Gli Audio 2, il duo campano formato da Gianni Donzelli ed Enzo Leomporro, celebrano con orgoglio e spirito venticinque anni di carriera, un traguardo che i due artisti descrivono come le loro personali nozze d'argento con la musica. Questo percorso artistico, colmo di successi e collaborazioni prestigiose, ha visto gli Audio 2 affermarsi come autori prolifici e interpreti di brani memorabili, lasciando un'impronta significativa nel panorama della musica italiana.
Le Origini e il Debutto: Da "Neve" al Primo Album Eponimo
La storia degli Audio 2 affonda le radici negli anni '80, quando Gianni Donzelli ed Enzo Leomporro iniziano a scrivere canzoni, arrivando a comporne circa duecento. Dopo anni trascorsi a bussare alle porte delle varie etichette discografiche, con l'idea di inviare direttamente ad un artista alcune delle loro canzoni, arriva la svolta. Gianni Donzelli racconta l'intuizione di immaginare Mina mentre cantava una loro canzone, "Neve", durante un viaggio in treno per tornare a Napoli. Il 2 gennaio del 1992, la cassetta con alcune loro canzoni, tra cui "Neve", viene spedita a Mina. Il 17 febbraio dello stesso anno, arriva la telefonata che cambia il loro destino: Mina si innamora del brano e lo incide, portandolo al primo posto in classifica. "Neve" diventa il singolo trainante dell'album di Mina "Sorelle Lumière", pubblicato nel 1992, segnando un grande debutto per il duo campano.

Questo successo apre le porte al mercato discografico per Gianni Donzelli e Enzo Leomporro, che l'anno successivo si presentano sulla scena della musica italiana con il nome AUDIO 2. Lanciati nel mercato discografico da Massimiliano Pani, figlio e produttore di Mina, incidono così il loro primo omonimo album, composto di dieci splendidi brani. Il disco scala rapidamente le classifiche di vendita e desta curiosità per l'assenza di foto degli artisti in copertina e per l'utilizzo di timbriche e sonorità che ricordano quelle di Lucio Battisti. I due brani di punta, "Sì che non sei tu" e "Per una virgola", diventano molto celebri grazie ai numerosi passaggi radiofonici, contribuendo a dare una spinta commerciale al lavoro. Nel 1994, gli AUDIO 2 si aggiudicano il prestigioso Telegatto come "miglior gruppo rivelazione dell'anno".
La Consacrazione e i Grandi Successi: "E=MC²" e "Acqua e Sale"
Il 1995 segna la definitiva consacrazione degli Audio 2, con l'uscita del loro secondo lavoro discografico, "E=MC²". L'album, pubblicato dalla PDU, include un cameo vocale di Mina nel coro finale del brano "Dentro a ogni cosa". Il singolo di lancio, "Alle venti…", diventa un vero tormentone radiofonico e porta l'album a sfiorare le 200.000 copie vendute, con i conseguenti dischi d'oro e di platino, che vanno ad affiancarsi a quelli ricevuti per le vendite del primo CD. La collaborazione con Mina continua, con il duo che firma tre brani nel successivo album della cantante, "Non c'è più audio".
Nel 1996, viene lanciato sul mercato un nuovo album, "Senza riserve", pubblicato con due cover leggermente differenti tra loro. Nello stesso anno, il duo collabora alla colonna sonora del film di Leonardo Pieraccioni "I laureati", e successivamente per "Il Ciclone", dimostrando la loro versatilità anche in ambito cinematografico. Nel 1997, gli Audio 2 vincono il Premio Rino Gaetano come migliori autori.
Il più grande successo come autori arriva però nel 1998 con l'uscita di "Mina Celentano", album campione di vendite in Italia, nel quale Donzelli e Leomporro firmano il celebre duetto "Acqua e sale". Questo brano porta il disco a raggiungere la vetta delle classifiche con circa 1.800.000 copie vendute, un vero e proprio record per la musica italiana. Oltre ad "Acqua e sale", gli Audio 2 ripropongono due pezzi già editi da loro che Mina e Celentano cantano rinnovandone il successo: "Specchi riflessi" e "Io ho te". Gianni Donzelli descrive il rapporto con Mina come una strettissima collaborazione per i primi dodici anni della loro carriera, tutt'ora molto naturale, tranquillo e quasi goliardico, derivato dalla grandissima umiltà dell'artista che non ha mai fatto pesare la sua grandezza. Enzo Leomporro aggiunge che Mina ha dato consigli per il finale di una canzone intitolata "Dentro ogni cosa", e ha persino voluto cantarla lei stessa.
