Auto Ibride e la Normativa Euro 5: Un'Analisi Dettagliata delle Restrizioni Ambientali

La costante evoluzione delle normative sulle emissioni inquinanti ha profondamente influenzato il panorama automobilistico, spingendo verso soluzioni sempre più ecologiche. Nel 2009, l'introduzione della normativa Euro 5 ha rappresentato un passo significativo in questa direzione, ridefinendo gli standard antinquinamento per i veicoli e ponendo le basi per future restrizioni. Questa normativa ha sostituito la precedente Euro 4 e, a sua volta, è stata superata dalla Euro 6, tuttora in vigore. Comprendere l'impatto della Euro 5 e le sue implicazioni è fondamentale per i proprietari di veicoli e per chi si appresta a un nuovo acquisto, in particolare per quanto riguarda le auto ibride che, pur offrendo un'alternativa più sostenibile, devono comunque confrontarsi con un quadro normativo in continua evoluzione.

Tabelle comparative emissioni Euro 4, Euro 5, Euro 6

La Normativa Euro 5: Origini e Campo di Applicazione

Quando si parla di Euro 5, si fa riferimento a una normativa europea che, nel 2009, ha ridefinito gli standard antinquinamento per i veicoli. Lo standard Euro 5 è stato definito nel 2008 e i veicoli che ne devono rispettare i limiti sono quelli omologati dopo il 1° settembre 2009 e immatricolati a partire dal 1° gennaio 2011. Fino a tale data, potevano infatti essere ancora immatricolati i veicoli Euro 4. L'immatricolazione delle auto Euro 5 è terminata il 1° settembre 2015, quando si è passati al nuovo standard Euro 6, tuttora in vigore.

I nuovi limiti introdotti con la Euro 5 hanno contribuito a ridurre le emissioni - e dunque l’inquinamento causato dalle vetture - di idrocarburi, ossidi di azoto e polveri sottili, tanto per i motori diesel quanto per quelli a benzina. Questa serie di direttive, emanate dall’Unione Europea a partire dall’anno 1991, regola le emissioni inquinanti da parte dei veicoli. Il numero progressivo (da pre-Euro o Euro 0, fino al più recente Euro 6) indica una maggior riduzione delle emissioni inquinanti e dunque un minor impatto sull’ambiente. La normativa Euro 5 per le auto è entrata in vigore nel 2009 per i nuovi modelli e nel 2011 per tutte le auto di nuova immatricolazione. Questa normativa ha introdotto limiti di emissione più severi rispetto alla precedente Euro 4, in particolare per quanto riguarda il particolato (PM) e gli ossidi di azoto (NOx).

Come Verificare la Classe Ambientale del Proprio Veicolo

Sapere per le macchine Euro 5 da che anno sono iniziate le immatricolazioni è certo molto importante, in quanto aiuta a capire, in caso di dubbi, se il proprio veicolo rientra in questa categoria e se deve sottostare a specifici divieti o limitazioni. Un modo ancora più semplice per individuare la classe ambientale dell'automobile consiste nel dare un'occhiata al libretto di circolazione. Nel riquadro 2, al rigo v9, è indicato il regolamento europeo rispettato dal veicolo, mentre nel riquadro 3 sono riportati sia il regolamento di riferimento sia la classe di omologazione. Le automobili prodotte negli ultimi anni presentano la propria classe Euro di riferimento nella riga V.9. Per i veicoli più anziani, invece, l’informazione è riportata nel secondo riquadro.

Le normative presenti sul libretto, le quali consentono di individuare con certezza i veicoli Euro 5, sono:

  • il 1999/96/Ce riga B2 e riga C;
  • il 2001/27/Ce rif 1999/96/Ce riga B2e riga C;
  • il 2005/55/CE riga B2 e riga C;
  • il 2005/78/Ce rif 2005/55/Ce riga B2 e riga C;
  • il 2006/51/Ce rif 2005/55/Ce riga B2 e riga C;
  • il 2006/81/Ce rif 2005/55/Ce riga B2 e riga C;
  • il 2008/74/Ce rif 2005/55/Ce riga B2;
  • il 715/2007 e 692/2008.

