La BMW Serie 3, un'autovettura berlina di fascia medio-alta, rappresenta da decenni un punto di riferimento nel settore automobilistico per la sua combinazione di sportività, eleganza e innovazione tecnologica. In questo articolo, approfondiremo le generazioni più rilevanti che hanno plasmato la storia di questo modello iconico, con un focus particolare sulla BMW 320d prodotta intorno all'anno 2000, esplorando le sue caratteristiche e il contesto evolutivo in cui si è inserita.

La Nascita di una Leggenda: Dalla Serie 02 alla Prima Serie 3
La Serie 3 nasce con l'obiettivo di sostituire l'apprezzata Serie 02, proponendosi inizialmente con una carrozzeria berlina a tre volumi e 2 porte. Nel corso del tempo, la gamma si è ampliata, includendo varianti a 4 porte, station wagon (Touring), cabriolet e coupé, rispondendo alle diverse esigenze del mercato. Negli anni '90 e nella prima metà degli anni 2000, è stata offerta anche una versione compatta, denominata Serie 3 Compact, progettata per competere nel segmento C. A partire dalla seconda generazione, la Serie 3 ha visto l'introduzione della celebre variante sportiva, la M3, un simbolo di prestazioni e dinamismo. La sesta generazione ha segnato un ulteriore passo avanti, con l'introduzione della versione GT (o Gran Turismo), caratterizzata da una carrozzeria a cinque porte e mezzo volume, con un padiglione spiovente e un baricentro piuttosto alto.
La BMW E46: Eleganza, Sportività e Innovazione (1998-2005)
Il progetto che ha portato alla realizzazione dell'erede della E36 è stato avviato nel 1993, in un periodo di grande successo per la terza generazione della Serie 3. Il compito di disegnare la nuova berlina tedesca è stato affidato al neo responsabile del design BMW, Chris Bangle. Tra i principali obiettivi del progetto E46 vi era la riduzione dei costi di progettazione, mantenendo e, se possibile, incrementando l'elevata qualità costruttiva di BMW. La E46 è stata progettata tenendo conto delle normative Euro 1 ed Euro 2, richiedendo un notevole lavoro sull'aerodinamica, la progettazione motoristica e il contenimento del peso, sebbene quest'ultimo aspetto abbia presentato alcune sfide iniziali, portando a un leggero aumento di peso rispetto alla E36.
BMW E46 Cabriolet: L’eleganza che sfida il tempo #CarCultureTribe
Frutto della squadra guidata da Chris Bangle, e in particolare della matita di Eric Goplen, la E46 è riuscita a proporre un corpo vettura che ha sapientemente mescolato eleganza e sportività, rappresentando un deciso passo stilistico in avanti rispetto alla precedente E36. Il corpo vettura appariva affusolato, quasi da coupé, con i tre volumi della carrozzeria in versione berlina (l'unica con cui la E46 ha debuttato) che si presentavano più sfuggenti, grazie a una ricerca aerodinamica volta al contenimento dei consumi. Il frontale era più arrotondato, con una calandra a doppio rene ridisegnata e moderna. I fari anteriori, evoluzione stilistica di quelli della E36, mantenevano il doppio proiettore racchiuso in una parabola, ma con un design più moderno e un profilo inferiore "a ciglio" che conferiva un look distintivo. La vista laterale evidenziava l'attenzione per l'impronta sportiva, con un lungo cofano anteriore solcato da una doppia nervatura, nervature sulla fiancata e passaruota bombati. Il tetto, un arco che raccordava parabrezza e lunotto in modo esemplare, e la maggiore inclinazione di questi ultimi, contribuivano all'ottimizzazione dell'aerodinamica. Il tradizionale montante posteriore "a gomito", eredità del design di Wilhelm Hofmeister, era sempre presente. La coda, più sfuggente della E36, presentava un lieve accenno di spoiler e il nuovo disegno "a L" dei gruppi ottici posteriori, una soluzione di successo che sarebbe stata adottata anche da altri costruttori per molti anni a venire.

Nell'abitacolo, le novità non erano poche. L'ambiente appariva più spazioso rispetto al passato, con qualche centimetro in più a disposizione delle gambe anche per i passeggeri posteriori. Un aspetto che poteva far storcere il naso agli aficionados del marchio era l'abbandono del gruppo plancia-cruscotto "a cockpit", in favore di una soluzione raccordata in maniera più uniforme con il resto della zona anteriore dell'abitacolo. La strumentazione e i comandi, sia principali che secondari, erano stati progettati per la massima ergonomia e razionalità. Il tunnel centrale, imponente e caratteristico di molte BMW, separava la zona del conducente da quella del passeggero. Il volante a tre razze, in questo caso del tipo multifunzione, era ormai un classico e una soluzione che in quegli anni stava cominciando a diffondersi nelle vetture di fascia media e medio-alta.
