Il settore automobilistico sta attraversando una fase di profonda trasformazione, e il gruppo Volkswagen non fa eccezione. Negli ultimi tempi, diversi stabilimenti del colosso tedesco hanno dovuto affrontare interruzioni della produzione, in particolare per quanto riguarda i modelli elettrici. Questo scenario, sebbene focalizzato sui veicoli a zero emissioni, ha sollevato interrogativi anche sul futuro di modelli tradizionali, come la Volkswagen Passat, e sulle sue varianti, inclusa la desiderata Passat GTE.
Problemi di Produzione negli Stabilimenti Elettrici Tedeschi
La fabbrica di Zwickau, definita la più grande fabbrica di auto elettriche della Volkswagen, è stata al centro di notizie negative riguardanti la sua produzione. Nelle ultime settimane, si sono susseguite riduzioni della produzione, annunci di tagli di posti di lavoro (limitati per ora a contratti a tempo determinato) e l'eliminazione del turno di notte. Un rapporto di Automobilwoche ha rivelato che la produzione nello stabilimento è stata nuovamente sospesa per tre settimane a partire da giovedì 9 novembre.
La causa principale di queste interruzioni risiede nella mancanza di motori elettrici, dovuta a interruzioni lungo la catena di approvvigionamento. Di fronte a questa carenza, il Gruppo ha deciso di dare priorità alla produzione della ID.7, costruita nello stabilimento di Emden. Tuttavia, anche l'impianto di Emden ha visto la sospensione dell'assemblaggio dei modelli elettrici ID.4 e ID.7.

Volkswagen ha dichiarato in risposta a una richiesta di Automobilwoche: "Abbiamo lavorato per aumentare la produzione in linea con la domanda. Nei mesi di novembre e dicembre è prevedibile che non tutti gli stabilimenti di veicoli saranno in grado di ricevere forniture sufficienti. Sono quindi previste restrizioni alla produzione negli stabilimenti interessati".
Le restrizioni hanno interessato lo stabilimento di Zwickau per circa tre settimane, con un impatto sulla produzione di Audi Q4 e-tron, Audi Q4 Sportback e-tron, Vw ID.4 e ID.5. Il settore elettrico nel mercato automobilistico è noto per la sua volatilità, e il Gruppo VW ha interrotto temporaneamente la produzione di alcuni modelli a zero emissioni in due stabilimenti tedeschi. A settembre, si era parlato di due settimane di riduzione delle attività di assemblaggio per due modelli a batteria del Gruppo Volkswagen. Fino al 16 ottobre, è rimasta in funzione una sola catena di montaggio per rallentare il lavoro.
Il motivo principale dietro queste decisioni è un significativo calo nella domanda di questi prodotti da parte dei clienti. Questo calo ha portato anche al taglio di posti di lavoro, con 296 contratti a tempo determinato non confermati a Dresda, dove la linea di produzione della ID.3 è stata ferma per le prime due settimane di ottobre.
La Crisi dei Propulsori e la Priorità alla ID.7
Il problema della mancanza di motori elettrici è legato in modo specifico al calo dei propulsori AP550, da 286 CV e 550 Nm, che sono essenziali per tutte le auto elettriche del Gruppo Volkswagen. La decisione della Casa di Wolfsburg è stata di destinare le unità di motore disponibili alla ID.7, costruita a Emden. Questo ha comportato un ulteriore fermo di tre settimane per le catene di montaggio dei nuovi Model Year di ID.4, ID.5 e Q4 e-tron, sia in versione SUV che Sportback.
È importante notare che, per quanto riguarda la ID.3 e la Cupra Born, che erano state "stoppate" ad ottobre, la produzione sembra continuare regolarmente.

Fattori che Influenzano il Mercato delle Auto Elettriche
Diversi fattori contribuiscono al rallentamento del mercato delle auto elettriche. Uno dei più significativi è la mancanza di incentivi. In Germania, ad esempio, gli incentivi destinati ai privati passeranno da 4.500 a 3.000 euro a partire dal 1° gennaio 2024. Il Direttore del Center for Automotive Research (CAR) ha sottolineato come lo stop agli incentivi per i mezzi elettrici commerciali rischi di trasformarsi in una "tragedia" per il settore EV.
Oltre agli incentivi, altri elementi frenano la transizione verso la mobilità elettrica. Secondo i dati dell'Associazione europea dei costruttori automobilistici, le vetture elettriche rappresentano solo il 16% delle nuove immatricolazioni nell'Unione Europea, rispetto al 37% delle ibride. I costi ancora elevati dei modelli elettrici, i dubbi sull'autonomia e, soprattutto, la scarsa diffusione delle infrastrutture di ricarica in gran parte del continente sono ulteriori ostacoli.
Il conflitto commerciale con gli Stati Uniti e il dibattito interno sulla fine del motore a combustione sono altri fattori che spingono i consumatori a rimandare l'acquisto di auto a batteria.
