Le Battaglie Online tra Automobilisti: Dalla Strada Reale al Campo di Gioco Virtuale

Nel panorama contemporaneo, il concetto di "battaglia" tra automobilisti si è evoluto, estendendosi dal mero scontro fisico sulla strada a complesse interazioni digitali e simulazioni virtuali. Se da un lato persistono le problematiche legate agli incidenti stradali, con una narrazione mediatica spesso incline a minimizzare le responsabilità individuali, dall'altro emerge un universo di giochi e tecnologie che riproducono e amplificano la competizione automobilistica in ambienti online. Questo fenomeno, pur offrendo intrattenimento e sviluppo tecnologico, solleva interrogativi sulle sue implicazioni nel mondo reale e sulla percezione del rischio alla guida.

Incidenti Stradali: Una Narrazione Controcorrente

L'analisi di articoli di cronaca, come quelli di LocalTeam, Il Giorno, Milano Today e RaiNews, rivela un pattern ricorrente nella descrizione degli incidenti stradali che coinvolgono veicoli e tram. Spesso, la responsabilità dell’automobilista viene minimizzata, eufemismi come "urta" o "colpisce" sostituiscono termini più diretti come "investe". Si tende a spettacolarizzare l'incidente ("Si schianta" anziché "urta"), ma al contempo si lascia l'automobilista fuori dalla scena e dalla discussione sulle eventuali cause.

Un esempio emblematico è la narrazione di un incidente in Piazzale Maciachini, dove un'auto urta un tram e lo fa deragliare, generando paura tra i passeggeri. Nonostante l'impatto violento, capace di far deragliare un tram di diversi metri, gli articoli tendono a non formulare ipotesi su eventuali velocità eccessive dell'auto o infrazioni del Codice della Strada, come l'articolo 141, che dovrebbe essere noto tanto agli automobilisti quanto ai giornalisti. È strano come un automobilista possa investire un tram, facendolo deragliare e bloccando la circolazione per ore, senza che venga ipotizzato un errore di guida, magari dovuto a un comportamento troppo "allegro". Le responsabilità legali saranno determinate dal giudice, ma si possono ipotizzare responsabilità sociali e morali.

Incidente stradale tra auto e tram con deragliamento

Questo approccio narrativo, che evita di approfondire le cause e le responsabilità dirette, può condizionare la percezione pubblica sugli incidenti stradali, spostando l'attenzione dalle azioni individuali a dinamiche più generiche. Per approfondire l'analisi di questi "tic linguistici" e la redazione degli articoli, è disponibile l'ebook gratuito "Cronaca Letale: come giornalisti e giornali descrivono gli incidenti stradali", insieme a una recensione del libro "Il valore delle parole" nella cronaca giornalistica. Va notato che gli articoli citati possono essere stati aggiornati o modificati dalle rispettive redazioni dopo la realizzazione di screenshot per scopi di studio.

La Connected Car e il V2X: Un Nuovo Campo di Gioco Reale

Il mondo delle automobili sta vivendo una trasformazione radicale grazie alla tecnologia. La "connected car" è un'automobile connessa a Internet e dotata di dispositivi IoT (Internet of Things) che le consentono di comunicare con l'ambiente circostante. A differenza della semplice connessione "in car Internet" tramite cellulare o hotspot, la connected car integra sistemi avanzati di assistenza alla guida, cruscotti virtuali, assistenti vocali e chiavi digitali. La sua caratteristica più distintiva è la capacità di interagire con qualsiasi entità nelle proprie vicinanze attraverso un sistema di comunicazione avanzato.

Infografica sulla Connected Car e le sue funzionalità

Il cuore di questa interconnessione è il sistema “Vehicle-to-Everything” (V2X), una rete che abilita lo scambio di dati dell'automobile con "qualsiasi cosa". Questo "qualsiasi cosa" comprende:

  • Vehicle-to-Vehicle (V2V): I veicoli comunicano direttamente tra loro per scambiarsi informazioni essenziali come velocità, posizione, direzione di marcia e dati sui sistemi di sicurezza. Quando due veicoli entrano nel raggio dell'altro, si scambiano dati che vengono elaborati per fornire avvisi utili a evitare incidenti.
  • Vehicle-to-Infrastructure (V2I): Il veicolo interagisce con l'infrastruttura stradale, come semafori, sensori posti lungo la carreggiata o dispositivi di controllo del traffico. Ad esempio, la connessione con i semafori può permettere di calcolare la velocità adatta per sfruttare "l'onda verde", diminuendo le emissioni, o di calcolare il tempo mancante allo scatto del rosso.
  • Vehicle-to-Pedestrian (V2P): Questo sistema mira a proteggere i soggetti più vulnerabili della strada, come pedoni e ciclisti. Attraverso dispositivi wearable o app su smartphone, i pedoni possono inviare segnali di presenza ai veicoli, che ricevono avvisi in tempo reale.
  • Vehicle-to-Network (V2N): La comunicazione avviene con una rete più ampia, permettendo la connettività per infotainment e messaggi di sicurezza a lungo raggio.
  • Vehicle-to-Grid (V2G): Con l'aumento dei veicoli elettrici, il V2G assume un ruolo strategico. I veicoli possono interagire con la rete elettrica per scambiare energia in base alla domanda e all’offerta, contribuendo alla stabilizzazione della rete.

Il sistema V2X si basa su diverse tecnologie. Una tipologia è basata sulla rete WLAN con protocollo IEEE 802.11p, un tipo particolare di Wi-Fi adottato negli USA per il sistema DSRC (Dedicated Short-Range Communications) e in Europa per lo standard ITS-G5. Questo protocollo comprende la comunicazione diretta tra veicoli (V2V) e tra veicoli e infrastrutture (V2I), creando una rete ad-hoc a bassa latenza, adatta a funzionare anche in aree remote e in condizioni climatiche avverse, senza dipendere dalla copertura di rete cellulare. Funziona tramite unità di bordo (OBU) o unità su strada (RSU). L'evoluzione di questo protocollo è IEEE 802.11bd.

L'altra tipologia di sistema V2X si basa sulla rete cellulare e sullo standard LTE-4G, chiamata "Cellular V2X" o C-V2X. Oltre alla comunicazione diretta a corto raggio (V2V, V2I, V2P) tramite interfaccia PC5 (dove il dispositivo cellulare comunica direttamente con un altro, detta sidelink), il Cellular V2X supporta anche la comunicazione ad ampio raggio sulla rete tramite interfaccia UU (dove il dispositivo cellulare comunica con la stazione base), abilitando la connettività V2N e gestendo infotainment e messaggi di sicurezza a più lungo raggio. Il C-V2X supporta la transizione alla rete 5G, di quinta generazione.

La rete 5G, con tempi di latenza massima di 4 millisecondi, promette di abilitare ulteriormente funzionalità e servizi delle connected car, che ad oggi si suddividono in servizi di sicurezza stradale, ottimizzazione e gestione del traffico, infotainment e business.

Tutte le connected car, per scambiare dati, necessitano di un'infrastruttura computazionale adeguata per elaborare in tempo reale grandi volumi di dati dai sensori di bordo e condividere quelli presenti nei sistemi di bordo. Esempi sono i virtual cockpit, cruscotti virtuali intelligenti che forniscono informazioni di computer di bordo, rubrica telefonica e alert audio. Aziende come Bosch e il Gruppo Volkswagen hanno avviato collaborazioni con Microsoft Azure per sviluppare piattaforme cloud per l'intera vita dell'automobile e per la guida automatizzata (Automated Driving Platform).

Lo standard internazionale sull'automazione alla guida, SAE J3016, prevede sei livelli di automazione, con il livello 2 massimo consentito in Europa. I sistemi di infotainment si collegano via USB o Bluetooth ad app come Apple CarPlay, Android Auto o Amazon Echo Auto, permettendo di gestire lo smartphone tramite comandi vocali, funzionalità di serie nella maggior parte delle auto di ultima generazione per comunicare senza togliere le mani dal volante.

La tecnologia V2X, pur promettendo di rivoluzionare i trasporti, presenta ostacoli, come la necessità di sistemi di crittografia avanzata e autenticazione sicura per l'identità di ogni dispositivo connesso. La sua implementazione richiede un impegno congiunto di case automobilistiche e operatori infrastrutturali per realizzare reti stabili e affidabili, come semafori intelligenti e sensori stradali connessi. Aziende di monitoraggio flotte aziendali, come SafeFleet, stanno già sviluppando partnership strategiche per utilizzare questa tecnologia.

Le Battaglie Online nel Mondo dei Videogiochi Automobilistici

Parallelamente all'evoluzione tecnologica dei veicoli reali, il mondo dei videogiochi offre una diversa arena per le "battaglie" automobilistiche online. Questi giochi non sono solo simulazioni, ma veri e propri ecosistemi competitivi che mettono alla prova abilità di guida, strategia e conoscenza del mondo delle auto.

