La gestione dei veicoli fuori uso, in particolare quelli gravati da fermo amministrativo, ha rappresentato per anni una questione complessa e spesso irrisolta nel panorama normativo italiano. Questa situazione ha generato un paradosso, lasciando milioni di veicoli inutilizzabili formalmente iscritti al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e abbandonati in contesti urbani ed extraurbani. Con l'entrata in vigore della Legge 26 gennaio 2026, n. 14, si è assistito a una riforma attesa che introduce significative novità, consentendo, a determinate condizioni, la radiazione per demolizione anche per i veicoli gravati da fermo amministrativo. Questo cambiamento mira a sbloccare un bacino rilevante sia per l'economia circolare sia per il decoro urbano, ma pone al contempo nuovi interrogativi applicativi che coinvolgono direttamente le amministrazioni comunali.

Il Superamento di un Vincolo Storico: Cosa Cambia dal 20 Febbraio 2026
Fino all'introduzione della nuova legge, la presenza di un fermo amministrativo costituiva un ostacolo insormontabile alla cancellazione dal PRA del veicolo destinato alla demolizione. Tale vincolo ha portato a situazioni paradossali, con auto vecchie, incidentate o ormai inutilizzabili abbandonate per anni in strada, nei cortili o nei depositi comunali.
Secondo le stime dell'ACI, in Italia ci sono circa 4.000.000 di veicoli in questa situazione, e un quarto di essi sarebbe già da rottamare. Questo blocco ha impedito la corretta gestione dei veicoli fuori uso, con conseguenze negative sull'ambiente, sul decoro urbano e sulla fiscalità automobilistica.
Con la Legge 14/2026, invece, l'iscrizione del fermo non è più un elemento ostativo alla radiazione per demolizione. Ciò è possibile a condizione che la pratica sia corredata da una specifica “Attestazione di inutilizzabilità”, un documento introdotto ex novo dalla riforma. Questa disposizione riguarda diverse categorie di veicoli:
- Veicoli conferiti volontariamente dal proprietario a un centro di raccolta;
- Veicoli rinvenuti da organi pubblici o non reclamati;
- Veicoli acquisiti per occupazione.
È importante sottolineare che la radiazione per esportazione rimane esclusa da questa nuova disciplina e continua a essere preclusa in presenza di fermo amministrativo. Questo significa che, per l'esportazione di autoveicoli, motoveicoli o rimorchi all'estero, è ancora necessario che i suddetti siano stati sottoposti a revisione, con esito positivo, in data non anteriore a sei mesi rispetto alla data di richiesta di radiazione, come previsto dall'art. 103 del Codice della Strada. Una volta effettuata la radiazione, il veicolo cancellato potrà circolare su strada per raggiungere i transiti di confine per l'esportazione solo se munito del foglio di via e della targa provvisoria prevista dall'art. 99 del Codice della Strada.

L'“Attestazione di Inutilizzabilità”: Il Nuovo Passaggio Chiave
La vera novità operativa introdotta dalla riforma è l'“Attestazione di inutilizzabilità”, un documento indispensabile per ottenere la cancellazione dal PRA di un veicolo gravato da fermo amministrativo. La circolare informativa diffusa dall'ACI/PRA ha chiarito alcuni aspetti fondamentali di questo nuovo istituto:
- Servizio a domanda individuale: L'ottenimento dell'attestazione è un servizio che il cittadino deve richiedere attivamente.
- Soggetto a tariffa: Il servizio è a pagamento e l'importo è stabilito dai singoli Comuni.
- Modalità organizzative comunali: La disciplina concreta dell'accesso a questo nuovo istituto è rimessa ai Comuni.
Questo significa che, sebbene la legge riconosca il diritto alla demolizione in queste condizioni, la sua attuazione pratica dipende in larga misura dalle decisioni e dalle regolamentazioni locali. La scelta del legislatore è stata quella di superare l’approccio restrittivo che in passato aveva limitato la radiazione dei veicoli con fermo esclusivamente a quelli inutilizzabili perché incendiati o distrutti da eventi calamitosi, lasciando una formulazione più ampia per il concetto di "inutilizzabilità". Come ribadito durante il dibattito alla Camera, è necessario che il concetto non sia interpretato in modo vago, ma al contrario, inteso nel senso più ampio per evitare eccessi di prudenza da parte delle amministrazioni che potrebbero applicare la norma in maniera restrittiva.
Un TRUCCO infallibile per togliere il FERMO amministrativo auto | Avv. Angelo Greco
Le Linee Guida ANCI e le Sfide di Omogeneità
Durante la Conferenza Stampa del 26 febbraio scorso, le Amministrazioni coinvolte, e in particolare l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), hanno annunciato l'avvio di un lavoro congiunto per predisporre linee guida nazionali. L'obiettivo dichiarato di queste linee guida è duplice:
- Fornire criteri omogenei per la determinazione delle tariffe per l'attestazione di inutilizzabilità.
