Stellantis, l'entità nata dalla fusione di Fiat Chrysler Automobiles e PSA, sta vivendo un periodo di profonda trasformazione e riorganizzazione industriale, con un'attenzione crescente verso l'ottimizzazione delle proprie risorse produttive in Europa. Nonostante una ripresa dei volumi di veicoli consegnati nel primo trimestre dell'anno, che ha visto un aumento del 12% rispetto all'anno precedente, trainato principalmente dall'Europa allargata, dal Nord America, e dalla crescita in Medio Oriente & Africa e Sud America, il gruppo si trova a fronteggiare una significativa sovracapacità produttiva nel continente europeo. Questo contesto ha portato all'esplorazione di nuove strategie, inclusa la possibilità di aprire i propri stabilimenti ad altri produttori.

La Sfida della Sovracapacità Produttiva in Europa
Le fabbriche europee di Stellantis stanno operando ben al di sotto del loro potenziale, gestendo quella che è una delle più grandi sovracapacità produttive del settore automobilistico nel continente. Si stima che circa 3,5 milioni di auto di capacità rimangano inutilizzate. Questo dato rappresenta un calo significativo rispetto al passato: nel 2017, il livello medio di utilizzo degli stabilimenti europei era vicino al 71%, mentre oggi si colloca stabilmente nella fascia di metà del 40%. La problematica non è isolata, ma riguarda numerosi siti industriali del gruppo. Secondo un'analisi di AlixPartners, Stellantis gestisce 24 stabilimenti in Europa, e ben 14 di questi operano sotto il 50% della capacità. Dario Duse, country leader per l’Italia di AlixPartners, ha evidenziato che "la sovraccapacità in Europa - soprattutto per Stellantis - è difficile da sostenere nel medio termine".
Tra i casi più emblematici spicca lo storico stabilimento di Mirafiori a Torino. Secondo i dati della società di ricerca Just Auto, nel 2025 l’impianto ha lavorato a meno di un terzo della capacità potenziale. Tuttavia, per Mirafiori il gruppo punta a un rilancio già dal 2026. Anche altri siti italiani non presentano condizioni migliori. Lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, che vanta una capacità teorica di circa 280 mila vetture l’anno, ha prodotto meno di un terzo di quel volume. Una situazione analoga si registra in Francia, dove gli impianti Stellantis di Mulhouse e Poissy operano intorno alla metà del loro potenziale.
Stellantis Italia - PresaDiretta 09/10/2023
Esplorazione di Nuove Partnership Industriali
Per Stellantis, una delle possibili vie d’uscita da questa situazione di sovracapacità potrebbe giungere da nuove partnership industriali. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, il gruppo starebbe valutando la possibilità di aprire i propri stabilimenti europei a costruttori cinesi. Tra i nomi con cui sarebbero stati avviati contatti figurano XPeng e Xiaomi. L’ipotesi prevede accordi che includano investimenti nelle fabbriche europee in difficoltà e l’utilizzo della capacità produttiva inutilizzata. Questa soluzione consentirebbe alle case automobilistiche cinesi, sempre più interessate al mercato europeo, di produrre direttamente nel continente, aggirando almeno in parte dazi e barriere commerciali.
In un contesto simile, Stellantis starebbe discutendo la possibilità di rilanciare una partnership con Dongfeng Motor per una produzione congiunta di automobili in Europa e in Cina. L'azienda cinese potrebbe ottenere l'accesso agli stabilimenti Stellantis sottoutilizzati in Europa e, a sua volta, produrre automobili di alcuni marchi del gruppo italo-francese in Cina. L'azienda guidata da Antonio Filosa non ha commentato direttamente, limitandosi a fare notare che "nell'ambito della sua normale attività, intrattiene discussioni con diversi operatori del settore in tutto il mondo su varie tematiche, sempre con l'obiettivo finale di offrire ai clienti le migliori opzioni di mobilità".
Il Panorama Produttivo Italiano e le Sfide Locali
Il contesto produttivo italiano all'interno del gruppo Stellantis è particolarmente significativo, mostrando un calo generalizzato e la necessità di interventi mirati. Nei primi nove mesi del 2025, sono state realizzate complessivamente 265.490 unità tra autovetture e veicoli commerciali, con un calo del -31,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si prevede che anche il 2025 chiuderà con una riduzione complessiva di circa un terzo dei volumi produttivi, un risultato ben peggiore di quanto previsto a inizio anno.
