L'universo automobilistico BMW è costellato di icone che hanno plasmato il concetto di prestazioni e design. Tra queste, la BMW M1 occupa un posto di rilievo, non solo per la sua natura di supersportiva senza compromessi, ma anche per la sua genesi complessa e la sua eredità stilistica. In occasione del suo 30º anniversario, nel 2008, il BMW Group Design ha reso omaggio a questa leggendaria vettura con la presentazione della M1 Hommage, un prototipo che incarna la fusione tra tradizione e visione futuristica, rievocando lo spirito delle sue illustri antenate.
L'Antefatto: Dalla BMW Turbo Concept alla M1 Originale
L'origine della vettura va fatta risalire alla Turbo Concept, realizzata in occasione delle Olimpiadi di Monaco del 1972. Inizialmente, questa concept car era destinata a mostrare il grado tecnologico raggiunto dall'industria automobilistica tedesca dopo il difficile periodo degli anni '60. Il design venne curato da Paul Bracq, già realizzatore del treno TGV, il quale riprese la linea delle vetture sportive italiane, costruendo un mezzo a motore centrale a forma di cuneo. La concept car era equipaggiata con un propulsore turbo 2.0 derivato dalla 2002, che garantiva 200 CV di potenza, gestito da un cambio manuale a quattro marce. La BMW Turbo Concept, con il suo design pionieristico e funzionale, presentava anche numerose innovazioni tecniche, diventando un vero e proprio manifesto delle capacità ingegneristiche e stilistiche di BMW.

L'idea venne successivamente ripresa per competere contro le Porsche nel Gruppo 5 del campionato GT, dando vita alla BMW M1. La M1 venne concepita inizialmente per gareggiare in questa categoria, sebbene la sua storia agonistica abbia poi preso diverse direzioni.
La BMW M1: Una Genesi Complessa e un Design Italiano
Lo sviluppo della BMW M1 fu un'impresa audace e complessa, che vide la collaborazione di diverse eccellenze automobilistiche. La progettazione della meccanica, comprensiva di telaio e sospensioni, venne affidata alla Lamborghini e a Gian Paolo Dallara. Tuttavia, la possibilità di far assemblare la M1 alla Lamborghini venne scartata, in quanto in quel momento storico la casa italiana era in crisi finanziaria e finita in amministrazione controllata.
La casa di Monaco di Baviera optò quindi per una soluzione che coinvolgesse più fornitori. La realizzazione della carrozzeria in fibra di vetro venne affidata a una società specializzata di Modena e a Reggio Emilia alla TIR di Bagni Cesare. La Baur s'occupava degli interni e di alcune parti meccaniche, mentre l'assemblaggio avveniva all'Italdesign di Giugiaro, in Piemonte. Le altre componenti, quali motore, sospensioni e organi meccanici principali, arrivavano direttamente dalla BMW Motorsport.
Il design della M1, opera di Giorgetto Giugiaro per Italdesign, trasse ispirazione dalla concept car BMW Turbo del 1972, pur evolvendone le forme. Era una berlinetta a motore centrale/longitudinale, caratterizzata da un telaio a traliccio tubolare con rinforzi in lamiera e sospensioni a 4 ruote indipendenti con quadrilateri deformabili. L'impianto frenante era costituito da 4 dischi autoventilanti della ATE, da 300 mm davanti e 297 mm dietro, comandati da un doppio circuito idraulico con servofreno fornito di sistema ABS realizzato da BMW insieme alla Bosch. I serbatoi di benzina erano due, per una capacità totale di 58 litri. Il corpo vettura era quello della classica berlinetta ad alte prestazioni, con proporzioni molto armoniose e sportive.
Il Cuore Pulsante: Il Motore S32B35
La M1 era spinta dal bialbero S32B35 a 24 valvole da 3453 cm³, con la lubrificazione a carter secco. Questo propulsore, alimentato con un sistema di iniezione multipoint meccanica indiretta Kugelfischer-Bosch, era in grado di erogare sulla versione stradale una potenza massima di 277 CV a 6500 giri/min e di sviluppare una coppia di 330 Nm a 5000 giri/min. Il cambio manuale a 5 marce era uno ZF DS25, con la prima in basso, coadiuvato nello scaricare al suolo la potenza da un differenziale autobloccante al 41%. La vettura montava dei cerchi in lega carenati della Campagnolo, che calzavano pneumatici 205/55 VR16 all'avantreno e 225/55 VR16 al retrotreno. Questi dati tecnici la resero l'auto tedesca più veloce del suo tempo, capace di scattare da 0 a 100 km/h in 5,6 secondi e di raggiungere i 265 km/h.