La E46 nasceva su un pianale completamente nuovo, progettato per una migliore abitabilità interna e una più elevata stabilità su strada. Il passo aumentato di 25 mm e le carreggiate, cresciute di circa 60 mm sia anteriormente che posteriormente, non solo contribuivano a migliorare l'abitabilità (in lunghezza e larghezza), ma anche a ottenere un miglior comportamento dinamico su strada, con un più preciso inserimento in curva e una maggiore stabilità alle alte velocità. La scocca era stata irrigidita notevolmente, arrivando a una struttura più rigida del 70% rispetto alla E36. L'ottimale distribuzione dei pesi tra avantreno e retrotreno era un altro fattore cruciale. Il passo allungato della E46 era visibile esternamente nella zona anteriore, dove lo sbalzo era ridottissimo, permettendo di posizionare tre cilindri del motore dietro l'asse anteriore e contribuendo a una distribuzione quasi ottimale del peso. Sul fronte della sicurezza, un ottimo lavoro era stato svolto nella riprogettazione delle zone a deformazione programmata. La BMW dichiarò che la E46 era in grado di assorbire l'80% in più dell'energia conseguente a un impatto rispetto alla E36, ed era addirittura due volte e mezzo più efficace rispetto alla più vecchia E30.
Gli schemi delle sospensioni riprendevano quelli della E36, ma rivisitati in chiave moderna: l'avantreno di tipo MacPherson integrava bracci trasversali e supporti ammortizzatori in lega di alluminio, con un cuscinetto idraulico per lo smorzamento delle vibrazioni. Il retrotreno conservava l'architettura multilink a 2 bracci e mezzo, con il braccio superiore porta molla ora in alluminio. La scatola del differenziale era fissata a un telaietto ausiliario con smorzatori in gomma. L'impianto frenante prevedeva quattro dischi, con quelli anteriori autoventilanti, servoassistito e provvisto di ABS e dispositivo CBC.
La BMW 320d Anno 2000 (E46): Un Motore Diesel all'Avanguardia
Tra le motorizzazioni offerte, la BMW 320d della generazione E46, in particolare quella prodotta intorno all'anno 2000, si distingueva per il suo motore turbodiesel a iniezione diretta. Equipaggiata con un propulsore da 1951 cm³, 4 cilindri in linea e 16 valvole, erogava una potenza massima di 136 CV. Questa versione ha rappresentato un importante passo avanti per l'efficienza e le prestazioni dei motori diesel BMW.

La produzione della E46 è stata avviata nei primi mesi del 1998, inizialmente solo nella carrozzeria berlina a 4 porte. Nel 1999 la gamma si è ampliata con l'arrivo della 316i (motore 105 CV), la versione Touring (station wagon) e la versione coupé (che ha adottato la denominazione "Ci"). Nel 2000, altre significative novità hanno incluso il debutto della cabriolet (anche questa con denominazione "Ci Cabrio"), l'adozione di un nuovo motore da 2171 cm³ e 170 CV per la 320i, e la sostituzione dei modelli 323i e 328i con la 325i (192 CV) e la 330i (231 CV). Questi ultimi due modelli sono stati proposti anche con trazione integrale, prendendo il nome di 325xi e 330xi.
Il 13 settembre 2001, al Salone dell'automobile di Francoforte, è stato presentato il restyling di mezza età per la Serie 3 E46: sono stati ridisegnati i gruppi ottici anteriori (ora più affusolati) e le plastiche di quelli posteriori, la calandra, i paraurti e il cofano motore. Gli indicatori di direzione laterali sono stati ridisegnati e riposizionati sulla nervatura longitudinale della fiancata. Meccanicamente, le sospensioni hanno ricevuto una taratura più sportiva. Ha debuttato la nuova 318i, con un nuovo 2 litri a benzina (1995 cm³, 143 CV) dotato di Valvetronic. Anche la 316i ha ricevuto un nuovo motore da 1796 cm³ e 116 CV. Infine, sulla 320d, la potenza è stata elevata a 150 CV, e ha debuttato la 318d, spinta dallo stesso motore ma con potenza ridotta a 116 CV.