Sempre nel 1998, esce la raccolta "The Best (Airplay)", contenente la hit "Tu vieni prima di tutto". Nel 2000, viene pubblicato il quarto album "Audio2 - Mila", composto da tredici inediti più "Acqua e sale" interpretata dagli stessi autori.
Le Collaborazioni e la Sperimentazione: Da Mogol a "432hz"
Parlando di grandi collaborazioni, non si può non citare l'incontro con Mogol, avvenuto dieci anni fa. Da questa collaborazione nasce l'album "MogolAudio2" (Carosello Records), che si piazza dopo una sola settimana al primo posto nella classifica I-Tunes e ottiene in seguito la certificazione di disco d'oro. Gianni Donzelli descrive questa esperienza come un onore e una grande esperienza di vita oltre che professionale, avendo avuto modo di capire, studiare e semplicemente osservare una filosofia di scrittura diversa. Enzo Leomporro aggiunge che è stato magnifico lavorare con il "papà di tutti i parolieri", rivelando che inizialmente avevano realizzato dei provini delle canzoni in finto inglese, per lasciare a Mogol la stesura del testo.
Nel 2004, Mina pubblica "Cu 'e mmane", una canzone scritta in napoletano dagli Audio 2, inclusa nell'album "Napoli secondo estratto". Nel 2006, esce "Acquatiche trasparenze", un nuovo album di inediti. Dopo circa otto anni di nuove sperimentazioni musicali, nell'estate 2017 esce il brano "Un'onda nel bicchiere". Nel dicembre 2017, vede l'anteprima del singolo "Libero come un aliante", arrangiato da Luigi Pignalosa e prodotto da Clodio Music, per il quale è stato realizzato anche un videoclip, diretto da Michele Vitiello.
L'8 marzo, è disponibile in rotazione radiofonica e in digital download il loro nuovo singolo "Amici per amore", realizzato in duetto con Ivana Spagna. Questo brano anticipa l'uscita del loro album "432 hz". Enzo Leomporro lo descrive come l'inizio di questo nuovo progetto discografico, suggellato dall'importante collaborazione con Ivana Spagna, insieme alla quale sono riusciti a dare maggiore risalto alle parole. Gianni Donzelli aggiunge che, una volta finito il brano, hanno intuito che potesse essere perfetto per la cifra stilistica di Ivana Spagna. Enzo Leomporro ricorda che, una volta terminata la canzone, si sono chiesti quale voce femminile potesse interpretarla al meglio, pensando subito a Ivana, che è rimasta molto colpita in particolare dal ritornello e da lì ha deciso di inciderla con loro.
Il disco "432hz" rappresenta un'ulteriore evoluzione nello stile degli Audio 2, con un ampio spazio alla qualità degli arrangiamenti e sonorità che riflettono la loro maturazione artistica. Gianni Donzelli sottolinea che i brani sono stati scritti di recente e rappresentano ciò che sono diventati oggi, la loro evoluzione. Enzo Leomporro evidenzia il modo in cui l'album è stato registrato, proprio come dice il titolo, a 432 hertz, ovvero la frequenza della terra e dell'intero universo, nota come l'accordatura aurea caldeggiata da Giuseppe Verdi. In Italia, gli Audio 2 sono i primi artisti ad incidere un album in questo modo, a livello mondiale secondi solo ai Pink Floyd con "Dark side of the moon". Questo rappresenta un messaggio di qualità, che non segue alcun tipo di tendenza, con la scelta dell'accordatura che avvalora questa decisione. Enzo Leomporro invita le persone ad ascoltare con attenzione questo nuovo disco, perché sono stati utilizzati strumenti all'avanguardia e ci si è avvalsi della collaborazione dei musicisti più quotati e importanti dell'attuale scenario internazionale. Il disco è un brano estivo dal sound internazionale che, con il suo ritmo incalzante, ben rappresenta lo stile inconfondibile del duo, da sempre impegnato nella sperimentazione sonora e testuale. Gianni Donzelli descrive il messaggio dell'album come un messaggio di passione, scritto con grande istintività e divertimento, con una parte di cervello rimasta relativamente giovane, quasi disincantata.

