Il progetto espositivo "Capolavori di Torino", promosso dal Museo Nazionale dell’Automobile e curato da Nicola Nunziata, rappresenta un’iniziativa di grande rilievo culturale e sociale. Attivo da giovedì 20 novembre 2025 a domenica 22 marzo 2026 presso il Centro Storico Fiat, questo progetto celebra la memoria e l’eredità delle Scuole Allievi Fiat e Lancia, istituzioni formative che hanno plasmato generazioni di tecnici e professionisti per gran parte del Novecento. La mostra si distingue per il suo approccio partecipato, unendo ricerca artistica, cittadinanza attiva e metodo documentario, con un'enfasi particolare sul recupero e la valorizzazione degli archivi privati e della memoria diffusa.

Le Scuole Allievi: Una Storia di Formazione e Identità Industriale
La storia delle scuole professionali Fiat e Lancia affonda le sue radici nel tumultuoso Novecento italiano, un secolo segnato da profonde trasformazioni sociali, economiche e industriali. Nel 1922, la Fiat istituì all'interno del nuovo stabilimento del Lingotto le Scuole professionali Fiat, comprendenti la Scuola degli apprendisti e la Scuola del Dopolavoro. La Scuola per apprendisti, specificamente dedicata alla formazione professionale dei futuri dipendenti, offriva corsi di durata triennale. Inizialmente, essa era aperta esclusivamente ai parenti dei dipendenti Fiat e operò dal 1922 al 1933, anno in cui fu costretta a chiudere i battenti, presumibilmente a causa delle difficoltà finanziarie che l'azienda affrontava a seguito della crisi economica globale.

La riapertura avvenne nel 1945, in un'Italia segnata dalla Seconda Guerra Mondiale e proiettata verso la ricostruzione e il boom economico. La Scuola, intitolata a Giovanni Agnelli, riprese la sua attività nella sede di Corso Dante 103, un luogo che custodiva le prime officine Fiat. L'esperimento del primo dopoguerra fu ampliato e rinnovato: la Scuola non si limitava più alla preparazione tecnico-professionale, ma mirava a formare un'élite di dipendenti che potessero costituire la spina dorsale dell'azienda. Ai giovani allievi venivano offerte non solo istruzione e prospettive di carriera, ma anche l'accesso ai benefici del welfare aziendale, in un percorso formativo che inculcava i valori della disciplina e della fedeltà aziendale.
Parallelamente, la Lancia istituì la propria scuola professionale nel 1923, che operò fino al 1983. Entrambe le istituzioni, pur con le specificità legate alle rispettive aziende, incarnavano una visione della formazione che andava oltre la mera acquisizione di competenze tecniche. Il motto della Scuola Allievi Fiat, "Prima educare, poi istruire", sottolinea l'importanza di una formazione olistica che comprendeva non solo la pratica e la teoria, ma anche materie innovative per l'epoca, come l'inglese e competenze di relazione e comunicazione, oggi riconducibili all'ambito del management. L'obiettivo era formare giovani che, grazie all'eccellenza professionale e a un forte senso di appartenenza, potessero contribuire alla crescita delle aziende senza comprometterne l'identità.
"Capolavori": Oltre il Manufatto Tecnico
Il termine "capolavori" nella denominazione del progetto assume un significato poliedrico. Inizialmente, si riferisce ai manufatti tecnici realizzati dagli allievi durante il loro percorso formativo, vere e proprie prove tecniche a dimostrazione delle capacità operative acquisite. Questi oggetti, considerati "manufatti simbolici e fossili di lavoro individuale", rappresentano la tangibile eredità di un apprendistato rigoroso. Tuttavia, il progetto "Capolavori di Torino" estende questo concetto, caricando il termine di un senso più ampio: simboli di eccellenza, impegno e identità collettiva, che trascendono la dimensione puramente produttiva per entrare nel campo della riflessione museale e artistica.