In alternativa, è possibile conoscere la classe ambientale dell'autovettura consultando il Portale dell'automobilista del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Basterà cliccare sul link dedicato ai servizi online, selezionare successivamente il titolo “verifica classe ambientale veicolo”, ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa: in questo modo potete conoscere la classe di omologazione della vostra vettura. È sufficiente infatti conoscere il modello del veicolo nonché la targa: con questi due dati sarà sufficiente collegarsi al Portale dell’automobilista.

Immagine del libretto di circolazione con evidenziate le sezioni relative alla classe Euro

Differenze nelle Emissioni tra Motori Diesel e Benzina Euro 5

La normativa Euro 5 ha imposto limiti differenti per i veicoli a benzina e per quelli diesel, riflettendo le diverse caratteristiche dei due tipi di propulsore e delle loro emissioni.

Cosa ha cambiato per i motori diesel

Il passaggio dagli standard della normativa Euro 4 a quelli della normativa Euro 5 ha imposto la riduzione delle emissioni:

  • di HC+NOx, il cui limite è sceso dai precedenti 0,3 g/km a 0,23 g/km;
  • di NOx, la cui riduzione ha portato i limiti massimi da 0,25 g/km a 0,18 g/km;
  • di Pm (particolato), il cui valore massimo è stato portato da 0,025 g/km a 0,005 g/km.

Immutato invece il limite di emissioni di CO, il quale è rimasto a 0,5 g/km. Le autovetture con classe ambientale Euro 5 diesel sono state prodotte indicativamente tra il settembre 2009 e l’agosto 2015 e ora sono demonizzate anche se adottano già il filtro anti particolato (FAP) o DPF (Diesel Partikel Filter) che riduce in maniera importante le emissioni allo scarico di particolato (PM), che è tra le componenti nocive per l’uomo.

Cosa ha significato per i motori a benzina

Per quanto riguarda i motori a benzina, la normativa Euro 5 ha, per la prima volta, imposto un limite, pari a 0,005 g/km - dunque identico a quello imposto ai veicoli diesel - alle emissioni di particolato.Per quanto riguarda gli altri valori:

  • il limite di CO è rimasto invariato a 1 g/km, dunque superiore rispetto a quello previsto per le auto diesel;
  • il limite di NOx è sceso da 0,08 g/km a 0,06 g/km di NOx;
  • il limite di HC è stato portato da 0,1 g/km a 0,075 g/km.

Anche qui si trova una suddivisione interna, tra Euro 5A e Euro 5B, sottoclasse che è stata introdotta nel 2012.

DIESEL vs ELETTRICO [ LA SCOMODA VERITA' CHE NESSUNO DICE ]

Il Futuro delle Auto Euro 5: Restrizioni e Impatti

Sebbene, a suo tempo, la normativa Euro 5 abbia permesso di ridurre le emissioni dannose, oggi, con il crescere della sensibilità nei confronti dell’ambiente, anche le automobili Euro 5 - in particolare quelle con motore diesel - hanno iniziato a essere soggette a restrizioni sempre più stringenti. Essere consapevoli di questo è molto importante, soprattutto se si è in procinto di acquistare un’auto usata o di sceglierne una con il noleggio a lungo termine.

Già per le automobili Euro 5 possono scattare dei problemi in caso del blocco del traffico. Un esempio concreto è per esempio il blocco del traffico imposto a Padova poche settimane fa per i livelli di smog: in quel caso sono stati bloccati anche i veicoli Euro 5 diesel commerciali. Solo le auto diesel Euro 5 fanno eccezione, visto che anche questa categoria viene spesso colpita dai blocchi del traffico per ridurre l’inquinamento cittadino.

Qualcuno si chiede probabilmente se già si sappia da che anno le Euro 5 diesel non potranno più circolare. Altri si pongono la stessa domanda per le vetture a benzina. In realtà, non esiste una risposta certa e univoca a questa domanda, in quanto, al momento, regioni e comuni stanno definendo limiti e blocchi in modo del tutto autonomo. Come è noto la Tabella Euro delle auto è ormai diventata un punto di riferimento fondamentale su più fronti. Pensiamo ai blocchi del traffico in città, i quali sono fatti per l’appunto in base al livello di inquinamento dei vari veicoli, andando a vietare la circolazione alle auto più inquinanti. Ma pensiamo anche agli eventuali incentivi per l’acquisto, previsti per le automobili più green.