Nel 2003, gli allestimenti Eletta e Attiva, inizialmente riservati solo ai modelli 320i e 320d (quest'ultima solo con allestimento Eletta, oltre a quello base), sono stati estesi all'intera gamma (tranne la M3). È stato introdotto anche un terzo livello di allestimento denominato Futura. Nel 2004, l'unica novità di rilievo è stata il pensionamento della Compact a favore della nuova Serie 1 e l'arrivo di un nuovo 2 litri N46 per la 318i. L'anno successivo, la berlina è stata sostituita dalla nuova Serie 3 quattro porte, la E90.
La BMW E90: Una Nuova Generazione di Successo (2005-2013)
La BMW E90 è la quinta generazione della Serie 3, prodotta dal 2005 al 2013. Il progetto E90, avviato nel 2002 sotto la guida di Norbert Reithofer e Burkhard Goeschel, si prefissava non solo di realizzare un nuovo modello, ma anche di introdurre una nuova metodologia di sviluppo del prodotto per dimezzare i tempi di commercializzazione. La genesi della quinta generazione della Serie 3 è avvenuta in un momento di fermento nel Centro Stile BMW, con lo stile audace di alcuni modelli che aveva suscitato perplessità. Chris Bangle, responsabile del design BMW, è stato assegnato al coordinamento stile dell'intero gruppo (incluso Rolls-Royce e Mini), lasciando emergere Adrian van Hooydonk, la cui impronta stilistica sarebbe diventata più evidente verso la fine del decennio.

I primi prototipi camuffati della berlina hanno cominciato a circolare nel 2003. La presentazione ufficiale è avvenuta all'inizio del 2005 presso il BMW Pavillon di Berlino. Frutto dell'estroso Centro Stile BMW, la nuova Serie 3 ha proposto un corpo vettura fedele ai suoi tradizionali standard di compattezza e sportività, sebbene il passo fosse aumentato di 3,5 cm per migliorare l'abitabilità interna. Il mix di spigoli e curve tipico dell'impronta stilistica di Bangle si è presentato in modo meno prepotente rispetto alla Serie 5 contemporanea, addolcito dall'orientamento più "gentile" di van Hooydonk. Il frontale era tipicamente BMW, con la calandra a doppio rene e i gruppi ottici a doppio faro carenato, qui caratterizzati da un disegno inedito con spigoli e curve. La calandra era racchiusa in un profilo "a U" che scendeva fino a penetrare nel paraurti anteriore, dividendolo in tre parti, ognuna con una propria presa d'aria per il raffreddamento di motore e freni. Il cofano motore, leggermente spiovente per una vista più sportiva, era solcato da due nervature laterali longitudinali. Anche la vista laterale appariva più dinamica e moderna, grazie al profilo proteso in avanti, alla linea di cintura più alta, ai passaruota bombati e alla nervatura laterale all'altezza delle maniglie. Il tradizionale montante posteriore "a gomito" era ovviamente presente, così come il padiglione piuttosto spiovente, un'altra caratteristica sportiveggiante.
L'abitacolo era essenziale e razionale. Tra le novità di maggior spicco vi fu l'introduzione (a richiesta) del dispositivo iDrive, un joystick a manopola per gestire le funzioni di infotainment. Un'altra novità era la nuova plancia non più orientata verso il guidatore, un aspetto la cui mancanza si era già fatta notare nella precedente generazione e che qui è sparita completamente. Il disegno del posto guida appariva frutto di un meticoloso lavoro per raggiungere la perfetta ergonomia, con tutto realizzato su misura per il conducente.
La struttura della E90 era costituita da una combinazione di acciai altoresistenziali e lamiere di acciaio di altro tipo, ottenendo una scocca più rigida del 25% rispetto alla E46, ma anche più leggera di circa 30 kg. I progettisti BMW hanno incrementato l'utilizzo della lega di alluminio, visibile specialmente nel telaietto di supporto del motore e nelle componenti delle sospensioni. Un grande lavoro è stato svolto per la distribuzione dei pesi tra i due assi, raggiungendo percentuali comprese tra il 48% e il 52% tra asse anteriore e asse posteriore, quasi ottimale. Ciò è stato possibile grazie all'architettura a motore anteriore e trazione posteriore, e al posizionamento arretrato del motore all'interno del vano. Il comparto sospensioni prevedeva un avantreno MacPherson a doppio snodo e un retrotreno multilink a 5 bracci. Proprio il retrotreno, più costoso da realizzare, è stato rivisto per incrementarne le prestazioni in termini di tenuta di strada e precisione di guida, ma anche di escursione di molleggio (e quindi di comfort di marcia). Erano presenti su entrambi gli assi molle elicoidali, ammortizzatori a gas e barre antirollio. L'impianto frenante a doppio circuito prevedeva quattro dischi autoventilanti da 300 mm con pinze flottanti. Di serie, un cambio manuale a 6 marce. La lista optional comune ai tre allestimenti includeva antifurto, cambio automatico Steptronic a 6 rapporti, interni in pelle, sedili anteriori regolabili elettricamente, navigatore satellitare, tetto apribile e vernice metallizzata.