Questa dilatazione semantica congiunge il gesto operaio alla dimensione museale, trasformando oggetti di produzione in opere che invitano a una riflessione culturale più ampia. Il progetto si configura come un vero e proprio laboratorio di ricerca e sperimentazione, in cui il Museo Nazionale dell’Automobile dialoga attivamente con la cittadinanza, recuperando materiale diffuso nelle vite e negli spazi privati dei torinesi per ricostruire una vicenda storicamente importante per la città e per l'Italia.
Un Approccio Partecipato e Multidisciplinare
"Capolavori di Torino" si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione degli archivi, in cui il Museo non si limita alla conservazione e catalogazione dei materiali, ma promuove un dialogo creativo con artisti. Questi ultimi restituiscono una rilettura poetica e innovativa del patrimonio, trasformando documenti e testimonianze in spunti per una riflessione culturale coinvolgente. L'archivio del Centro Storico Fiat, in particolare la sezione dedicata alle Scuole Allievi aziendali di Fiat e Lancia, diventa il materiale di partenza per la creazione di nuove opere d'arte.

Un elemento chiave del progetto è la call to action "Ex Allievi Cercasi". Questa iniziativa estende il campo d'azione artistica, trasformando la ricerca d'archivio in un processo partecipativo. Rivolta ai cittadini di Torino, mira ad ampliare la documentazione esistente con i materiali provenienti dagli archivi privati degli ex allievi, finora latenti, per costruire insieme una mostra al Centro Storico Fiat. L'istituzione culturale riafferma così la propria natura di laboratorio di produzione e sperimentazione, attivando un dialogo diretto tra artisti e cittadini. Questi ultimi, attraverso la condivisione delle proprie esperienze e memorie, si riappropriano degli spazi museali, riconoscendoli come luoghi aperti e accessibili e contribuendo attivamente alla loro trasformazione.
La mostra espone una ricca varietà di materiali: documenti d’archivio, oggetti originali, fotografie storiche, interviste e videoinstallazioni. Questi elementi dialogano con opere contemporanee che nascono dalla reinterpretazione del patrimonio storico, creando un percorso coinvolgente e multidisciplinare. L'obiettivo primario è valorizzare gli archivi privati e la mAssociazione Ex Allievi Fiat: Un Patrimonio di Maestria e Memoria
Il Museo Nazionale dell’Automobile, in collaborazione con l’Associazione Ex Allievi Fiat, presenta "Capolavori di Torino", un’esposizione che celebra e preserva l'eredità delle Scuole Allievi Fiat e Lancia, pilastri della formazione professionale e dell'eccellenza tecnica italiana per gran parte del Novecento. Questa mostra, curata da Nicola Nunziata, va oltre la semplice esposizione di manufatti, proponendosi come un'esperienza collettiva che intreccia ricerca artistica, cittadinanza attiva e un profondo lavoro documentaristico.

Il termine "capolavori" assume qui un significato poliedrico. Inizialmente, si riferisce ai manufatti tecnici creati dagli allievi durante il loro percorso formativo, testimonianza tangibile delle competenze acquisite. Tuttavia, la mostra amplia questa definizione, caricando i "capolavori" di un valore simbolico più profondo: rappresentano l'eccellenza, l'impegno e l'identità di una comunità che ha costruito la storia industriale italiana. Essi trascendono la dimensione puramente produttiva per diventare oggetto di riflessione museale e artistica, un ponte tra il lavoro manuale e la sua valorizzazione culturale.
Un Viaggio Attraverso la Storia e la Memoria
La mostra "Capolavori di Torino" non è un semplice allestimento, ma un racconto corale e partecipato della straordinaria esperienza delle scuole Fiat e Lancia. Attraverso una ricca selezione di documenti d’archivio, oggetti originali, fotografie storiche, interviste e videoinstallazioni, il percorso espositivo dialoga con opere d’arte contemporanea che reinterpretano questo prezioso patrimonio. L’obiettivo primario è valorizzare gli archivi privati e la memoria diffusa, costruendo una narrazione che restituisca alle comunità locali un tassello fondamentale della storia formativa e industriale italiana, spesso dimenticato o sottovalutato.
Situata negli spazi suggestivi del Centro Storico Fiat, a pochi passi dall'antica sede della Scuola Centrale di Corso Dante, la mostra si configura come un vero e proprio punto d'incontro tra storia, arte, tecnologia e partecipazione civica. Il visitatore è invitato a intraprendere un percorso coinvolgente e multidisciplinare, che stimola la riflessione e la connessione con un passato che continua a plasmare il presente.
Le Origini: Formazione e Identità Aziendale
La storia delle scuole professionali Fiat affonda le sue radici nel 1922, quando all'interno del nuovo stabilimento del Lingotto vennero istituite le Scuole professionali Fiat, comprendenti la Scuola degli apprendisti e la Scuola del Dopolavoro. La Scuola per apprendisti, specificamente destinata alla formazione professionale dei futuri dipendenti, offriva corsi triennali. Inizialmente, l'accesso era riservato esclusivamente ai parenti dei dipendenti Fiat. Questa fase operativa durò dal 1922 al 1933, anno in cui la scuola chiuse i battenti, presumibilmente a causa delle difficoltà finanziarie che l'azienda affrontava a seguito della crisi economica globale.