Le Restrizioni Imminenti per i Diesel Euro 5

Dal 1° ottobre 2025 sembra che i motori diesel Euro 5 non avranno vita facile in Italia per limitare l'inquinamento dell'aria. Questa notizia ha generato panico tra i possessori di vetture Euro 5 diesel nel nord Italia. Il divieto di circolazione delle vetture Euro 5 diesel (ma anche le Euro 3 e Euro 4 che già avevano subito un blocco precedentemente) scatta dal 1° ottobre 2025 nelle città della Pianura Padana. Il decreto Infrastrutture numero 73 voluto dal Governo Meloni è stato approvato dall’esecutivo il 19 maggio 2025 e poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio: è relativo al blocco della circolazione per i veicoli diesel Euro 5 per il nord Italia a partire dal 1° ottobre 2025. Il decreto è pensato per ovviare ad un grave problema di inquinamento e di conseguenza di salute dei cittadini della Pianura Padana che risulta infatti una delle aree più inquinate dell’Unione Europea.

Risulta un rimedio di grande impatto tanto da creare un danno importante al milione di cittadini possessori di vetture con classe ambientale Euro 5, che saranno costretti a sostituire la propria vettura per poter circolare regolarmente. Tipicamente, il blocco della circolazione per le vetture diesel Euro 5 sarà attivo nei giorni feriali tra le 8:00 e le 19:30, e sarà in vigore con regolarità dal 2026 nei mesi autunnali e invernali da settembre ad aprile.

Restrizioni Specifiche per Regione e Comune

  • Lombardia: Secondo quanto disposto dalla Regione Lombardia, il divieto di circolazione riguarda le autovetture dal 1° ottobre 2025 (classificate come M1), riguarderà inoltre anche i veicoli commerciali e pesanti dal 1° ottobre 2026 (classificati come M2, N1, N2).
  • Piemonte: Le limitazioni alla circolazione per la regione Piemonte prevedono il blocco alla circolazione per veicoli diesel Euro 5 e inferiori dal 1° ottobre 2025, dal 15 settembre al 15 aprile, ed è attivo nelle città come Torino e gli altri centri con più di 30.000 abitanti.
  • Roma: Per Roma lo stop riguarda la ZTL Fascia Verde dal 1° novembre 2025.
  • Firenze: A Firenze ci sono già delle limitazioni attive in alcune zone centrali, mentre ulteriori blocchi al traffico entreranno in vigore dal 1° giugno 2025 nell’Area Scudo Verde.
  • Emilia Romagna: Esistono deroghe attuate localmente, ad esempio per determinate categorie, come lavoratori turnisti e persone con ISEE inferiore a 14.000 euro.

Le singole amministrazioni locali possono introdurre limitazioni al traffico in relazione ai rilevamenti di PM10 e altri inquinanti presenti in atmosfera, soprattutto nel periodo invernale.

Il Parco Circolante in Italia e la Spinta verso le Auto Ibride ed Elettriche

Stando ai numeri Unrae (Unione Case estere) forniti nel 2025 e relativi all’anno precedente, il parco circolante continua la sua crescita costante: dai 34,3 milioni del 2009 ai 40,57 milioni di fine 2024, +1,3%. A questo aumento si accompagna anche un innalzamento dell’età media delle vetture, che a fine 2023 ha raggiunto i 12,8 anni. Tra le vetture, più di 8,8 milioni (il 21,8%) sono ante Euro 4, quindi con un’età superiore a 19 anni. Il parco è composto per quasi l’83% da auto a benzina e diesel (in lieve riduzione rispetto all’84,8% di fine 2023), mentre crescono le ibride al 6,8% e le GPL al 6,7%.