La produzione è stata avviata subito dopo la presentazione a Ginevra, negli stabilimenti tedeschi di Ratisbona, Monaco di Baviera e Lipsia. Entro la fine del 2005, la gamma si è estesa con l'arrivo della versione Touring (giardinetta), della 318i (motore 2 litri da 129 CV), della 318d (motore 2 litri, 122 CV), e delle 330d e 330xd (motore 3 litri turbodiesel da 231 CV, rispettivamente a trazione posteriore o integrale). Quest'ultima soluzione è stata introdotta anche sui modelli 325xi e 330xi, le prime E90 con trazione integrale.
Nel 2006, ha debuttato la nuova Serie 3 Coupé, con alcune novità tecniche, come un nuovo 3 litri biturbo a benzina da 306 CV, che ha caratterizzato i modelli 335i (berlina, Touring e Coupé). Analogamente, è arrivata la versione diesel 335d, equipaggiata con un 3 litri biturbo a gasolio da 286 CV. Nel 2007, è stata introdotta la nuova cabriolet, per la prima volta con una copertura ripiegabile in metallo anziché la capote in tela. Altra novità è stata l'avvento della nuova M3, la più sportiva della gamma. L'arrivo della cabriolet ha portato anche nuove motorizzazioni. La 320i ha visto la sua potenza salire da 150 a 170 CV, con l'introduzione della nuova unità N43 in sostituzione della N46. Anche la versione 2 litri diesel ha subito un cambio di motore, con l'M47 gradualmente sostituito dal nuovissimo N47. L'incremento di potenza è stato più notevole sulla 318d (da 122 a 143 CV), mentre la 320d è passata da 163 a 177 CV. Inoltre, la 335i ha potuto essere ordinata con trazione integrale. Nello stesso anno, la 325i ha ricevuto una variante depotenziata del 3 litri della 330i, erogante 218 CV, come la precedente unità da 2,5 litri.
Il Restyling e le Evoluzioni Successive (2008-2011)
Nel settembre del 2008, è avvenuto il restyling di mezza età, limitato però solo a berlina e Touring. Gli aggiornamenti sono stati diversi e non così discreti come nelle precedenti generazioni della Serie 3. Sono cambiati i paraurti, ridisegnati in maniera decisa per un aspetto più dinamico; anche i gruppi ottici, in particolare quelli posteriori, ora caratterizzati da un più evidente profilo "a L". Il cofano motore ha visto l'arrivo di due ulteriori nervature longitudinali, il "doppio rene" della calandra è stato leggermente abbassato e lateralmente è comparsa una nuova nervatura in basso, leggermente più alta di prima. Internamente le modifiche si sono limitate a pochi dettagli, mentre dal punto di vista meccanico le novità sono state più sostanziose: le versioni a trazione integrale hanno visto l'arrivo del sistema xDrive per la gestione intelligente della trazione integrale. Tale sistema è stato introdotto anche nella nuova 320d xDrive, segnando il debutto della trazione integrale su una Serie 3 con motore a 4 cilindri. Nello stesso periodo, in virtù dell'arrivo del nuovo sistema di trazione integrale, è stata lanciata la nuova 330d xDrive, che ha sostituito la 330xd, e il cui 3 litri turbodiesel common rail è passato dai precedenti 231 a 245 CV di potenza massima. Quest'ultima iniezione di cavalli è stata applicata anche alla normale 330d a trazione posteriore. La 335d è diventata l'unica Serie 3 equipaggiata di serie con il cambio automatico Steptronic. Un'altra novità è stato l'arrivo della M3 con carrozzeria berlina a 4 porte.

