Comprendere le origini del marchio Toyota è essenziale per apprezzare il suo ruolo profondo nell'industria automobilistica mondiale. Dalla seconda metà degli anni '30 fino ai giorni nostri, la Toyota ha collezionato non pochi successi e si annovera tra le case automobilistiche più longeve, affermandosi come una potenza leader a livello globale grazie ai milioni di veicoli prodotti e all'espansione della sua presenza internazionale.

Le Radici e i Primi Passi: Dalla Tessitura all'Automobile
La Toyota Motor Corporation (トヨタ自動車株式会社?, Toyota Jidōsha Kabushikigaisha, TMC) è una multinazionale giapponese che produce autoveicoli, con sede nell'omonima città di Toyota. L'azienda è stata fondata nel 1937 da Kiichiro Toyoda, evolvendosi dalla Toyoda Automatic Loom Works, un'azienda specializzata in telai tessili fondata dal padre Sakichi Toyoda, considerato il padre della rivoluzione industriale giapponese o il "Thomas Edison del Sol Levante". Il capitale per entrare nell'industria automobilistica proveniva proprio dalla vendita di brevetti relativi al settore dei telai, dimostrando una notevole visione imprenditoriale.
Il nome della ditta era stato trasformato dal cognome del fondatore Toyoda Sakichi (豊田 tradotto significa "fertile campo di riso") in Toyota per motivi scaramantici, in modo da poterlo scrivere in giapponese con otto tratti di pennello, poiché il numero 8 è considerato un numero fortunato in Giappone (mentre con il nome originale sarebbero serviti dieci tratti).
Sotto la direzione di Kiichiro Toyoda, l'azienda ha mosso i primi passi nella produzione di autovetture. Già nel 1934 vennero prodotti i primi motori Type A Engine, un 3.4 a 6 cilindri in linea da 62 CV, sul modello di quelli esistenti sulle Chevrolet del 1929. Questi motori furono usati l'anno seguente sull'automobile Model A1 e sull'autocarro G1. Quindi, nel 1936, nasce la prima auto chiamata la Model AA. La prima autovettura Toyota, la berlina Model AA, fu lanciata nel 1936 dalla Toyota Motor Company, segnando il serio ingresso del Giappone nella produzione automobilistica. Questa berlina a quattro porte completamente chiusa presenta influenze di design dei leader automobilistici occidentali, in particolare il modello DeSoto Airflow di Chrysler, e incorpora il motore da 3,4 litri a 6 cilindri in linea di tipo A ispirato ai propulsori Chevrolet.
Il Modello AA si concentrava sull'affidabilità e sulla durata, vantando circa 62 cavalli di potenza e una velocità massima di circa 85 km/h. La sua progettazione combinava innovazioni pratiche come il telaio a scaletta in metallo, i dischi in metallo stampato su tutte e quattro le ruote e i freni a tamburo.
La Toyota Motor Corporation è stata fondata e ha sede a Toyota City, nella Prefettura di Aichi, in Giappone, un'area con un ricco patrimonio industriale e una forte base di risorse. Negli anni '30 e '40, la forza industriale di Toyota City era sostenuta principalmente dagli impianti di produzione di acciaio, essenziali per la produzione automobilistica. La regione ha sviluppato le proprie acciaierie (la Toyota Steel Works è stata fondata nel 1940) per garantire una fornitura stabile di acciaio speciale necessario per la produzione di automobili. Questa base di risorse siderurgiche, insieme agli impianti di lavorazione che producevano le macchine utensili necessarie, forniva a Toyota i materiali e le capacità produttive fondamentali per la produzione di automobili come il Modello AA. La posizione strategica offriva accesso a manodopera qualificata e infrastrutture, facilitando la creazione e l'espansione degli impianti di produzione Toyota.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e scampata per caso ai bombardamenti alleati, la produzione commerciale di automobili ebbe inizio nel 1947 con il modello SA, una due porte soprannominata "Toyopet" e spinta dal motore Type S (4 cilindri, 1.000 cc). Il secondo modello prodotto fu la SA, il cui stile ricorda quello del "Maggiolino" della Volkswagen. Nel 1950 nacque una società distinta per la vendita, la Toyota Motor Sales Company, che durò fino al luglio del 1982. Nello stesso anno, la Toyota rifornì l'esercito statunitense con cinquemila veicoli per la Guerra di Corea, mentre l'anno seguente (1951), lanciò sul mercato il BJ, un fuoristrada realizzato per usi militari, con motore 3.4 a 6 cilindri da 86 CV, antesignano dei Land Cruiser.
