L'Audiolab M-DAC è un convertitore digitale-analogico (DAC) che ha riscosso un notevole successo sin dal suo lancio, diventando un punto di riferimento nel panorama dell'hi-fi. La sua reputazione si è consolidata grazie a un'eccellente combinazione di qualità sonora, versatilità e un prezzo competitivo, guadagnandosi numerosi riconoscimenti dalla stampa specializzata e dal pubblico. Questa recensione si propone di esplorare le diverse incarnazioni dell'M-DAC, le sue caratteristiche principali, le prestazioni sul campo e le opinioni degli utenti, fornendo un quadro completo delle sue capacità e del suo posizionamento nel mercato.

L'Evoluzione dell'M-DAC: Dal Classico al Mini e Plus
Audiolab, azienda con decenni di esperienza nella conversione digitale-analogico, ha saputo evolvere la sua linea M-DAC per rispondere alle diverse esigenze del mercato. Il modello originale M-DAC ha aperto la strada, definendo gli standard per i prodotti successivi.
Audiolab M-DAC+: L'Erede del Successo
Lo scorso anno, Audiolab ha proposto il suo M-DAC+ (circa 1300 euro online), riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica. Questo modello si basa saldamente sul classico M-DAC, con miglioramenti attentamente mirati in aree chiave. È un DAC audio multiuso ad alte prestazioni, progettato per essere posizionato su una scrivania, un tavolo o per essere integrato in un sistema hi-fi esistente. La designazione "+", come affermato da "What Hi-Fi?", è ampiamente giustificata dalle sue capacità.
Audiolab M-DAC Mini: La Portabilità Incontra la Qualità
La mossa di Audiolab di uscire con un modello più compatto e dal prezzo meno impegnativo, il M-DAC Mini (circa 300 sterline o 340 euro), era pressoché scontata. Come ci aspettavamo, sono davvero pochi i dispositivi che non possono essere connessi a M-DAC Mini, il che lo rende estremamente versatile. Un’altra aggiunta interessante nel Mini è l’inclusione (per la prima volta in un DAC Audiolab) di una batteria integrata. Nonostante la sua portabilità e versatilità, la costruzione di questo DAC non sempre convince, con alcuni che si aspettavano qualcosa di più robusto per il prezzo, considerando la solidità che contraddistingue molti DAC in questa fascia.
Audiolab M-DAC Nano: L'Esperienza Wireless
L’Audiolab M-DAC Nano rappresenta un'alternativa allettante, specialmente per chi desidera migliorare il suono del proprio telefono o laptop in movimento. È un'unità minuscola, veramente piccola e leggera, con un peso di soli 28 grammi. Il suo più grande vantaggio rispetto ai rivali come il Cyrus Soundkey o Audioquest Dragonfly è che la connessione con il proprio dispositivo avviene in modalità wireless, tramite Bluetooth (v4.2), eliminando la necessità di cavi extra e rendendolo notevolmente più comodo da usare. L’M-DAC Nano include una cinturina con clip in similpelle e un microfono incorporato per le chiamate in vivavoce o l'attivazione di assistenti vocali. La batteria ricaricabile integrata offre otto ore di utilizzo con una carica completa di due ore, e il DAC si spegne dopo 10 minuti di inattività per preservare l'energia. È incluso anche un pad di ricarica wireless nella confezione. Nonostante i dubbi sull'effetto del Bluetooth sulla qualità del suono, il Nano offre un suono notevolmente superiore a quello di molti dispositivi sorgente, con una presentazione solida, un netto miglioramento dei bassi e della potenza, e un buon livello di dettaglio. La performance è eccitante e divertente, paragonabile a quella del cablato Dragonfly Red di Audioquest.
Caratteristiche Tecniche e Funzionalità Chiave
L'Audiolab M-DAC è un concentrato di tecnologia e funzioni pensate per l'audiofilo moderno.
Architettura Interna e Controllo del Volume
La circuitazione dell'M-DAC è dichiarata bilanciata, con uscite analogiche XLR e RCA. Un elemento distintivo è il controllo del volume, dove Audiolab ha optato per un potenziometro Alps analogico di elevata qualità, solitamente presente in componenti hi-fi separati. Questo non è solo un impatto estetico, ma contribuisce alla precisione e alla musicalità del suono.
