La storia stessa della nostra attuale respirazione parte nella notte dei tempi proprio dal mare. L'ambiente marino, con la sua aria ricca di elementi e la sua atmosfera rilassante, è da sempre associato a innumerevoli benefici per la salute. Tra questi, la respirazione dello iodio è uno dei più noti e discussi. Ma a che ora si respira lo iodio al mare? E quali sono i reali vantaggi di questa esposizione?
Le Origini dello Iodio e la Sua Presenza nell'Ambiente Marino
Lo iodio, scoperto e isolato per la prima volta da B. Courtois nel 1812, è un elemento essenziale per il corretto funzionamento del nostro organismo. Allo stato elementare, è un solido cristallino a temperatura ambiente, scuro e di lucentezza metallica, facilmente sublimabile. Sebbene poco solubile in acqua, è solubile in alcuni solventi organici. Il numero di ossidazione -1 compare nell'acido iodidrico, dall'aspetto trasparente tendente al giallo pallido. Questo acido forte, nonostante l'elettronegatività dello iodio sia minore rispetto alla maggior parte degli altri alogeni, è altamente corrosivo e un potente agente riducente, impiegato come biocida per la distruzione di diversi tipi di germi e virus.

L'acqua salata è ricca di iodio, ma le alghe lo sono ancora di più. Quando le alghe entrano in contatto con l'aria sulla spiaggia o sugli scogli, rilasciano nell'atmosfera grandi quantità di questo elemento, più concentrato rispetto a quello che viene emesso dall'acqua naturalmente per vaporizzazione. A luglio, quando si respira aria di vacanze e chi ha la fortuna di viverle al mare, respira anche lo iodio. Le goccioline di acqua di mare che respiriamo quando siamo in spiaggia rappresentano un vero e proprio aerosol naturale a base di cloruro di sodio, iodio, fosforo, magnesio, zolfo e tante altre particelle minerali che evaporano.
L'Importanza dello Iodio per l'Organismo
Lo iodio è un micronutriente fondamentale per la salute del nostro organismo, poiché viene utilizzato dalla ghiandola tiroide per produrre gli ormoni tiroidei. Questi ormoni sono essenziali per regolare moltissime funzioni metaboliche che coinvolgono diversi organi e apparati, in tutte le fasi della vita, a partire da quella intrauterina. Il corretto funzionamento della tiroide, in particolare, dipende direttamente da un'assunzione equilibrata di iodio che si traduce in adeguata produzione di tiroxina, l'ormone tiroideo.
Un insufficiente apporto di iodio al feto in via di sviluppo, a causa di un'inadeguata assunzione da parte della donna in gravidanza, ha effetti drammatici soprattutto sul sistema nervoso centrale, portando a situazioni di grave ritardo mentale, nonché disturbi e deficit metabolici di vario tipo. Più avanti, la carenza o insufficienza iodica può avere effetti più o meno rilevanti a livello cardiovascolare, neurologico e muscoloscheletrico, risultando anche all'origine della maggior parte delle patologie tiroidee, prima tra tutte il gozzo, una condizione in cui la tiroide tende ad ingrossarsi per compensare la mancanza di iodio.
Il fabbisogno giornaliero di iodio, nelle persone adulte, è di almeno 150 microgrammi (µg). Durante la gravidanza e l'allattamento, il fabbisogno del minerale aumenta rispettivamente a 175 µg e 200 µg. L'introduzione ottimale di iodio è di circa 150 microgrammi al giorno per un individuo adulto. Il quantitativo è naturalmente ridotto per neonati e bambini, e leggermente incrementato per le donne in gravidanza.
Fonti di Iodio: Alimentazione e Non Solo
La quantità di iodio respirata al mare, al contrario di quanto si pensa, incide solo in minima parte sul nostro fabbisogno, perché la fonte principale è rappresentata dall'alimentazione. Le principali fonti alimentari sono il pesce di mare (cefalo, merluzzo, baccalà, ecc.), i mitili (cozze, vongole, ecc.) e i crostacei (gamberi, gamberoni, scampi, ecc.). In una dieta mediterranea equilibrata, il pesce dovrebbe essere consumato non meno di 3 volte a settimana.
