Apertura Cilindro Renault: Guida Completa e Informazioni Essenziali

Le problematiche legate all'apertura delle portiere e all'avviamento del motore sono esperienze comuni per molti automobilisti. In particolare, i veicoli moderni, come i modelli Renault, integrano sistemi elettronici avanzati che, se da un lato offrono comodità e sicurezza, dall'altro possono presentare sfide quando si verificano malfunzionamenti. Questa guida esplorerà in dettaglio le cause più comuni di blocchi delle portiere, le soluzioni pratiche per affrontare tali situazioni e l'importanza di una corretta manutenzione e assistenza specializzata, con un focus specifico sui veicoli Renault.

Portiera Bloccata: Cause e Rimedi Immediati

Capita spesso di non riuscire ad aprire la portiera dell’auto, né dall’interno né dall’esterno, o che lo sportello non si chiuda più. Una portiera bloccata è un problema che può manifestarsi sia con che senza le chiavi dell’auto, e le cause possono essere molteplici. È fondamentale sottolineare che forzando la serratura non si garantisce l’apertura della portiera e si rischia seriamente di aggravare la situazione, causando danni ben più ingenti.

Portiera bloccata auto

Le cause principali del blocco di una o più portiere possono essere diverse:

Connessione Danneggiata al Fermo della Porta

Una delle cause più frequenti è una connessione danneggiata al fermo della porta. Questo accade se un elemento tra la maniglia della porta, il perno di bloccaggio interno o il cilindro della serratura non è perfettamente collegato al fermo della portiera. In tal caso, la serratura dell’auto rimane incastrata nella posizione di blocco, rendendo impossibile l'apertura.

Accumulo di Sporco, Polvere o Ruggine

Un’altra causa piuttosto comune è la presenza di polvere, ruggine o sporco che, accumulandosi in quantità eccessiva nella serratura della porta, bloccano il fermo. Questi detriti possono impedire il corretto movimento dei meccanismi interni, portando al blocco. In questi casi, una pulizia accurata della serratura e del cilindro può risolvere il problema, ma è consigliabile rivolgersi a un professionista per evitare danni.

Danni Strutturali da Incidenti

Anche piccoli incidenti possono provocare danni strutturali poco visibili ma significativi. Basta una piccola collisione per danneggiare il chiavistello della porta o far staccare il fermo dal gruppo serratura dell’auto. Questi danni possono alterare l'allineamento dei componenti interni, impedendo il corretto funzionamento della serratura.

Attivazione Imprevista del Pulsante Deadlock

Può capitare che il pulsante deadlock si attivi da solo a causa di un malfunzionamento della chiusura centralizzata. Il deadlock è un meccanismo di sicurezza aggiuntivo che impedisce l'apertura delle portiere dall'interno una volta bloccate dall'esterno, per prevenire furti. Se questo sistema si attiva involontariamente, le portiere rimarranno bloccate.

Protezione Bambini Attiva

Se la portiera posteriore non si apre, specialmente dall'interno, la causa potrebbe essere la protezione bambini. Le porte posteriori delle auto spesso sono dotate di blocchi meccanici attivabili per evitare aperture pericolose da parte dei bambini. Se le porte posteriori non si aprono più dall’interno, è consigliabile controllare nel profilo interno delle porte stesse per disattivare questa funzione.

Anomalie Elettriche o Elettroniche

La chiusura centralizzata dell’auto è un impianto a gestione elettronica. I corpi serratura integrano un motorino elettrico di azionamento, sensori di posizione e unità elettroniche per dialogare tra le diverse serrature e i moduli di gestione. In questi impianti possono verificarsi anomalie di diverso tipo, come aperture e chiusure improvvise o continue della portiera, blocco di serrature o impedimenti alle chiusure a causa di elementi elettrici o elettronici. Queste problematiche richiedono spesso l'intervento di un tecnico specializzato per una diagnosi e riparazione.

