Dacia Bigster Full Hybrid: La Prova su Strada del SUV che Ridefinisce il "Value for Money"

La Dacia Bigster si presenta come il primo vero SUV di segmento C del marchio, una mossa strategica per replicare il successo della Duster e conquistare una fetta di mercato sempre più orientata verso i SUV medi. Dacia, da marchio low-cost, si è trasformata negli anni, alzando l'asticella per proporsi al top nel "value for money", e la Bigster incarna perfettamente questa filosofia. Con dimensioni imponenti e un design robusto, ma con un prezzo di partenza estremamente competitivo, la Bigster mira a soddisfare chi cerca un'auto alta, super spaziosa, magari ibrida e soprattutto senza spendere una fortuna. Questo articolo approfondisce la prova su strada della versione Full Hybrid da 155 CV, il fiore all'occhiello della gamma, analizzandone ogni aspetto, dalle prestazioni ai consumi, dal comfort agli interni.

Dacia Bigster esterna

Dimensioni e Design: Imponente Presenza su Strada

La Dacia Bigster, definita come la "sorella maggiore" della Duster, condivide con essa l'estetica e la vocazione al pragmatismo, ma si distingue per le sue proporzioni più ampie. È lunga 457 cm, 23 cm in più rispetto alla Duster, posizionandosi a pieno titolo nel segmento C. Con una larghezza di 1,81 metri (specchietti esclusi) e un'altezza di 1,71 metri, si presenta come una vettura robusta e squadrata, che richiama un aspetto "duro, massiccio e incazzato", come suggeriva Massimo Dapporto nel film "Soldati - 365 all'alba". Il passo, incrementato a 270 cm, gioca un ruolo fondamentale a favore dell'abitabilità interna.

Il design della Bigster è molto simile a quello della Duster, con forme squadrate che le permettono di avere uno stile subito riconoscibile e tanto spazio all'interno per passeggeri e bagagli. Il frontale è squadrato, caratterizzato da un'unica sottile fascia che ingloba fari e mascherina, e dalle "creste" ai lati del cofano che aiutano a individuare gli ingombri dell'auto. Le estese protezioni in plastica non verniciata sui passaruota e sulle minigonne, realizzate con il 20% di materiali riciclati, sottolineano la sua vocazione off-road e l'attenzione all'ambiente. La qualità costruttiva non è solo visibile nei dettagli estetici, ma anche nella sensazione di robustezza che si percepisce al primo sguardo. Dettagli come i cerchi da 19 pollici e la firma luminosa a LED contribuiscono a una presenza su strada che la rende immediatamente riconoscibile. La notevole distanza minima da terra, di 22 cm, permette di affrontare anche fondi molto sconnessi senza il rischio di "toccare" sotto, rivelandosi un valido aiuto nell'affrontare gli sterrati.

Interni e Abitabilità: Spazio e Funzionalità a Bordo

L'abitacolo della Dacia Bigster è spazioso e funzionale, un mix di materiali durevoli e tecnologia all'avanguardia, pur mantenendo la filosofia di praticità tipica del marchio. La parentela stretta con la Duster emerge anche negli interni, al netto di alcune rivisitazioni. La plancia è imponente e ospita al centro lo schermo tattile da 10 pollici del sistema multimediale, intuitivo e rapido nella risposta, che include Android Auto e Apple CarPlay con collegamento senza cavetto e i pratici tasti fisici per il climatizzatore. Nell'allestimento in prova, gli schermi di strumentazione e infotainment (entrambi da 10 pollici) sono ben leggibili, con quello touch a centro plancia che vanta anche una buona reattività. Tutto è filato liscio accoppiando auto e telefono via Bluetooth con il vivavoce. Tuttavia, in alcuni casi, come con un Huawei P30 datato, si potrebbero riscontrare problemi di compatibilità con Android Auto via cavo. Accanto al display dell'infotainment, un supporto per il telefonino e lo schermo per l'impianto multimediale forniscono tutte le informazioni necessarie. È presente una fila di tasti per il climatizzatore bizona nella consolle.