Stabilimento di Mirafiori, Torino
A Mirafiori, nei primi nove mesi del 2025, sono state prodotte 18.450 unità, in calo del 17% rispetto alle 22.240 del 2024. A fronte di ciò, Stellantis ha annunciato lo spostamento della produzione delle GranTurismo e GranCabrio a Modena entro la fine dell’anno. Per la linea Maserati di Mirafiori, la necessità di nuove produzioni è considerata assoluta. L’avvio della produzione della 500 ibrida, previsto per novembre 2025, è il risultato dell'azione sindacale e potrà contribuire a mantenere la missione produttiva dello stabilimento. Entro la fine dell’anno sono previste circa 5.000 unità, con il gruppo che stima una produzione annua di circa 100.000 vetture. Resta indispensabile un piano industriale su Mirafiori che consenta di rilanciare l’occupazione, dopo anni di continue uscite. Attualmente, un contratto di solidarietà è attivo fino al 31 gennaio 2026, utilizzato al 40% dai circa mille lavoratori della 500 BEV. Diversi lavoratori sono in distacco sulla produzione del cambio elettrico eDCT.
La Fiat 500e, prodotta dal settembre 2020 a Mirafiori, vedrà entro il 2025 un potenziamento della batteria per abbassare i costi e aumentarne l’autonomia. Il Polo di Mirafiori, definito anche la Casa di Maserati, dovrebbe essere il luogo di nascita dell'erede della Levante, sempre che vengano superati gli attuali rallentamenti nello sviluppo delle versioni elettriche. Dotata sia di motore elettrico che termico, sarà prodotta anche in versione Quadrifoglio, elettrica e con 1.000 CV, anche se con numeri di produzione molto ridotti.
Stabilimento di Modena
A Modena, nei primi nove mesi del 2025 sono state prodotte solo 75 unità, con una flessione del 65,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dopo l’annuncio del gruppo sul cosiddetto “progetto alta gamma”, con il coinvolgimento della Motor Valley, Stellantis ha deciso di trasferire, a partire dall’ultimo trimestre del 2025, l’assemblaggio delle Maserati GranTurismo e GranCabrio nello stabilimento di Modena. È stata sospesa l’elettrificazione inizialmente prevista nel primo trimestre 2025 per la Maserati MC20, mentre è stato completato l’investimento sul progetto denominato “Fuoriserie”. È partita la produzione della piattaforma elettrica Folgore su Maserati Grecale nel primo trimestre 2024. Allo stabilimento è stata assegnata la piattaforma STLA Large, per produrre la prossima generazione di veicoli di marchi premium e di lusso come Alfa Romeo e Maserati.

Stabilimento di Cassino, Piedimonte San Germano
A Cassino, la produzione nei nove mesi del 2025 è crollata a 14.135 unità, segnando un pesante -28,3% rispetto al 2024, il dato quantitativo più negativo nella storia dello stabilimento. Da quattro anni si lavora su un solo turno, con un impatto diretto negativo in crescendo sull’occupazione e sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Le produzioni sulle due Alfa Romeo Giulia e Stelvio ammontano a 10.600 unità. Lo stabilimento ha enormi potenzialità, ma senza un piano chiaro e tempi certi si rischia di prolungare l’incertezza. A Cassino è stata assegnata la nuova piattaforma STLA Large BEV, sulla quale si produrranno le future Alfa Romeo Stelvio e Giulia, anche in versione ibrida. È stato comunicato l’arrivo di un terzo modello “top di gamma” per il 2027. Attualmente sono in produzione, dal secondo semestre 2022, l’Alfa Romeo Tonale e la Dodge Hornet. I prossimi lanci produttivi delle future Alfa Romeo Stelvio e Giulia sono stati rinviati, e verranno proposti anche in versione ibrida oltre a quelle elettriche. La Maserati Grecale non sta registrando i volumi di vendita previsti, e l'Alfa Romeo Stelvio insieme alla Giulia è a fine carriera, contribuendo al "vuoto produttivo" in attesa dei nuovi modelli.
