La Lancia Delta, un nome che evoca successi sportivi e un design distintivo, ha visto la sua evoluzione attraversare diverse generazioni. La seconda serie, prodotta dal 1993 al 2000, rappresenta un capitolo significativo nella storia del modello, distinguendosi dalla sua celebre antenata da rally e cercando di ridefinire il concetto di berlina compatta di fascia media (segmento C). Progettata e realizzata sul pianale della Fiat Tipo, questa generazione ha ereditato il nome dalla prima serie, ma ha intrapreso un percorso stilistico e tecnico autonomo, allontanandosi dalle competizioni che avevano definito il successo della Delta precedente.
Genesi e Posizionamento sul Mercato della Delta II
La seconda generazione della Lancia Delta, identificata dal codice progettuale 836, debuttò nelle concessionarie nel maggio 1993. L'idea iniziale di chiamarla Beta fu scartata per capitalizzare sull'enorme successo ottenuto dalla Delta prima serie nel campionato rally. Nonostante il nome evocasse prestazioni, la strategia aziendale del gruppo FIAT, sotto la guida del neo amministratore delegato Paolo Cantarella, portò al ritiro ufficiale di Lancia dalle competizioni nello stesso anno del lancio della nuova Delta. Questa scelta strategica influenzò profondamente l'immagine e il posizionamento del nuovo modello, orientandolo maggiormente verso il comfort e la razionalità, piuttosto che verso l'aggressività sportiva.
La Delta seconda serie fu concepita su una piattaforma condivisa con altri modelli del gruppo, come la Fiat Tipo, la Lancia Dedra e la Fiat Tempra, prendendo in prestito da queste vetture le porte e la cellula centrale dell'abitacolo quasi all'identico. Tuttavia, Lancia cercò di infondere il proprio stile distintivo, rifacendosi alle linee eleganti della Dedra, così come la Prisma era stilisticamente affine alla precedente versione della Delta. Sebbene la stampa italiana cercasse di evidenziarne le qualità come l'abitabilità, il comfort e le buone prestazioni, tra gli addetti alle vendite e gli affezionati del marchio iniziarono a emergere pareri che rivelavano una certa delusione. Mancava, infatti, la raffinatezza meccanica delle versioni a trazione integrale che avevano reso grande la prima serie, e l'immagine sportiva ne risentì. Anche il design, pur elegante, fu criticato per la sua derivazione da altri modelli del gruppo.

Evoluzione delle Motorizzazioni e degli Allestimenti
Al momento del debutto, la gamma d'esordio della Delta II era offerta con carrozzeria a cinque porte e comprendeva motorizzazioni benzina di 1600, 1800 e 2000 cm³. Le cilindrate minori, 1600 e 1800, erogavano potenze rispettivamente di 75 CV e 103 CV. Il propulsore di due litri, caratterizzato dalla distribuzione a quattro valvole per cilindro, era disponibile in due configurazioni: aspirata, con 139 CV, e turbo, con 186 CV, quest'ultima destinata alla versione HF, che manteneva un legame con la vocazione sportiva del nome. Su alcuni mercati esteri, come ad esempio in Portogallo, fu proposta anche una versione con motore 1400 cm³.
L'impianto frenante era un punto di forza, con un sistema a quattro dischi offerto su tutte le versioni, ad eccezione della 1.6 i.e., che montava freni a tamburo al retrotreno. I livelli di allestimento iniziali prevedevano le versioni base e LE (Line Executive) per le motorizzazioni 1600 e 1800; per le 2000, invece, si potevano scegliere gli allestimenti base e LS (Line Style), quest'ultimo arricchito da un impianto frenante ABS e una strumentazione più completa, includendo voltmetro, termometro dell'olio e un check control più dettagliato.
Pochi mesi dopo il lancio, il listino si ampliò con l'introduzione del motore turbodiesel da 1900 cm³ e 90 CV, anch'esso disponibile negli allestimenti base e LE. Le versioni sovralimentate (sia benzina turbo che diesel) si distinguevano esternamente per un frontale più aggressivo, con parafanghi leggermente bombati, una griglia del paraurti più estesa e proiettori fendinebbia di forma quadrata anziché rettangolare. La Lancia Delta HF si caratterizzava ulteriormente per una calandra a maglie larghe con il logo HF, cerchi in lega dal disegno specifico e due coppie di prese d'aria nel profilo sotto i fanali anteriori. La HF, nell'allestimento LS, includeva di serie le sospensioni a controllo elettronico, un'innovazione per l'epoca su questo modello.