Interni Dacia Bigster

I materiali utilizzati sono quelli tipici della marca, con plastiche dure nelle zone più alte e basse del cruscotto, ma con zone morbide al centro per migliorare il comfort. Sebbene i rivestimenti siano tutti rigidi, gli assemblaggi sono ben fatti e nel complesso l'abitacolo trasmette una bella sensazione di solidità. Non mancano diversi portaoggetti: al centro del tunnel un vano a scomparsa con due portabicchieri, e nella parte bassa della consolle una piastra per la ricarica a induzione del telefono vicino a una 12V e a due USB-C. Tanti i portaoggetti, ai quali è possibile aggiungere il sistema YouClip, che prevede una serie di ganci nell'abitacolo e nel baule a cui fissare vari accessori, fra cui i supporti per un telefonino o un tablet, un portabottiglie o una torcia.

La posizione di guida è alta, con sedili soffici, abbastanza ampi e poco profilati. I sedili dell'allestimento Journey, quello in prova, offrono poco sostegno alle gambe, ma è possibile regolare l'altezza della seduta. Il divano posteriore è altrettanto accogliente, con una seduta ampia e piatta. Lo spazio è veramente tanto anche per i più alti, con quasi 30 cm per le gambe e un'ottima altezza per la testa, garantendo un'abitabilità posteriore tra le migliori del segmento. Contribuisce a un'atmosfera di grande respiro il bel tetto panoramico apribile e con tendina elettrica (optional, 1.000 euro), un piccolo lusso inaspettato su una Dacia.

Il bagagliaio è capiente e ben accessibile dal grande portellone, che per la prima volta su una Dacia si apre elettricamente (motorizzato per 280 euro nella versione Extreme). La capacità di carico è ai vertici della categoria, oscillando tra i 612 e i 702 litri, a seconda della motorizzazione e della trazione. Il vano è enorme, con uno spazio regolare nelle forme e un grande doppiofondo dove riporre la cappelliera. Nonostante la soglia di carico sia un po' alta da terra, non mancano una serie di ganci, anelli e una presa da 12V per l'organizzazione del carico.

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Motorizzazioni e Tecnologia Ibrida: Efficienza e Pragmatismo

La Dacia Bigster viene proposta esclusivamente con motorizzazioni elettrificate, tutte orientate al pragmatismo unito a un'efficienza reale in termini di consumi e di contenimento delle emissioni. L'offerta comprende:

  • Mild Hybrid a GPL da 140 CV: Per la prima volta, Dacia propone una motorizzazione che abbina alimentazione bifuel (benzina-GPL) e sistema mild hybrid da 48 Volt. Il 1.2 turbo a tre cilindri è supportato da un'unità elettrica da 14 CV (mossa da una cinghia e alimentata da una batteria da 0,84 kWh posta sotto il sedile destro), che assiste il motore termico in fase di avviamento e accelerazione, garantendo maggiore fluidità di marcia e migliorando l'efficienza. La frenata rigenerativa permette di ricaricare la batteria in modo non percepibile dal conducente. Vanta fino a 1.450 km di autonomia complessiva grazie ai due serbatoi, 50 litri di benzina e 49 litri di GPL, per una capacità totale di 99 litri. Andando a gas, le emissioni medie di CO2 sono inferiori di circa l'8% rispetto alla pari versione che va solo a benzina. Il serbatoio del GPL è alloggiato sotto il pianale del bagagliaio e non porta a troppe rinunce in termini di volume di carico. I consumi ufficiali parlano di 17,2 km/l a benzina e 14,3 km/l a gas. Nel test su strada, la media a gas è stata di 12,0 km/l.
  • Mild Hybrid 4x4 da 130 CV: Questa offerta prevede un benzina turbo 3 cilindri da 1,2 litri a ciclo Miller abbinato al cambio manuale a 6 rapporti e alla trazione integrale. Questa versione rinuncia alle modalità di guida specifiche per i fondi scivolosi rispetto alla 4x4.
  • Full Hybrid da 155 CV: Questa è la versione protagonista della prova su strada. Si tratta di un sistema full hybrid composto da un motore benzina 4 cilindri aspirato da 1.8 litri (leggermente diverso dal 1.6 della Duster, con 107 CV), assistito da due motori elettrici: uno da 50 CV e uno starter/generatore ad alta tensione, per una potenza totale di 155 CV. L'energia è fornita da una batteria da 1,4 kWh montata sotto il baule. Il tutto è abbinato a un cambio automatico elettrificato, un multimodale senza frizione con quattro rapporti dedicati al motore a benzina e due all'elettrico. Questo sistema, che debutta per la prima volta sulla Bigster, migliora l'efficienza del 6% rispetto ai motori precedenti, pur mantenendo prestazioni di buon livello, con una velocità massima di 180 km/h e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,7 secondi. L'efficienza del sistema ibrido è notevole, consentendo alla Bigster di viaggiare fino all'80% del tempo in modalità completamente elettrica nelle condizioni quotidiane. La scelta del 1.8 risponde alla necessità di disporre di maggiore spinta nelle condizioni più critiche, come nell'affrontare una strada in salita, quando non è detto che la batteria mantenga una carica sufficiente per far funzionare il motore elettrico.