Il Futuro della Volkswagen Passat e l'Assenza della GTE Elettrica
In questo contesto di incertezza per il settore elettrico, Volkswagen sta preparando il terreno per la nuova generazione della Passat. La nuova Passat, che sarà disponibile nelle versioni berlina e familiare (Variant), debutterà nel 2023 e sarà costruita nell'impianto di Bratislava, dove vengono già assemblate la Touareg e la Skoda Superb.
Una delle novità più rilevanti riguarda la possibile eliminazione della versione berlina, concentrando gli sforzi sulla versione station wagon. Il look della Passat Variant sarà sportivo, ma non si tratterà di una vera shooting brake, segmento già occupato dall'Arteon.
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È importante sottolineare che la nuova Passat Variant non verrà proposta come modello 100% elettrico. Al contrario, ritroveremo le classiche motorizzazioni termiche, comprese varianti diesel aggiornate e due versioni ibride plug-in a benzina. L'entry-level ibrida plug-in dovrebbe superare i 200 CV, mentre la versione GTE, attesa con una batteria da 13 kWh, dovrebbe raggiungere i 245 CV. Per quanto riguarda la ricarica, il sistema dovrebbe supportare il collegamento alla rete da 11 kW per ridurre i tempi.
La scelta di non offrire una Passat GTE completamente elettrica, ma di puntare su versioni ibride plug-in e termiche, riflette la strategia attuale di Volkswagen, che sembra voler bilanciare la transizione elettrica con la domanda di soluzioni più tradizionali, soprattutto per modelli di segmento superiore e orientati alla famiglia o all'uso professionale.
La Crisi dei Chip e il suo Impatto Storico
Un altro fattore che ha pesato significativamente sulla produzione di Volkswagen, e in particolare sulla fabbrica di Emden, è stata la carenza di semiconduttori. Questo fenomeno ha già causato diversi disagi e si prevede che possa proseguire anche nel prossimo anno.
Attualmente, presso il sito di Emden vengono assemblate la Passat e l'Arteon, e nel corso del 2022 è iniziata la produzione della ID.4. Un portavoce dell'azienda ha affermato che i turni lavorativi sono stati ridotti al minimo, continuando una perdita produttiva che ha colpito il brand dall'inizio del 2021. Secondo le prime stime, con 70 giorni di fermo, sarebbero state circa 70.000 le unità in meno assemblate nel corso dell'anno, con 120.000 veicoli prodotti contro i 190.000 inizialmente previsti.
La crisi dei chip ha colpito duramente la produzione di Volkswagen, con l'output delle fabbriche del colosso tedesco che ha toccato il minimo produttivo dal 1958.
Un Contesto di Crisi Sistemica nel Settore EV
La frenata del colosso di Wolfsburg si inserisce in un quadro più ampio di crisi per il settore dell'auto elettrica europea. Bosch, uno dei principali fornitori, ha annunciato il taglio di 13.000 posti in Germania, motivando la scelta con la debolezza della domanda. Ford aveva comunicato fino a 1.000 esuberi nel suo stabilimento di Colonia, anch'esso specializzato in modelli elettrici, mentre anche Stellantis ha annunciato lo stop temporaneo a diversi stabilimenti in Europa per il calo della domanda e l'incertezza del mercato.
Volkswagen, che aveva fatto dello stabilimento di Zwickau il simbolo della propria svolta "green", si trova ora a dover ricalibrare piani e investimenti. Questa frenata rischia di ridimensionare le ambizioni dell'Unione Europea di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica nel prossimo decennio. Il mercato delle auto elettriche continua a mostrare segni di rallentamento. Dopo anni di spinta normativa e incentivi, le vendite non raggiungono le previsioni e i costruttori si trovano con stock crescenti. Nonostante la pressione dell'Unione Europea verso l'abbandono del motore termico, molti consumatori restano indecisi. Pesano i costi ancora elevati dei modelli elettrici, la rete di ricarica non uniforme e l'incertezza sulla durata delle batterie. Tutti elementi che spingono i potenziali clienti a rinviare l'acquisto, con conseguente rallentamento nelle immatricolazioni e difficoltà crescenti per i produttori. Il caso Volkswagen non è isolato. Anche Stellantis ha annunciato la chiusura temporanea di sei stabilimenti in Europa, tra cui Poissy in Francia e Pomigliano in Italia, per un totale di 62 giorni di stop produttivo. Parallelamente, anche i grandi fornitori soffrono: Bosch ha comunicato un nuovo piano di ristrutturazione che prevede il taglio di circa 13.000 posti di lavoro nel mondo, molti dei quali in Germania.
La situazione attuale evidenzia come la transizione verso la mobilità elettrica sia un processo complesso, influenzato da fattori economici, tecnologici e infrastrutturali, oltre che dalle dinamiche di mercato e dalle scelte strategiche dei costruttori.