BMW 320d Touring: L'icona dinamica si rinnova senza tradire la sua essenza

La BMW Serie 3 Touring rappresenta da sempre un punto di riferimento nel segmento delle station wagon premium, incarnando un equilibrio quasi perfetto tra eleganza, praticità e, soprattutto, un piacere di guida inconfondibile. Dopo aver approfondito la berlina su diverse testate, è ora il momento di analizzare la versione Touring, in particolare nella sua declinazione più raffinata: la 320d, equipaggiata con il motore 2.000 turbo a gasolio da 184 CV e il celebre cambio automatico ZF a otto marce. Questa combinazione, spesso arricchita da un corredo di optional mirati, è stata oggetto di attente valutazioni, sia per le sue prestazioni su strada che per le sue caratteristiche interne ed esterne.

BMW 320d Touring su strada

Il restyling: evoluzione discreta e mirata

La settima generazione della Serie 3 ha attraversato un restyling che, seppur leggero, ha saputo infondere nuova linfa senza stravolgere l'identità del modello. A differenza di precedenti aggiornamenti, dove la BMW non si era fatta problemi a rivedere a fondo certi esiti stilistici (si pensi alla sparizione dei ciglioni cromati sul doppio rene della E90), qui l'approccio è stato più misurato. Il facelift ha portato in dote una griglia leggermente più angolare, una modifica che probabilmente solo gli appassionati più attenti, o i "bimmer da forum", noteranno. Più evidenti sono le novità relative al gruppo ottico, con un profilo inferiore senza il "dente" del paraurti per un look più pulito, e i nuovi Led ad arco rivolto verso il basso (prima guardavano all'insù).

Queste modifiche, pur non essendo rivoluzionarie, testimoniano una linea progettuale perseguita con coerenza, mirata a un'evoluzione raffinata e non a una rottura col passato. L'obiettivo è mantenere l'identità di un modello che, se dovesse sparire, farebbe mancare un pezzo dell'identità della marca, rendendo ogni suo aggiornamento un vero e proprio rebus.

Dettaglio fari anteriori BMW Serie 3 restyling

Interni: tecnologia e funzionalità al servizio del guidatore

Se all'esterno le modifiche sono state discrete, dentro l'abitacolo si registrano interventi più incisivi. La novità più macroscopica è senza dubbio l'ingresso in scena dello "schermone panoramico concavo". Questo elemento strutturale unico integra due metà funzionali: la strumentazione da 12,3 pollici (ovviamente riconfigurabile) e l'infotainment da 14,9 pollici. Un'introduzione che ha avuto un'accoglienza non univoca, con alcuni che hanno puntato il dito sull'apparenza un po' "appoggiata" sulla plancia di questo elemento, mentre altri lo hanno trovato meglio integrato rispetto ad altre soluzioni.

Il volante presenta pochi tasti, con la razza sinistra che appare un po' "povera" con il solo limitatore. Tutto il resto è concentrato sulla console e sul tunnel, dove l'iDrive e il bilanciere per i settaggi dinamici convivono con la classica leva del freno a mano.

Interni BMW Serie 3 con schermo curvo

Spazio a bordo e dettagli di comfort

Per quanto riguarda lo spazio a bordo, dietro i posti veri sono due, anche a causa della presenza del tunnel della trasmissione. Le persone di statura media godono di ampio spazio per le gambe, mentre i più alti potrebbero stare un po' meno comodi, pur disponendo ora di maggiore agio per la testa rispetto al passato. Ai passeggeri posteriori sono riservate diverse attenzioni, come le bocchette di ventilazione, una presa da 12 Volt, una piccola plafoniera su ogni lato e un bracciolo attrezzato con portalattine.