La Bigster è costruita sulla piattaforma CMF-B, già utilizzata dalla Duster, dalla Sandero e dalla sette posti Jogger, derivata da quella che la Renault impiega per le Clio e Captur. Rispetto alla Duster, la Bigster ha un passo più lungo di 4 cm, che dà maggiore agio a chi siede sul divano.

Comportamento su Strada della Full Hybrid 155 CV: Comfort e Prestazioni Bilanciate

La Dacia Bigster 1.8 Hybrid Journey si presta a una guida rilassata e confortevole. Appena usciti dal parcheggio, si apprezza subito la prontezza del motore: un milleotto elettrificato che a bassa velocità dà la sensazione di guidare un'auto elettrica. Questo perché il motore elettrico spinge subito, rendendo l'auto molto silenziosa quando si va piano e al tempo stesso scattante grazie alla coppia disponibile fin da subito. Il cambio automatico elettrificato, con la sua trasmissione Multi-Mode, fa percepire di tanto in tanto i cambi di marcia, ma sempre in modo fluido, restituendo una fluidità sconosciuta alle full hybrid della concorrenza. In autostrada si avvertono alcuni fruscii all'altezza degli specchietti retrovisori, ma nulla di troppo fastidioso. L'insonorizzazione è impeccabile, anche quando il termico viene chiamato in causa per fornire maggiore brillantezza nello sprint.

La taratura degli ammortizzatori è morbida, ma non eccessivamente cedevole. Questo assetto consente alla Bigster di affrontare con disinvoltura anche le strade più accidentate, assorbendo bene le asperità in città. Il passo lungo della Bigster regala stabilità e sicurezza nelle lunghe percorrenze, oltre a offrire un contributo nel contenere il rollio entro limiti accettabili tra le curve, nonostante la morbidezza delle sospensioni. Quest'ultima caratteristica, pur rendendo lo sterzo un po' leggero da un lato, dall'altro rende la Bigster efficace sui fondi sterrati e in fase di assorbimento delle asperità stradali.

I 155 CV garantiscono scatti vivaci e si possono effettuare i sorpassi in sicurezza. Tuttavia, alzando il ritmo, il cambio ha delle indecisioni nel scegliere la marcia e la seleziona un po' bruscamente. Le sospensioni morbide generano un certo rollio, che rallenta gli ingressi in curva; l'auto è lenta nel trovare l'appoggio (pur senza compromettere la stabilità) e c'è un evidente sottosterzo (la tendenza dell'avantreno ad allargare la traiettoria). Lo sterzo, pur non essendo di una precisione estrema, offre un buon livello di consapevolezza e facilità di manovra, con un raggio di sterzata sorprendentemente ridotto, che la rende adatta anche alla guida in città. Nonostante le sue dimensioni importanti per la città (lunga poco meno di 4 metri e 60), la Bigster si comporta bene perché la posizione di guida è rialzata e il raggio di sterzata ottimo, con l'unico neo rappresentato dalla percezione degli ingombri davanti a tre quarti.