Evolution of Toyota Land cruiser (1950-2022)
Espansione Globale e Innovazione Tecnologica
Negli anni '50, una società di vendita fu istituita con la quale gli esemplari Toyota furono esportati in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1957 iniziò un'era nuova, con l'arrivo a Los Angeles di due Toyota Crown, le prime auto "jap" a essere esportate in territorio americano. La Toyota Corona, che rappresenta la seconda berlina giapponese, seguì nel 1957 ed è stata commercializzata in undici generazioni. Negli anni Sessanta, Toyota si espanse e sbarcò in Europa nel 1962 con due versioni di Toyopet Tiara, mentre nello stesso anno produsse la prima automobile fuori dal Giappone, precisamente in Australia.
Nel 1966, la Crown divenne il primo mezzo Toyota conosciuto dal grande pubblico USA, triplicando le proprie consegne fino a oltre 20.000 unità nel primo anno. Con vendite cumulative che raggiunsero il milione di unità nel 1972, la Casa delle Tre Ellissi divenne nel '75 il principale brand d'importazione. La prima produzione europea nacque invece con la costruzione della Corolla presso la Salvator Caetano IMVT, azienda portoghese produttrice di autobus, cui si aggiunsero nel 1972 (sino a 10.000 unità) anche la Crown e l'autocarro Dyna. Nel '74 la multinazionale asiatica decise di entrare in possesso del distributore tedesco, la Deutsche Toyota-Vetrieb, base dell'attuale quartier generale europeo di Colonia.
Un altro modello classico di grande successo è la Toyota Corolla, la quale rappresenta l'auto in assoluto più venduta della storia, con ben 39 milioni di veicoli. Nel 1992, iniziò, con la Carina E (conosciuta comunemente con il nome di Corolla), la produzione nel Regno Unito.
Toyota ha influenzato in modo significativo la tecnologia automobilistica, in particolare con i veicoli ibridi. Toyota ha stabilito standard elevati per la qualità e l'efficienza della produzione. I suoi metodi di produzione snella sono stati ampiamente adottati.
Nel 1997, Toyota compì una svolta sull'ibrido con la Prius XW10, che fu nominata "miglior motore dell'anno" nel 1999. Toyota investe molto della sua ricerca in veicoli ibridi come la Toyota Prius, basata sulla tecnologia Hybrid Synergy Drive. Nel corso del 2013 è stato raggiunto l'incredibile numero di 3.000.000 di Toyota Prius nel Mondo, che porta la cifra, inclusa Lexus, a oltre 5.000.000 di ibride nel Mondo. Solo nel corso del 2012 Toyota ne ha vendute 1,22 milioni e con l'arrivo delle nuove Prius Wagon, Yaris HSD, Auris HSD e Auris Wagon HSD, il numero è aumentato considerevolmente. Nel 2005, la Prius XW20 fu votata "Auto dell'Anno", e Toyota iniziò la produzione in Repubblica Ceca della Aygo insieme a Citroën e Peugeot.
Dal 2008 in poi la Toyota si contende, con i gruppi Volkswagen e General Motors, la palma di maggior costruttore di automobili al mondo. Ai primi del 2011 Toyota è tornata leader mondiale nelle vendite, con quasi 8 milioni e mezzo di veicoli venduti nel 2010, con un aumento di circa l'8% rispetto al 2009. Il colosso automobilistico giapponese nel 2012 ha venduto 9,75 milioni di auto, livello record che ha permesso il sorpasso sull'americana General Motors e sulla tedesca Volkswagen. Si tratta di un incremento delle immatricolazioni del 22,6% rispetto all'esercizio precedente: in Giappone le vendite sono aumentate del 35,2% a 2,41 milioni, mentre sui mercati esteri la crescita si è attestata al 19% a 7,34 milioni di unità. La Toyota è la maggiore società automobilistica del Giappone e del mondo, con una produzione stimata in circa nove milioni di veicoli l'anno. La società domina il mercato giapponese con circa il 40% delle nuove auto registrate nel 2004, e gode di una consistente fetta di mercato sia in Europa sia negli Stati Uniti.
