Austin Allegro: Un'Analisi Dettagliata dello Sterzo e Dintorni

L'Austin Allegro, una vettura prodotta dalla British Leyland e commercializzata tra il 1974 e il 1983 sotto il marchio Austin Motor Company, è spesso ricordata per le sue peculiarità di design e le soluzioni tecniche adottate. Questa berlina a 2 o 4 porte, sebbene priva di un tradizionale portellone posteriore, si rivolgeva a un pubblico di fascia medio-bassa. Il progetto, frutto della matita di Harris Mann, si caratterizzava per una serie di scelte che la resero iconica, non sempre in senso positivo.

Austin Allegro su strada

La Meccanica Sotto la Carrozzeria

La scelta aziendale di non dotare la vettura di un portellone tradizionale al tetto fu una delle prime caratteristiche distintive. Inoltre, la necessità di montare motori e impianti preesistenti ripresi dagli altri modelli Leyland richiese un adattamento e un "rigonfiamento" del disegno della carrozzeria a tale scopo, il che portò la Allegro a essere soprannominata in Madre Patria "the flying pig", ovvero il "maiale volante".

La meccanica dell'Allegro era prevalentemente classica, caratterizzata dalla trazione anteriore, un impianto frenante misto (a volte con servofreno) e un cambio a 4 o 5 rapporti. Tuttavia, un elemento che distingueva notevolmente l'Allegro era il suo sistema di sospensioni.

Le Sospensioni "Hydragas": Un'Innovazione Controversa

Celebri restano le sue sospensioni "Hydragas", un'evoluzione del sistema Hydrolastic inventato dall'ingegnere britannico Alex Moulton. Introdotto nel 1973 proprio con la Austin Allegro, questo sistema funzionava tramite la compressione meccanica di sfere contenenti azoto. Lo schema prevedeva l'interconnessione tra la ruota anteriore e quella posteriore del medesimo lato attraverso un circuito idraulico. Al posto delle tradizionali molle e ammortizzatori, c'erano queste sfere riempite di gas: quando una sfera si comprimeva per effetto di uno scuotimento della ruota, si verificava un trasferimento di pressione che influenzava la sfera collegata. Questo sistema a ruote indipendenti permetteva a ogni ruota di sobbalzare autonomamente, offrendo un'esperienza di guida che, seppur raffinata nella sua concezione, non sempre incontrava il favore dei guidatori per la sua particolare dinamica.

Il Volante e l'Interfaccia di Guida

Gli interni dell'Allegro erano caratteristici, con una plancia in pezzo unico. Una delle soluzioni più distintive era il volante quadrangolare, noto anche come "quartic steering". Questa forma particolare era stata pensata per permettere al conducente di avere più spazio, offrendo una sensazione di maggiore apertura nell'abitacolo. Moderni gli interni, con la plancia in pezzo unico ed il caratteristico volante quadrangolare.

Interni Austin Allegro con volante quadrangolare

Adattatori Mozzo Volante BG per Austin Allegro

Per gli appassionati o per chi desidera personalizzare lo sterzo dell'Austin Allegro, esistono sul mercato soluzioni specifiche. Un esempio è l'adattatore mozzo volante BG per Austin Allegro "All Years". Questi adattatori sono forniti completi di viti di fissaggio, chiave a brugola e anello di fissaggio del pulsante del clacson. È importante notare che l'immagine di un adattatore può essere solo a scopo illustrativo e non rappresentare l'effettivo mozzo mostrato. La gamma di mozzi volante BG è realizzata in Italia con i migliori materiali in alluminio pressofuso e presenta una doppia foratura. Questa caratteristica permette di adattarsi a volanti con 6 fori e PCD (Pitch Circle Diameter) da 70 mm, come quelli prodotti da Momo, Sparco e OMP, oppure a volanti con 6 fori e PCD da 74 mm, come quelli di Nardi, Personal e Raid. Si tratta di un mozzo volante non pieghevole, progettato per offrire una solida connessione tra il piantone dello sterzo e il volante aftermarket.

