Le Sale Operative Ibride: L'Avanguardia della Chirurgia Integrata

Le sale operatorie ibride rappresentano una delle innovazioni più significative e rivoluzionarie nell'ambito della medicina contemporanea, segnando un punto di svolta nel modo di concepire e attuare gli interventi chirurgici e interventistici. Queste strutture all'avanguardia fondono in un unico ambiente le capacità di diagnostica per immagini avanzata con le attrezzature chirurgiche tradizionali, creando un contesto dove l'interdisciplinarità e la precisione raggiungono livelli senza precedenti. La loro essenza "ibrida" risiede non solo nella combinazione di tecnologie, ma anche nella sinergia di competenze professionali diverse, permettendo approcci terapeutici complessi con benefici tangibili per il paziente.

Sala operatoria ibrida con equipe multidisciplinare al lavoro

Un Nuovo Paradigma in Poliambulanza: Un Esempio di Eccellenza

Un esempio emblematico di questa evoluzione è il nuovo blocco operatorio cardiovascolare inaugurato in Poliambulanza. Questa struttura include cinque sale dedicate alla cardiochirurgia, alla chirurgia vascolare, all'elettrofisiologia e all'emodinamica, oltre a un'area con altre tre sale operatorie per la chirurgia a bassa complessità. Tuttavia, il vero fiore all'occhiello di questa innovazione è una sala ibrida che si distingue per dimensioni e tecnologie uniche in Italia, estendendosi su 124 metri quadri. Qui, è possibile svolgere sia interventi cardiochirurgici tradizionali che procedure mini-invasive.

Il funzionamento di questa sala è all'avanguardia: dopo una TAC preliminare, le immagini vengono importate tramite un software di navigazione che simula il percorso endovascolare. L'angiografo, poi, fonde le immagini elaborate con quelle in tempo reale, offrendo ai chirurghi una guida precisa attraverso i vari passaggi e riducendo al minimo il margine d'errore. Questo blocco operatorio rappresenta un'innovazione di assoluto rilievo, specialmente considerando che in Poliambulanza vengono effettuati 3.500 interventi cardiovascolari all'anno. L'ingente costo dell'operazione, che supera i 9 milioni di euro, è stato coperto da fondi accantonati dalla Fondazione Poliambulanza e dal generoso contributo della Fondazione Alessandra Bono Onlus, sottolineando l'importanza strategica di tali investimenti.

La Natura "Ibrida": Multidisciplinarità e Collaborazione

Non solo l'utilizzo, ma anche il ruolo all'interno dell'ospedale di una sala operatoria di questo tipo è definibile come "ibrido". Diversi dipartimenti, tra cui radiologico, cardiologico e chirurgico, possono condividere la responsabilità nella gestione dell'imaging, della manutenzione e della pianificazione degli interventi. Questo approccio multidisciplinare è fondamentale per sfruttare appieno il potenziale della sala ibrida.

La progettazione di una sala operatoria ibrida coinvolge un numero considerevole di soggetti e competenze. Generalmente, l'upgrade di una sala operatoria convenzionale a sala ibrida non è fattibile. Questo è dovuto all'elevata richiesta di spazio per il braccio a C fisso e le workstation, oltre alla necessità di ospitare contemporaneamente più personale. Una sala operatoria ibrida, infatti, può accogliere équipes composte da 8 fino a 20 persone, inclusi anestesisti, chirurghi, infermieri, tecnici, perfusionisti e specialisti dei dispositivi da impiantare. Le dimensioni raccomandate per queste sale sono di almeno 70 metri quadri, includendo la stanza di controllo ma escludendo i locali di supporto tecnico e le aree di preparazione del paziente.

Sale Ibride Multimodali

Illuminazione e Sistemi di Imaging: Pilastri Tecnologici

Una sala operatoria ibrida richiede due tipi di sorgenti luminose: le luci operatorie, almeno in numero di due, utilizzate per le procedure, e le luci d'ambiente per le procedure interventistiche. È cruciale che la luce ambientale possa essere diminuita di intensità, particolarmente durante la fluoroscopia o l'endoscopia, per ottimizzare la visibilità delle immagini. Per quanto riguarda le luci operatorie, devono illuminare l'intera estensione del tavolo operatorio e non interferire con altri dispositivi all'interno della sala, come il braccio a C. Di solito, sono posizionate al centro della sala, sopra il tavolo operatorio.

Il sistema di imaging più comunemente utilizzato in una sala operatoria ibrida è il "braccio a C". È importante sottolineare che i bracci a C mobili sono insufficienti per gli scopi di una sala ibrida, poiché la potenza limitata del tubo radiogeno ne compromette la qualità dell'immagine. I bracci a C fissi, invece, non hanno tali limitazioni ma richiedono più spazio. Possono essere montati sul pavimento, al soffitto o a entrambi. Alcuni ospedali preferiscono evitare l'installazione di parti in movimento direttamente al di sopra del campo operatorio per minimizzare il rischio di caduta di polvere e, di conseguenza, di infezioni.