Toyota possiede stabilimenti in tutto il mondo per produrre o assemblare i veicoli destinati ai mercati locali. Toyota e Lexus continuano a essere leader nel settore automobilistico: Toyota è il più grande produttore di veicoli a livello globale e mantiene forti vendite negli Stati Uniti e in altri mercati chiave.
Nel 2016, Toyota ha lanciato un'iniziativa di car sharing ibrido, chiamata Yukõ: la prima città scelta per tale iniziativa è Dublino, in Irlanda; la seconda è Forlì, in Italia. Nel 2018, a Venezia è partito "Yuko with Toyota", il car-sharing Full Hybrid.
Il Sistema di Produzione Toyota (TPS) e la Qualità
Il Sistema di Produzione Toyota (TPS) affonda le sue radici nel primo telaio elettrico giapponese inventato da Sakichi Toyoda. Toyota ha iniziato a perfezionare il TPS tra il 1948 e il 1975 presso gli stabilimenti della Toyota Motor Manufacturing, compresa la produzione iniziale dell'autovettura Toyota AA nel 1936. Il TPS si basa sull'inventario Just-In-Time e sul jidoka ("automazione con un tocco umano"), enfatizzando l'eliminazione degli sprechi, la qualità e il rispetto della creatività.
Toyota Motor Co. ha guadagnato popolarità a livello mondiale grazie a una solida reputazione di affidabilità, convenienza e praticità. Con 75 anni di storia di Toyota, a partire dalla sua fondazione come divisione di Toyoda Automatic Loom, l'azienda ha costruito la fiducia producendo milioni di veicoli in tutto il mondo, tra cui modelli iconici come il Toyota Hilux, Camry, Corolla, Yaris, Highlander, Tacoma, RAV4 e Land Cruiser. Questi modelli e pietre miliari evidenziano l'eredità duratura di Toyota e le dinamiche di partnership con Nissan e la competizione con Ford Motor Company, riflettendo la continua crescita e l'adattamento dell'azienda attraverso la gamma Toyota 2016 e oltre.

Il Logo e i suoi Simbolismi
Il logo della Toyota si caratterizza di tre ellissi posizionati in modo da formare una T; esso fu presentato nel 1989 e nel 1991 fu posizionato per la prima volta sulle automobili. Intorno a questo logo ruotano diverse leggende e simbolismi: per alcuni, i primi due ovali rappresenterebbero l'unione tra l'azienda e la sua clientela e l'ovale maggiore sarebbe l'espansione della casa e lo sviluppo tecnologico che racchiude il tutto; secondo altri invece, il logo raffigurerebbe un volante.

Toyota nel Mondo: Marchi e Mercati
Toyota, oltre al proprio marchio principale, commercializza i suoi prodotti con i marchi Scion e Lexus. Lexus viene utilizzato per il settore delle automobili di lusso, mentre il marchio Scion è stato utilizzato solo negli Stati Uniti per commercializzare modelli destinati a un pubblico giovane. La Toyota Motor Corporation non ha mai abbandonato l'originaria produzione di telai per il settore tessile, ma è quotata alle Borse di Tokio, Londra e New York e conta oltre 1.000 fra sussidiarie e affiliate. L'azienda dà lavoro a circa 340.000 dipendenti, impegnati sia nella costruzione dei suoi veicoli, sia di prodotti che recano i marchi delle aziende satelliti Daihatsu (auto di piccola e media cilindrata e fuoristrada), Hino (mezzi industriali a gasolio), Lexus (modelli di lusso) e Scion (marchio dedicato al mercato USA).
Il gruppo Toyota è ancora attivo nel settore tessile e continua a produrre telai automatizzati e macchine per cucire, venduti in tutto il mondo. Altre società del gruppo includono TMHG - Toyota Material Handling Group, che si contende il primato europeo di primo costruttore di macchine per la movimentazione di magazzino, transpallets e carrelli elevatori, P.T. Australian Afforestation Pty., Toyota Floritech Co. e Sichuan Toyota Nitan Development Co.