Stabilimento di Pomigliano d’Arco
A causa del calo generalizzato di tutti i plant, lo stabilimento di Pomigliano rappresenta ad oggi il 60% della produzione nazionale. Come gli altri stabilimenti, subisce un calo del 35% rispetto allo stesso periodo del 2024, con 91.920 vetture prodotte. La Fiat Panda, con 79.000 unità, resta il modello con più volumi, coprendo da sola il 52% della produzione auto in Italia. Le giornate di cassa integrazione collettiva sono state 51 sulla linea Tonale/Hornet e 36 sulla Panda, coinvolgendo tra i 3.000 e i 3.750 lavoratori. È stato esteso il ciclo di vita della Pandina, con la nuova ibrida, almeno fino al 2030. Successivamente, anche la futura nuova Pandina verrà prodotta qui. Nei campi delle ipotesi, girano voci su una possibile produzione a Pomigliano d'Arco della nuova Lancia Delta, la compatta su piattaforma STLA Small che sarebbe slittata al 2029.
Stabilimento SATA di Melfi
Nello stabilimento di Melfi, rispetto all’anno precedente le produzioni si sono dimezzate, raggiungendo le 26.850 unità prodotte. Rispetto al periodo pre-Covid, la perdita è dell’87%. La produzione di Compass e Renegade, che rappresentano l’81% delle produzioni, ha raggiunto un valore complessivo di 21.854 unità, in riduzione del -39% rispetto al 2024. La DS8, in produzione nella sola versione full electric, ha raggiunto le 1.248 unità. Nello stabilimento si sono prodotti circa 500 altri nuovi modelli in fase di avvio. Nel semestre si sono registrati 57 giorni di fermo collettivo gestiti con Contratto di Solidarietà (187 turni persi). Negli altri giorni l’utilizzo medio del CDS è stato del 63%, coinvolgendo ogni giorno circa 3.050 lavoratori. La perdita di volumi ha già avuto conseguenze occupazionali: dal 2021, circa 2.370 lavoratori sono usciti incentivati su base volontaria, portando gli occupati a 4.670. Sono circa 350 i lavoratori in prestito presso altri stabilimenti.
Dopo le pressioni sindacali, Stellantis ha rivisto il piano iniziale e previsto anche versioni ibride per quasi tutti i modelli (esclusa DS8 per tempi), portando a 7 i modelli previsti, rispetto ai 4 iniziali solo elettrici. Questo ampliamento è fondamentale per garantire maggiori volumi e salvaguardare l’occupazione, vista la bassa domanda di auto elettriche. Il cronoprogramma ha previsto all’inizio del 2025 la DS8 elettrica, nella seconda metà 2025 la Jeep Compass nelle due motorizzazioni full electric e ibrida. Nel primo semestre 2026 verrà prodotta la DS7 e nel secondo semestre 2026 la Lancia Gamma, entrambe nelle due versioni (elettrica e ibrida). L'architettura di base della nuova Compass sarà la "multi energia" STLA Medium che diventerà il punto di forza dello stabilimento lucano. Anche la nuova Lancia verrà proposta sia in versione elettrica al 100% che nelle varianti mild hybrid e ibrida plug-in, sempre con l'architettura STLA Medium.

Stabilimento di Atessa, Val di Sangro
La produzione di veicoli commerciali ad Atessa si è attestata a 114.060 unità, con un calo del -23,9% rispetto al 2024. Dalla seconda metà dello scorso anno, dalle iniziali previsioni su 15 turni si è passati al ricorso stabile alla cassa integrazione, che ha coinvolto tra i 700 e i 1.000 lavoratori. La contrazione degli ordini, prima sui cabinati e poi anche sui Van, è la causa principale. Dall’inizio dell’anno la media giornaliera dei lavoratori in CIG è stata di circa 700 unità. Sul fronte degli investimenti industriali, Stellantis ha rafforzato il piano originario, prevedendo l’elettrificazione della piattaforma “Gamma Large” e l’introduzione di una nuova versione a partire dal 2027. Attualmente si producono: Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel/Vauxhall Movano e Toyota Proace Max. Lo stabilimento di Atessa deve rimanere centrale nella strategia produttiva di Stellantis e mantenere la leadership europea nei veicoli commerciali, con la produzione italiana da tutelare, consolidare e rafforzare, anche con l’introduzione di nuove tecnologie innovative e nuovi investimenti. Dal primo trimestre del 2025 fino al 2026 verranno lanciati i nuovi modelli multibrand sulla piattaforma STLA medium. Atessa è uno dei principali punti di produzione a livello mondiale di nuovi veicoli commerciali elettrificati per i marchi Citroën, FIAT Professional, Opel, Peugeot, Vauxhall e Toyota nell’ambito dell’offensiva strategica Pro One per la divisione veicoli commerciali di Stellantis.