La scelta tra sistemi da soffitto o da pavimento comporta ulteriori considerazioni. I sistemi da soffitto richiedono ampio spazio a livello del soffitto e possono ridurre la libertà di installazione di luci o bracci chirurgici. Nonostante ciò, molti ospedali li prediligono per la loro capacità di coprire l'intero corpo con maggiore flessibilità e senza la necessità di muovere il tavolo operatorio. Il movimento del tavolo operatorio, infatti, può creare problemi durante la chirurgia, dato che richiede lo spostamento coordinato di numerosi cateteri e vie di infusione e monitoraggio del paziente.

Tecniche di Imaging Avanzate: Fluoroscopia, Angiografia e 3D

La fluoroscopia è una tecnica che impiega l'emissione continua di raggi X per guidare, con immagini dal vivo e in tempo reale, la progressione di un catetere radiopaco (o di un altro dispositivo) all'interno del corpo umano. La visualizzazione di dettagli anatomici, in particolare delle strutture cardiache in movimento durante le procedure cardiovascolari, richiede immagini di elevata qualità, con un frame rate elevato (30f/s, 50 Hz) e un'alta intensità di raggi (almeno 80 kV).

I moderni sistemi angiografici dispongono di una modalità "di acquisizione", dove le immagini acquisite vengono automaticamente immagazzinate e successivamente caricate in un archivio. Questa modalità è impiegata per scopi diagnostici o di refertazione. La modalità angiografica standard, invece, è usata principalmente per guidare lo spostamento dei dispositivi e il riposizionamento del campo visivo. È importante notare che la modalità di acquisizione richiede una dose di raggi X fino a 10 volte maggiore rispetto alla fluoroscopia standard.

L'angiografia rotazionale consente di acquisire immagini tridimensionali intraoperatorie simili a quelle della tomografia computerizzata, utilizzando un fluoroscopio montato su un braccio robotizzato ("braccio a C"). Una sequenza della stessa proiezione viene acquisita prima e dopo l'iniezione di mezzo di contrasto nel vaso da studiare. Un'applicazione avanzata dell'angiografia a sottrazione digitale (DSA) è il cosiddetto "road mapping": una volta determinata la posizione ottimale del braccio a C, l'immagine DSA con la migliore visualizzazione del vaso sanguigno viene selezionata come "maschera".

I sistemi angiografici più recenti non si limitano all'imaging, ma supportano attivamente il chirurgo guidando la procedura sulla base di informazioni 3D acquisite tramite angiografia rotazionale pre-operatoria o intra-operatoria. Le immagini tridimensionali dell'angiografia rotazionale sono estrapolate da un set di proiezioni acquisite durante la rotazione del braccio a C attorno al paziente. La ricostruzione del volume è generata da una workstation dedicata e separata, in costante comunicazione con il braccio a C. Attraverso un codice colore, l'immagine 3D generata dall'angiografia rotazionale può essere sovrapposta all'immagine fluoroscopica ottenuta in tempo reale. Ogni piccola modifica dell'angolazione del braccio a C da parte dell'operatore viene analizzata dalla workstation e tradotta nel medesimo cambio di angolazione dell'immagine 3D, garantendo una corrispondenza esatta con la visione fluoroscopica in tempo reale.

Rappresentazione grafica della fusione di immagini 2D e 3D in sala ibrida

Ottimizzazione e Personalizzazione degli Interventi

L'impianto di protesi valvolare aortica transcatetere (TAVI) senza complicanze richiede un posizionamento estremamente preciso del dispositivo nella radice aortica. Una buona visione fluoroscopica, con angolazione perpendicolare alla radice aortica, è essenziale. Sono state sviluppate applicazioni specifiche in grado di suggerire all'operatore l'angolo ottimale di visualizzazione in fluoroscopia, o persino di guidare automaticamente il braccio a C nella posizione ideale. Alcune di queste applicazioni si basano su acquisizioni TAC precedenti, ma potrebbero risultare subottimali in caso di variazioni anatomiche tra il momento dell'acquisizione TAC e la situazione del paziente durante la procedura.

I progressi nella tecnologia dei bracci a C consentono oggi la visualizzazione del flusso sanguigno intraparenchimale. Un dispositivo per l'acquisizione di immagini TC montato sul soffitto può scorrere intorno al tavolo operatorio e supportare procedure complesse di chirurgia cerebrale, spinale o in caso di pazienti politraumatizzati, fornendo informazioni aggiuntive cruciali.