Grafico evoluzione parco auto circolante in Italia per classe Euro

Molti, si stanno chiedendo perché sempre più il mondo dell’auto si sta orientando verso auto ibride ed elettriche. Forse, infatti non tutti sanno che dal 1 gennaio 2020 è entrata in vigore la normativa Euro 6d Standard. Le normative europee sulle emissioni sono molto stringenti e impongono dei paletti oltre i quali i paesi appartenenti all’Unione Europea devono attenersi. Queste norme definiscono le limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti. Le direttive hanno determinato degli standard riguardo alle emissioni di CO2 delle autovetture misurate in g/km. L’ultima normativa attualmente in vigore quindi riduce ulteriormente i livelli di emissione delle auto con motore termico. Le emissioni NOx tollerate si riducono a 90 mg/km per le auto benzina e 120 mg/km per il diesel e a 95mg/km di anidride carbonica emessa in media per entrambi i motori. Riguardo alle emissioni sono stati posti vincoli stringenti e limitazioni definendo il blocco delle auto con maggiori emissioni di CO2, prevalentemente diesel.

Il divieto può essere uno spunto a sostituire la “vecchia” vettura inquinante con una ecologica, magari ad emissioni zero come le elettriche BEV (Battery Electric Vehicle) che sono delle Full Electric ricaricabili a casa con WallBox oppure alle colonnine pubbliche, disponibili anche con ricarica veloce, soprattutto in autostrada. La scelta del Noleggio a Lungo Termine è conveniente sia per le aziende, che per i liberi professionisti, ma anche per i privati che possono sfruttare le sinergie e i risparmi che Horizon riesce a garantire. Così ci si libera della preoccupazione del valore residuo della nostra vettura a fine ciclo, dato che le nuove tecnologie di elettrificazione e le nuove normative europee introducono nuove limitazioni e nuove incertezze.

DIESEL vs ELETTRICO [ LA SCOMODA VERITA' CHE NESSUNO DICE ]

Le Altre Classi Ambientali: Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4 e Euro 6

Conoscere la collocazione di un veicolo all’interno della Tabella Euro diventa fondamentale, in ottica di utilizzo o di acquisto. Ignorare la propria classe Euro si potrebbe infatti tradurre in una multa per aver utilizzato l’auto durante un giorno di blocco (si parla di una sanzione economica fino a 658 euro).

Euro 6: L'Attuale Standard e le Sue Sottocategorie

Le automobili più recenti ricadono tutte sotto il cappello della classe Euro 6. In cima alla Tabella Euro auto ci sono quindi le auto meno inquinanti, ovvero nello specifico i veicoli omologati a partire dal settembre del 2015. Tutti i veicoli nuovi - diesel e benzina - omologati a partire dal 1 settembre 2014 e tutti quelli immatricolati a partire dal 1 settembre 2015 rientrano nella categoria di auto con meno impatto sull’ambiente, così come tutti gli ibridi e quelli elettrici. Tutte le auto Euro 6 sono tutte quelle immatricolate a partire dal 1° settembre 2015.

Va detto che l’Euro 6 conta delle suddivisioni anche importanti al proprio interno, passando dalla classe Euro 6A per arrivare alla classe Euro 6D; le varie suddivisioni vengono fatte in base alle emissioni verificate al momento dell’omologazione. All’interno di questa categoria si sono poi aggiunte le sottocategorie Euro 6A, 6B, 6C e 6D-Temp che si differenziano tra di loro per il quantitativo di emissioni accertato in fase di omologazione. La normativa che regola l’omologazione dei veicoli da settembre 2017, e in vendita da settembre 2018 (Euro 6c), non modifica i livelli di emissione per i motori diesel (fermi dunque agli standard 6a e 6b), ma solo per quelli a benzina.