Le tracce nel disco "432hz" includono: "Un’onda nel bicchiere", "Libero come un aliante", "Amici per amore" (feat. Ivana Spagna), "Il disco", "Amarsi è possibile", "La venere degli dei", "Questa nostra vita", "Mediterranea sei" (feat. Enzo Gragnaniello).
Il Paragone con Lucio Battisti: Onore e Sfida
Fin dall'inizio della loro carriera, gli Audio 2 hanno dovuto confrontarsi con il paragone con Lucio Battisti, a causa della timbrica vocale di Gianni Donzelli e delle sonorità vicine al mondo del celebre cantautore. Gianni Donzelli definisce il fatto di essere accostato a Lucio Battisti un grande onore, considerando Battisti il Mozart del '900, un compositore avanguardista, una spanna sopra tutti gli altri. Spiega che nel suo caso c'è una somiglianza vocale estremamente naturale, essendosi formati negli anni '70 e avendo involontariamente percepito e subito la sua forte presenza artistica, proprio come tantissimi altri colleghi, soprattutto a livello di scrittura. Sottolinea come Lucio Battisti abbia influenzato la maggior parte dei cantautori italiani, anche quelli più blasonati, citando un'intervista a Vasco Rossi in cui dichiarò: "se Battisti non fosse esistito sicuramente non esisterei nemmeno io". Molte assonanze tipiche della sua scrittura sono presenti nelle composizioni di Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni e molti altri, e chiaramente nel caso degli Audio 2 la somiglianza vocale gioca a loro sfavore.
Enzo Leomporro ribadisce che delle critiche ne hanno sempre fatto tesoro, soprattutto di quelle costruttive, chiedendo di andare al di là della somiglianza vocale e di non fermarsi a giudicare con superficialità, perché "fa sempre più comodo non approfondire un argomento piuttosto che analizzarne i vari aspetti". Afferma che Battisti è il comune denominatore della maggior parte dei cantautori italiani, è nel DNA di tutti.
La Visione sulla Musica Contemporanea e i Talent Show
Gli Audio 2 hanno una visione critica ma costruttiva sulla musica contemporanea e il fenomeno dei talent show. Gianni Donzelli lamenta che la velocità dei tempi attuali non consente di valorizzare un talento, perché "ogni predisposizione naturale va calibrata, studiata e metabolizzata", cosa che non accade con i talent show. Afferma che "l'esposizione ha superato il concetto di qualità, di studio, di gavetta e di perseveranza", e che purtroppo mancano la passione e l'immaginazione di una volta, poiché il sistema impone di entrare in un circuito, in un vortice.
Enzo Leomporro riconosce che oggi ci sono alcune cose belle e altre meno. Esprime apprezzamento per artisti come Ultimo, Ermal Meta, i Negramaro, Tiziano Ferro, notando che sono tutti artisti che casualmente non hanno partecipato a talent show. Ammette che ci sono alcune eccezioni come Marco Mengoni, Emma Marrone, Noemi e Alessandra Amoroso, ma sostiene che la musica ha bisogno di altri spazi per valorizzare il talento dei ragazzi, soprattutto per quanto riguarda i giovani cantautori, per i quali è davvero difficile emergere.
Il Rapporto con Sanremo: "Siamo Anomali dalla Nascita"
Il rapporto degli Audio 2 con il Festival di Sanremo è stato "anomalo sin dalla nascita", come afferma Enzo Leomporro. Gianni Donzelli spiega che non si sono proposti ogni anno, e spesso si sono ritrovati in situazioni in cui non avevano un album da presentare, il che è fondamentale per partecipare a Sanremo oltre all'inedito. Enzo Leomporro aggiunge che nella loro carriera non hanno mai seguito nessun cliché. In passato, i loro discografici talvolta li hanno proposti, ma non sono mai stati selezionati. La verità, secondo Enzo, è che per andare a Sanremo non serve presentarsi con un brano, deve essere l'organizzazione ad invitarti, altrimenti è inutile. Non hanno partecipato nemmeno come autori, ed è un "non caso e nemmeno una scelta, almeno nostra", conclude ridendo, affermando di non avere nulla contro il Festival e che, se li invitassero, andrebbero.