Stabilimento di Termoli (ex VM Motori)
La decisione di sospendere l’investimento per la Gigafactory di Termoli, destinata alla produzione di batterie, rappresenta un fatto estremamente grave. Rinunciare a questo investimento significa negare una prospettiva industriale e mettere a rischio occupazionale circa 1.800 lavoratori dello stabilimento e il tessuto produttivo del territorio molisano. Dopo lo stop alla produzione dello storico motore Fire, nello stabilimento restano oggi solo le linee dei motori a benzina GSE in versione 1.0 e 1.5, il GME ed il V6. Un primo, ma non ancora sufficiente, segnale positivo è l’assegnazione a Termoli del nuovo cambio EDCT, previsto in arrivo nel primo semestre del 2026, con una produzione di circa 300.000 pezzi e l’impiego stimato tra i 250 e i 300 lavoratori. Una commessa importante, ma insufficiente a compensare la perdita del Fire.
Il 10 settembre 2025 Stellantis ha concordato la vendita di VM al gruppo Marval, operazione che verrà finalizzata entro la fine dell’anno. I nuovi acquirenti manterranno i posti di lavoro e la produzione attuale di motori marini e industriali presso VM Motori, con l’obiettivo di espandere Marval.
Stabilimento di Pratola Serra
Fino al 30 settembre sono stati prodotti poco più di 301.000 motori, di cui circa l'80% per veicoli commerciali e il restante 20% per auto. Dal 2025 sarà l'unico stabilimento a fornire le motorizzazioni B2.2 diesel Euro 6.4, al momento la versione più ecologica Diesel per tutti i veicoli commerciali del Gruppo. La missione produttiva più rilevante interessa il Ducato, ma sono previste le stesse motorizzazioni per tutti i veicoli del gruppo Stellantis Pro One. Inoltre, il mercato sudamericano, date le nuove normative PL8, si appresta a sostituire i motori 2.0 con varianti sempre B2.2 euro 6.4 prodotti a Pratola Serra.
Fonderia di Carmagnola
Sono circa mille i lavoratori presenti nella fonderia di Carmagnola. Le produzioni sono tutte dedicate alla componentistica, testa cilindro e basamento, relativa ai motori endotermici. Rimane il Polo di eccellenza dell’alluminio del Gruppo con l’obiettivo di compensare le produzioni in fase di riduzione con nuove produzioni di componentistica più leggera richiesta dalle trasformazioni in corso nelle autovetture elettriche.
Strategie di Internazionalizzazione e Nuovi Orizzonti
L'internazionalizzazione delle produzioni è un processo che Stellantis sta accelerando, andando ben oltre il trasloco della sede di Exor, la holding della famiglia Agnelli, in Olanda. Come riporta l’agenzia Reuters, lo scorso 3 dicembre il presidente serbo Aleksandar Vucic ha affermato di aspettarsi che Stellantis inizi a produrre presto la nuova Panda elettrica nello stabilimento di Kragujevac. L’annuncio è stato seguito dalle rassicurazioni di un portavoce di Stellantis riguardo alla produzione della stessa vettura nello stabilimento di Pomigliano.