L'esemplare oggetto di alcune prove non disponeva del sistema di apertura del bagagliaio innescato dal movimento del piede sotto al paraurti, ma l'automatismo generale del portellone è gradito. Il bagagliaio, seppur bello da guardare grazie alla sontuosa moquette e caratterizzato da una soglia bassa e protetta da piastre, offre una capienza modesta: 330 litri utili in configurazione standard, più ulteriori 27,5 litri nel doppiofondo. La forma, inoltre, non è perfettamente regolare. Come in passato, quindi, non si acquista una Serie 3 Touring per il bagagliaio, pur se dettagli come il portellone elettrico di serie mostrano un'attenzione crescente a questa direzione. La Touring si conferma un'auto pensata più che altro a misura di driver, un ambiente bello e raffinato.

Motorizzazioni e dinamica di guida: la conferma di un riferimento

Con un approccio non dissimile, la BMW si è mossa sul piano dei motori, presentando poche novità ma significative. La più rilevante è l'addio definitivo al cambio manuale: adesso tutte le versioni sono equipaggiate esclusivamente con l'automatico, con un mini-cursore elettronico al posto della classica leva. Un'altra innovazione riguarda la trazione integrale, ora disponibile su entrambe le varianti ibride plug-in, con la versione più potente che è passata da 252 a 292 CV.

Questa continuità sul fronte della meccanica si percepisce in modo genuino e benvenuto anche una volta su strada. Pure dopo l'aggiornamento di metà carriera, la BMW Serie 3 di settima generazione si conferma un'auto senza dubbio equilibrata, ma di un equilibrio che trova il suo baricentro sbilanciandosi evidentemente in direzione del dinamismo. Solo l'Alfa Romeo Giulia, come ribadito numerose volte, si avvicina per comportamento, reazioni e bontà dei feedback restituiti dai comandi principali.

BMW 320d Touring | Perché comprarla... e perché no

Il cuore della 320d Touring: prestazioni e sensazioni

La 320d Touring, con i suoi 190 CV e 400 Nm di coppia, offre un'esperienza di guida che comincia a dosare quel po' di appagamento personale che non guasta. Il motore diesel, pur essendo talvolta un po' ruvido e facendosi sentire, sa ripagare con la prontezza con cui sale di giri e la coppia messa a disposizione di un cambio con convertitore che lavora in totale silenzio e sa essere rapido come pochi quando lo si sfrutta in manuale. In autostrada, si marcia in gran souplesse, col motore quasi impercettibile, anche se accompagnati da qualche fruscio aerodinamico di troppo, che alla lunga può risultare fastidioso.

Il piacere di guida trova adeguata contropartita soprattutto facendo leva sul ricco corredo di optional. Elementi come il cambio automatico sportivo, il Servotronic, l'assetto adattivo con sospensioni ribassate di dieci millimetri e i cerchi da 18 pollici con gommatura 225/45 trasformano l'auto. È difficile individuare un unico punto forte, poiché la Touring ne ha tanti: è agile e gradevole nel traffico, leggera in manovra, poco affaticante nei viaggi e veloce in pista. Con gli ammortizzatori a controllo elettronico (un optional da 1.150 euro), l'auto è in grado di offrire più caratteri: in modalità Comfort si può andare veloci senza lamentarsi di una strada accidentata. Passando in Sport tramite il bilanciere sul tunnel, si cambia ritmo, carico volante, risposta del cambio e del motore, per una guida più nervosa e precisa che rende piacevoli anche le rotonde e le curve senza importanza. Semmai, nell'abitacolo filtra un po' di rumorosità, soprattutto per via della generosa gommatura runflat.

Interni BMW Serie 3 con bilanciere settaggi dinamici

Lo sterzo: una firma inconfondibile

Uno degli aspetti più apprezzati della Serie 3 è lo sterzo, ineccepibile per prontezza già dai piccoli angoli e rigore nel tenere la traiettoria impostata, senza dover ricorrere a successive correzioni. Questa caratteristica, unita all'incrollabile certezza costituita dall'otto marce ZF e al motore performante, rende la guida della 320d Touring un'esperienza non priva di retrogusti piacevoli, soprattutto se supportata dal pacchetto M Sport.