Alcuni Brani Esemplificativi del loro Repertorio
Il testo di "Alle venti…" (presente nell'album "E=MC²") evoca immagini quotidiane e la sensazione del tempo che scorre, con un senso di attesa e di riflessione sulle piccole cose della vita: "La stazione l’orologio il treno il pendolino fretta per gli spostamenti a monte c’è sempre un inizio in ogni cosa che si fa c’è chi insegna quel che devi fare gli occhi sbarrati sul tempo futuro poche le ombre riflesse sul muro tutto giù lì a portata di mano e una musica vola E’ come un giro di lancette che si sa sovrapposte insieme ad ogni ora ma libere libere che sono le venti sono le venti sono le venti e dieci sì noi siamo quelli che vedono ancora imperterriti il telegiornale siamo contenti di rivedere i vecchi films in bianco e nero tu puoi immaginare a noi sembra normale che anche l’ago stia fermo lì a portata di mano tutto è un’incognita tremenda tutto è sempre da provare e da scoprire il rovescio la medaglia l’ago che ti punge si potrebbe anche essere insensibili nella valigia c’è sempre il profumo serve a celare l’odore che si ha ma all’occorrenza ti inventi qualcosa che non sia solo un’età è come un giro di lancette che si sa sovrapposte insieme ad ogni ora ma libere libere che sono le venti sono le venti sono le venti e dieci si noi siamo quelli che vedono ancora imperterriti il telegiornale siamo contenti di rivedere i vecchi films in bianco e nero tu puoi immaginare a noi sembra normale che anche l’ago stia fermo lì a portata di mano sono le venti sono le venti e dieci si sono le venti sono le venti e dieci si…"
Un altro brano, il cui titolo è "Tu", esplora dinamiche relazionali complesse, usando metafore legate al cibo per descrivere la personalità dell'interlocutore: "Tu sei come un quiz non scendi giù porti il muso e quando cruda sei che miseria non esagerare già un di più se fai il pianto greco non ti posso vedere quando invece cotta al punto sei t’apro dolcemente e poi ti tolgo la seta ti farei un blitz se fai così se agiti le dune come fosse moneta Ma se vuoi una sorpresa fa’ che il bimbo ti veda se s’accorge che vera con un morso ti frega Puoi tappargli il muso a quello lì puoi tentare invano d’aggirargli la vista puoi fregargli il fiuto già così spereresti in un mega show senza l’artista puoi vivacizzarlo solo tu puoi portarlo spesso a fare un viaggio in Spagna sopra i Pirenei lassù poi giù? a movimentarsi in un’aperta campagna Ma se vuoi una sorpresa fa’ che il bimbo ti veda se s’accorge che è vera con un morso ti frega se questo ti solleva puoi volare di sera ma se ciò non ti tenta fa’ che il bimbo non senta Puoi vivacizzarlo solo tu puoi portarlo spesso a fare un viaggio in Spagna sopra i Pirenei lassù poi giù a movimentarsi in un’aperta campagna Ma se vuoi una sorpresa fa’ che il bimbo ti veda se s’accorge che è vera con un morso ti frega se quesio ti solleva puoi volare di sera ma se ciò non ti tenta fa’ che il bimbo non senta".
Il pezzo "Gatto persiano" dipinge un'immagine sensuale e misteriosa, con riferimenti all'Oriente e a un fascino irresistibile: "Che meccanismo complicato di raffinate sinergie di te è tipico e ruffiano lo sguardo orientale stare coa te è un gran piacere se non per molto tu sei qui soltanto per farti morire tu gatto persiano l’odore strano che mi assale e le movenze da vestale le lenzuola rotte e attorcigliate nel letto troverai da fare giusto quanto la tua sete non di più, io non ti posso dare anche se un sole tu sei che è bello a guardare Convogli fascino stasera ho le tue unghie sulla pelle sta attenta a non esagerare il buio è totale tu anche di notte vedi chiaro non sei proprio come me si che dormo senza mai prender fiato quando è di notte i passi tuoi sono felpati come i suoi certo tu somigli un po’ a lei ecco perchè".