Il vero rilancio e l'espansione del progetto formativo avvennero nel 1945, con la riapertura della Scuola, intitolata a Giovanni Agnelli, nella sede di Corso Dante 103, che precedentemente aveva ospitato le prime officine Fiat. L'esperimento del primo dopoguerra venne ampliato e rinnovato con una visione più ambiziosa. La Scuola, frequentata da centinaia di allievi, non si limitava più alla preparazione tecnico-professionale, ma mirava a formare un'élite di dipendenti che potessero costituire la spina dorsale dell'azienda. L'offerta formativa includeva istruzione, prospettive di carriera concrete e l'accesso ai benefici del welfare aziendale. Questo modello educativo, incentrato sulla disciplina e sulla fedeltà all'azienda, plasmò generazioni di giovani, infondendo loro i valori che avrebbero guidato la crescita e il successo di Fiat.
L'Associazione Ex Allievi: Un Legame Duraturo
La fondazione dell’Associazione Ex Allievi nel 1956 segnò un momento cruciale nella storia delle scuole Fiat. Questo sodalizio nacque dalla volontà di mantenere vivo il legame tra coloro che avevano condiviso l'esperienza formativa, creando una rete di supporto, scambio e valorizzazione reciproca. L'Associazione è diventata un custode della memoria storica, preservando e promuovendo l'eredità delle scuole e dei suoi allievi.
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L'Associazione Ex Allievi Fiat è protagonista attiva della mostra "Capolavori di Torino". Attraverso la sua partecipazione, la mostra diventa un'esperienza profondamente radicata nella memoria collettiva e nell'esperienza diretta dei suoi membri. La "call to action" rivolta agli ex allievi torinesi, parte integrante del progetto "Ex Allievi Cercasi", sottolinea la natura partecipativa dell'iniziativa. Questo invito a condividere materiali d'archivio privati ha permesso di ampliare la documentazione esistente, arricchendo la narrazione con testimonianze e oggetti finora custoditi negli spazi privati dei cittadini.
"Capolavori di Torino": Un Progetto Multidisciplinare
"Capolavori di Torino" si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione degli archivi promosso dal Museo Nazionale dell’Automobile. L'istituzione culturale non si limita alla conservazione e catalogazione dei materiali, ma si impegna attivamente nel promuovere un dialogo creativo con artisti contemporanei. Questi artisti reinterpretano il patrimonio archivistico, trasformando documenti e testimonianze in spunti per una riflessione culturale più ampia e coinvolgente, offrendo una lettura poetica e innovativa della storia.
L'archivio del Centro Storico Fiat, in particolare la sezione dedicata alle Scuole Allievi aziendali di Fiat e Lancia, diventa il materiale di partenza per la creazione di nuove opere d'arte. Il censimento pubblico, attraverso la campagna "Ex Allievi Cercasi", estende il campo d'azione artistica, trasformando la ricerca archivistica in un processo partecipativo. Questo approccio trasforma la ricerca in archivio in un processo partecipativo, dove i cittadini diventano co-creatori della narrazione espositiva.
L'istituzione culturale riafferma così la propria natura di laboratorio di produzione e sperimentazione, attivando un dialogo diretto tra artisti e cittadini. I cittadini stessi si riappropriano degli spazi museali, riconoscendoli come luoghi aperti e accessibili, e contribuiscono con la propria esperienza alla loro trasformazione, rendendo la visita un'esperienza dinamica e interattiva.
L'Eredità delle Scuole Fiat e Lancia
La storia delle scuole aziendali Fiat (1922-1977) e Lancia (1923-1983) è intrinsecamente legata alla storia del Novecento italiano. Di quel secolo, le scuole hanno ereditato le asprezze, come la disciplina imposta dalle due guerre mondiali e la povertà diffusa nell'Italia pre-boom economico, ma anche le grandi promesse di un futuro migliore per le generazioni successive.
Il motto della Scuola Allievi Fiat, "Prima educare, poi istruire", racchiude l'essenza della loro filosofia formativa. Alla pratica si affiancava una solida preparazione teorica, che includeva materie innovative per l'epoca, come l'inglese e competenze di relazione e comunicazione, oggi definite di "management". L'obiettivo era formare giovani che, grazie all'eccellenza professionale e a un forte senso di appartenenza, potessero costituire la spina dorsale di aziende capaci di crescere mantenendo intatta la propria identità.
La Pubblicazione: Un Volume d'Arte e Storia
A corollario della mostra, è stato pubblicato un libro edito da Quodlibet, che unisce ricerca storica e arte contemporanea. Questo volume ripercorre la storia delle Scuole Allievi Fiat e Lancia, intrecciando testi, archivi e immagini. Concepito come un vero e proprio oggetto d'arte, il libro fonde memoria, design e riflessione collettiva, diventando un deposito della poetica del progetto. La meticolosa scelta dei materiali, il formato, il design, la carta, la qualità di stampa e il ritmo visivo lavorano in sinergia per attivare uno spazio sensoriale e di meditazione, accompagnando il lettore in un laboratorio artistico ed editoriale dedicato alla cura pubblica e alla rigenerazione culturale.