Il Tavolo Operatorio: Un Elemento Chiave

La selezione del tavolo operatorio dipende dal tipo di utilizzo primario del sistema ed è un compromesso tra i requisiti interventistici e chirurgici. Gli interventisti prediligono tavoli non segmentati e flottanti, mentre i chirurghi preferiscono tavoli segmentati, che assicurano un posizionamento flessibile del paziente. Ai fini dell'imaging, è indispensabile che il tavolo sia radiotrasparente. La posizione del tavolo operatorio nella sala ha un impatto significativo sul flusso di lavoro e sull'efficienza delle procedure.

Sicurezza dalle Radiazioni: Una Priorità Assoluta

I raggi X sono radiazioni ionizzanti e, pertanto, l'esposizione ad essi può essere dannosa. I bracci a C fissi utilizzati nelle sale operatorie ibride operano a un livello di energia più elevato rispetto ai dispositivi mobili, il che comporta una maggiore dose radiante. Per la sicurezza dell'operatore e del paziente, è fondamentale monitorare correttamente la dose di radiazioni in sala ibrida. Le misure di protezione includono dispositivi di protezione individuale applicati sul tronco e sul collo (per proteggere la ghiandola tiroide) e occhiali protettivi, per garantire la massima sicurezza in un ambiente tecnologicamente avanzato.

Schermatura e dispositivi di protezione radiologica in sala operatoria

Applicazioni Cliniche: Un Ampio Spettro di Interventi

Le funzionalità di imaging di una sala operatoria ibrida si rivelano estremamente utili in una vasta gamma di interventi. Tra questi, la riparazione di valvole cardiache disfunzionanti, l'esecuzione di interventi di rivascolarizzazione ibrida (che combinano bypass aorto-coronarico a cuore battente e angioplastica coronarica) e il trattamento di aritmie cardiache. Una sala operatoria ibrida, infatti, consente l'esecuzione di complesse procedure endovascolari aortiche in completa sicurezza.

Inoltre, la sala operatoria ibrida può essere impiegata in interventi di fusione spinale o di embolizzazione di aneurismi intracranici. Di recente, queste sale sono state utilizzate anche per la diagnosi e il trattamento di noduli polmonari di piccole dimensioni. L'imaging avanzato intraoperatorio offre il vantaggio di conoscere con precisione la posizione dei noduli, specialmente nel caso di tumori di piccole dimensioni, metastasi o pazienti con ridotta funzione respiratoria, traducendosi in una navigazione precisa durante biopsie o resezioni in toracoscopia videoassistita.

Sistemi angiografici con elevata risoluzione spaziale e ampio campo visivo permettono un imaging di precisione che garantisce un posizionamento estremamente accurato dei mezzi di sintesi anche in caso di fratture ossee complesse (pelvi, calcagno o piatto tibiale). Questo riduce significativamente l'incidenza di malposizionamento, la necessità di revisioni chirurgiche e le lesioni nervose riportate nelle tecniche mininvasive convenzionali.

Pazienti con massivo sanguinamento a seguito di traumi stradali, esplosioni, ferite d'arma da fuoco o dissecazione aortica necessitano di trattamento immediato per arrestare l'emorragia potenzialmente fatale. In questi scenari di emergenza, la sala ibrida offre la possibilità di combinare diagnostica rapida e intervento chirurgico simultaneo.

L'Esperienza e la Visione di Siemens Healthineers nel Campo delle Sale Ibride

Siemens Healthineers si posiziona come partner di fiducia nella creazione e nell'ottimizzazione delle sale operatorie ibride, offrendo un portafoglio completo e personalizzato di attrezzature e servizi. Con oltre 15 anni di esperienza e l'installazione di 1.200 sale operatorie ibride in 60 paesi, l'azienda offre consulenza e pianificazione per il layout e la progettazione, bracci a C fissi e apparecchiature di imaging multimodale combinato, formazione del personale ed educazione clinica continua, e servizi tecnici per i clienti.

L'approccio di Siemens Healthineers si basa su numerose e fondamentali partnership industriali e cliniche, che permettono di fornire soluzioni innovative e su misura, dalla decisione di investimento alla progettazione, realizzazione e routine operativa. L'obiettivo è massimizzare i vantaggi delle sale ibride, migliorando le competenze del personale e le esperienze di apprendimento attraverso soluzioni formative personalizzate.

Testimonianze di clienti, come quella che evidenzia la strategia di essere "leader non in dimensione ma in innovazione" e la collaborazione con Siemens Healthineers fin dall'inizio, sottolineano il valore di questa partnership.