Strategie per Sbloccare la Portiera

Prima di ricorrere a un professionista, ci sono alcune verifiche e tentativi che si possono effettuare. Se hai fatto tutte le verifiche di cui sopra, lo sportello rimane bloccato e vuoi sbloccare la portiera, quello che puoi fare è azionare più volte la serratura dall’esterno con la chiave o il suo telecomando. Questa azione può a volte sbloccare meccanismi incastrati o resettare temporaneamente un malfunzionamento elettronico.

Se la porta di guida non si apre, ma le altre sì, puoi entrare nel veicolo e comandare la chiusura centralizzata dal pulsante interno, ormai presente in quasi tutti i modelli. Questo può permettere di sbloccare la portiera bloccata tramite il sistema centralizzato.

Se, nonostante questi tentativi, la portiera auto non si apre ancora o il problema della portiera bloccata persiste o quando la chiusura centralizzata non funziona, la soluzione è rimuovere il pannello interno della portiera così da individuare il malfunzionamento e risolverlo. In questi casi è bene rivolgersi sempre a meccanici esperti.

Come sostituire la serratura della portiera dell’auto [VIDEO TUTORIAL DI AUTODOC]

Prevenzione dei Problemi alle Serrature

Vale sempre il detto: meglio prevenire che curare, valido spesso anche in questo caso. Alcune semplici accortezze possono aiutare a prevenire il blocco delle portiere.

Se la tua auto richiede l’uso della chiave per aprire le porte e per l’avviamento del motore, potrebbe essere utile mantenere la chiave sempre pulita, specialmente se entrano polvere, ruggine o sporco nella serratura. La pulizia regolare può prevenire l'accumulo di detriti che possono ostruire il meccanismo.

Se invece per aprire la vettura utilizzi un telecomando o la tua auto si avvia con un pulsante potendo riconoscere la chiave a distanza, diventa importante mantenere sempre efficiente la batteria del telecomando ed evitare il più possibile cadute accidentali che possono danneggiare le parti elettroniche. Una batteria scarica è una delle cause più comuni di malfunzionamento del telecomando.

In presenza di temperature molto basse, specie se in condizioni di elevata umidità, può essere utile tenere in macchina un prodotto spray antighiaccio da utilizzare in caso di necessità per evitare di sforzare la serratura. Questi prodotti sono utili anche per sbrinare il parabrezza e possono prevenire il congelamento dei meccanismi interni della serratura.

Queste accortezze sono utili, tuttavia, non possono prevenire malfunzionamenti di natura elettrica od elettronica. Se il difetto è di questa natura, non resta che rivolgersi al tuo meccanico di fiducia o a un team specializzato in autofficine.

Apertura Renault Megane con Chiave: Guida Dettagliata per Emergenze

Molti automobilisti si chiedono come aprire una Renault Megane con chiave quando il telecomando smette di funzionare o la batteria della chiave elettronica è scarica. Le Renault Megane, come altri modelli della casa francese, utilizzano sistemi elettronici avanzati che permettono l’apertura e l’avvio dell’auto senza inserire fisicamente la chiave nel blocchetto. Tuttavia, se la tecnologia non risponde, è necessario sapere come intervenire manualmente. Aprire la Renault Megane con la chiave meccanica di emergenza è un’operazione possibile e utile in caso di guasto. Questo sistema consente all’automobilista di continuare a utilizzare l’auto, anche se temporaneamente, fino a quando non si risolve il problema della chiave elettronica o si procede alla duplicazione.

Come Aprire Renault Megane con Chiave Meccanica

Ogni chiave elettronica Renault contiene al suo interno una piccola chiave meccanica di emergenza. Per sapere come aprire Renault Megane con chiave, basta estrarre questa chiave dal telecomando. In genere, è sufficiente premere un piccolo pulsante laterale per far scorrere la chiave fisica. Una volta estratta, la chiave meccanica può essere inserita nella serratura della portiera lato guida. Ruotandola, si può aprire manualmente l’auto. Questa procedura è molto utile in caso di batteria scarica o malfunzionamento del sistema elettronico.