I freni sono efficaci: il pedale è ben modulabile e l'impianto potente. Spostando la leva del cambio su B (Brake), si accentua poi il freno motore, facendo rallentare di più l'auto non appena si solleva il piede dall'acceleratore. Mancano le maniglie al tetto, un piccolo dettaglio che avrebbe potuto migliorare il comfort dei passeggeri in determinate situazioni. La staffa porta smartphone, pur concettualmente utile (anche se la Bigster ha di serie Android Auto e Apple Carplay via cavo e wireless fin dal livello base), è troppo alta e ostacola la visuale alla guida. Con queste credenziali, è facile perdonare alla Bigster qualche piccola sbavatura sul fronte della qualità percepita.

Dacia Bigster in movimento

Consumi: L'Efficienza dell'Ibrido e il Confronto con il GPL

Per quanto riguarda i consumi, la Dacia Bigster Full Hybrid 155 CV si rivela piuttosto efficiente in rapporto alle sue dimensioni e al peso di circa 1,4 tonnellate.

  • In città: abbiamo percorso oltre 16 km con un litro di benzina. Spesso marcia in elettrico, è più silenziosa e il cambio automatico elimina qualsiasi lavoro del guidatore.
  • In autostrada: a velocità di codice si sta sui 15 km/l.
  • In extraurbano: si toccano i 20 km/l.
  • Media complessiva: la media di poco superiore ai 17 km/l, che corrisponde a 5,8 litri ogni 100 km. Consumi sempre molto bassi e in molti casi sorprendenti in rapporto alle dimensioni e al peso di questo SUV.

La prova Roma-Forlì ha anche la sua classifica aggiornata dei consumi, e la Bigster si posiziona bene. La Full Hybrid, nonostante la tecnologia più evoluta, consuma un po' di più del dichiarato e non riesce a sfruttare appieno la marcia elettrica nelle tratte extraurbane, tallone d'Achille delle full hybrid non plug-in.

Full Hybrid vs. Mild Hybrid GPL: Un Duello all'Insegna del Risparmio

La domanda che molti si pongono è: meglio la Full Hybrid da 155 CV o la Mild Hybrid 48V a GPL da 140 CV?

  • Prestazioni: Il distacco tra le due è minimo. La Full Hybrid rispetta i 10 secondi sullo 0-100 km/h, e la GPL ci mette appena mezzo secondo in più, un ritardo che scende ulteriormente quando il motore termico del GPL sfrutta i suoi 230 Nm di coppia, più alti dei 205 Nm della parte elettrica del full hybrid. In ripresa, la Full Hybrid è più pronta perché il motore elettrico spinge subito, ma la GPL sorprende: il passaggio benzina-gas è impercettibile e la differenza rimane nell'ordine del secondo.
  • Comfort: Il comfort premia la Full Hybrid, soprattutto in città e nelle partenze: spesso marcia in elettrico, è più silenziosa e il cambio automatico elimina qualsiasi lavoro del guidatore. Quando si accelera forte si percepiscono però i salti di marcia del robotizzato, e il termico sale di giri. La GPL è più "meccanica": il 3 cilindri vibra di più, il cambio manuale richiede un minimo di partecipazione e non c'è guida in elettrico.
  • Consumi e Costi di Gestione: Il capitolo consumi è quello che mette fine al duello. Il percorso scelto per i test è molto impegnativo per le ibride, con saliscendi e velocità variabili continue. La Mild Hybrid GPL invece sorprende: consuma poco sia a benzina sia a gas, e quando va a GPL il costo chilometrico diventa nettamente più basso. Nel test di circa 180 km, la Bigster 1.2 Eco-G ha registrato una media di 12,0 km/l a gas. Nel primo caso, 100 km costano 4,9 euro di carburante; nel secondo, esattamente il doppio: 9,8. Il risparmio inizia fin dal primo chilometro, visto che non esiste differenza di prezzo all'acquisto dell'auto. Certo, bisogna mettere in conto una manutenzione un po' più onerosa per la GPL, a causa della sostituzione periodica del filtro del gas, di quella più frequente delle candele e, dopo dieci anni, anche del serbatoio del GPL (un obbligo di legge).