Considerando l’attuale gamma di veicoli disponibili sul sito ufficiale della Fiat, è facile riscontrare che diversi di essi vengono prodotti in sedi estere. La Topolino, 100% elettrica, è realizzata nello stabilimento della PSA di Kenitra, in Marocco. La nuova 600 ibrida ed elettrica è assemblata a Tychy, in Polonia, fabbrica dove vedono la luce anche le 500 non elettriche, fino al 2019 prodotte anche a Toluca, in Messico. La Tipo ha origini turche, prodotta dal 2015 nello stabilimento di Bursa, soppiantando la Bravo dal 2017. Il Doblò, anche nella sua versione elettrica, è costruito tra Spagna e Portogallo, in particolare a Vigo e a Mangualde. Il van E-Ulysse è realizzato nello stabilimento Stellantis di Hordain, in Francia.
Stellantis Italia - PresaDiretta 09/10/2023
Oltre alla produzione, guardano all’estero anche tante altre operazioni di Stellantis. Sebbene la casa automobilistica abbia disposto un investimento iniziale del valore di 40 milioni di euro per creare a Mirafiori il Battery Technology Center, il primo centro mondiale della multinazionale per i test sulle batterie per i veicoli elettrici di tutta Europa, la società ha deciso di far sorgere un centro simile anche in Canada.
Con Hon Hai Technology Group, meglio nota come Foxconn, Stellantis ha annunciato la creazione di SiliconAuto, una joint venture paritetica con sede in Olanda che dal 2026 progetterà e venderà semiconduttori all’avanguardia agli operatori dell’industria dell’automotive.
Il futuro della mobilità passa anche dall’idrogeno, e l’AD Carlos Tavares punta forte anche sul lavoro di Symbio, la joint venture paritaria costituita da Stellantis insieme a Forvia e Michelin. Tale realtà ha inaugurato SymphonHy, la sua prima gigafactory, definita in una nota “un centro di eccellenza tecnologica e industriale”. Situato a Saint-Fons, in Francia, è diventato il più grande sito di produzione di celle a combustibile integrate nel continente europeo. "L’inaugurazione di oggi - ha spiegato Tavares - rappresenta un passo importante, poiché l’idrogeno fa parte del mix di tecnologie che stiamo proponendo ai clienti dei veicoli commerciali. Questa tecnologia è un elemento costitutivo del potente ecosistema di elettrificazione che stiamo sviluppando per sostenere il nostro ambizioso obiettivo di raggiungere il 100% di vendite elettriche in Europa e il 50% negli Stati Uniti entro il 2030”.
Gli Enti Centrali e l'Innovazione
Per gli Enti Centrali, Stellantis ha ribadito l’impegno a sviluppare le competenze su ricerca e innovazione, collegate in particolare e non solo alle produzioni negli stabilimenti italiani, aumentando la collaborazione con il Politecnico. A fine 2024 si è completata l’operazione, dopo le necessarie autorizzazioni pubbliche, che ha portato One Equity Partners a rilevare il 50,1% di Comau. Stellantis mantiene la restante quota di minoranza del 49,9%. La cessione di Comau ha suscitato preoccupazioni per la possibile dispersione di un prezioso patrimonio professionale e industriale. Il Governo ha comunicato che continuerà a vigilare sull’applicazione delle prescrizioni attuate con la golden power, che non consentono spostamenti di lavoratori, cessioni di ramo d’azienda e impongono che la sede centrale rimanga a Grugliasco. Nel 2024 sono state fatte circa 100 nuove assunzioni. L’azienda sta investendo anche in business alternativi all’automotive, tra cui elettrificazione e general industry. Recentemente ha acquisito Autohma, una società specializzata in magazzini automatizzati. A luglio 2025 l’azienda ha creato due nuove società s.p.a. con sede a Grugliasco: Comau s.p.a. e Comau Group. Da giugno 2025 l’azienda ha aperto la cigo che sta incidendo tantissimo su tutto il manufacturing e da novembre 2025 si teme venga estesa a tutta l’azienda a causa di mancanza di ordini.
Il primo Circular Economy Hub (Hub per economia circolare) inaugurato nel 2023 mira ad allungare la vita di componenti e veicoli. La produzione del cambio e-DCT è operativa a Torino dal febbraio 2024 in uno stabilimento avanzato dove si producono le trasmissioni elettrificate per la nuova generazione di modelli ibridi e PHEV, con una capacità installata di 600.000 trasmissioni elettrificate all’anno per supportare le esigenze complessive di Stellantis.

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