In listino in Italia sono attualmente presenti, nelle loro varie versioni, Aygo X, C-HR, Corolla, Highlander, Hilux, Land Cruiser, Prius, Prius+, ProAce, Rav4, e Yaris, collocate in vari segmenti. I veicoli Toyota, tra cui modelli come Toyota Land Cruiser, Toyota Highlander, Camry e RAV4, sono disponibili per un facile accesso al noleggio auto tramite Octane Rent, che offre prenotazione online, assistenza clienti 24/7, nessun deposito cauzionale e veicoli assicurati e ben tenuti.
Impegno nello Sport Motoristico
In ambito sportivo, Toyota ha gareggiato in tutte le specialità.
Rally
Toyota ha partecipato a gare di rally con la Toyota Celica e la Toyota Corolla ed è stata campione del mondo 9 volte: 5 tra i piloti (1990 e 1992 con Carlos Sainz, 1993 con Juha Kankkunen, 1994 con Didier Auriol, 2019 con Ott Tanak) e 4 come costruttore (1993, 1994, 1998, 2018). Nel 2018 la Yaris ha vinto il campionato costruttori, ripetendosi nel 2021, 2022 e 2023, mentre la piccola in versione da rally è stata guidata dal primo classificato fra i piloti nel 2019, 2020 e 2022 (rispettivamente Ott Tanak, Sébastien Ogier e Kalle Rovanpera). Ha fatto il suo ritorno nel Campionato del mondo rally 2017 con la Yaris WRC, vincendo il titolo la stagione successiva e nel 2021 (ai quali si sommano i titoli piloti di Tanak nel 2019 e di Ogier nel 2020 e nel 2021). Nel 2019 da segnalare inoltre la prima vittoria alla Dakar. Con il nuovo regolamento "Rally1" iniziato nel 2022, Toyota presenta la Yaris GR Rally1 e si dimostra la migliore del lotto, risultante in un'incetta di titoli costruttori (2022, 2023, 2024 e 2025) e di piloti (2022 e 2023 con Rovanpera, 2025 nuovamente con Ogier). Al Rally di Estonia 2025 arriva la vittoria numero 100 per mano di Oliver Solberg.
24 Ore di Le Mans
Dopo vari tentativi nel Gruppo C, nel 1998 la Toyota fece esordire alla 24 ore di Le Mans il nuovo prototipo Gt-One nella classe GT1. Le tre Toyota GT-One (nome in codice TS020) furono tra le auto più veloci della competizione ma mancarono la vittoria a causa di vari problemi meccanici ed elettronici. Toyota partecipò nuovamente alla competizione l'anno successivo con una versione riveduta del prototipo GT-One (iscritto quest'anno nella classe LMGTP). Le auto furono ancora più veloci della volta precedente ma anche questa volta due di esse furono costrette al ritiro a causa di problemi di affidabilità, mentre la superstite conquistò il secondo posto. La prima partecipazione risale al 1985, la prima vittoria nel campionato è del 2014 e il primo trionfo nella classica gara francese è del 2018 (seguito però da ben altre quattro vittorie consecutive, fino al 2022).

Formula Uno
Dal 2002 Toyota ha partecipato al campionato di Formula Uno con il Toyota Team Europe, con sede a Colonia. Nonostante il grande investimento le prestazioni della scuderia sono state per 3 stagioni mediocri. Nel 2004 fu ingaggiato il noto designer Mike Gascoyne; solo nel 2005, con Jarno Trulli e Ralf Schumacher, la scuderia avanzò dalle posizioni di metà classifica entrando in competizione per le posizioni di testa. Trulli arrivò due volte secondo e una volta terzo (con una pole-position a Indianapolis) nelle prime cinque gare della stagione, aiutando la squadra a mantenere la seconda posizione nella Classifica Costruttori per diverse gare. A fine stagione chiuderà al quarto posto. In Formula 1, la Toyota si è impegnata dal 2002 al 2009 (quarta fra i team due anni dopo l'esordio, giungendo due volte seconda e una volta terza, con una pole position a Indianapolis, grazie a Jarno Trulli). Nel 2009, a causa della crisi globale, Toyota ha annunciato l'addio alla Formula 1.