Chiave meccanica di emergenza Renault

Cosa Fare Se il Telecomando Non Funziona

Può capitare che la chiave elettronica non apra le portiere, anche dopo aver sostituito la pila. In questi casi, sapere come aprire Renault Megane con chiave è fondamentale per evitare di rimanere bloccati fuori dall’auto. La chiave meccanica consente sempre l’accesso, anche se non è in grado di gestire le funzioni elettroniche come l’apertura centralizzata. Inoltre, una volta entrati nell’auto, alcuni modelli di Renault Megane permettono di accendere il motore avvicinando la chiave elettronica difettosa al pulsante Start, sfruttando la tecnologia di backup prevista dalla casa automobilistica. Questo è un dettaglio importante, poiché garantisce che il veicolo possa essere utilizzato anche in presenza di un malfunzionamento parziale della chiave elettronica.

Differenza tra Apertura Manuale e Apertura Elettronica

Capire come aprire Renault Megane con chiave significa anche comprendere la differenza tra apertura manuale e apertura elettronica. Con la chiave elettronica, tutte le portiere si sbloccano contemporaneamente e possono essere gestite a distanza. Con la chiave meccanica, invece, si sblocca solo la portiera lato guida e, in alcuni modelli, può essere necessario sbloccare manualmente anche le altre. Questa distinzione è importante per non allarmarsi se, utilizzando la chiave meccanica, le altre portiere restano chiuse. L'apertura manuale è una funzione di emergenza prevista dal costruttore e deve essere usata solo in casi particolari. Usarla frequentemente, infatti, può usurare la serratura della portiera, progettata per essere utilizzata solo in rare occasioni.

Quando Rivolgersi a un Centro Specializzato

Sapere come aprire Renault Megane con chiave può essere utile, ma non è una soluzione definitiva. Se la chiave elettronica non funziona più, occorre rivolgersi a un centro specializzato per la duplicazione o la riprogrammazione. Professionisti con strumenti specifici possono diagnosticare il problema e risolverlo in tempi rapidi, sia che si tratti di una pila da sostituire, di un transponder difettoso o di un problema di comunicazione con la centralina del veicolo.

Sostituzione della Pila della Chiave

Uno dei motivi più frequenti per cui ci si chiede come aprire Renault Megane con chiave è la pila scarica del telecomando. In questo caso, aprire la chiave elettronica permette di sostituire la batteria a bottone interna. Una volta cambiata, la chiave dovrebbe tornare a funzionare correttamente. La durata della batteria della chiave Renault Megane varia in base all’uso, ma in genere va dai 2 ai 4 anni. Se i comandi diventano meno reattivi, è opportuno sostituirla prima che si scarichi del tutto. Tuttavia, se il problema persiste, significa che non si tratta solo della pila. In questi casi, la soluzione migliore è rivolgersi a professionisti che possano testare la chiave e, se necessario, duplicarla o riprogrammarla.

I Rischi del Fai da Te

Molti automobilisti, nel tentativo di capire come aprire Renault Megane con chiave, provano a smontare da soli il telecomando o a forzare la serratura. Questi interventi possono peggiorare la situazione, danneggiare la chiave o il sistema di blocco dell’auto. Per questo motivo, il fai da te dovrebbe essere limitato a operazioni semplici come l’estrazione della chiave meccanica o la sostituzione della pila. Per tutto il resto è sempre meglio affidarsi a centri specializzati, che dispongono delle competenze e degli strumenti adeguati per intervenire senza causare ulteriori danni.

L'Importanza di un Duplicato della Chiave

Avere un duplicato è il modo migliore per non restare mai bloccati. Disporre di una seconda chiave funzionante elimina il problema di doversi chiedere come aprire Renault Megane con chiave in situazioni di emergenza. Un duplicato codificato rappresenta un investimento che offre sicurezza e tranquillità. In caso di smarrimento o guasto della chiave principale, la chiave di scorta permette di utilizzare subito l’auto senza inutili attese e senza la necessità di ricorrere a soluzioni di emergenza che, seppur efficaci, possono essere meno comode.

