La vicenda che ha coinvolto l'imprenditore Massimino Aceto e il sindaco di Rende, Marcello Manna, getta una luce inquietante sulle dinamiche che possono legare il potere politico e gli interessi economici, specialmente in un contesto territoriale come quello di Cosenza. Le informazioni emerse da indagini e intercettazioni delineano un quadro complesso di presunte illecità, favoritismi e accordi sottobanco, che hanno avuto come epicentro il Comune di Rende e le società riconducibili all'Aceto Group. Al centro della crisi, la figura di Massimino Aceto, imprenditore nel settore edile e dei calcestruzzi, le cui attività sembrano aver prosperato grazie a un'intricata rete di relazioni con esponenti politici e funzionari pubblici.
La M.A.R.P. Corporation e le Società Collegate: Un Impero Sostanzialmente Gestito
Sin dal 2006, Massimino Aceto e Marcello Manna risultano essere soci della M.A.R.P. Corporation, società operante nel settore edile. Sebbene nel 2014, anno dell'elezione a sindaco di Rende del Manna, sia avvenuta una formale e fittizia cessione delle rispettive quote ai loro figli, le indagini hanno accertato che la gestione sostanziale della società è rimasta in mano agli stessi Aceto e Manna. Questo emerge chiaramente dalle conversazioni intrattenute dall'Aceto con Carlo Amato, fratello del notaio Stanislao Amato, dove si discute della necessità di "fare quello della MARP, di nuovo Manna" e si prospetta la creazione di nuove società "fuori" da intestare ai figli per occultare la proprietà.

La M.A.R.P. Corporation si configura come il nucleo centrale di un più ampio conglomerato societario. Da essa si diramano altre entità, quali la REDIMIX s.r.l., la F.A.D. Holding, la A.D. Calcestruzzi, la CO. IMM. s.a.s., la TEFI s.a.s., e soprattutto la ACETO GROUP S.R.L.S. Tutte queste società sono di fatto amministrate da Massimino Aceto e, secondo le risultanze investigative, avrebbero beneficiato illecitamente dell'aggiudicazione di numerosi lavori per il Comune di Rende. Questa sinallagmatica illiceità palesemente emersa nel corso di conversazioni intercorse tra il sindaco Manna e l'imprenditore Aceto, suggerisce un rapporto di reciproca convenienza e scambio di favori.
Accordi Elettorali e Compravendita di Voti: La Stretta Connessione tra Politica e Affari
Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dall'indagine è la presunta collusione tra Massimino Aceto e Marcello Manna in vista delle competizioni elettorali. In una conversazione datata 02.05.2019, l'imprenditore si sarebbe reso disponibile a pagare somme di denaro per l'acquisto di pacchetti di voto in favore del Manna, al fine di scongiurare la vittoria di competitor come Sandro Principe. L'affermazione di Aceto: "Se vince queste elezioni quello (Sandro Principe n.d.r.) per noi è una rovina….", sottolinea la profonda interdipendenza tra l'esito elettorale e gli interessi economici dell'imprenditore.

Le intercettazioni rivelano anche una presunta strategia illecita di compravendita di "pacchetti elettorali" dai competitor rimasti esclusi dal ballottaggio. L'Aceto avrebbe esplicitato questo "mercimonio" di voti in favore del suo "compare" Marcello Manna, come emerso in conversazioni con il Presidente della Provincia Iacucci. Queste dinamiche suggeriscono un sistema in cui il consenso elettorale viene trattato come una merce, acquistata e venduta per garantire il mantenimento del potere.
Favoritismi negli Appalti Pubblici: L'Ingerenza del Sindaco Manna
Il Comune di Rende è risultato essere il teatro principale di presunti favoritismi nell'aggiudicazione di lavori e forniture a favore delle società riconducibili a Massimino Aceto. Un caso emblematico riguarda il noleggio a freddo di trattori di proprietà di una delle società dell'Aceto da parte della Rende Servizi s.r.l., società in house del Comune. Nonostante fosse possibile concordare prezzi più bassi, il sindaco Manna avrebbe insistito per un corrispettivo giornaliero di € 400 per ciascun mezzo, un importo considerato eccessivo dallo stesso amministratore unico della Rende Servizi, Vivona Umberto.