Ingressi e Uscite
L'M-DAC dispone di due ingressi SPDIF (coassiali e ottici) e un ingresso USB di tipo B per il collegamento al laptop. Per file ad alta risoluzione 24-bit/192kHz, è consigliabile utilizzare le connessioni ottiche o coassiali, poiché l'ingresso USB di base può essere limitato a 24-bit/96kHz (anche se con un buon cavo e un isolatore galvanico, le prestazioni USB possono migliorare significativamente, risultando comunque sensibile alle interferenze). L'ingresso coassiale sembra essere il modo più efficace per raggiungere il suono dell'M-DAC. Il DAC possiede anche un comodo DIGITAL OUT, che consente di utilizzarlo come trasporto verso un ulteriore convertitore. Le uscite bilanciate, in particolare XLR, sono un punto di forza, con l'M-DAC che dà il meglio di sé in configurazione bilanciata, come sostenuto dal progettista John Westlake.
Filtri Digitali e Personalizzazione Sonora
L'M-DAC è dotato di sette opzioni di filtro selezionabili, ciascuna con un sottile impatto sulla qualità sonora complessiva. Tra i filtri menzionati troviamo:
- Minimum Phase: per un ascolto rilassante, ottimo per il piano solo.
- Optimal Spectrum: per il miglior dettaglio e la migliore ricostruzione scenica, ideale per il jazz.
- Optimal Transient XD: per l'elettronica e un'impostazione più analitica.
- Optimal Transient DD: apprezzato da molti per il basso roccioso e una possibile morbidezza di fondo, sebbene alcuni lo trovino un po' "smargiasso".
Questi filtri, sebbene offrano sfumature, possono fare la differenza nelle lunghe sessioni di ascolto. Inizialmente, c'erano segnalazioni di filtri che funzionavano solo su USB, ma con gli aggiornamenti firmware sono stati risolti i bug, permettendo la selezione tramite ingressi COAX e TOSLINK.
Amplificatore per Cuffie Integrato
L'Audiolab M-DAC vanta un amplificatore per cuffie di ottimo livello, capace di far "tornare la voglia di ascoltare la notte in cuffia". È stato testato con diverse cuffie, inclusi modelli da 32ohm, 56ohm e persino da 300ohm come le Sennheiser HD800, senza riscontrare "clip" anche con registrazioni ad alta dinamica.
Alla scoperta del DAC: cos'è? come funziona? Come sceglierne uno adatto al nostro impianto?
Firmware e Funzioni Avanzate
Il DAC ha diverse impostazioni per la correlazione dei dati in ingresso, inclusi l'algoritmo D3E (Digital Domain Decorrelation Engine) e la funzione LSB restoration, utili con vari sistemi operativi e driver. Gli aggiornamenti firmware, come la versione beta 0.91, hanno risolto bug, aggiunto la voce Antijitter al menu e migliorato la musicalità, eliminando i "click" dovuti al riempimento e svuotamento del buffer. Il suono risulta così "maggiormente a fuoco". È prevista una versione ufficiale Audiolab e una speciale versione "Westlake" con la funzione "dimmer" per regolare l'illuminazione del display. Il menu offre numerose opzioni, tra cui regolazione di bilanciamento, bit perfect test, vari decorrelatori di bit, antijitter, attivazione volume USB, status del buffer, peak meter, mostra traccia e tempo, mostra frequenza di campionamento e impostazioni digital out.
Esperienza d'Ascolto e Qualità Sonora
L'elemento più critico di qualsiasi componente audio è la sua performance sonora. L'M-DAC ha dimostrato di eccellere in questo campo.
Un Suono Naturale e Coinvolgente
Sin dal primo contatto, l'Audiolab M-DAC suona "davvero, ma davvero bene". Offre un suono naturale, molto realistico, con attacchi e decadimenti fedeli e credibili. Anche nei passaggi complessi, riesce a uscirne in modo pulito e, soprattutto, è capace di emozionare. La ricostruzione scenica è di altissimo livello, ampia, spaziosa e coesa al tempo stesso, mettendo in primo piano le linee soliste senza che queste finiscano disunite dal resto dell'orchestrazione. Si apprezza la coesione ritmica, che permette ai brani di librarsi dolcemente nell'aria senza però rinunciare a una discreta dose di impatto.
Dettaglio, Dinamica e Impronta Timbrica
L'M-DAC è trasparente abbastanza da mostrare chiaramente i benefici di un album ad alta risoluzione ben registrato, ma non disdegna MP3 o brani in streaming. Anche uno stream Spotify a 320kbps mantiene un senso di divertimento e agilità. La capacità dell'M-DAC di estrarre dettagli intricati e di consegnare ogni elemento di una canzone in modo fluido e dinamico è sorprendente. La tensione si costruisce attraverso le corde tese, i tamburi colpiscono con impatto e precisione, e le voci raschianti hanno mordente e sottigliezza. Il DAC approfondisce il contenuto dinamico di una registrazione, offrendo una dinamica ampia e una piacevole dose di spinta ritmica. Tonalmente, le cose sono ben bilanciate, senza che nessuna parte della gamma di frequenze richieda un'attenzione eccessiva. L'impronta timbrica è dettagliata ma non fredda, ricordando le migliori realizzazioni Accuphase o il Lector Digicode 2.24 II.