Altri alimenti che contengono buone quantità di iodio sono le uova (il tuorlo soprattutto), di cui si possono consumare 2-4 porzioni a settimana, e i latticini come il Grana Padano DOP (35,5 µg in 100 g). Questo formaggio contiene, inoltre, molte proteine ad alto valore biologico, con i 9 aminoacidi essenziali e ramificati, tanto calcio (è il formaggio che ne contiene maggiori quantità tra tutti quelli comunemente consumati), vitamine essenziali come B2 e B12 e antiossidanti come vitamina A, zinco e selenio. Il Grana Padano DOP può essere consumato grattugiato anche tutti i giorni per condire i primi piatti, le minestre e i passati di verdure al posto del sale.
I vegetali, invece, contengono pochissimo iodio, a meno che non siano stati coltivati in terreni molto ricchi del minerale. In particolare, le alghe marine sono le più ricche di iodio. I vegetariani, i vegani e gli intolleranti al pesce possono soddisfare i fabbisogni di iodio utilizzando il sale iodato, cioè sale marino potenziato con l'aggiunta di questo minerale. Il sale, anche se in piccole quantità, se usato abitualmente, dà più possibilità di raggiungere la quantità giornaliera consigliata di questo prezioso minerale. È per questo consigliato a tutta la popolazione, anche onnivora, seppur con moderazione (meno di 5 g al giorno, pari a 1 cucchiaino). Chi non mangia carne né pesce, può provare la dieta L.O.Ve. Preferire il sale marino integrale o iodato, anche se il consumo va mantenuto comunque limitato.

Quando Respirare lo Iodio al Mare: Le Ore Migliori
I medici affermano che per beneficiare a pieno dell'aria salubre del mare è bene recarsi in riva al mare in determinate ore della giornata. In generale, andare in spiaggia la mattina presto, soprattutto per bambini ed anziani, si rivela la scelta migliore. La temperatura è molto più fresca e l'aria pulita. L'esposizione al sole, poi, è limitata e non scotta.
Le ore consigliate per massimizzare l'inalazione di iodio e degli altri benefici dell'aria marina sono dalle 9 alle 11 del mattino e dalle 16 alle 19 della sera. Alba o tramonto? Sono indicati entrambi, ma andare in spiaggia dopo le 16.30 consente di godersi il meglio della temperatura, che inizia a scendere, e una luce solare più delicata. Evitare il mezzogiorno, quando il sole è a picco e le temperature roventi scottano tutte le superfici, sabbia e lettini compresi. Anche il primo pomeriggio, dalle 13 alle 15, non è consigliato recarsi in spiaggia.
Per massimizzare i benefici per il nostro organismo, si consiglia di fare un vero e proprio "bagno d'aria" passeggiando per circa 20 minuti sul bagnasciuga con l'acqua del mare che bagna le caviglie. Nel contempo, l'esposizione solare aumenta la produzione di vitamina D che aiuta le ossa e la pelle, con grossi benefici per chi soffre di osteoporosi. Infine, è bene effettuare esercizi respiratori completi e profondi per ossigenare al meglio tutti gli organi del nostro corpo.
5 benefici respirazione nasale
I Benefici dell'Aria di Mare Oltre lo Iodio
L'aria di mare fa bene alla salute. Ce lo dicevano le nostre nonne e lo ha dimostrato anche la scienza. Oltre agli effetti psicologici sull'umore, un soggiorno in riva al mare apporta benefici a molteplici aspetti della salute. Si stimano almeno 16 malattie che possono trarre vantaggio dal clima marino, dalle allergie respiratorie alle anemie, dall'artrosi alla depressione, ma anche distorsioni, fratture, ipotiroidismo, malattie ginecologiche, reumatiche, psoriasi e rachitismo.
Le vacanze al mare, in generale, sono particolarmente indicate per bambini che soffrono di problemi alle vie respiratorie o di dermatite. Lo iodio, infatti, stimola l'attività della tiroide, ghiandola che regola il metabolismo e la sensazione sonno-veglia. L'esposizione al sole, per quanto benefica, va limitata e sempre affrontata con un'adeguata protezione. I mesi migliori per un soggiorno al mare sono giugno e settembre, quando il caldo non è eccessivo. L'unica raccomandazione è quella di evitare le località ad alta quota: non oltre i 1.500 metri per i neonati, da raggiungere possibilmente attraverso una tappa intermedia per evitare una salita troppo brusca, da ripetere anche al momento della discesa.
Una piacevole ginnastica respiratoria praticata in modo lento e armonico sulla spiaggia e l'occasione di socializzazione favorita dall'ambiente marino sono in grado, agendo sugli aspetti psicologici del paziente, di creare le premesse per ridurre la dispnea anche solo attraverso un rinnovato e più piacevole modo di percepire il corpo, divenuto in questo modo più accettabile in quanto, prima di tutto, "meno nemico".