Alla fine, il verdetto è chiaro. Se si cerca la massima comodità, l'assenza del cambio manuale e una guida tranquilla in città, la Full Hybrid è la scelta più rilassante. Ma considerando tutto - consumi reali, costi di gestione, prezzo d'acquisto, autonomia, prestazioni quasi identiche e praticità - la Dacia Bigster GPL Mild Hybrid 48V risulta la versione migliore per la maggior parte degli automobilisti, in particolare per chi macina chilometri fuori dai centri urbani.

Allestimenti e Prezzi: Value for Money al Top

La Dacia Bigster ha un prezzo di listino che parte da meno di 25.000 euro per la 1.2 a benzina mild hybrid da 140 CV, lo stesso richiesto per la GPL. Per la full hybrid ne servono poco più di 29.000 euro, mentre la versione 4x4 a benzina mild, ma da 130 CV, parte da meno di 27.000 euro. Dacia Bigster proverà a imporsi nel segmento C con quattro motorizzazioni, tutte elettrificate. Le Bigster sono tutte ibride.

La motorizzazione Hybrid 155 CV è disponibile solo a partire dal secondo livello di allestimento: sulla Dacia Bigster Expression, a partire da 29.700 euro. A pari prezzo, l'allestimento Extreme aggiunge un'ulteriore caratterizzazione estetica con finiture color rame. Per altri 2.000 euro aggiuntivi, la Extreme (dall'aspetto più "da fuori strada") e la Journey del test (che punta sull'eleganza) includono anche l'accesso a bordo senza chiave, il display del cruscotto di 10" anziché di 7", un impianto multimediale più raffinato con sei altoparlanti, il navigatore, la piastra di ricarica senza cavo per i telefonini e, per la full hybrid, il cruise control adattativo. Il display del cruscotto digitale da 10" è completo e ben leggibile.

Il prezzo di partenza si aggira attorno ai 24.000 euro, per salire a poco più di 29.000 euro nella versione Full Hybrid da 155 CV, un allestimento che non solo offre un motore potente, ma una serie di tecnologie innovative, come il cambio multimodale senza frizione, che ottimizza l'efficienza e la fluidità di marcia. Questa cifra è effettivamente un po' alta rispetto al resto della gamma Dacia, ma sembra adeguata in rapporto alle dimensioni, alle prestazioni e alle dotazioni davvero ricche di questo SUV a 5 posti lungo 4,57 metri e con un bagagliaio enorme.

Dacia Bigster listino prezzi

Concorrenza: Un Posizionamento Unico nel Mercato

La Dacia Bigster è un'auto particolare perché è grande come una segmento C ma costa come una B, e si può avere in tante motorizzazioni diverse. Sul mercato sono pochissime le auto con questa poliedricità. Con un prezzo di partenza che parte da 20.900 euro, la Dacia Bigster si presenta come una delle vetture più convenienti nel segmento dei SUV di medie dimensioni. Le versioni Mild Hybrid, GPL e Full Hybrid offrono una vasta gamma di opzioni per soddisfare le esigenze di ogni tipo di cliente.

Tra le concorrenti più blasonate, che però costano di più, ci sono la Hyundai Tucson, la Kia Sportage o anche la Nissan Qashqai, oppure anche la Citroen C3 Aircross e la Opel Frontera che però sono più piccole. Per trovare alternative più o meno sullo stesso prezzo bisogna guardare alla Cina. Dacia, con la sua proposta, ha puntato a un pubblico che cerca un'auto pratica, economica e spaziosa, senza rinunciare alla qualità. La Bigster è un'alternativa interessante rispetto a questi concorrenti, che pur offrendo tecnologie simili, tendono ad avere prezzi più elevati. La Dacia Bigster si appresta a contribuire ad alimentare il successo del brand più performante del Gruppo Renault, forte dei numeri da record realizzati in anni recenti da Sandero e Duster.

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