Toyota è anche il main sponsor della squadra di calcio di Nagoya, il Nagoya Grampus Eight, che milita nella prima divisione della J. League.
Il Ritorno al Futuro: Nostalgia e Sostenibilità
Toyota, all'ultimo evento di settore a Tokyo, ha tentato di convincere i fanatici della "vecchia scuola" dei motori a scoppio che le auto possono essere pulite e allo stesso tempo interessanti. Come? Presentando versioni "riviste e corrette" (leggi "a zero emissioni") della gamma sportiva degli anni Ottanta. Che, tra l'altro, vanta una forte base di estimatori a livello globale. I nuovi oggetti del desiderio, per il momento solo prototipi, sono due modelli della generazione AE86, introdotti quarant'anni fa, proposti uno in versione elettrica a batteria e l'altro con motore a idrogeno.
Il presidente dell'azienda, Akio Toyoda, ha detto che la rimodulazione delle auto esistenti deve essere esplorata come opzione per raggiungere l'obiettivo di impatto nullo a livello di CO2 entro il 2050. In Giappone, infatti, solo una vettura su venti è nuova e quelle più vecchie sono alimentate almeno in parte a benzina. «È importante lasciare una scelta sulle vetture già amate o possedute da qualcuno», ha dichiarato l'appassionato di auto e pilota su circuito di fronte al pubblico. Un ritorno al futuro, dunque, nel mondo delle quattro ruote. Almeno per quel che riguarda la carrozzeria, un domani sulle strade sembrerà di essere piombati a quarant'anni fa, ma senza i tremendi gas tossici dei vecchi tubi di scappamento.
La casa giapponese ha proposto due rivisitazioni, una elettrificata e una a idrogeno, dell'iconica AE86. L'effetto nostalgia e gli obiettivi ecologici si sposano. Monica Mendini, Docente-ricercatrice in Marketing della SUPSI, ha commentato questa iniziativa sullo sfondo della presentazione dei prototipi Toyota, entrambi realizzati recuperando carrozzerie del 1986, ma con un motore elettrico e a idrogeno.
Roberto Borioli, direttore del Centro scolastico per le industrie artistiche, ha espresso il suo parere su questa iniziativa: questo «tentativo accattivante di riproporre in chiave tecnologica innovativa modelli storici di auto può incontrare o meno il gusto personale dei clienti. Di regola una concept car resta un modello di riferimento per eventuali sviluppi industriali, ma l'esperienza può finire lì, senza che mai si sviluppi un modello di serie. Queste operazioni di comunicazione promozionale hanno lo scopo di far parlare di sé e di attirare attenzione sui marchi dei produttori».
Gaetano Biondo, docente di marketing della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, ricorda come questo non sia il primo caso del genere nel settore dei produttori di veicoli. «Ancor prima della Toyota, anche Hyundai e Opel avevano realizzato prototipi concettuali ispirati al passato. La casa sudcoreana, ad esempio, aveva ripreso la vecchia Pony, le cui linee furono tracciate dallo stesso progettista della DeLorean, proprio quella usata nel film Ritorno al futuro. In tutti i casi, però, siamo di fronte a una dimostrazione dell'idea. Ancora non abbiamo una messa in commercio su vasta scala».
Evolution of Toyota Land cruiser (1950-2022)
Ma perché tutto questo richiamo ai bei vecchi tempi? Risponde la collega Monica Mendini: «La volontà è quella di prolungare la vita di modelli che hanno fatto la storia del marchio e che ormai fanno parte della quotidianità e della memoria di molte persone. Questi modelli, infatti, hanno ancora molti estimatori che sono loro legati attraverso, ad esempio, ricordi che condividono o esperienze vissute a bordo di queste vetture». Insomma, da una parte si fanno rivivere (o continuare a vivere) emozioni e, dall'altra, si aumenta l'attaccamento al marchio. «Parliamo di marketing nostalgia: Toyota tenta di creare una connessione molto emotiva facendo leva su ricordi, su emozioni oppure sulla voglia di far rivivere, ai propri clienti, le cose più belle del passato».