Le conversazioni monitorate tra il sindaco Manna, l'Aceto e il dipendente comunale Guido Aldo evidenziano come la determinazione del costo del noleggio, pur lasciando un margine di discrezionalità all'Aceto, sia stata di fatto pilotata verso l'importo più elevato. L'Aceto, in queste circostanze, agiva come intermediario e dispensatore di mezzi, garantendo al contempo profitti superiori alle proprie società.
La Costruzione della Casa Privata del Sindaco: Un Beneficio Indebito?
Le indagini hanno inoltre fatto emergere che Massimino Aceto avrebbe realizzato, gratuitamente o a un costo di mercato notevolmente inferiore, la costruzione della casa privata del sindaco Marcello Manna, situata nel comune di Rende. Questo episodio, se confermato, costituirebbe un chiaro esempio di come i rapporti di potere e di affari possano tradursi in benefici personali indebiti per gli esponenti politici. La circostanza, emersa da conversazioni e confermata dal dirigente Minutolo, suggerisce una forma di "scambio" tra favori politici e vantaggi economici privati.
La "Redimix s.r.l.s." e il Ruolo del Dirigente Minutolo: Pressioni e Minacce Velate
L'episodio che ha visto il coinvolgimento del sindaco Manna e del consigliere di maggioranza De Rango, con delega alla manutenzione, nel caso della liquidazione alla REDIMIX s.r.l.s., risulta particolarmente significativo. Secondo le ricostruzioni, i due avrebbero indotto, anche con minacce non troppo velate, il dirigente Minutolo a disporre il pagamento alla società, di cui Aceto e Manna risultano essere soci. Le azioni sarebbero state motivate da tornaconti personali e dall'obiettivo di consolidare il consenso politico-elettorale.
Il dirigente Minutolo, in un'audizione, ha smentito quanto affermato dall'allora sindaco f.f., confermando la conferma direttamente alla Commissione d'accesso. Questo testimonia la complessità delle dinamiche interne al Comune e le potenziali pressioni esercitate su funzionari pubblici per favorire determinati interessi.
Le Misure Cautelari e i Ricorsi Giudiziari: Un Quadro in Evoluzione
L'inchiesta ha portato all'applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati. Massimino Aceto, inizialmente sottoposto agli arresti domiciliari, ha ottenuto la modifica della misura con l'obbligo di firma, potendo così circolare liberamente. Il giudice ha inoltre applicato la misura meno afflittiva dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per l'ipotesi di falso. I giudici del Riesame hanno annullato i due reati più gravi contestati ad Aceto, ovvero due presunte corruzioni, una in concorso con Marcello Manna e l'altra con due uomini della Guardia di Finanza. Tuttavia, sono stati confermati i gravi indizi di colpevolezza per i reati di turbativa d'asta e falso.
Per quanto riguarda Marcello Manna, il caso è stato circoscritto alla turbativa d'asta per la gestione del "Melograno", e il divieto di dimora nel comune di Rende è ancora persistente. La decisione sul sequestro per equivalente a cui è stato sottoposto l'imprenditore è attesa con interesse.
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La Figura di Massimino Aceto: Tra Imprenditoria e Sospetti di Contiguità
La figura di Massimino Aceto emerge come un imprenditore di notevole rilievo nel panorama locale, ma le cui attività sono costantemente affiancate da ombre di irregolarità. Le informazioni antimafia interdittive e i precedenti penali, inclusa una misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. nel 2004, gettano un'ulteriore luce sulla sua figura. L'operazione "Reset" lo ha indicato come contiguo alla criminalità organizzata, definito da un collaboratore di giustizia come "nostro riferimento".
Questi elementi, uniti alle accuse di turbativa d'asta e falso, delineano un quadro preoccupante che va oltre la mera gestione di appalti. La presunta "etero-direzione" dell'amministrazione comunale da parte dell'Aceto, come emerso dalle indagini, suggerisce un'influenza pervasiva e destabilizzante sulle decisioni pubbliche.
Il Ruolo delle Società Sequestrate e Dissequestrate
Il tribunale del Riesame di Cosenza ha recentemente dissequestrato tre società riconducibili all'imprenditore Massimino Aceto: Marp, Redmix e Aceto Group S.r.l. Sebbene il Riesame di Catanzaro avesse confermato gli arresti domiciliari per Aceto, annullando però i capi d'accusa più gravi relativi alle corruzioni, il dissequestro di queste società apre nuove prospettive sulla gestione del patrimonio aziendale e sulle future dinamiche economiche legate all'imprenditore.
La Crisi Istituzionale e la Necessità di Trasparenza
La vicenda "Aceto Automobili Cosenza" (sebbene il nome "Aceto Automobili" non sia direttamente presente nelle informazioni fornite, il nome "Aceto" e il contesto di Cosenza sono centrali) mette in luce una crisi profonda che rischia di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La commistione tra interessi privati e potere politico, i presunti favoritismi negli appalti e la compravendita di voti rappresentano un attacco diretto ai principi di legalità, trasparenza ed equità.
È fondamentale che le indagini proseguano con rigore e che i responsabili vengano perseguiti nei limiti della legge. Allo stesso tempo, è necessario un profondo ripensamento dei meccanismi di controllo e trasparenza all'interno degli enti pubblici, per prevenire il ripetersi di simili scenari e garantire che le risorse pubbliche siano gestite nell'interesse della collettività e non di pochi.

La complessità delle interconnessioni tra le società, i politici e i funzionari pubblici richiede un'analisi attenta e una vigilanza costante da parte della cittadinanza e degli organi di controllo. Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile ristabilire un clima di legalità e fiducia, essenziale per lo sviluppo armonioso del territorio.
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