Un esempio è Top Drives, un gioco di carte strategico che permette ai giocatori di collezionare, potenziare e sfidare altri piloti in gare epiche. Il gioco richiede non solo velocità, ma anche strategia, spingendo i giocatori a conoscere le situazioni di corsa e gli avversari per scegliere l'auto giusta per ogni gara. Con un garage riempito dalle migliori auto (Mustang, Camaro, Porsche Turbo, Audi TT, Nissan GTR, ecc.), i giocatori devono creare il mazzo perfetto per affrontare corse su circuiti asfaltati, tortuosi, in drifting o in gare di accelerazione. Per diventare un asso, è necessaria la giusta combinazione tra prestazioni, manovrabilità e tenuta, proprio come in un'auto vera. Le auto possono essere potenziate scegliendo tra potenza, manovrabilità o un equilibrio tra i due. Top Drives offre campagne veloci per giocatori singoli e modalità multiplayer con "battaglie spaccaruote", eventi come "La Corsa per la corona" e "Stramberie" e nuove versioni con auto come Alpine A110 Pikes Peak e Lamborghini Urus Performante. Il gioco è gratuito ma include acquisti in-app e loot box con oggetti randomizzati, acquistabili con valuta di gioco o denaro reale. Richiede una connessione Internet stabile.

Un altro esempio è Battle Cars, un gioco che va oltre la semplice corsa o il combattimento, mettendo alla prova abilità al volante e nel combattimento in battaglie PvP multiplayer ad alta ottano. I giocatori si immergono in un gameplay intenso contro macchine create da veri giocatori di tutto il mondo. Il garage si riempie di "battle cars", ognuna con abilità e stili unici, equipaggiabili con un vasto arsenale di oltre 9 armi da fuoco e 9 armi d'urto. Le modalità PvP sono variegate, tra cui Battaglia Reale per il caos, Cattura della Bandiera per la strategia, e Battaglia a Squadre 4v4 e Dominio per le dinamiche di squadra. Ogni modalità richiede strategie e abilità diverse e si sblocca gradualmente. I giocatori possono anche distribuire scudi protettivi a bolle o usare accelerazioni turbo per superare gli avversari. Le battaglie si svolgono in una gamma di ambienti, da scenari urbani illuminati al neon a strade desertiche polverose e arene futuristiche, ognuna richiedendo tattiche specifiche. È possibile unirsi agli amici, formare alleanze e impegnarsi in emozionanti guerre di alleanza. Il gioco presenta controlli intuitivi, fluidi e ispirati agli FPS, personalizzabili per adattarsi al proprio stile di gioco ed è ottimizzato per la maggior parte delle reti 4G/LTE, permettendo di giocare in movimento.

Screenshot di gameplay di un gioco di corse automobilistiche online

Questi giochi raccolgono diversi dati dagli utenti, inclusi acquisti, identificativi, dati sull'utilizzo e contenuti dell'utente, alcuni dei quali possono essere utilizzati per monitorare l'attività degli utenti in altre app e siti web di proprietà di altre aziende.

L'Influenza dei Videogiochi sul Comportamento alla Guida Reale

Un aspetto cruciale da considerare è l'impatto di questi giochi sulla guida nel mondo reale. Uno studio condotto dai ricercatori dell'Università Ludwig-Maximilian di Monaco e dell'Allianz Center for Technology, pubblicato sul Journal of Experimental Psychology Applied, ha analizzato l'influenza dei videogiochi sulla propensione al rischio nella guida.

Inizialmente, intervistando 198 persone, è emerso che i soggetti che giocavano più spesso ai racing videogame riferivano un atteggiamento di guida più rischioso e competitivo, oltre a un maggior numero di incidenti al proprio attivo, mentre chi giocava meno si dichiarava più cauto. Per approfondire il rapporto di causa ed effetto, i ricercatori hanno sottoposto 83 volontari a sessioni di gioco di 20 minuti, utilizzando un gioco di guida o un videogioco differente. Coloro che avevano giocato al gioco di guida hanno riferito un numero maggiore di pensieri ed emozioni correlati al rischio. Successivamente, sottoposti a una simulazione di guida virtuale in situazioni di traffico critico, hanno dimostrato un comportamento più a rischio rispetto agli altri. Questo effetto è stato particolarmente evidente negli uomini, mentre le donne mostravano una minore propensione ad assumersi rischi non necessari.

Diagramma sull'influenza dei videogiochi sulla guida

Questo studio suggerisce che trascorrere molto tempo davanti ai videogame che simulano gare automobilistiche o motociclistiche può condizionare negativamente la guida nel mondo reale, inducendo una maggiore propensione al rischio.

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