di un modello di alto livello per riproporsi. Sul pianale della Polo 3, infatti, nacque la nuova Ibiza.
La Polo 3 offriva alla spagnola un design che non era più costruito attorno al bagagliaio per ottenere una piccola wagon, ma aveva una personalità a due volumi rassicurante anche per clienti in arrivo da vetture più grandi. Non a caso, fu venduta per la prima volta anche con carrozzeria a cinque porte. La Polo 3 vantava interni di altissima fattura costruttiva, con materiali e assemblaggi che facevano arrossire le rivali del tempo, e anche qualcuna attuale. Molti i motori a disposizione, dal 1.000 a benzina da 50 CV all’ottimo 1.4 16V in edizioni da 75 CV e 101 CV.
La Quarta Generazione: Un Passo Falso e la Nascita della Polo GTI Moderna
Se la Polo sbagliò, lo fece nettamente con la sua quarta generazione. Nel 2002 debuttò una vettura con un design ben poco elegante e soprattutto reso pesante dalla scelta di adottare non due ma quattro fari anteriori. Era oggettivamente brutta e propose soluzioni discutibili come la sua versione Fun con passaruota di plastica scura che anticipavano, piuttosto male, il look di un SUV urbano.
Nel 2005, Volkswagen corse ai ripari ristilizzando completamente il frontale, tornato a un'unica coppia di proiettori, e mettendo mano alle motorizzazioni. Da ricordare per la Polo 4 non c’è certo il 3 cilindri 1.2 da 60 CV, ma piuttosto l’arrivo del 1.4 FSI da 86 CV, ovvero con la tecnologia di iniezione diretta di benzina che il gruppo porta avanti ancora oggi. In cima alla gamma spuntò la Polo GTI con motore 1.8 litri turbo a cinque valvole per cilindro di derivazione Audi e 150 CV, disponibile anche in una versione da 180 CV. Dal restyling del modello di quarta generazione, i progettisti della casa di Wolfsburg tirarono fuori una Volkswagen Polo GTI il 20% più potente in confronto alla precedente. La potenza massima del motore, pari a 150 CV, era fornita da un 4 cilindri 1.8 turbo a benzina con distribuzione a venti valvole: si trattava della stessa unità che in precedenza aveva equipaggiato la quarta serie della Golf GTI. Di quel piccolo bolide da corsa, questa speciale edizione della piccola sportiva tedesca riprendeva la carrozzeria, contraddistinta da paraurti specifici, più “muscolosi” e dotati di prese d’aria di maggiori dimensioni.

La Quinta Generazione: Il Rilancio e il Premio di Auto dell'Anno
Volkswagen, comunque, poteva solo non ripetere l’errore, e nel 2009 non successe. La Polo quinta generazione, quella per altro appena andata in pensione, rappresentò il modello del rilancio. Il design diventò molto aggressivo nel frontale e avvolgente al posteriore: dal confronto con la Golf ne uscì in modo magnifico. Volkswagen non si risparmiò sulla meccanica, con sospensioni curatissime e un avantreno molto direzionale che consentiva una guida veloce e precisa. La Polo 5 aveva un telaio irrigidito, ma anche alleggerito, più spazio per i passeggeri e una qualità costruttiva degli interni degna di una categoria superiore. Non a caso, venne eletta Auto dell’Anno 2010: prima di lei solo l’ottima Golf terza generazione aveva conquistato questo premio, nel 1992. Succederà ancora con Golf nel 2013 e Passat nel 2015.
Tra le grandi, la Polo 5 non si privò di nulla. Propose motori a benzina tre cilindri 1,2 a basso consumo, ricevette dalla banca del Gruppo il cambio DSG a doppia frizione 7 marce e si prese anche il lusso di andare oltre i limiti di velocità che finora si era concessa. La versione GTI adottò un propulsore quattro cilindri turbo 1.8 da 192 CV di potenza. Oltre c’era la strabiliante variante R WRC, finora la Polo più potente mai prodotta. La Volkwagen Polo GTI basata sul modello di quinta generazione poteva contare sulla stessa potenza della precedente Cup Edition. I 180 CV, però, questa volta erano forniti da un propulsore più piccolo, un 1.4 quattro cilindri turbo a iniezione diretta di benzina. Migliorarono sia lo sprint che la velocità massima, con uno “0-100” bruciato in meno di sette secondi e una punta di quasi 230 all’ora.
La Sesta Generazione: Crescita Continua e l'Ultima Polo GTI
Proprio lui, il motore 2.0 TSI turbo benzina “depotenziato” a soli 200 CV, batte nella GTI 2017, edizione più sportiva della Polo sesta generazione disponibile in Italia dallo scorso ottobre. Questa generazione è alta 144 centimetri, larga 175 e soprattutto lunga 405 centimetri, ovvero 54 cm in più del modello presentato nel 1975, un chiaro esempio del fenomeno del cross-sizing. Con il modello di sesta generazione, la Volkswagen Polo GTI guadagna 8 CV sulla progenitrice, toccando quota 200. A fornirli è il 2.0 quattro cilindri turbo a iniezione diretta di benzina che equipaggia già altri modelli della casa e anche quelli di altri marchi del colosso tedesco. Sulla base del modello oggi in commercio, “rinfrescato” nel look giusto un paio d’anni fa, la casa tedesca ha allestito una versione speciale della sua popolare utilitaria sportiva. La versione “Edition 25” della Polo GTI, fresca di lancio, offre lo spunto per riportare le lancette dell’orologio indietro di 25 anni, celebrando un quarto di secolo di "Gran Turismo Injection" made in Wolfsburg.
The evolution of the Volkswagen Polo The history of all generations of the VW Polo I - VI overview
La Polo GTI: Una Storia Lunga 25 Anni
La Volkswagen Polo GTI sfreccia sul traguardo del suo primo quarto di secolo. In questi 25 anni, l’utilitaria "in salsa piccante" della casa tedesca si è fatta via via più grande, potente e veloce, strizzando sempre più l’occhio alla sorella maggiore Golf GTI, ovvero il modello da cui, nell’ormai lontano 1976, è partita l’affascinante saga delle “Gran Turismo Injection” made in Wolfsburg. La prima versione GTI della Polo risale al 1998 e, da allora, in gamma una versione GTI non è quasi mai mancata. Questo dimostra la costante ricerca di Volkswagen di offrire un'opzione sportiva e performante anche nel segmento delle utilitarie, rompendo i confini tradizionali delle categorie automobilistiche.
La Polo, come la Golf, ha contribuito a definire il concetto di auto sportiva accessibile, rendendo le prestazioni elevate una realtà anche per vetture più compatte. La sua evoluzione nel tempo, dalla modesta Audi 50 fino alle potenti versioni GTI di oggi, è una testimonianza della sua capacità di adattarsi e anticipare le esigenze del mercato, consolidando il suo ruolo di icona nel panorama automobilistico europeo.
tags: #volkswagen #polo #gti #1990