Nel 1995, al Salone di Ginevra, debuttò la versione a tre porte, denominata HPE (High Performance Executive), un omaggio alla particolare versione coupé-station wagon della Lancia Beta degli anni settanta. La Delta HPE fu inserita a catalogo in un allestimento unico, proponendo le motorizzazioni a benzina da 2000 cm³ (sia aspirata che turbo) e il turbodiesel da 1900 cm³. Le HPE si distinguevano per una calandra dal bordo inspessito e verniciato in tinta con la carrozzeria, oltre ai parafanghi anteriori bombati.
Aggiornamenti Tecnici e Stilistici: Il Restyling del 1996 e del 1998
Con il passare degli anni e il proseguire della produzione, le finiture e la meccanica della Delta II furono oggetto di miglioramenti significativi. I propulsori, in particolare, progredirono sia in termini di potenza che di affidabilità. Il primo importante restyling, avvenuto nel 1996, vide l'introduzione dei moderni propulsori Fiat derivati dalle Bravo e Brava, dotati di distribuzione a doppio asse a camme in testa e quattro valvole per cilindro per le unità di 1600 e 1800 cm³. Il motore 1.6 litri da 1581 cm³ erogava 103 CV ed era denominato "Torque" per il suo robusto valore di coppia massima, con il 90% disponibile già a 2000 giri/min. Il propulsore 1.8 litri apparteneva alla famiglia modulare Pratola Serra e, sebbene la cilindrata scendesse da 1756 a 1747 cm³, la potenza aumentava, declinandosi nei valori di 113 CV a 5800 giri/min e 131 CV a 6300 giri/min nella configurazione con variatore di fase VVT (Variable Valve Timing), una soluzione tecnica mutuata dai modelli Fiat e impiegata con successo anche su altre vetture del gruppo. Entrambe le unità da 1.8 litri utilizzavano alberi controrotanti per lo smorzamento delle vibrazioni.
Le Lancia Delta 5 porte aggiornate nel 1996 si differenziavano per l'eliminazione della tinta nera sui montanti anteriori e sui gusci degli specchietti esterni, e per la presenza di listelli lucidi alla calandra. La gamma rinnovata includeva le versioni HPE con motori 1.6 (questa versione mantenne i freni a tamburo posteriori), 1.8 VVT, 2.0 HF turbo e 1.9 turbodiesel. Nel listino delle 5 porte, venne introdotto l'allestimento LX, affiancando le versioni LE e GT (quest'ultima solo con variatore di fase) per il motore 1.8, e le versioni LE e LX per le turbodiesel.
L'aggiornamento finale, presentato nel 1998, portò ulteriori modifiche stilistiche e tecniche. Esternamente, si notava l'estensione del colore della carrozzeria a paraurti, modanature laterali, palpebre dietro le portiere posteriori e sull'inserto per le luci di targa. I gruppi ottici posteriori furono modificati, adottando uno sfondo rosso, e il disegno dei copricerchi cambiò. La versione HPE HF vide un incremento di potenza massima del motore a 193 CV, l'adozione di serie del kit sportivo Zender per paraurti e minigonne, e un differente spoiler posteriore a estremità libere (optional sulla HPE 1800). Per le versioni a cinque porte, l'allestimento venne unificato nella configurazione LS, una via di mezzo tra LE e LX, caratterizzata da rivestimenti interni misti in tessuto e Alcantara. L'HPE prevedeva interni in tessuto, ma offriva come optional interni Recaro in pelle nera e Alcantara abbinati a volante, cambio e cuffie in pelle; questi ultimi erano di serie sulla 2.0 16v Turbo HF. Con le nuove varianti di selleria, cambiarono anche i colori del tappeto e dell'imperiale, disponibili in un numero ridotto di tinte.
Lancia Delta – Dalla berlina elegante alla regina dei rally | La storia completa
Specifiche della Lancia Delta II 2.0 i.e.
Concentrandoci sulla versione Lancia Delta II 2.0 i.e., i dati forniti rivelano caratteristiche tecniche specifiche per questo modello, che si posizionava come una delle opzioni più prestanti della gamma non-HF turbo.
- Motore: Il propulsore è un'unità a iniezione elettronica da 2.0 litri. Questo motore, caratterizzato dalla distribuzione a quattro valvole per cilindro, era in grado di erogare una potenza significativa per l'epoca. Per il modello del 1993, la 1993 Lancia Delta II 2.0 i.e. ha 142 PS / 140 bhp / 104 kW.
