Nel cuore dell'Illinois, in una vecchia miniera a cielo aperto riempita d'acqua, si trova uno degli angoli più curiosi d'America: Volvo Island. Questo isolotto artificiale è diventato famoso per ospitare una Volvo S80 del 2001, parcheggiata lì dal 2012. L'isola non è il risultato di un progetto urbanistico o turistico, ma nasce da un'idea piuttosto eccentrica di Scott Mann, meccanico e proprietario di officine a Ottawa, nella contea di LaSalle. La storia di Volvo Island è un intreccio affascinante di affari internazionali in sospeso, ingegnosità locale e l'inaspettata viralità di Internet.
L'Ombra di un Debito Nordcoreano
La vicenda di Volvo Island affonda le sue radici in una transazione commerciale che risale a decenni fa, legata ai rapporti tra Svezia e Corea del Nord. Nel 1974, la Corea del Nord ordinò mille Volvo 144 e altri prodotti svedesi. Nonostante la Svezia fosse stata il primo Paese occidentale a riconoscere lo stato comunista della Corea del Nord nell'aprile 1973, il pagamento per queste auto non è mai avvenuto. Nel 2014, Stefan Karlsson, capoeconomista dell'agenzia svedese di credito all'esportazione (EKN), spiegava che, nonostante i solleciti semestrali, la Corea del Nord non rispettava gli accordi. Il debito, all'epoca, aveva raggiunto la cifra record di 2,7 miliardi di corone svedesi.
Questa situazione ha un precedente storico. Nel 1975, Pyongyang aveva ospitato una fiera per cui la Svezia aveva inviato venticinque vagoni ferroviari carichi di prodotti dell'industria svedese, con una trentina di aziende espositrici. L'evento, costato un milione di corone svedesi, fu inaugurato dall'ambasciatore svedese Kaj Björk e dal diplomatico Göran Engblom. In pieno clima di Guerra Fredda, le brochure aziendali furono revisionate per rimuovere simboli potenzialmente controversi, ma la Svezia mirava a stabilire rapporti commerciali con i Paesi oltre la cortina di ferro, specialmente dopo la guerra di Corea (1950-1953). L'intenzione di Pyongyang, secondo il quotidiano svedese Dagens Nyheter, sarebbe stata quella di ripagare il debito sfruttando i ricavi delle esportazioni di rame e zinco.
Nonostante questo ingente debito irrisolto, la Svezia mantiene un'ambasciata a Pyongyang, una delle poche nazioni - ventidue, tra cui Brasile, Cina, Repubblica Ceca, Polonia e Russia - ad averne una nella capitale nordcoreana. Alcuni definiscono la mancata restituzione del pagamento delle Volvo come uno dei più grandi furti d'auto nella storia. Alcune di queste Volvo, secondo l'imprenditore e fotografo svedese Tor Rauden Källstigen, "sono utilizzate nella piccola flotta di taxi di Pyongyang".

La Nascita di Volvo Island: Un'Idea dal Meccanico
Il legame tra la Svezia e la Corea del Nord, per quanto insolito, si incrocia in modo inaspettato con la storia di Scott Mann e della sua Volvo S80. L'area in cui si trova Volvo Island era originariamente una miniera a cielo aperto abbandonata. Con il passare del tempo, il sito è stato allagato, creando un lago artificiale. Scott Mann, proprietario di un'officina di autoriparazioni a Ottawa, Illinois, ha avuto l'idea di posizionare la sua Volvo S80 del 2001 su una lingua di terra che si estendeva nel lago.
All'inizio del 2012, Mann utilizzò un carro attrezzi per portare l'auto sulla penisola. Successivamente, impiegò un escavatore per rimuovere la terra circostante, isolando di fatto l'auto e creando quella che oggi è conosciuta come Volvo Island. L'isola misura circa 48,76 metri quadrati, una dimensione non eccessivamente più grande della Volvo stessa, ipotizzando le dimensioni standard di un'auto.
Inizialmente, Mann aveva pensato di lanciare un concorso per far indovinare ai curiosi come l'auto fosse finita lì. Tuttavia, rinunciò a questa idea per questioni di sicurezza. Il lago artificiale raggiunge profondità considerevoli, fino a circa 12 metri, rendendo pericoloso tentare di raggiungere l'isola a nuoto, soprattutto considerando la presenza di uno scalino che porta da una zona calpestabile a uno strapiombo improvviso.
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L'Isola Diventa un Fenomeno Globale
La storia di Scott Mann e della sua Volvo S80 isolata ha iniziato a diffondersi grazie a Internet. Nel 2015, Google Street View immortalò l'isola con la sua Volvo, portando la curiosa vicenda all'attenzione globale. Da allora, Volvo Island è diventata una sorta di attrazione digitale. Su Google Maps, il luogo è segnato come un punto di interesse, con centinaia di recensioni, spesso ironiche e divertite. Alcuni commenti particolarmente comici suggeriscono che sia un luogo da visitare in alternativa alla Corea del Nord, o che ci siano "più auto che persone".
Nonostante gli anni, la Volvo S80 del 2001 sembra resistere. Le immagini su Street View mostrano che la vettura è ancora lì, esposta agli agenti atmosferici ma relativamente intatta. Mann ha considerato in passato di proteggere la carrozzeria o di utilizzare l'isola come spazio pubblicitario, ma ha deciso di mantenere tutto com'è, preservando l'autenticità del gesto che ha reso l'isola iconica. L'intenzione originale di Mann, quella di fare un po' di pubblicità "alternativa" alle sue officine, è stata ampiamente superata dal successo mediatico inaspettato. L'idea della Volvo Island è diventata un meme così famoso che, al momento della scrittura, conta centinaia di recensioni con una votazione media di 4,9 stelle su 5 su Google Maps.
Curiosamente, non distante dalla S80, su Street View è possibile notare anche un modello di Volvo più recente, parzialmente sommerso nell'acqua, suggerendo forse un'ulteriore, involontaria aggiunta alla leggenda dell'isola. Se il signor Scott voleva farsi pubblicità, 13 anni dopo si può affermare che ha ottenuto un'insperata visibilità planetaria, un risultato che probabilmente viene apprezzato anche dalle parti di Göteborg, la città natale di Volvo.

Oltre il Debito: L'Ingegno e la Viralità
La storia di Volvo Island dimostra come un'idea eccentrica, nata da circostanze particolari e amplificata dalla potenza di Internet, possa trasformare un luogo anonimo in una curiosa attrazione globale. Sebbene le origini del nome "Volvo Island" possano essere ricondotte indirettamente a un debito insoluto legato a importazioni di automobili svedesi in Corea del Nord, la sua notorietà attuale è quasi interamente dovuta all'iniziativa di Scott Mann.
L'auto, una Volvo S80 del 2001, è diventata il fulcro di questa piccola isola artificiale, un simbolo inaspettato di come la creatività locale possa catturare l'immaginazione del pubblico. La sua presenza costante, visibile su piattaforme come Google Maps e Street View, ha alimentato il suo status di meme e attrazione, attirando l'attenzione di persone da tutto il mondo. La vicenda di Volvo Island, quindi, non è solo un aneddoto curioso, ma anche una testimonianza della capacità di eventi apparentemente scollegati - un debito internazionale e un'idea di un meccanico americano - di convergere e creare qualcosa di inaspettatamente memorabile.