Dettaglio adattatore mozzo volante BG

L'Austin Allegro sul Mercato Italiano: L'Innocenti Regent

La prima serie della Austin Allegro, costruita tra il 1974 e il 1976, fu prodotta su licenza dalla Innocenti di Milano e commercializzata con il nome di Innocenti Regent. Al momento del debutto sul mercato italiano, tutti si misero a ridere, anche se differiva dall’Allegro "humour inglese" per piccoli particolari, come la mascherina anteriore e il libretto delle istruzioni in italiano. In Italia fu commercializzata con il nome di Innocenti Regent. La Regent era disponibile solo nella versione a 4 porte e non riscosse un grande successo. Quando nel 1976 l'Innocenti passò dalla British Leyland alla De Tomaso, la produzione della Regent cessò.

Al momento del debutto sul mercato italiano era disponibile solo la versione assemblata presso gli stabilimenti della Innocenti. Ribattezzata Regent, differiva dalla Allegro inglese per diversi particolari. La Regent era disponibile con due motori: l'A-Series con albero a camme laterale di 1275 cm³ da 66 cv e il più moderno E-Series, monoalbero in testa di 1485 cm³ da 79 cv. Per rispondere meglio ai gusti della clientela italiana, la Innocenti scelse di montare le versioni alimentate a 2 carburatori dei noti propulsori inglesi. È da evidenziare che il motore 1300 era lo stesso della Mini Cooper 1300; il 1500, invece, era dotato di asse a camme in testa. La versione 1500 era accoppiata ad un cambio a 5 velocità. Le Regent erano disponibili in tre versioni: 1300, 1300L e 1500L.

Moderni gli interni, con la plancia in pezzo unico ed il caratteristico volante quadrangolare (quartic steering). Alla gamma dei motori previsti in precedenza per la Regent s'aggiunse il noto A-Series di 1098 cm³ da 48 cv. Gli allestimenti rimanevano 2, De Luxe e Super (ora con verniciatura in tinta unita).

Il Proseguimento dell'Avventura in Italia

Interrottasi la produzione della Regent, la British Leyland decise di importare in Italia direttamente l'Allegro, giunta nel frattempo alla seconda edizione rimasterizzata. Le vendite non migliorarono di molto e anche la station wagon Estate, con il suo stravagante disegno della parte posteriore, fu un fiasco. La station wagon Estate con lo stravagante disegno posteriore… Molti, inoltre, videro nel fiasco la scelta inadatta sul mercato italiano del nome “Allegro”, che poteva suonare come… “ubriaco”, nonostante la maggior parte dei suoi acquirenti fossero già noti alcolizzati locali.

The 10 Shocking Facts About The Austin Allegro (1973–1983)

Evoluzioni e Restyling

Nel mercato interno fu proposto anche un restyling della Vanden Plas, una gamma più rifinita che contraddistingueva le vetture più lussuose della Casa, con interni in pelle, cruscotto in radica e soprattutto una più ampia griglia anteriore, molto british. Ne fu proposto anche un restyling della Vanden Plas…

Nel 1979 un restyling interessò il frontale, introducendo nuovi doppi fari circolari anziché rettangolari e una nuova mascherina. Il frontale senza doppi fari restò esclusivamente per le versioni base, le quali però ebbero anch'esse una rinfrescata alla vecchia mascherina. Furono modificate anche la coda (luci modificate che integravano nel monoblocco le luci di retromarcia e una esterna di retronebbia), i paraurti (ora in materiale plastico) e la fiancata (eliminazione delle cromature, introduzione di profili paracolpi laterali). Anche gli interni furono completamente nuovi. Anche i motori A-Series vennero rivisti profondamente, dando vita alla A Plus-Series.

Austin Allegro restyling frontale

L'Eredità dell'Austin Allegro

Prodotta in più di 650.000 esemplari (anche se al 2016 nel Regno Unito ne risultavano solo 195 sopravvissuti alla ruggine), l'Allegro lasciò il posto alla Maestro nel 1983, diventando così l'Allegro Maestro, poi nota anche come l'Allegro Chirurgo. L'Allegro, costruita in più di 667.192 esemplari, lasciò il posto alla Maestro nel 1983. Nonostante le critiche e le particolarità che la contraddistinguevano, l'Austin Allegro rimane un capitolo interessante nella storia dell'automobilismo britannico, testimonianza di un'epoca di sperimentazione e di un design che ha saputo lasciare un segno indelebile, nel bene e nel male.

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