"Dentro a ogni cosa" è un brano più introspettivo, che invita a cogliere la profondità delle esperienze e delle emozioni, con una velata malinconia: "Mi fa piacere di rivedere costantemente te poche parole dette così fare I’amore si d’accordo son difficile ricordati che facile non sei ma che piacere all’improvviso accendo piano il tuo sorriso ruota il volante è leggero e costante c’era una casa non ricordi? Forse un po’ a destra lungo il viale I’insegna vacante andiamoci a piedi graffiandoci le mani con i rami ancora appesi Dentro a ogni cosa meglio entrarci dentro si e toccar con mano tutto è pericoloso solo quando sai che tu non hai soldi per la spesa se si è innamorati non vuol dire amore Un filo di lana sulle tue labbra levarlo con le dita prepari le mani le passi sul viso magnetici i tuoi occhi la neve poi si poserà sulle nostre più brillanti idee Ma che piacere all’improvviso tu come un libro appena letto all’ultimo rigo mi sono disperso spero che io non parli inglese e che tu sia un po’ più cortese di te sono intriso come I’acqua al cotone comunque sia con te proverò si si più di prima Dentro a ogni cosa meglio entrarci dentro si e toccar con mano tutto è pericoloso solo quando sai che tu non hai soldi per la spesa se si è innamorati non vuol dire amore si disperderà I’ultima emozione e la conserverà come una canzone E tu mi sembri viva e tu mi sembri viva viva sola in mezzo al mare lontano dalla riva e tu mi sembri viva dentro a ogni cosa e tu mi sembri viva e tu mi sembri viva viva sola in mezzo al mare lontano dalla riva dentro a ogni cosa…".
Un altro testo, che inizia con "Le ciglia sulle palpebre taglienti", è un'ode alla seduzione e all'erotismo, con immagini vivide e cariche di passione: "Le ciglia sulle palpebre taglienti Iuci intense di coralli le passi e le ripassi sulle guance mie che brividi non hanno più da fare rilasci i tuoi capelli dalla testa tua e ingombro di respiri la spiaggia i sassi il mare le comete bionde e spiccioli di idee belligeranti saluti gli indumenti che si aprono da sè per stimoli magnetici che viaggiano tra noi da soli talvolta incompatibili follie di mondi erotici piraterie di noi che si difendono Non prendi mai il consiglio che ti do le frasi deliranti si potrebbero provare per spingere e sfrenare le emozioni che prima o poi si perdono e non trovano piu un senso E no non è un motivo di più rimanendo così ripensando chissà se restassimo qui con le voci più piccole abbassandole si che di notte si può riprendersi cosi Non è che non è vero non I’avessi mai provato ci sarebbe da dire molte cose su come sia poi difficile la nostra vita ma al bando tutti quanti che somigliano un po’ a te che cercano i miracoli nella semplicità dei ruoli io ti vorrei così come tu sei e che non lo sei mai graffiante nei momenti amari Non prendi mai il consiglio che ti do le frasi deliranti si potrebbero provare per spingere e sfrenare le emozioni che prima o poi si perdono e non trovano più un senso un poslo una tangibile occasione che accenda fuochi spenti e domandarsi poi se fuori c’e tanta pioggia da usar gli ombrelli si evitano gli schizzi solo quando ti lamenti E no non è un motivo di più rimanendo così ripensando chissà se restassimo qui con le voci più piccole abbassandole su che di notte si può riprendersi così un motivo di più rimanendo così ripensando chissà se restassimo qui con le voci più piccole abbassandole si che di notte si può riprendersi così na na na na na na…".
Il brano "Se da un punto indefinito" ha un tono più riflessivo, quasi filosofico, sulla vita e sulle aspirazioni umane, con un senso di speranza e di ricerca di un significato: "Se da un punto indefinito ci sarà questa luce che irradierà si spera tutte le menti forti della sfera sarebbe un colpo ritrovare voci piu normali tu con la penna scrivi sempre in rosso sorseggi piano piano il tuo caffè potresti raddrizzare questa nave si, con un colpo da manuale viresti a prua Apri le tue mani rotola la vita fai conto che tutto adesso marcerà a rovescio salgo cento piani ed arrivo fino al K2 e ti vedo giu come le piccole formiche e ancora più in alto più su col dito puntato laggiù, si quasi infallibile quasi infallibile E tu che ti ritrovi fra le mani le diecimila per mangiare un giorno guardi dal buco di una serratura e questo il mondo che tu vedi La vita qui e più dura a noi basta che domani sia con lei e un’ora di lavoro straordinario magari passi a fare la schedina e speri che stavolta sia per te la volta buona Apri le tue mani rotola la vita fai conto che tutto adesso marcerà a rovescio salgo cento piani ed arrivo fino al K2 e vi vedo giù come le piccole formiche e ancora più in alto più su col dito puntato laggiù quasi infallibile quasi infallibile quasi infallibile quasi infallibile Apri le tue mani rotola la vita fai conto che tutto adesso marcerà a rovescio apri le tue mani…".