Per il 2009, l'unica novità di rilievo è stata l'arrivo della 316d, spinta da una variante depotenziata del 2 litri turbodiesel common rail destinato alle altre diesel a 4 cilindri. Nel 2010, in occasione del restyling occorso anche alle versioni coupé e cabriolet, l'intera gamma è stata rinfrescata con aggiornamenti ad alcuni motori: la 335i ha visto l'arrivo del nuovo 3 litri N55, che ha rinunciato a un turbocompressore in cambio della tecnologia twin scroll e del dispositivo Valvetronic, fino a quel momento assenti su tale modello. La potenza è rimasta invariata, mentre è migliorata l'erogazione della coppia. Sul fronte diesel, il motore 2 litri è stato aggiornato alla versione N47N. Rispetto al precedente N47, è stata introdotta la 320d EfficientDynamics, spinta da una nuova edizione del 2 litri turbodiesel, con aggiornamenti per ridurre al minimo consumi ed emissioni, e che in questo caso era capace di 163 CV di potenza massima. Inoltre, la 320d normale e la 320d xDrive, grazie a questo aggiornamento, hanno visto la loro potenza salire da 177 a 184 CV, mentre la 325d ha beneficiato di un incremento di 7 CV, salendo così da 197 a 204 CV di potenza massima. L'aggiornamento al N47N ha visto anche il passaggio dal servosterzo idraulico a quello totalmente elettrico. Esteticamente le E90 con i nuovi motori si distinguono dalle precedenti solo per un piccolissimo dettaglio: le cornici del parabrezza applicate ai montanti non sono più in tinta ma in colore nero opaco, come le guarnizioni dei vetri, su tutte le versioni.
Il 2011 è stato l'anno in cui la E90 si è preparata a lasciare il posto alla sesta generazione della Serie 3, presentata il 14 ottobre dello stesso anno al BMW Welt, ma la cui commercializzazione non è iniziata prima del febbraio dell'anno seguente. La gamma E90, pur con qualche cambio di dettaglio nei contenuti, ha mantenuto la sua attualità ed eleganza, così come le versioni E91, E92 ed E93.
Le Varianti di Carrozzeria della E90: Touring, Coupé e Cabriolet
Introdotta alla fine dell'estate del 2005, la Serie 3 Touring basata sulla berlina E90 (sigla di progetto: E91) ha mantenuto la stessa filosofia progettuale delle giardinette BMW delle precedenti generazioni della Serie 3. Ancora una volta, è stato privilegiato l'aspetto dello stile e della personalità rispetto alla pura praticità. Ne è scaturita una station wagon che non poteva competere per capienza bagagliaio con alternative come la Passat Variant o la Mondeo Wagon (357 litri per il vano bagagli della bavarese contro una media di 550-600 litri per le grandi station di segmento D), ma che per contro è riuscita a essere una soluzione riuscita per chi cercava una station dal carattere sportivo. Tecnicamente, la E91 non si discostava molto dalla berlina da cui derivava, salvo alcuni adattamenti telaistici. Nel 2006 sono arrivati anche i modelli 318i, 335i, 318d, 325d e 335d, motoristicamente identiche alle corrispondenti versioni berlina. I passi evolutivi che hanno accompagnato la E91 durante la sua carriera sono stati gli stessi della berlina. Nel 2008 c'è stato il restyling, analogo a quello che ha coinvolto la berlina. Nel marzo 2010, in occasione del passaggio ad alcuni nuovi motori, la Touring ha visto una significativa modifica estetica, con il passaggio dei mancorrenti sul tetto da quelli classici a quelli a forma di rotaia (definiti profili integrati), per uniformarsi al resto della gamma BMW.

Già nella precedente generazione della Serie 3, la E46, le versioni coupé e cabriolet tendevano a distaccarsi stilisticamente dalle versioni berlina e Touring. Con le coupé e cabriolet della generazione successiva, si è assistito a un'ulteriore differenziazione stilistica tra l'uno e l'altro paio di versioni. Molto più filante di quello della già dinamica berlina, il corpo vettura della coupé, introdotta nel 2006, sfoggiava una silhouette che mescolava sapientemente eleganza e sportività, senza propendere mai eccessivamente né da una parte né dall'altra. Il frontale, più basso e affusolato, era caratterizzato da gruppi ottici anch'essi dal disegno più profilato, quasi a goccia, ma sempre a doppio faro. Molto più affusolata anche la vista laterale, dove le superfici vetrate a forma di spicchio e la linea di cintura piuttosto alta conferivano robustezza, eleganza e ulteriore dinamismo. Particolarmente profilata la zona posteriore della fiancata, dove trovava posto un padiglione molto spiovente e raccordato con la coda, caratterizzata dai gruppi ottici dal disegno inedito. Internamente la coupé era caratterizzata dai due dispositivi porgicintura, un accorgimento dovuto alla posizione più arretrata del montante posteriore.

Il percorso evolutivo della BMW Serie 3, e in particolare delle sue varianti come la 320d, dimostra l'impegno costante della casa bavarese nel coniugare tradizione e innovazione, offrendo veicoli che continuano a stabilire standard elevati nel segmento delle berline di fascia medio-alta.