Il consumatore di oggi, tuttavia, è diverso da quello del secolo scorso. È più attento all'ambiente che lo circonda. Ecco perché, secondo l'esperta, Monica Mendini, «si va incontro alle esigenze e alle aspettative di oggi abbracciando il concetto di verde, di sostenibilità, di economia circolare».
Biondo evidenzia anche un altro aspetto, legato al presidente del grande costruttore giapponese che ha portato sul palco una nuova svolta ecologista che però, in un certo senso, guarda indietro nel tempo: «In passato, è stato molto scettico nei confronti delle auto elettriche. Questo tipo di sperimentazione sembra incoerente, ma in realtà non lo è. Perché il punto era lo scetticismo nei confronti dell'elettrico come unico sistema di propulsione. Quello che il capo dell'industria giapponese ha sempre voluto dire, è che i consumatori hanno bisogno di avere più opzioni, di avere più scelte, così da poter facilitare l'ingresso di tutti i tipi di profili in un mercato che permetta di essere senza emissioni di anidrogena carbonica».
I millennial (nati dagli Ottanta alla fine dei Novanta), le Generazioni X (1965-1980) e Z (1997-2012) sono stufe di un futuro proiettato in avanti, con automobili un po' arrotondate e anonime? L'esperto sostiene che «le linee di oggi, magari dai tratti futuristici, fanno sembrare i modelli prodotti da case automobilistiche tutti molto simili tra di loro. Ecco che allora si punta su un aspetto più iconico. Magari meno aerodinamico, e quindi meno efficiente dal punto di vista dei consumi, ma con più personalità. Linee squadrate e forme geometriche che sono rimaste impresse nella memoria di chi, all'epoca, stava vivendo un bel momento della propria infanzia». Biondo parla anche di un «design rimasto nel cuore, soprattutto nei confronti dei Millennial e della Generazione X, che dal punto di vista della pubblicità e della comunicazione sono molto legati a questo effetto nostalgia. Non c'è nulla di meglio, quindi, che recuperare cose che sono state care in passato». La tendenza fa così riscoprire le bellezze del passato anche alle nuove generazioni. Il fenomeno della serie Stranger Things e dei vari cloni alla quale si sono ispirati va di pari passo con il riutilizzo di capi vintage. «Bei ricordi e sensazioni positive possono essere reinterpretate e vissute in una nuova chiave, rispettando l'ambiente».
Il grande marchio giapponese è piuttosto nuovo nel mercato dei veicoli elettrici di massa e ora ha in programma di investire 70 miliardi di dollari per elettrificare i propri veicoli e produrre più batterie, puntando a vendere almeno 3,5 milioni di esemplari elettrici a batteria nel 2030. Nel 2002, Toyota testò con successo una nuova versione della RAV4 a celle a combustibile. Il 3rd Gen FC System, sistema di celle a combustibile (idrogeno) di terza generazione, viene mostrato per la prima volta al pubblico il 19 febbraio 2025 presso l'H2 & FC EXPO (International Hydrogen & Fuel Cell Expo) di Tokyo. La Toyota, riproponendo carrozzerie del passato, potrebbe sfruttare questo margine economico per sviluppare e mettere in produzione motori ancora più efficienti e innovativi. «Invece di investire in dispendiose ricerche dedicate a capire come dovrà apparire il prodotto agli occhi del pubblico, ci si può concentrare sullo sviluppo di motori ancora più efficienti e innovativi», afferma Gaetano Biondo. «Come se ci fosse una sorta di bilanciamento delle risorse. Dalla parte esterna del veicolo a quello che conta davvero, ciò che si trova sotto il cofano».
Questa è una strategia da tenere d'occhio, secondo Biondo, anche perché questo produttore giapponese spesso ci vede giusto: «Ricordo che Toyota non ha subito contraccolpi nei momenti più difficili di carenza di materie prime e di componenti. È stata praticamente l'unica casa automobilistica asiatica ad avere una crescita della produzione, nel 2022. Al contrario, per esempio, di Honda o Nissan, che hanno perso, in media, un buon 15%». «Andiamo sempre di più verso un mercato che personalizza l'esperienza e questa scelta apre una nicchia che mancava, rendendola ecosostenibile», conclude Gaetano Biondo.