Confronti con Altri DAC
L'M-DAC si è distinto in numerosi confronti:
- Il confronto con il pur notevole Arcam rDAC è assolutamente vincente.
- Andando a memoria, anche il confronto con l'M2Tech Young è perlomeno di pari livello, anche se si percepisce una maggior delicatezza di suono nell'M-DAC.
- Nei confronti tra la serie 8200 e M-DAC, quest'ultimo ha sempre prevalso, e lo stesso progettista John Westlake ha sostenuto che l'M-DAC suonasse meglio della serie 8200.
- È difficile per qualunque DAC portatile essere sullo stesso piano di "pesi massimi" come il Chord Mojo, e infatti l'Audiolab M-DAC Mini non riesce a competere, soprattutto con il Mojo, nella gestione delle dinamiche e nell'espressività musicale.

Abbinamenti e Ottimizzazioni del Sistema
Per ottenere il massimo dall'Audiolab M-DAC, è importante considerare gli abbinamenti con altri componenti del sistema audio.
L'M-DAC come Pre/DAC: Un Caso Studio con Yamaha P2500S
Un utente ha esplorato la configurazione dell'M-DAC come pre/DAC in un impianto "mid-level" con suono "hi-end". Dopo aver eliminato un pre-amplificatore Accuphase C200X e un finale Accuphase P260, l'obiettivo era trovare un pre/DAC bilanciato. L'M-DAC è stato abbinato a un finale Yamaha P2500S.
Il finale Yamaha P2500S, sebbene non al livello del P260, è considerato un "best buy" per la sua potenza adeguata in ambiente domestico, un suono non affaticante, ricco di corpo e con impronta "live", silenzioso e con consumi elettrici ridotti grazie alla doppia alimentazione. Con l'M-DAC usato come pre/DAC, il finale Yamaha è apparso migliorato sotto ogni aspetto: musicalità, precisione, scena, dinamica, avvicinandosi pericolosamente a una soluzione pre+finale+convertitore hi-end.
Il collegamento bilanciato dell'M-DAC è stato fondamentale in questo setup. L'M-DAC, in questa configurazione, approfondisce il contenuto dinamico di una registrazione. Il match con lo Yamaha P2500S è di sicura riuscita, e si parla di una soluzione "extraterrestre" perché sul nuovo non esiste una soluzione di questo livello a 1000 euro.
Considerazioni sull'USB e il Coassiale
Per quanto la USB sia di base già di buon livello, è consigliabile l'uso di un buon cavo e di un isolatore galvanico, poiché sembra essere molto sensibile alle interferenze. L'ingresso coassiale sembra essere il modo più efficace per raggiungere il suono dell'M-DAC. Con un trasporto come la TC ELECTRONIC IMPACT TWIN (scheda audio firewire con dejitter proprietario, unito al dejitter dell'M-DAC), non si sente alcuna necessità di un trasporto superiore. Il risultato combinato è eccellente. La comodità di passare da USB a COAX1 con il telecomando è un plus.

Note di Ascolto su Brani Specifici
L'M-DAC rivela la sua abilità attraverso una vasta gamma di generi musicali.
- Jan Garbarek Group - There were swallows (16/44): Per la grande capacità dinamica del brano (79db di range dinamico), è consigliato l'uso del filtro "optimal transient xd" o "Optimal Spectrum". Si apprezza la batteria ripresa dall'alto, il piano intimo e il grande senso di profondità del brano.
- Mathias Eick - The Door (16/44): Nettissima la sensazione di ripresa dall'alto. Scena iperrealistica, con gli strumenti ben posizionati. Pezzo vivace con interventi rock sul crescendo, con range dinamici anche sopra i 70db. Distinguibilissime le note di basso nel fraseggio finale. Ottimo il soffio sulla tromba.
- Keith Jarrett - Survivor's Suite (16/44): Un capolavoro registrato così bene da rendere difficile indovinare l'anno di produzione. Contrabbasso, celesta, voce di Jarrett, batteria, pianoforte, sax: tutti ingredienti che l'M-DAC sa maneggiare bene, distribuendoli con maestria e disinvoltura sul "tavolo da gioco d'ascolto".
- Jacques Loussier Trio - The best of Play Bach, Prelude N.1 (24/88): Una delle migliori registrazioni trio della Telarc su SACD, che quasi "suona da sola". Il contrabbasso è profondo e dettagliato.
- Arvo Part - Miserere (16/44): Nonostante la registrazione non eccellente e la partitura molto complessa, l'M-DAC riesce egregiamente a districarsi nel labirinto armonico e disarmonico.