La Carriera Agonistica: Dal Gruppo 5 al Procar
La M1, concepita inizialmente per il Gruppo 5, fu dotata di un propulsore biturbo (BMW M88/2) dalla potenza compresa tra gli 850 e 950 CV e, per contenerne il peso, il telaio venne costruito in alluminio e kevlar, mentre la carrozzeria, a cui erano stati aggiunte numerose componenti aerodinamiche, venne realizzata con la fibra di carbonio. Tuttavia, la casa abbandonò presto tale categoria per organizzare un campionato monomarca ProCar.
La serie ProCar fu molto seguita nel biennio 1979-1980, in quanto le gare si tenevano per lo più sulle stesse piste europee del mondiale di Formula 1, il sabato pomeriggio dopo la fine delle sessioni di prova della massima formula. Questo garantiva un ampio pubblico sulle tribune e un corrispondente ampio risalto sui media. Le vetture ProCar, dotate di un propulsore da 470 CV, furono guidate da piloti di Formula 1 come Nelson Piquet, Elio De Angelis, Didier Pironi, Niki Lauda e, anche se non ad ogni occasione, da tutti gli altri piloti da gran premio, ad eccezione di quelli Ferrari e Renault, cui le rispettive case non avevano dato il permesso di gareggiare per ovvi motivi di concorrenza commerciale. L'ultima corsa della categoria BMW M1 Procar ebbe luogo a Imola nel fine settimana del Gran Premio.
1979 Monaco - BMW M1 Procar Championship (no commentary)
La BMW M1 Hommage: Un Omaggio al Passato con lo Sguardo al Futuro
Nell'aprile 2008, BMW ha presentato il prototipo chiamato BMW M1 Hommage, per commemorare il 30º anniversario dalla nascita della M1. Questo studio progettuale, presentato ufficialmente durante il Concorso d'Eleganza Villa d'Este del 2008, rappresenta un segno della competenza, creatività e potenziale del team design del BMW Group. Come affermato da Christopher E. Bangle, responsabile design BMW Group, "Per un'azienda, così come per un prodotto, è importante essere consapevole delle proprie radici. All'insegna di Giugiaro e Bracq, la BMW M1 Hommage fonde i valori del design e della tecnica BMW in un'interpretazione molto emozionante ed entusiasmante".
Design Esterno: Tradizione e Innovazione in Armonia
Il veicolo utilizza una disposizione tecnica a motore centrale e prende in prestito spunti stilistici sia dalla BMW Turbo di Bracq che dalla BMW M1 di Giugiaro. Il colore sviluppato in esclusiva per la BMW M1 Hommage, "Liquid Orange", è una citazione del classico colore della BMW M1, ma riesce comunque a sorprendere per il gioco cromatico estremamente cangiante e per una profonda brillantezza. Modella il linguaggio estroverso delle superfici e suscita un'impressionante alternanza di superfici concave e convesse nel corpo del veicolo, dando vita a un effetto decisamente particolare.

La M1 Hommage riprende il gioco grafico dei tipici colori della BMW M1, il nero e l'arancio, e lo interpreta in modo innovativo. La sua configurazione fonde tradizione e modernità, ampliando le abitudini visive con nuove soluzioni progettuali, che si esprimono nella tipica forma BMW. A differenza della marcata forma a cuneo di altre autovetture con motore centrale, la BMW M1 Hommage contrappone consapevolmente le tipiche proporzioni BMW. Il cofano motore relativamente lungo, il passaggio ben definito nel montante "A" e la grafica allungata del finestrino con il classico gomito, consentono di identificarla subito come una vera BMW. Le linee orizzontali abbassano il baricentro ottico del veicolo e danno un'impressione di sportività.
Elementi Distintivi e Soluzioni Funzionali
La parte anteriore della vettura si differenzia molto rispetto all'antenata. I fari anteriori doppi del tipo a scomparsa, presenti sull'originale M1, sono stati sostituiti da sottili fari "fissi", che sono visibili solo se accesi. Se sono spenti, i fari anteriori si integrano nella configurazione anteriore, collocandosi in modo "invisibile" nella linea nera arretrata, quasi come un faro ribaltato. L'impostazione generale della vettura e il marchio di fabbrica della griglia anteriore a doppio rene richiamano in modo fedele la progenitrice. Il caratteristico doppio "rene" non è solo un tratto distintivo del marchio BMW, ma coniuga soluzioni in termini di aerodinamica, conduzione dell'aria di raffreddamento e sicurezza.
Nella M1 Hommage rimane anche il doppio stemma della BMW sulla parte posteriore della vettura, come nell'originale M1. Questo particolare disposizione dell'emblema BMW contraddistingue da sempre le vetture BMW con motore centrale. Altre caratteristiche particolari derivate dalla BMW M1 sono le aperture nel cofano motore e le lamelle sul lunotto posteriore e nella linea di separazione nera tra la linea del tetto e il corpo posteriore del veicolo. Le dimensioni esterne della BMW M1 Hommage rientrano nell'ordine di grandezza di quelle della BMW M1, solo l'interasse maggiorato lascia immaginare un abitacolo più grande.