La Visione Istituzionale e la Sua Implementazione

Le dichiarazioni di autorità come il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e i direttori dei dipartimenti coinvolti, evidenziano il profondo impatto delle sale operatorie ibride sulla sanità. Fontana sottolinea come dietro l'eccellenza della sanità lombarda vi siano la professionalità e la dedizione del personale sanitario, unite alla modernità delle nuove tecnologie che offrono prestazioni sempre più accurate ed efficaci. L'obiettivo è rendere la sanità lombarda attrattiva, un centro di eccellenza che possa richiamare professionisti anche da fuori regione. La vera innovazione, come sottolineato, non è solo la nuova sala operatoria ibrida, ma la capacità dei direttori di dipartimento di fare squadra, creando una sinergia tra i professionisti che utilizzano queste nuove tecnologie.

Illustrazione del concetto di integrazione tra professionisti e tecnologia

Il Dott. Battistina Castiglioni e gli altri direttori di dipartimento ribadiscono l'appartenenza dell'ospedale al novero degli ospedali più moderni e attrezzati d'Italia, grazie alla competenza e alla capacità di aggiornamento continuo degli operatori, e alla fondamentale capacità di fare squadra. Le sale operatorie ibride sono definite come un "punto di cesura" rispetto alla costante crescita tecnologica dell'ospedale, non aumentando semplicemente il numero o il livello di macchine già in dotazione, ma aggiungendo una formula completamente nuova che determina un salto di qualità sotto molteplici aspetti: tecnologico, logistico, organizzativo, didattico e di ricerca.

L'inaugurazione di queste sale non rappresenta solo l'apertura di uno spazio super attrezzato, ma un nuovo modo di fare interventistica, chirurgia e, più in generale, un nuovo modo di "fare cura" che unisce le potenzialità delle macchine con l'insostituibile atto umano.

Il Dott. Vinicio Fiorani, responsabile U.O., evidenzia che in una sala ibrida possono essere eseguiti interventi complessi che richiedono la presenza contemporanea del chirurgo e dell’emodinamista, o per la cardiologia interventistica, quando esiste il rischio di dover poi intervenire in cardiochirurgia. La sala ibrida di Salus Hospital, ad esempio, è dedicata principalmente alla chirurgia valvolare con TAVI, e la presenza del cardiochirurgo è costante, permettendo un intervento immediato in caso di complicanze, senza la necessità di spostare il paziente.

Sale Ibride Multimodali

Benefici Rivoluzionari: Precisione, Riduzione dei Rischi e Personalizzazione

La diagnostica per immagini è un settore in continua innovazione, che apporta costantemente significativi miglioramenti in Medicina. Il medico, e il chirurgo in particolare, hanno bisogno di "vedere" al meglio per poter trattare le patologie. Acquisire immagini anatomiche in modalità sempre meno invasiva, con risoluzione e qualità sempre più elevate, significa mettere nelle mani dello specialista una lente di ingrandimento potente. I vantaggi derivati sono letteralmente rivoluzionari perché cambiano la precisione e l’accuratezza dell’atto medico/chirurgico, ne riducono l’invasività e quindi i rischi di complicazioni, rendendo l’atto stesso più veloce. Inoltre, l’intervento può diventare realmente personalizzato poiché gli esiti intra-operatori sono monitorabili in tempo reale.

Le sale operatorie integrate, nate all’inizio degli anni ’90, raggiungono con la sala ibrida un livello di innovazione tecnologica unico, creando una realtà nella quale le tecnologie amplificano reciprocamente i propri effetti. Con la presenza di un angiografo robotizzato che acquisisce immagini dei vasi anche 3D e opera in completa sincronia con il tavolo operatorio, consentendo di movimentare il paziente nello spazio, e una TAC top di gamma che entra nel campo operatorio fornendo immagini tridimensionali ad altissima risoluzione nel minor tempo tecnicamente possibile, il medico ha a disposizione strumenti diagnostici e operativi senza pari.

Un sistema di imaging integrato consente di inviare le immagini acquisite su molteplici monitor a parete e su braccio, dove possono essere visualizzati anche i parametri del paziente rilevati dal poligrafo, dal sistema di monitoraggio e dalle altre apparecchiature operanti. Questa integrazione di dati e immagini offre una visione completa e in tempo reale della situazione clinica del paziente, facilitando decisioni rapide e accurate.

Il Futuro della Chirurgia e dell'Interventistica

Le sale operatorie ibride rappresentano il futuro della chirurgia e dell'interventistica, offrendo opportunità straordinarie grazie alla tecnologia avanzata e all'imaging integrato. Questa "opportunità per i professionisti, di affrontare sfide sempre più complesse, in modo sempre più efficace", si traduce in un miglioramento significativo della cura per il paziente. L'integrazione, la formazione e la ricerca sono elementi chiave che accompagneranno la continua evoluzione di questi ambienti. La combinazione di potenzialità delle macchine con l'insostituibile atto umano del "fare cura" è la vera promessa delle sale operatorie ibride, proiettando la medicina verso orizzonti sempre più performanti e personalizzati.

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