Nuove Frontiere della Ricerca Scientifica
Oltre a questi innegabili e ormai consolidati benefici, la scienza si è interrogata su altri possibili vantaggi derivanti dal respirare e stare a contatto con l'aria di mare. Una ricerca piuttosto recente svolta dall'Università di Gand (Belgio) e dall'Istituto fiammingo per il mare (VLIZ) ha rilevato che lo spray marino - ossia l'acqua di mare vaporizzata nell'aria dalle onde - interagisce con dei geni umani coinvolti nella formazione del tumore ai polmoni e del colesterolo, inibendoli.
I ricercatori hanno prelevato campioni di aria di mare e li hanno esaminati in laboratorio. Hanno esposto le cellule cancerogene di un polmone umano a questi campioni di aria e hanno esaminato i loro effetti sulla salute, osservando anche l'impatto sui nostri geni, il tutto in confronto con altri studi scientifici. La sperimentazione in questo ambito sta portando dei risultati positivi, e questo esperimento dimostra che l'impatto positivo dell'aria di mare sulla salute sia "simile ai nuovi trattamenti contro il cancro e l'ultima generazione di farmaci per il colesterolo".
Il risultato ottenuto apre le porte a studi ulteriori, per capire se è in effetti possibile - e, nel caso, come - agire sul gene in questione e bloccarlo. Per affermare con certezza che l'aria di mare previene il cancro e abbassa i livelli di colesterolo nel sangue, servono certamente studi empirici più approfonditi, prima in laboratorio e poi su animali ed esseri umani. Ma la ricerca degli scienziati nord europei rappresenta comunque un punto di partenza importante. Sicuramente, da oggi, abbiamo una ragione in più per goderci una bella e salutare passeggiata in riva al mare.
Considerazioni per Pazienti con Problemi Tiroidei
Per quanto sia molto diffusa l'idea che lo iodio presente nell'aria di mare possa nuocere ai pazienti affetti da problemi tiroidei, in modo particolare in caso d'ipertiroidismo, si tende a rassicurare questi pazienti per evitare che, se contemporaneamente portatori di una patologia respiratoria, debbano privarsi dei vantaggi rappresentati dal clima marino sulla malattia respiratoria. La quantità di iodio che si rende disponibile per la sintesi di ormone tiroideo, infatti, dipende principalmente dalla quota introdotta con l'alimentazione e non già con quella resa disponibile dall'assunzione attraverso l'aria respirata.
Si badi, quindi, quando al mare d'estate si tende a preferire una dieta a base di pesce e di prodotti del mare, a contenere, nei soggetti affetti da ipertiroidismo, il consumo di molluschi, crostacei, alghe e frutti di mare in genere, a non più di una volta la settimana. L'unica controindicazione riguarda le persone affette da ipertiroidismo (tiroide che funziona in eccesso): meglio non utilizzare sale iodato senza l'approvazione del proprio medico endocrinologo. Se ciò che è stato detto vale per un periodo di permanenza marina di qualche settimana al massimo, ben altra cosa è far soggiornare al mare un ipertiroideo con importante iperfunzione tiroidea per diversi mesi l'anno.
In caso di problemi tiroidei o altre condizioni mediche, è sempre consigliabile consultare un medico specialistico, come il Dott. Enrico Ballor per una visita pneumologica approfondita, che valuta il paziente per il disturbo che presenta, o un endocrinologo, per ricevere consigli personalizzati sul regime alimentare e sull'esposizione all'ambiente marino.
Immersioni Subacquee e Igiene Personale
Un discorso a parte merita poi uno tra gli sport più amati dai frequentatori dell'ambiente marino: le immersioni subacquee. Come per ogni attività sportiva, soprattutto se estrema, è fondamentale valutare le proprie condizioni di salute con un medico, in particolare con uno pneumologo, per accertare l'idoneità fisica.
E se camminando sulla battigia ci tagliamo con una conchiglia? Si può usare la tintura di iodio, una soluzione idroalcolica contenente il 7% m/V di iodio e il 5% m/V di ioduro di potassio. Messa a punto nel 1908 dal medico e politico italiano Antonio Grossich, è ancora oggi un ottimo disinfettante per uso esterno.

Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto, non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo, il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare. Certamente il mare, il sole, il riposo, l'aria ricca di ossigeno e la vacanza influiscono positivamente sul benessere generale e sono pertanto consigliabili a chiunque.