- Definire parametri condivisi per il riconoscimento dell'“inutilizzabilità” del veicolo.
Questo passaggio è cruciale, poiché la legge è entrata in vigore prima dell'adozione di tali linee guida, creando una potenziale disomogeneità nell'applicazione a livello comunale. L'armonizzazione dei criteri è fondamentale per garantire che la nuova normativa sia applicata in modo equo e trasparente su tutto il territorio nazionale. La necessità di linee guida chiare e uniformi è sentita per evitare che, per eccesso di prudenza, qualche amministrazione scelga di applicare in maniera restrittiva la norma.
Il Primo Nodo Operativo: Quale Comune è Competente?
Uno dei primi e più concreti interrogativi operativi che la riforma solleva riguarda la competenza territoriale per il rilascio dell'“Attestazione di inutilizzabilità”. Per ottenere questo documento, che con ogni probabilità presupporrà un sopralluogo per accertare lo stato di inutilizzabilità del mezzo, quale Comune dovrà essere interpellato?
Al momento, si profilano due possibili interpretazioni principali:
- Il Comune di residenza del proprietario: Questa soluzione privilegerebbe il criterio soggettivo, collegando la competenza al titolare del veicolo.
- Il Comune nel cui territorio si trova il veicolo: Questa ipotesi appare, sotto il profilo pratico, maggiormente coerente con la necessità di un accertamento materiale sul mezzo.
La circolare ACI/PRA ha fornito un primo chiarimento per una casistica specifica: per i veicoli rinvenuti da organi pubblici, l'attestazione è rilasciata dalla Polizia Locale o dall'ente proprietario della strada. Tuttavia, la circolare non disciplina espressamente il caso dei veicoli conferiti volontariamente dal proprietario quando il mezzo si trovi in un Comune diverso da quello di residenza. Questa lacuna richiede ulteriori chiarimenti interpretativi da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per garantire certezza giuridica e operativa.

Una Norma Innovativa, ma Ancora in Fase di Assestamento
La Legge 14/2026 rappresenta senza dubbio un significativo passo avanti, consentendo di superare situazioni paradossali in cui veicoli ormai inutilizzabili rimanevano formalmente iscritti al PRA per la sola presenza del fermo amministrativo. Questa riforma ha un forte profilo di tutela per il cittadino, offrendo uno strumento di uscita concreto con una spesa ordinaria di demolizione, che spesso si aggira intorno ai 60 euro, e bloccando la maturazione di nuove tasse automobilistiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che la demolizione dell'auto non cancella i debiti che il proprietario ha contratto con lo Stato.
Nonostante l'innovazione, l'effettiva e piena applicazione della norma dipenderà da diversi fattori cruciali:
- Dalla rapidità con cui verranno definite le linee guida ANCI.
- Dalle scelte organizzative dei singoli Comuni.
- Dai chiarimenti interpretativi attesi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nel frattempo, in questa fase iniziale, chi intenda procedere alla demolizione di un veicolo con fermo amministrativo dovrà necessariamente confrontarsi con il Comune, verificando preventivamente modalità, costi e competenza territoriale. È consigliabile contattare un centro di autodemolizione autorizzato e raccogliere perizie, foto o referti che attestino che il mezzo è tecnicamente una carcassa inutilizzabile, requisito chiave della Legge 14/2026. Una volta rilasciato l'attestato dall'autodemolitore, il cittadino sarà sollevato da ogni futura responsabilità civile, penale e amministrativa.
Questa riforma è entrata in vigore, dunque, ma è ancora alla ricerca di un equilibrio operativo che ne massimizzi l'efficacia e l'uniformità applicativa a beneficio dei cittadini, del decoro urbano e della sostenibilità ambientale.
La Circolazione dei Ciclomotori e le Sanzioni Correlate
Sebbene la discussione principale verta sulla radiazione dei veicoli commerciali e non con fermo amministrativo, è utile richiamare le normative relative alla circolazione dei ciclomotori, le cui disposizioni sono contenute nell'Art. 97 del Codice della Strada. Questo articolo fornisce un quadro chiaro delle prescrizioni e delle sanzioni applicabili, offrendo un esempio di come il legislatore interviene per garantire la sicurezza e la regolarità della circolazione stradale.
Obblighi per la Circolazione dei Ciclomotori
Per circolare, i ciclomotori devono essere muniti di:
- Certificato di circolazione: Questo documento deve contenere i dati di identificazione e costruttivi del veicolo, nonché quelli della targa e dell'intestatario. È rilasciato dal Dipartimento per i trasporti terrestri o da uno dei soggetti autorizzati ai sensi della legge 8 agosto 1991, n. 264, a seguito di aggiornamento dell’Archivio nazionale dei veicoli.
- Targa: La targa è personale e abbinata a un solo veicolo. Il titolare la trattiene in caso di vendita. La fabbricazione e la vendita delle targhe sono riservate allo Stato, che può affidarle con le modalità previste dal regolamento ai soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264.