Errori da Evitare

Molti automobilisti che cercano come aprire Renault Megane con chiave rischiano di commettere errori. Forzare la serratura con strumenti improvvisati o esercitare troppa pressione sulla chiave meccanica può danneggiare sia il cilindro della portiera che il dispositivo stesso. Questi errori portano spesso a costi di riparazione elevati e a ulteriori disagi. È fondamentale utilizzare la chiave meccanica con delicatezza e seguire le istruzioni del produttore o quelle fornite da un centro specializzato.

Evoluzione dei Sistemi di Chiusura e Avviamento

Il progresso tecnologico ha portato a un'evoluzione significativa nei sistemi di chiusura e avviamento dei veicoli. Dal semplice cilindro meccanico si è passati a sistemi elettronici complessi, che richiedono una maggiore comprensione e manutenzione.

Evoluzione sistemi di chiusura auto

Serrature a Doppia Mappa e Cilindri Europei

Quando si tratta di mettere in sicurezza la propria abitazione e di dotare la porta blindata di una serratura di ultima generazione, è utile fare un parallelo con i sistemi automobilistici. Se ci troviamo di fronte ad una serratura a doppia mappa, non è possibile cambiare il cilindro, perché questo è già al suo interno unito in un unico corpo. Per intervenire sulla sua sicurezza, solo nel caso non si voglia fare un aggiornamento e investire su una nuova serrature di massima sicurezza a profilo europeo, l’unica soluzione è sostituire le lamelle al suo interno, ovvero il pacco CORGES in modo da cambiare la mappatura.

Questo concetto si applica anche ai veicoli, dove i sistemi di chiusura sono diventati sempre più sofisticati per contrastare i tentativi di effrazione. Produttori di sistemi di sicurezza non si fermano mai, e un cilindro o una serratura che potevano essere considerati di sicurezza alcuni anni fa, potrebbero non esserlo più oggi. Questa costante ricerca di nuove tecniche si riflette anche nei veicoli, dove la sicurezza è una priorità.

I Motori Diesel: Un Breve Approfondimento Sull'Innovazione Meccanica

Sebbene la trattazione principale sia incentrata sui sistemi di apertura dei veicoli Renault, è interessante notare come l'innovazione tecnologica sia un filo conduttore che lega tutti gli aspetti dell'ingegneria automobilistica, dai sistemi di chiusura ai motori. Il motore Diesel è un tipo di motore alternativo a combustione interna, alimentato in origine a olio vegetale e oggi a gasolio, che sfrutta il principio della compressione per ottenere l'accensione del combustibile in maniera spontanea, quindi non tramite l'azione delle candele d’accensione, impiegate invece dal motore ad accensione comandata.

Storia e Sviluppo del Motore Diesel

La storia del motore Diesel è ricca di innovazioni. Ottobre 1936: la Citroën installa su un furgoncino derivato dal modello Rosalie un motore Diesel di 1767 cc progettato dall'inglese Harry Ricardo. La prima auto di serie spinta da un motore alimentato a gasolio fu la Mercedes-Benz 260D del 1936. Nel 1953, la Fiat 1400 fu la prima vettura italiana ad adottare il motore Diesel, venendo pertanto battezzata 1400 Diesel.

Inizialmente, dato che la compressione del motore era limitata, si provvide al preriscaldamento del combustibile in modo che il combustibile preriscaldato riuscisse a incendiarsi anche con aria relativamente fredda. Tuttavia, il sistema a preriscaldamento si mostrò piuttosto complesso e inaffidabile, nonché eccessivamente legato alla temperatura esterna.