Informazioni Pratiche per la Visita
La mostra "Capolavori di Torino" è visitabile da giovedì 20 novembre 2025 a domenica 22 marzo 2026. Gli orari di apertura sono i seguenti: dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 19:00. Il lunedì la mostra rimane chiusa.
Per quanto riguarda i biglietti, i possessori della Tessera Piemonte - Valle d'Aosta e della Tessera Extra hanno accesso in abbonamento. Per i non abbonati, il biglietto intero ha un costo di 7,00 € e il biglietto ridotto è di 5,00 €. È importante notare che queste informazioni potrebbero variare, pertanto si consiglia sempre di consultare il sito ufficiale del museo per gli aggiornamenti più recenti su orari e tariffe.
L'offerta museale è arricchita da convenzioni come museiAM Piemonte Valle d'Aosta, che include 280 musei in Piemonte e 30 in Valle d'Aosta, e museiAM Formula Extra, che estende l'accesso a 520 realtà tra Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta, offrendo un'opportunità unica per esplorare il patrimonio culturale di tre regioni.
La mostra è attenta anche alle esigenze di tutti i visitatori, con servizi dedicati all'accessibilità per disabili e per le famiglie con bambini, garantendo un'esperienza inclusiva e arricchente per ogni tipo di pubblico. I crediti fotografici, se presenti, sono visualizzabili cliccando sulle immagini, con apertura tramite pop-up.
"Capolavori di Torino" non è solo una mostra, ma un invito a riscoprire un capitolo fondamentale della storia industriale e culturale italiana, celebrando l'ingegno, la dedizione e l'eredità lasciata da generazioni di allievi e maestri.
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