Ciascun ciclomotore è individuato nell'Archivio nazionale dei veicoli da una scheda elettronica, contenente il numero di targa, il nominativo del suo titolare, i dati costruttivi e di identificazione di tutti i veicoli di cui, nel tempo, il titolare della targa sia risultato intestatario, con l'indicazione della data e dell'ora di ciascuna variazione d'intestazione. I dati relativi alla proprietà del veicolo sono inseriti nel sistema informatico del Dipartimento per i trasporti terrestri a fini di sola notizia, per l'individuazione del responsabile della circolazione.

Aggiornamenti del Certificato di Circolazione
In caso di trasferimento di residenza delle persone fisiche intestatarie di certificati di circolazione, l’ufficio competente del Dipartimento per la mobilità sostenibile procede all’aggiornamento dell’Archivio nazionale dei veicoli (ANV). I comuni danno notizia dell’avvenuto trasferimento di residenza per il tramite dell’anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) non appena eseguita la registrazione della variazione anagrafica.
Per le persone giuridiche, in caso di trasferimento della sede, l'aggiornamento dell'ANV è richiesto dalle medesime persone giuridiche all'ufficio competente del Dipartimento per la mobilità sostenibile o a uno dei soggetti abilitati al collegamento telematico con il centro elaborazione dati del Dipartimento stesso, entro trenta giorni dal trasferimento.
Sanzioni Relative ai Ciclomotori
L'Art. 97 prevede una serie di sanzioni amministrative per diverse violazioni relative alla circolazione dei ciclomotori:
- Velocità superiore ai limiti: Chiunque fabbrica, produce, pone in commercio o vende ciclomotori che sviluppino una velocità superiore a quella prevista dall'art. 52 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 1.084 a € 4.339. Sanzioni simili si applicano a chi effettua modifiche idonee ad aumentarne la velocità.
- Non conformità alle caratteristiche: Chiunque circola con un ciclomotore non rispondente ad una o più delle caratteristiche o prescrizioni indicate nell'art. 52 o nel certificato di circolazione è soggetto a una sanzione da € 421 a € 1.691.
- Mancanza del certificato di circolazione: La circolazione senza il certificato di circolazione, quando previsto, comporta una sanzione da € 158 a € 635.
- Sprovvisto di targa: Chiunque circola con un ciclomotore sprovvisto di targa è soggetto a una sanzione da € 79 a € 316.
- Targa non propria o dati non visibili: La circolazione con una targa non propria o con dati non chiaramente visibili comporta sanzioni significative, rispettivamente da € 1.871 a € 7.488 e da € 85 a € 337.
- Targhe difformi: La fabbricazione o vendita di targhe con caratteristiche difformi dal regolamento, o la circolazione con tali targhe, è sanzionata da € 1.871 a € 7.488.
- Mancato aggiornamento per trasferimento di proprietà: Chi non richiede l'aggiornamento del certificato di circolazione per trasferimento della proprietà o non comunica la cessazione della circolazione è soggetto a una sanzione da € 396 a € 1.584.
- Mancata denuncia di smarrimento o distruzione: L'intestatario che non denuncia entro quarantotto ore lo smarrimento, sottrazione o distruzione del certificato di circolazione o della targa, o non chiede il duplicato entro tre giorni, è soggetto a una sanzione da € 79 a € 316.
Sanzioni Accessorie
Oltre alle sanzioni pecuniarie, sono previste anche sanzioni amministrative accessorie:
- Confisca del ciclomotore: Consegue alle violazioni relative alla velocità superiore ai limiti e alla mancanza del certificato di circolazione. Nei casi di velocità eccessiva, si procede alla distruzione del ciclomotore, fatta salva la facoltà degli enti di polizia stradale di chiedere l'assegnazione del ciclomotore confiscato per compiti istituzionali, previo ripristino delle caratteristiche costruttive.
- Fermo amministrativo del veicolo: Consegue alla circolazione con ciclomotore non rispondente alle caratteristiche previste, per sessanta giorni, che diventano novanta in caso di reiterazione nel biennio. Anche la circolazione con ciclomotore sprovvisto di targa o munito di targa non propria comporta il fermo amministrativo per un mese, o la confisca amministrativa in caso di reiterazione.
Un TRUCCO infallibile per togliere il FERMO amministrativo auto | Avv. Angelo Greco
Queste disposizioni, pur riguardando specificamente i ciclomotori, riflettono l'approccio normativo volto a garantire la regolarità e la sicurezza della circolazione, principi che informano anche le più recenti riforme sulla radiazione dei veicoli con fermo amministrativo. La gestione dei registri e la corretta identificazione dei veicoli sono pilastri fondamentali per il controllo del traffico e la lotta all'illegalità, evidenziando il ruolo centrale di istituzioni come il Dipartimento per i trasporti terrestri e il PRA.
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