L'attenzione si concentrò, quindi, nello sviluppo di sistemi in grado di ottenere le stesse condizioni di riscaldamento in modo sovrabbondante, e quindi sicuro, direttamente mediante la compressione preventiva dell'aria. Il riscaldamento dell'aria è ottenuto con l'aumento della sua pressione, riducendo il volume della camera di combustione, in modo che lo spazio rimanente all'aria nel fine corsa superiore sia il minore possibile, e inoltre con l'adozione di motori "sottoquadri", cioè dove i pistoni avevano una corsa maggiore dell'alesaggio. L'elevato lavoro di compressione (doppio rispetto ai motori a benzina) rese più "ruvido" il funzionamento del motore e violentemente smorzata la rotazione dello stesso. Occorreva poi, nell'aria maggiormente compressa, giungere a iniettare il gasolio.

Innovazioni nei Sistemi di Iniezione

Il primo sostanziale risultato di rendere sufficientemente efficace e stabile la fiammata di combustione fu ottenuto dalla casa motoristica statunitense Continental, che stava studiando il modo di utilizzare il motore Diesel sugli aerei. Il sistema consisteva nel creare una cavità nella testata dove veniva costretta l'aria, e in quello spazio avveniva una migliore miscelazione di combustibile e di aria e vi era alloggiata una candeletta per aiutare la combustione.

La Caterpillar, che produceva prevalentemente motori di grandi dimensioni, per avere una combustione sempre più regolare, ebbe l'idea di aumentare il numero degli iniettori (fino a tre) e quindi i punti di accensione, allo scopo di uniformare il procedere della combustione. La necessità di lasciare un adeguato spazio di miscelazione e di inizio della combustione per ogni iniettore ridusse il rapporto di compressione.

Negli anni novanta si propose di eliminare le precamere e i vani di testata, creando invece un vano sulla testa del pistone. Furono poi utilizzate pompe di iniezione rotative della Bosch ad alta pressione, accoppiate con iniettori a getti multipli. Le pompe d'iniezione rotative però presentavano il problema di un'incostante pressione di iniezione, dato che erano legate al regime di rotazione del motore stesso. Tale incostanza riduceva il rendimento e aumentava gli inquinanti a causa di una combustione incompleta.

La Magneti Marelli brevettò nel 1988 un sistema denominato Unijet, sostanzialmente un tubo (detto "flauto") comune a tutti i cilindri del motore, al cui interno il gasolio era tenuto a pressione costante (ed elevatissima) e che alimentava tutti gli iniettori. Bosch fu in grado di sviluppare anche le successive evoluzioni di tale sistema, rendendolo sempre competitivo sul mercato. Quasi contemporaneamente, la casa tedesca Volkswagen sviluppò un sistema di iniezione diretta denominato iniettore pompa (PDE), rimpicciolendo il sistema che all'epoca riscuoteva molto successo su motori a gasolio di grossa cilindrata usati su trattori per autotrazione (MAN e Mach che equipaggia i trattori del gruppo Renault). Tale sistema presenta il vantaggio di fornire altissime pressioni d'iniezione (oltre 2 000 bar), anche a regimi bassissimi, permettendo un'ottima nebulizzazione del gasolio, a tutto vantaggio di una combustione uniforme. Il fatto negativo più importante si presentò presto ed era intrinseco nella progettazione del motore stesso. Le pluriniezioni sono rese necessarie dal fatto che il gasolio ha un alto potere calorifico e suddividono il quantitativo di gasolio necessario in sempre più piccole dosi iniettate a forti pressioni, facendo sì che la combustione sia quanto più rotonda possibile (è proprio dalle irregolarità nella combustione che deriva il caratteristico rumore ritmico e cadenzato prodotto dai motori Diesel). Un'ulteriore evoluzione è la postiniezione, dove viene iniettata una piccola quantità di gasolio a combustione ormai avvenuta in piena fase di espansione, utile per la gestione delle emissioni.

Schema funzionamento motore Diesel

Principi di Funzionamento del Motore Diesel

Il concetto di base del funzionamento del motore Diesel è che quando un gas viene compresso si riscalda. In questo motore viene utilizzata tale proprietà comprimendo all'interno del cilindro la sola aria a valori elevati, tali per cui il combustibile, che viene iniettato quando il pistone si trova circa al punto morto superiore, si accende spontaneamente, in quanto la compressione ha portato l'aria nel cilindro ad una temperatura superiore alla temperatura di accensione del gasolio.

