Il Dominio Sottomarino: Una Nuova Frontiera di Minacce Ibride

L'ambiente sottomarino, un tempo considerato un dominio quasi inesplorato e quindi intrinsecamente sicuro, sta rapidamente emergendo come una nuova e cruciale frontiera nel contesto della sicurezza globale. La crescente dipendenza dell'umanità dalle attività che si svolgono nelle profondità marine, unita all'aumento delle tensioni geopolitiche, ha reso questo ambiente un terreno fertile per la sorveglianza malevola, gli attacchi e l'affermazione di interessi strategici da parte di attori avversari. La consapevolezza di questi rischi, nota come Underwater Domain Awareness (UDA), è diventata imperativa per salvaguardare gli interessi nazionali, economici e civili.

Mappa delle infrastrutture sottomarine

L'Ascesa Strategica dell'Ambiente Sottomarino

Negli ultimi anni, l'importanza strategica ed economica della dimensione subacquea ha conosciuto una crescita esponenziale. Oltre il 90% delle telecomunicazioni globali viaggia attraverso cavi sottomarini, pilastri invisibili dell'economia digitale. La loro efficienza e la velocità di trasmissione dati li rendono preferibili ai collegamenti satellitari, nonostante questi ultimi offrano una copertura più ampia. La posa di questi cavi, un tempo considerata intrinsecamente sicura a causa delle profondità inaccessibili, è oggi vulnerabile a causa della proliferazione di tecnologie avanzate e strategie ostili a basso costo. Gasdotti, oleodotti, dorsali per la trasmissione del traffico dati e corridoi per l'approvvigionamento energetico e l'estrazione di risorse minerarie rendono l'ambiente subacqueo un vero e proprio "dominio critico" e, come tale, un obiettivo strategico.

Il ritorno di conflitti convenzionali ad alta intensità, con le relative "lessons learned" anche nel dominio marittimo, unitamente a episodi eclatanti come i sabotaggi ai gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico e ai cavi di comunicazione nel Mare di Barents, hanno evidenziato la rilevanza di questo dominio anche per i Paesi europei. Il Mediterraneo, in particolare, si configura sempre più come un "mare conteso e caotico", dove numerosi attori regionali ambiscono a controllare porzioni crescenti dei fondali marini. I disaccordi sulle Zone Economiche Esclusive (ZEE) alimentano una crescente attività di sorveglianza da parte di assetti di superficie e, soprattutto, sottomarini.

La Minaccia Ibrida nel Dominio Sottomarino

Le azioni ostili nel dominio sottomarino incarnano perfettamente la definizione di "hybrid warfare". Si tratta di operazioni condotte con strumenti non convenzionali, spesso plausibilmente negabili, che operano nella "zona grigia" tra pace e conflitto aperto. L'obiettivo non è necessariamente la distruzione totale, ma piuttosto la degradazione delle capacità, l'intimidazione e il test delle risposte dell'avversario.

Il Mar Baltico è diventato un vero e proprio laboratorio di questa nuova forma di conflitto. Numerosi incidenti hanno coinvolto cavi sottomarini, con indagini che hanno spesso ricondotto i danni a navi legate alla "flotta ombra" russa o battenti bandiera cinese. L'incidente della petroliera Eagle S, che ha danneggiato il cavo Estlink 2 tra Finlandia ed Estonia trascinando l'ancora sul fondale, ha avuto un impatto economico significativo e ha evidenziato la facilità con cui tali danni possano essere inflitti e, al contempo, negati.

Lo Stretto di Taiwan rappresenta un analogo "stress test" per la sicurezza nel quadrante asiatico. Taiwan dipende da un numero limitato di cavi sottomarini per la sua connettività globale. Episodi di taglio di cavi che collegano le isole Matsu all'isola principale hanno lasciato i residenti senza internet per lunghi periodi, paralizzando attività bancarie, commerciali e comunicative. L'operatività di imbarcazioni con sistemi AIS disattivati è un chiaro indicatore di attività clandestine mirate a isolare Taiwan, una strategia definita "blocco invisibile" dagli analisti.

Schema di un cavo sottomarino

Attori e Capacità: La Corsa al Dominio Sottomarino

Dietro la crescente vulnerabilità delle infrastrutture sottomarine si staglia l'ombra di attori statali con capacità dedicate. La Direzione Principale per la Ricerca in Acque Profonde (GUGI) del Ministero della Difesa russo, con la sua flotta specializzata e sommergibili capaci di operare a grandi profondità, è considerata un attore chiave nello sviluppo di capacità navali per il sabotaggio sottomarino. Navi come la Yantar, ufficialmente classificate come navi da ricerca oceanografica, sono state intercettate in prossimità di cavi sottomarini e infrastrutture critiche, destando crescenti preoccupazioni nell'intelligence occidentale.