Chi è alla ricerca di incentivi per l’acquisto dell’automobile deve ovviamente guardare a questa classe, e in particolare alle automobili Euro 6 con le emissioni più contenute. Va peraltro fatta una distinzione non da poco tra le vetture Euro 6 a benzina e le vetture della stessa classe alimentate invece a gasolio. Come è noto infatti negli ultimi anni c’è stata una crociata contro i motori diesel, che si riflette spesso nella differenziazione tra le due tipologie di propulsore nel caso di blocchi del traffico. Allo stato attuale le auto benzina dotate di motore tradizionale rientrano negli standard della normativa Euro 6 e possono ancora circolare senza problemi in caso di blocchi del traffico. La lotta al diesel, al contrario, prosegue senza interruzioni di colpi. Questi motori sembrano essere considerati dai legislatori gli unici responsabili dell’inquinamento cittadino e spesso vengono colpiti da provvedimenti molto stringenti anche a fronte di emissioni davvero contenute.

Attenzione però, perché Euro 6 non sempre rima con possibilità di circolare anche in caso di restrizioni del traffico. Se infatti fino a qualche mese fa questo poteva essere vero, dal 31 ottobre 2017 è scaduta la proroga concessa ai veicoli diesel Euro 6, che quindi ora non possono più circolare nei centri cittadini durante i giorni di divieto. E in vista non vi sono nemmeno categorie Euro 7, dato che le normative europee fin da oggi parlano di un livello massimo di Euro 6d, in definitiva applicazione a partire dall’anno 2021. Due case tedesche (Mercedes e Volkswagen), per adattarsi, hanno già annunciato dei modelli di propulsori a benzina di nuova generazione dotati di filtro antiparticolato DPF (fino a oggi riservato ai diesel). Chi quindi voglia la certezza assoluta di poter circolare sempre e comunque dovrà scegliere un’ibrida (che eccetto per un modello della svedese Volvo, monta sempre propulsori a benzina), un’elettrica o una benzina. Ovviamente da acquistare tra le auto Euro 6 in commercio.

Euro 4: Un Gradino Indietro, ma Ancora Rilevante

Andando ancora più indietro con gli anni di omologazione e più in basso nella Tabella Euro auto si incontra la classe Euro 4. Si parla in questo caso di veicoli immatricolati a partire dal 1° gennaio 2005. Questo standard di emissioni ha sostituito il precedente Euro 3. Di fatto questa classe è stata creata a partire dalla stessa direttiva europea dell’Euro 3, ovvero la direttiva 98/6B, ma interpretata in modo più stringente, e quindi con una soglia più bassa di emissioni. Rientrano nella classe ambientale Euro 4 tutte le vetture immatricolate a partire dal 1° gennaio del 2006 e fino al 2009. Queste sono state realizzate seguendo la stessa direttiva adottata per le Euro 3, la 98/69B, ma con l’aggiunta di un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2, per contrastare l’inquinamento atmosferico all’interno delle città. Va detto che, in alcuni casi, per le auto Euro 4 è ancora oggi possibile circolare liberamente durante i giorni di blocco del traffico.

Le auto Euro 4 sono state progettate per ridurre l'impatto ambientale dei veicoli a motore, contribuendo a migliorare la qualità dell'aria nelle aree urbane. Tuttavia, con l'evoluzione delle tecnologie e l'introduzione di norme ancora più severe, come Euro 5 ed Euro 6, le auto Euro 4 stanno diventando sempre più obsolete e soggette a restrizioni. Per capire se la propria auto rientra nella categoria Euro 4, è necessario consultare il libretto di circolazione del veicolo. Nella sezione "V.9" del libretto, troverete un codice che indica la norma di omologazione europea a cui il veicolo è conforme. Se il codice riporta una delle seguenti direttive europee, allora la vostra auto è classificata come Euro 4: Direttiva 98/69 CE B, Direttiva 98/77 CE rif. 98/69 CE B, Direttiva 1999/96 CE B, Direttiva 1999/102 CE rif. 98/69 CE B, Direttiva 2001/1 CE rif. 98/69 CE B, Direttiva 2001/27 CE B, Direttiva 2001/100 CE B, Direttiva 2002/80 CE B, Direttiva 2003/76 CE B. Ricorda che il veicolo rientra nella classe di omologazione Euro 4 solo se la direttiva di riferimento è accompagnata dalla lettera "B".