In un motore Diesel con ciclo a quattro tempi, l'aria viene immessa nel cilindro, richiamata dal movimento discendente del pistone, attraverso la valvola di aspirazione. Quando il pistone risale comprime l'aria, ed in tale compressione l'aria può raggiungere valori di temperatura tra i 700 e i 900 °C. Poco prima che il pistone raggiunga il punto morto superiore, cioè il punto di massima salita dello stesso, viene immesso per mezzo di un iniettore il combustibile nell'aria arroventata e compressa nello spazio residuo sopra il pistone; si ha quindi l'autoaccensione e poi la combustione della miscela aria combustibile, cui segue la fase di espansione che riporta il pistone verso il basso generando così la rotazione dell'albero motore. La spinta conseguente tale rotazione costituisce l'erogazione di energia meccanica che è lo scopo del motore stesso. Si ha infine la fase di scarico, in cui i gas combusti vengono espulsi dal cilindro attraverso l'apertura della valvola di scarico.

Come sostituire la serratura della portiera dell’auto [VIDEO TUTORIAL DI AUTODOC]

Il funzionamento sopra riportato spiega alcune delle caratteristiche che differenziano il motore Diesel da quello a benzina. Per fronteggiare le forze che si creano durante l'intero processo e per riuscire a comprimere l'aria al punto tale da portarla alle temperature adatte ad innescare la combustione del gasolio, il motore Diesel dovrà avere un rapporto di compressione molto più elevato di quello di un analogo motore a benzina. Questa necessità influenza anche il peso di un motore Diesel, che sarà maggiore di quello di un motore a benzina di analoga cilindrata, in quanto le parti del motore dovranno essere costruite per resistere a stress più elevati.

Sistemi di Alimentazione e Gestione Elettronica

In questo tipo di motori è di fondamentale importanza la precisione del sistema di alimentazione e in particolare della pompa del combustibile, che regola la quantità esatta di combustibile immessa nei cilindri, nonché il momento esatto dell'immissione stessa. Sulla base della quantità di combustibile immesso a ogni regime di rotazione il motore fornisce più o meno potenza, in quanto l'aria viene aspirata in quantità sempre costante e corrispondente al massimo possibile (non esiste un carburatore). La potenza non è direttamente basata sulla quantità di miscela aria-combustibile che è immessa nel cilindro, ma solo sulla quantità di combustibile iniettato.

Nei primi motori Diesel, questo sistema di regolazione era di tipo meccanico con una serie di ingranaggi che prelevavano energia dal motore stesso. In una fase successiva, l'evoluzione delle pompe di iniezione ha permesso di migliorare il controllo dei tempi e delle quantità di gasolio iniettate, con l'implementazione di dispositivi di autoregolazione dell'anticipo dell'iniezione (ad esempio il variatore dell'anticipo dell'iniezione a masse centrifughe, tipico delle pompe di iniezione in linea).

Nei motori moderni, l'immissione di combustibile è invece regolata attraverso il ricorso all'elettronica. Si hanno quindi dei moduli di controllo elettronici (ECM - Electronic Control Module) o delle unità di controllo (ECU - Electronic Control Unit) che altro non sono che dei piccoli calcolatori montati sul motore. In questo modo si massimizza il rendimento del motore e se ne abbassano le emissioni. In questo caso il tempo, misurato in gradi angolari di rotazione, assume un'importanza critica in quanto sia un ritardo sia un anticipo rispetto al momento ottimale comportano dei problemi. Infatti, se si anticipa troppo si ritroveranno nei gas di scarico valori rilevanti di ossidi di azoto (NOx) anche se il motore raggiunge un'efficienza maggiore dato che la combustione avviene a una pressione più alta. Un ritardo invece, a causa della combustione incompleta, produce particolato (polveri sottili) ovvero fumosità nera allo scarico.