- Monolake - Silence (16/44): Meraviglioso album elettronico. I suoni sembrano eventi reali che si manifestano nella stanza, con un evidente senso di equilibrio ed armonia.
- Airto Moreira, Flora Purim, Mickey Hart - DAFOS, The Dry Sands of the Desert: Con un bel DR22, questo brano è probabilmente uno dei migliori brani test per giocare con l'M-DAC, offrendo velocità ai transienti, suoni in primo piano e lontani, sensazione di parallasse, movimento e realismo.
Vantaggi e Svantaggi dell'Audiolab M-DAC
Dopo un'analisi approfondita, è possibile riassumere i punti di forza e le possibili aree di miglioramento dell'Audiolab M-DAC.
Punti di Forza (Pro)
- Rapporto Qualità/Prezzo Imbattibile: A circa 700 euro (o meno in caso di offerte), offre un preamplificatore digitale, telecomando, amplificatore per cuffie, convertitore, uscite bilanciate e un suono naturale. Con altri 300 euro circa, è possibile abbinare un finale pro per beneficiare di un suono quasi hi-end a un prezzo neppure mid-end.
- Suono Naturale e Realistico: Eccelle nella riproduzione fedele con attacchi e decadimenti credibili, capacità di emozionare e una ricostruzione scenica di altissimo livello.
- Versatilità: Compatibile con numerosi dispositivi e formati, grazie ai vari ingressi digitali (USB, coassiale, ottico) e le uscite bilanciate e sbilanciate.
- Ampio Set di Funzionalità: I filtri digitali selezionabili, l'amplificatore per cuffie integrato di qualità, e le numerose opzioni del menu personalizzabili tramite firmware (antijitter, bit perfect test, ecc.).
- Qualità Costruttiva (Modelli standard): L'M-DAC originale e il M-DAC+ sono ben costruiti, con una finitura in alluminio elegante e un display OLED nitido. La rotella del volume ponderata è piacevole da usare.
- Portabilità (Modelli Mini e Nano): M-DAC Mini offre una batteria integrata per l'uso in mobilità, mentre M-DAC Nano spicca per la connettività wireless Bluetooth e la ricarica wireless, ideale per telefono o laptop.
Aree di Miglioramento (Contro)
- Alimentazione Migliorabile: L'alimentazione di base potrebbe essere un punto debole per chi cerca la massima ottimizzazione, suggerendo che interventi esterni potrebbero migliorare ulteriormente le prestazioni.
- Sensibilità USB: L'ingresso USB necessita di alcuni accorgimenti (cavo di buona qualità, isolatore galvanico) per dare il massimo, ed è sensibile alle interferenze. Inoltre, il limite di 24-bit/96kHz sull'USB in alcuni modelli potrebbe essere una restrizione per chi desidera il massimo della risoluzione via USB.
- Bug di Gioventù (risolti con firmware): Inizialmente, alcuni bug (come il funzionamento dei filtri solo su USB o i "click" audio) richiedevano aggiornamenti firmware per essere risolti. Sebbene siano stati corretti, la necessità di questi aggiornamenti indica un prodotto in evoluzione.
- Costruzione (M-DAC Mini): La costruzione del M-DAC Mini non sempre sembra all'altezza del prezzo, specialmente se confrontata con la solidità di altri DAC nella stessa fascia.
- Differenze con Hi-End Puristico: Rispetto a elettroniche di maggior livello e costo, l'M-DAC potrebbe mancare di un po' di velocità e precisione estreme, di una maggiore ricchezza di armoniche o di una certa raffinatezza sul medio alto.
- Durata Batteria (M-DAC Nano): La durata della batteria del Nano, pur essendo sufficiente per l'uso quotidiano, potrebbe essere migliore per sessioni prolungate.
Alla scoperta del DAC: cos'è? come funziona? Come sceglierne uno adatto al nostro impianto?
Considerazioni Finali
L'Audiolab M-DAC, nelle sue varie incarnazioni, si conferma un prodotto di riferimento nel suo segmento. Dalla versione originale che ha stabilito un nuovo standard, al più compatto M-DAC Mini e al wireless M-DAC Nano, Audiolab ha dimostrato la sua capacità di innovare mantenendo un elevato standard di qualità sonora. La sua versatilità, le numerose funzionalità e la sua capacità di emozionare lo rendono una scelta eccellente per un'ampia platea di audiofili, dal neofita al più esperto. Nonostante qualche piccolo appunto, il rapporto qualità/prezzo rimane un punto di forza insuperabile, rendendolo una soluzione estremamente valida per chi cerca un suono hi-end senza dover sostenere costi proibitivi.