- Prestazioni: La Lancia Delta II 2.0 i.e. può raggiungere da 0 a 100 km/h (0 a 62 mph) in 9.6 secondi. La velocità massima dichiarata è di 206 km/h / 128 mph, collocandola in una fascia prestazionale rispettabile per il segmento delle berline medie di quel periodo.
- Peso: Il peso a vuoto della Lancia Delta II 2.0 i.e. è di 1250 Kg / 2756 lbs, un valore nella media per vetture di questa categoria.
- Consumo di Carburante: Il consumo della Lancia Delta II 2.0 i.e. riflette le sue prestazioni e la sua cilindrata:
- Ciclo extraurbano: 7.2 L/100 km / 39 MPG UK / 33 MPG US
- Autostrada: 8.8 L/100 km / 32 MPG UK / 27 MPG US
- Urbano: 11.5 L/100 km / 25 MPG UK / 20 MPG USQuesti dati indicano un'efficienza discreta su lunghe percorrenze, ma un consumo più elevato nell'uso cittadino, tipico dei motori di cilindrata maggiore e con un numero di valvole superiore.
- Sospensioni: L'architettura delle sospensioni è di tipo MacPherson struts. Coil springs. Independent., una configurazione comune e collaudata per garantire un buon compromesso tra tenuta di strada e comfort.

Bagagliaio e Spazio Interno
Sebbene i dati specifici sul bagagliaio della Lancia Delta II serie non siano dettagliati nel testo fornito, è possibile dedurre alcune informazioni generali riguardo allo spazio e alla praticità. La Delta II fu progettata per offrire un comfort da vettura di categoria superiore, e le sue dimensioni esterne, pur rimanendo nel segmento C, erano generose. Il passo di 2,70 metri, ad esempio, era indicativo di una buona spaziosità interna.
Le versioni a cinque porte, in particolare, erano concepite per essere razionali e funzionali. La presenza del divano scorrevole, menzionata per la terza serie ma indicativa della filosofia di ottimizzazione dello spazio di Lancia, suggerisce una volontà di offrire versatilità. Nelle vetture di questo segmento e di questa epoca, il vano bagagli solitamente si attestava tra i 350 e i 450 litri, configurandosi come adeguato per le esigenze quotidiane e per viaggi di media lunghezza. La forma del bagagliaio, la presenza di un piano di carico regolare e la possibilità di abbattere i sedili posteriori (probabilmente disponibili come optional o di serie su allestimenti superiori) avrebbero contribuito alla sua funzionalità.
Le versioni HPE, pur mantenendo una linea più filante, cercavano di coniugare l'eleganza con la praticità. La critica mossa alla Delta II riguardo alla mancanza di raffinatezza meccanica e all'immagine sportiva attenuata rispetto alla prima serie, non ne sminuisce necessariamente la validità come vettura familiare o per un uso più tranquillo e confortevole. La scelta di riutilizzare il nome Delta, pur con un'impronta diversa, mirava a sfruttare il riconoscimento del marchio, offrendo un prodotto che, seppur criticato per alcuni aspetti, puntava a un equilibrio tra comfort, design e prestazioni accessibili.
La Delta II nel Contesto delle Generazioni Successive
La Lancia Delta II serie uscì di produzione nel 2000, lasciando un vuoto nella gamma Lancia tra la piccola Ypsilon e la media Lybra. La sua eredità fu raccolta dalla terza serie, lanciata nel 2008, che si discostò ulteriormente dalla tradizione sportiva per abbracciare un posizionamento più lussuoso e confortevole, originale nell'estetica e ben rifinita, ma che non riuscì a replicare il successo commerciale delle generazioni precedenti.
La Delta di seconda serie, pur non avendo raggiunto le vette leggendarie della prima generazione da rally, rappresenta una fase evolutiva importante per Lancia. Ha tentato di bilanciare l'eredità sportiva con le esigenze di un mercato automobilistico in trasformazione, puntando su un design curato, una buona dotazione e motorizzazioni aggiornate rispetto al passato. Le versioni come la 2.0 i.e. offrivano un pacchetto equilibrato di prestazioni e comfort, incarnando la filosofia di Lancia nel segmento delle berline medie di fine anni '90.

Nonostante le critiche iniziali, la Delta II ha consolidato nel tempo la sua presenza come una vettura solida e razionale, apprezzata per il suo comfort e il suo stile distintivo, elementi che continuano a definirne il valore per gli appassionati del marchio.
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