Tipi di Iniezione Diesel: Indiretta e Diretta

Due sono oggi i tipi di iniezione dei motori Diesel: indiretta e diretta. Il primo tipo, quasi scomparso dai motori Diesel automobilistici di ultima generazione, era molto utilizzato per la sua semplicità dato che i primi pistoni erano a testa piatta, per cui era facilitata la sistemazione dell'iniettore. Nell'iniezione indiretta il gasolio viene iniettato in una precamera di combustione che si trova sulla testata del motore. L'iniettore ha un solo foro di nebulizzazione del gasolio. La pressione di iniezione del gasolio è di circa 150 bar. Nella precamera c'è una candeletta elettrica che serve a facilitare l'avviamento del motore. La candeletta non riscalda l'aria, ma il gasolio e le pareti della precamera di combustione. Con questo sistema si rallenta il ritardo di accensione e si riduce il rumore emesso.

Diversi sono i sistemi di iniezione diretta impiegati sui motori Diesel. Per iniezione diretta si intende l'immissione del combustibile direttamente nella camera di combustione (senza precamera quindi). In questo caso il sistema di alimentazione deve operare a pressioni molto più alte del sistema di iniezione indiretta (gli iniettori hanno tre o più fori, di diametro più piccolo) e sono stati eliminati alcuni di quei componenti che rendevano il motore Diesel particolarmente rumoroso. L'iniezione diretta ha avuto diverse interpretazioni, la più famosa è il sistema denominato common rail e multijet, ma è esistito anche il sistema a iniettore pompa.

Motori a Due Tempi e Testacalda

Rispetto ai motori navali a 4 tempi, i motori a due tempi sono generalmente più grandi e sviluppano potenze molto maggiori, con regimi di rotazione massimi di circa qualche centinaio di giri al minuto, inoltre hanno una notevole semplificazione costruttiva. Attualmente il motore più grande del mondo è il finlandese Wärtsilä 14RTFLEX96-C, usato come motore principale sulle più grandi navi portacontainer del mondo, prodotte dall'azienda danese Maersk. Questo motore ha la caratteristica di avere, al posto delle luci di scarico, una valvola a fungo sulla testata da dove vengono scaricati i prodotti della combustione, quindi si ha un migliore e maggiore controllo della fase, riducendo le perdite d'aria fresca che altrimenti ci sarebbero con una luce di scarico.

Il motore testacalda ha un carter di precompressione dove l'aria entra passando nelle feritoie delle valvole del carter quando il pistone va dal punto morto inferiore al punto morto superiore, cioè quando nel carter di precompressione si crea una depressione, che permette quindi l'aspirazione dell'aria. L'aria passa dal carter di precompressione al cilindro attraverso i travasi quando il pistone scopre i travasi e quindi si trova nei pressi del PMI, finita tale fase con la chiusura delle luci di travaso e successivamente anche di scarico, si ha la compressione. Il ruolo fondamentale è svolto sicuramente dalla calotta, cioè quella parte della testata che, essendo riscaldata a una temperatura che varia dai 400 °C ai 700 °C, permette assieme all'elevata temperatura dell'aria compressa che si trova nel cilindro la combustione del combustibile che viene iniettato nel cilindro anche con 180° d'anticipo, cioè 180° prima del punto morto superiore.

Configurazioni e Sovralimentazione

Per quanto riguarda i tipi di motori si possono realizzare Diesel con qualunque configurazione di cilindri dato che i problemi e i vantaggi di una determinata configurazione restano immutati, sia che si tratti di motori a ciclo Otto o di motori a ciclo Diesel. Nelle auto la configurazione più diffusa è quella a quattro cilindri in linea. Molti motori Diesel sono sovralimentati proprio per sfruttare i vantaggi che si hanno con questo tipo di motore. Infatti i motori a ciclo Otto per raggiungere lo stesso livello di rendimento, per le loro caratteristiche, devono avere una cilindrata (quindi dimensioni di motore) superiore a quella dei motori Diesel.

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