Il testo "Io ho te" esprime un'intensa connessione emotiva, quasi una dipendenza dall'altro, nonostante le difficoltà e le incertezze: "Io ho te tu ma che cos’hai in un momento non sei più tu ma come mai sei ancora qui Ma che cos’hai ma cosa non ho sono le stesse parole che io ancor non ti ho detto comunque vada comunque sia io non ti perdo sei qui con me noi Ma io ho te è solo un timido pretesto ma io ho te insieme noi e quando vuoi sai far morire la mia mente è un vuoto e vago senso che ma io ho ancora te e non vorrei… vorrei… é un dolce suono che io ho di te tu che te ne vai noi equidistanti da un punto blu che luce è solo per noi Ma che cos’hai ma cosa non ho non ho le mie eteree illusioni che volano in fretta comunque vada comunque sia io non ti perdo sei qui con me io con te Ma io ho te è solo un timido pretesto ma io ho te insieme noi e quando vuoi sai far morire la mia mente è un vuoto e vago senso che ma io ho ancora te e non vorrei… ma se vuoi…".
Un altro brano affronta il tema del tradimento o della gelosia con un tono quasi narrativo, ricco di dettagli e un pizzico di ironia: "E da lontano io ti ho vista che rientravi in quel portone e come un bracco ti ho seguita e trovata nell’androne Dammi tempo, dammi tempo, dammi tempo amore dammi tempo, dammi tempo amore Felicemente sei salita a festeggiare I’occasione insieme a un energumeno baffuto che sapeva di liquore Dammi tempo, dammi tempo, dammi tempo amore dammi tempo, dammi tempo amore Stasera rientrerai felice gioiosa gaia e sorridente ma non sai niente? Ho incontrato Paola tra qualche mese cambierai pettinatura che già sai Ma che cos’hai? No, questa sera no dammi un poco le tue mani cambio tempo amore mio le esigenze tue ormonali è un fuoco acceso in casa mia perchè non muoio senza di te dimmi una ragione c’è perchè dividi in due quest’amore tu dimmi cosa c’è sono sicuro non starà qui ti sbagli ancora amica mia quello che mangerà stasera è solo un sandwich D’accordo non sarà Giuseppe che pazienta sul presepe e non di certo Alain Delon a cui mostrar subito tette Dammi tempo, dammi tempo, dammi tempo amore dammi tempo, dammi tempo amore Stasera uscirà per strada a godermi Ia nottata ed ovviamente finirà in bellezza ma si! Andrà all’Honey Moon oppure al solito Holiday diro di più al ritrovo gay Dammi un poco le tue mani cambio tempo amore mio le esigenze tue ormonali è un fuoco acceso in casa mia perchè non muoio senza di te dimmi una ragione c’ è perchè dividi in due quest’amore tu dimmi cosa c’ è sono sicuro non starà qui ti sbagli ancora amica mia quello che mangerà stasera è solo un sandwich o mi farà una cena con le banane e il tè E da lontano io ti ho vista che rientravi in quel portone e come un bracco ti ho seguita e trovata nell’androne felicemenle sei salita a festeggiare I’occasione insieme a un energumeno baffuto che sapeva di liquore…".