La fiancata della M1 Hommage è caratterizzata da linee, superfici e dettagli che conducono l'occhio dalla parte anteriore, lungo il cofano motore allungato e il montante "A" ben definito, per concentrarsi verso il centro del veicolo. Due linee molto espressive dipartono dalla parte anteriore, percorrono la fiancata e giungono nella zona del vano motore, accentuando un assetto di strada molto ribassato. La potenza del design si concentra proprio nella zona in cui risiede anche la potenza del veicolo, ovvero il motore.
L'intera configurazione è estremamente funzionale, ogni dettaglio ha uno scopo. Temi quali aerodinamica, conduzione dell'aria di raffreddamento e sicurezza conferiscono sostanza tecnica alla BMW M1 Hommage e ne fanno una vera BMW. Traendo ispirazione dalla costruzione aeronautica, l'intera vettura è inoltre dotata di un raffinato sistema di conduzione dell'aria che la convoglia attraverso la carrozzeria. Sotto la linea del tetto, ad esempio, nella linea nera arretrata della fiancata, è collocato il sistema di conduzione dell'aria di raffreddamento del motore, con piccole lamelle e aperture che dirigono il flusso d'aria nel vano motore, garantendo una sufficiente mandata d'aria.
Specifiche Tecniche e Futuro
Le specifiche tecniche dettagliate della BMW M1 Hommage non sono state rese note, sebbene il sospetto che il motore potesse essere il maestoso V10 della BMW M5 di allora (la E60) fosse forte. Tuttavia, BMW ha confermato che la M1 Hommage non sarebbe stata prodotta in serie. Ciononostante, alcune delle sue soluzioni estetiche vennero riprese poi dallo stesso Adrian van Hooydonk (divenuto poi Senior Vice President del Design di BMW) per creare la BMW i8, la coupé sportiva ibrida plug-in presentata nel 2014.
1979 Monaco - BMW M1 Procar Championship (no commentary)
L'Evoluzione del Concept: BMW Vision M Next
Nel giugno 2019, la BMW ha presentato una concept car ispirata nel design alla originale M1 chiamata BMW Vision M Next. Da quest'ultima riprende l'impostazione della carrozzeria berlinetta e alcuni dettagli come le tre feritoie poste dietro i finestrini posteriori, il lunotto parzialmente carenato con delle lamelle orizzontali e i loghi BMW agli angoli della coda.
La vettura è mossa da un sistema plug-in hybrid AWD, in cui i motori elettrici muovono l'asse anteriore, mentre dietro c'è un quattro cilindri turbocompresso, formando un sistema a trazione integrale. La potenza totale è di 441 kW (600 CV), mentre lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in 3 secondi, con una punta massima di 300 km/h.

Albert Biermann, responsabile della sezione M, ha fatto importanti dichiarazioni riguardanti il futuro del marchio, sostenendo che la corsa ai cavalli debba avere fine, in quanto non è questa la filosofia del sottobrand M, che non vende cavalli ma emozioni e divertimento. A tal proposito, ha ribadito come ogni soluzione e modello debba innanzitutto produrre profitto, in quanto è il business a richiederlo. Pertanto, non ci sarebbe alcun tipo di problema a pensare a una versione M ibrida o elettrica, se il mercato lo richiede. Altrettanto allettante sarebbe la produzione di un modello M completamente progettato dal reparto Motorsport, senza che esso derivi da una delle vetture BMW di serie. Il progetto di una sportiva unica è già da tempo al centro di numerose discussioni, ma finora non se n'è ancora fatto nulla. A livello ingegneristico e di progettazione, Motorsport sarebbe assolutamente in grado di realizzare un proprio modello, ma a livello commerciale ci sono degli intoppi.
Il futuro della sportività firmata Motorsport per BMW ha oggi le - spigolose e imponenti - forme di un SUV di grandi dimensioni, mosso da un esagerato powertrain ibrido plug-in da 750 CV, quanto basta per rendere la BMW XM (questo il nome della concept) la vettura più potente mai creata in quel di Monaco di Baviera. Questi sviluppi dimostrano come il DNA sportivo di BMW, profondamente radicato nella storia di modelli come la M1, continui a evolversi, abbracciando nuove tecnologie e sfide di mercato, pur mantenendo saldi i principi di emozione e piacere di guida.