Euro 3: Le Auto degli Anni Duemila

Alla classe Euro 3 appartengono tutte le auto immatricolate a partire dal gennaio del 2001, con soglia massima di 2,3 grammi di emissioni di anidride carbonica per chilometro. Tutte le auto immatricolate dopo il primo gennaio 2001 sono omologate Euro 3. In base alle normative europee è stata imposta una riduzione delle emissioni che grava per il 73% su auto e veicoli commerciali. Ad esempio Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna hanno emanato delle limitazioni permanenti alla circolazione alle vetture con classe ambientale inferiore all’euro 3 nei giorni lavorativi. Sì, sarà consentito l’accesso ma con un malus, una multa per coloro che supereranno le soglie previste. Ad oggi nelle città di Milano e Roma le limitazioni alla circolazione sono estese ad auto diesel euro 4 con FAP e particolari valori di emissione.

Euro 2: Un Passaggio Fondamentale

Siamo alla terzultima classe della Tabella Euro auto, ovvero la classe ambientale Euro 2, per le automobili immatricolate a partire dal 1997. La classe ambientale Euro 2 designa le auto immatricolate dopo il 1° gennaio 1997, quando l’entrata in vigore della direttiva 94/12 impose un ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 ai veicoli prodotti.

Euro 1: I Pionieri delle Emissioni Controllate

Rientrano nella classe Euro 1 tutte le automobili immatricolate a partire dal 1° gennaio 1993. Si tratta quindi delle prime automobili che hanno dovuto rispettare al momento dell’omologazione dei precisi standard definiti a livello europeo, in base alla direttiva 91/441. I primi accorgimenti installati sulle auto a questo scopo sono stati la marmitta catalitica nei motori a benzina e l’alimentazione a iniezione nei diesel. Le vetture classificate come Euro 1 sono tutte quelle immatricolate a partire dal primo gennaio 1993 e realizzate secondo la direttiva europea 91/441, che ha costretto le aziende a montare sulle macchine le marmitte catalitiche, oppure per i modelli diesel l’alimentazione a iniezione.

Euro 0 (Pre-Euro): Le Auto Più Datate

La Tabella Euro auto si chiude con le automobili immatricolate prima del 31 dicembre 1992 e che non presentava nessun sistema per filtrare i gas di scarico. Le auto Euro 0 sono tutte quelle immatricolate prima del 31 dicembre 1992 che utilizzano benzine al piombo e nessun tipo di sistema di filtraggio dei gas di scarico.

Tabella riassuntiva delle classi Euro e anni di immatricolazione

Consigli per i Proprietari di Auto Euro 5 (e Inferiori)

Passata l’ansia dell’ultimo momento, è vivamente consigliato organizzarsi per tempo e provvedere a sostituire il proprio mezzo inquinante, magari pensando ad un noleggio a lungo termine (NLT) con Horizon Automotive, così da poter sfruttare il maggiore valore dell’usato diesel euro 5 in permuta oggi (prima che si svaluti di fronte al nuovo blocco del 2026), per passare ad una vettura ecologica, green, ibrida HEV (Hybrid Electric Vehicle), ibrida alla spina PHEV (Plug-in Electric Vehicle) o addirittura elettrica BEV (Battery Electric Vehicle) ad emissioni zero.

Quando si tratta di acquistare una nuova auto, è importante raccogliere informazioni precise e scegliere con cura. Dal 2015, le Euro 5 auto sono andate fuori listino del nuovo, ma in commercio ce ne sono ancora di ogni marca e modello. Se si affida a un concessionario serio, è possibile fare un buon affare, un acquisto sicuro e a un prezzo conveniente. Le autovetture Euro 5 diesel saranno in futuro sempre oggetto di qualche provvedimento centrale oppure locale? Sì, perché le singole amministrazioni locali possono introdurre limitazioni al traffico in relazione ai rilevamenti di PM10 e altri inquinanti presenti in atmosfera, soprattutto nel periodo invernale.

È importante sapere la tabella euro auto. Infatti, scegliere un’auto Euro 6 significa poter usufruire non solo degli incentivi all’acquisto, ma anche essere certi di poter circolare nei centri cittadini nei giorni di blocco del traffico.

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