Affidabilità e costi: tra esperienze e percezioni

Quando si parla di auto premium come la BMW 320d, sorgono spesso discussioni sull'affidabilità e sui costi di gestione. C'è chi sottolinea come i forum siano spesso il luogo in cui si raccolgono le esperienze negative, poiché "chi si rivolge ad un forum la maggior parte delle volte lo fa perché ha avuto dei problemi o per chieder consiglio". Questo può creare una percezione distorta, specialmente su modelli "stra venduti".

Un esempio ricorrente riguarda le turbine. Un utente ha raccontato l'esperienza di un amico con una 118d da 122 hp, dove due turbine hanno avuto problemi, una in garanzia e l'altra con una spesa di 1500 euro. Tuttavia, è stato anche sottolineato che "le turbine se non hanno un difetto di fabbricazione non saltano, le produce la Garrett e non solo per BMW e la pressione tarata dalla casa è uguale per tutti i costruttori che adottano turbine". Questo suggerisce che eventuali problemi possano essere legati a difetti specifici o a fattori esterni, piuttosto che a un problema sistemico della marca. Un altro proprietario di una 320d ha affermato: "Turbine a parte, la mia 320d è sempre stata un orologio: ho dovuto solo cambiare qualche lampadina allo xeno e null'altro", evidenziando una buona affidabilità generale del veicolo.

Per quanto riguarda i costi, è stato menzionato che a partire dall'immatricolazione 2009 e precedenti si possono ottenere forti sconti sui tagliandi. La spesa massima per l'acquisto di un modello usato, o per eventuali interventi, è stata ipotizzata intorno ai 12.000 euro in alcuni contesti di discussione.

Il prezzo della 320d Touring Luxury della prova si attestava su 41.600 euro, ma con i molti accessori inclusi, relativi al comfort e alla guida, si poteva salire fino alla quota "monstre" di 59.000 euro. Tra questi, il cambio automatico e le sospensioni adattive sono stati indicati come irrinunciabili. Confrontando con altri modelli, è stato sarcasticamente suggerito "Non BMW però… costano un botto e non stanno in strada… Molto meglio una Subaru, con la migliore TI del mondo vai in camporella nei posti più nascosti e vedrai come ti diverti…", con una risposta altrettanto ironica "Ser mi fa specie questo tuo intervento… dovevi consigliare una qualsiasi QUATTRO piuttosto… per andare in camporella sono più che sufficienti….", evidenziando come la percezione dei costi e delle prestazioni possa variare ampiamente tra gli appassionati.

Motore BMW 2.0 diesel

La M340i xDrive: una sportiva vera per pochi

In conclusione, è doveroso dedicare qualche considerazione anche alla M340i xDrive, un modello senza dubbio di nicchia per il suo posizionamento di mercato. I listini toccano con lei quota 74.550 euro, laddove la entry level della gamma parte da 45.550 euro. Tuttavia, è interessante per gli spunti dinamici che offre. Come tutte le M Performance di attuale produzione, dalla M240i xDrive alla full-size M850i xDrive, anche quella basata sulla Serie 3 merita a pieno titolo l'iniziale del reparto Motorsport nella sua denominazione.

Il sei in linea trasmette sensazioni non lontane da una vera e propria M3 per come suona e tira. Le inclinazioni complessive dell'elettronica di gestione e del cambio, così come le reazioni del telaio, sono tutto fuorché quelle di un surrogato diluito di qualcos'altro. Considerando il divario di prezzo con la M3 vera e propria (25 mila euro!), e quella mezza tacca di esuberanza in meno (che nella guida di tutti i giorni può non dispiacere), si ottiene una sportiva vera, capace di soddisfare anche i palati più esigenti. Difficile trovare nella categoria una simile quadratura (dinamica) del cerchio, purché si "costruisca" l'auto con gli accessori giusti.

La missione è riuscita anche stavolta. Uno step ulteriore per lo stile, un altro, più corposo, per le dimensioni, che come in altre occasioni non si è tradotto pari pari in una maggior abitabilità. E, come in passato non si acquistava una Serie 3 Touring per il bagagliaio, così non lo si farà adesso.

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