Il pezzo "Un volo tirrenico" descrive un viaggio, fisico ed emotivo, con sensazioni di stanchezza e desiderio di pace, contrapponendo il mare Tirreno all'Adriatico: "Un volo tirrenico ci porterà su al confine britannico che vedo laggiù se sei contenta tu se sei contenta tu io non ne posso più me ne ritorno giù Il mare Adriatico mi attira di più ad inchiostro simpatico non scriverà più diro Ia verità dirà la verità non per sincerità ma per comodità II tempo vola fra il mare e I’amore a volte io mi sento un po’ giù vorrei concludere nel modo migliore sempre tu che richiudi il portone volevo dirti che già sono al di sotto e le lancette mi segnalano il rosso t’arrabbi spesso e non concludi Ie frasi e segno che che i nervi sono tesi Gli scafi marittimi approdano giù nei porti più ritmici non certo lassù buttare le ancore a serpeggiare il mare è più difficile che riportarle al sole Le notti adriatiche a volte sono chiare condizioni atmosferiche ridanno più umore col tempo un po’ migliore ragiona anche il motore si parte a cento all’ora lasciando giù I’amore II tempo vola fra il mare e I’amore a volte io mi sento un po’ giù vorrei concludere nel modo migliore sempre tu che richiudi il portone volevo dirti che già sono al di sotto e le lancette mi segnano il rosso t’arrabbi spesso e non concludi le frasi è segno che che i nervi sono tesi".
Il testo "Con le scarpe bullonate" usa metafore sportive per parlare di impegno, fatica e perseveranza, con un messaggio di speranza e un invito a non arrendersi: "Con le scarpe bullonate corri tanti metri dietro a un pallone sono tante le sudate tanta acqua da lavarti per ore una maglia di un colore da attaccarsi con il cuore una vita forse spesa dietro a un’altra situazione sono aliti di vento queste mie parole nuove sei d’accordo amico mio meglio non lasciarsi andare così hai le pietre alle calcagna altrimenti non saresti in montagna a salire questa strada non si arriva mai alla fine e le buche sono grosse quanto è grande il mio cortile non vuol dire che hai finito vedi è bello l’infinito Tu guarda il cielo blu non finisce qui e ricade giù oltre il mare si può una nuvola colorare là giusto in mezzo fra il sole e l’airone che volando se ne va! Tu sei una stella che poi si accenderà con un colpo che ci strabilierà basta averlo lì nelle gambe sai ora che c’è il vento che ti soffia dietro non mollare più La domenica è un’attesa nasce presto la mattina per voi poi si corre ad allacciare con un nodo raddoppiato le scarpe ecco cosa devi fare con i nodi della vita solo tu devi sapere come farli con le dita con un colpo ben tirato devi scioglierli in un attimo Tu guarda il cielo blu non finisce qui e ricade giù oltre il mare sì può una nuvola colorare là giusto in mezzo fra il sole e l’airone che volando se ne va! Tu sei una stella che poi si accenderà con un colpo che ci strabilierà basta averlo lì nelle gambe sai ora che c’è il vento che ti soffia dietro non mollare più".
Infine, il brano "Che lingua sei tu" ha un'atmosfera notturna e misteriosa, con riferimenti a figure iconiche come Marilyn Monroe e un senso di fascino proibito: "Che lingua sei tu e segni sempre tutto quello che ti capita si che io lo so nei tuoi fianchi chiari lune di città si la sexy Marylin sexy Marylin dietro a vetri scuri ti nascondi giù sai che cosa sei perla da rubare da portare via una goccia d’ambra che m’imprigiona ma nell’ombra ma nell’ombra Io pago in lire io pago in lire io pago in lire se tu vuoi io pago in lire io pago in lire io pago in lire se tu vuoi Occhi fari nella notte una musica fantastica sei nel silenzio delle ore ora un unico colore c’è viso pallido da sera l’acqua è vita anche per te Io pago in lire io pago in lire io pago in lire se tu vuoi io pago in lire io pago in lire io pago in lire Gira sola e va e in un altro posto presto luna calerà tu poi te ne andrai a portare luce dove non ce ne si la sexy Marylin sexy Marylin come una orientale misteriosa vai sai che cosa sei perla da rubare da portare via una goccia d’ambra che m’imprigiona ma nell’ombra ma nell’ombra Io pago in lire io pago in lire io pago in lire se tu vuoi io pago in lire io pago in lire io pago in lire Occhi fari nella notte una musica fantastica sei nel silenzio delle ore ora un unico colore c’è viso pallido da sera l’acqua è vita anche per te Io pago in lire io pago in lire io pago in lire se tu vuoi io pago in lire io pago in lire io pago in lire". Questi testi dimostrano la ricchezza poetica e la varietà tematica della produzione degli Audio 2, elementi che hanno contribuito a renderli un punto di riferimento nella musica italiana.