Anche la Cina è considerata una minaccia, avendo brevettato l'utilizzo di ancore appositamente progettate per il taglio di cavi. La corsa al riarmo tecnologico per la dimensione subacquea è già iniziata, con le principali potenze mondiali che si contendono un posto in questo dominio.

La Risposta dell'Unione Europea e dell'Italia

L'Unione Europea riconosce la criticità della sicurezza marittima e ha aggiornato la sua Strategia di Sicurezza Marittima (EUMSS) per rispondere alle nuove sfide. L'EUMSS aggiornata mira a proteggere gli interessi dell'UE, promuovendo la pace e la sicurezza internazionale nel rispetto della sostenibilità e della biodiversità. L'UE intende rafforzare la cooperazione tra autorità civili e militari, promuovere la conoscenza situazionale marittima e collaborare con partner esterni. La strategia aggiornata prevede azioni specifiche per ciascun bacino marittimo intorno all'UE, inclusi il Mediterraneo, il Mar Nero e il Mar Baltico.

La Bussola Strategica dell'UE sollecita un maggiore impegno nella sicurezza marittima, con operazioni come Atalanta nell'Oceano Indiano e Irini nel Mediterraneo che contribuiscono alla stabilità e alla sicurezza. Il concetto delle Presenze Marittime Coordinate (CMP) mira a rafforzare l'impegno collettivo dell'UE nella sicurezza marittima, utilizzando al meglio le risorse navali degli Stati membri.

L'Italia, in particolare, sta rafforzando la sua postura nella dimensione underwater. La Legge di Bilancio ha previsto lo stanziamento annuale per la realizzazione di un Centro Nazionale di Eccellenza a La Spezia, sotto la supervisione della Marina Militare. L'obiettivo è valorizzare il settore nazionale della subacquea, promuovere la ricerca tecnico-scientifica e sostenere le innovazioni. Il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, operativo da due anni, rafforza la cooperazione tra Difesa, ricerca e industria per sviluppare tecnologie innovative, come i sistemi autonomi. È in fase di definizione un quadro normativo avanzato per la protezione delle infrastrutture critiche subacquee, con la creazione di un'Agenzia per la Sicurezza delle Attività Subacquee (ASAS).

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Le Infrastrutture Critiche e la Vulnerabilità Digitale

Le infrastrutture critiche sottomarine, come i cavi sottomarini e le piattaforme energetiche offshore, rappresentano punti vulnerabili del sistema Paese. La loro complessità tecnologica e la loro interdipendenza generano profonde vulnerabilità: l'interruzione di un singolo nodo può propagarsi attraverso reti energetiche, logistiche e digitali, amplificando l'impatto di danni minori.

Gli attacchi cibernetici rappresentano una minaccia sempre più concreta. Attori cibernetici iraniani, ad esempio, hanno sfruttato le reti di tecnologia operativa prendendo di mira sistemi SCADA e PLC alla base delle operazioni portuali e offshore. Un attacco informatico può provocare una discontinuità sistemica senza ricorrere a un ingaggio cinetico.

La trasformazione digitale del settore marittimo ha aumentato la sua complessità e le sue potenziali vulnerabilità. Soggetti malevoli utilizzano sempre più mezzi ibridi e informatici per colpire le infrastrutture marittime, inclusi cavi, gasdotti, porti e navi.

La Necessità di una Risposta Sistemica

Affrontare le minacce ibride nel dominio sottomarino richiede una risposta sistemica che vada oltre le sole capacità militari. La difesa e la deterrenza devono investire in risorse ibride, sfruttando diplomazia, strumenti finanziari e nuove tecnologie per comprendere le minacce e neutralizzare la loro capacità offensiva.

L'Italia, grazie alla sua posizione geografica e al suo tessuto industriale, ha il potenziale per diventare un hub strategico nel Mediterraneo. La collaborazione tra pubblico e privato, il rafforzamento del partenariato pubblico-privato e l'investimento nel capitale umano sono fondamentali per sviluppare capacità innovative e attrarre investimenti nel settore della difesa.

La sicurezza dei cavi sottomarini, delle infrastrutture energetiche offshore e di tutte le attività subacquee è una priorità assoluta. La mappatura delle dipendenze, il monitoraggio delle minacce geopolitiche e la collaborazione settoriale sono passi essenziali per garantire la resilienza delle infrastrutture digitali e la sicurezza nazionale in un mondo sempre più interconnesso e complesso.

L'aumento delle minacce ibride e l'espansione del dominio underwater impongono un riallineamento delle strategie di difesa e sicurezza. L'Italia, come altri Paesi, è chiamata a rafforzare le proprie capacità, la propria industria e la propria resilienza per affrontare le sfide di un "continuum of competition" che richiede prontezza, flessibilità e una visione strategica di lungo periodo.

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