La Leggenda Ferrari: Un Viaggio nella Storia del Cavallino Rampante

Logo Ferrari e sfondo di Maranello

Ferrari S.p.A., una delle case automobilistiche italiane più iconiche e influenti al mondo, è stata fondata da Enzo Ferrari il 12 marzo 1947, con sede a Maranello. Tuttavia, le sue origini sportive risalgono già al 1929, quando Enzo Ferrari, noto come il Drake, diede vita a Modena alla Scuderia Ferrari. Questa Scuderia è tuttora la divisione principale del reparto corse della Ferrari, da sempre impegnata in Formula 1 e in altre competizioni automobilistiche di alto livello. Controllata dalla Ferrari N.V. dal 2013, l'azienda è produttrice di automobili sportive di fascia alta e da competizione, e il suo impegno nel mondo dell'automobilismo sportivo l'ha resa la più titolata nel campionato del mondo di Formula Uno, con quindici titoli piloti e sedici costruttori. È anche una delle più vincenti nelle competizioni per vetture Sport Prototipo e Gran Turismo, come il campionato del mondo Sport-prototipi, con tredici titoli costruttori, e il campionato del mondo Endurance FIA, dove detiene sei titoli costruttori GT e quattro titoli piloti GT.

Il simbolo ufficiale della Ferrari è il "cavallino rampante", un'immagine che affonda le sue radici nella storia dell'aviazione italiana. Questo emblema, inizialmente in uso durante la Prima Guerra Mondiale dall'aviatore italiano Francesco Baracca, fu personalmente ceduto dalla madre di Baracca a Enzo Ferrari nel 1923 come portafortuna, diventando poi l'emblema del marchio modenese e del suo leggendario reparto corse. La sua influenza è tale che nel 2013 e nel 2014 il marchio è stato riconosciuto come il più influente al mondo, e nel 2015 è stato posizionato al 295° nella classifica "The most valuable brands of 2015" (MVB2015) del sito web della Brand Finance, con un valore stimato di 4,8 miliardi di dollari. Dal 1° settembre 2021, l'azienda, come la controllante Ferrari N.V., è guidata da Benedetto Vigna in qualità di amministratore delegato, un ruolo ereditato da Louis Camilleri, con John Elkann come presidente e Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo, come vicepresidente.

Enzo Ferrari giovane

Le Radici della Passione: La Nascita della Scuderia e le Prime Vetture

Enzo Ferrari fondò la Scuderia Ferrari il 16 novembre 1929 a Modena. Inizialmente, fino al 1932, la Scuderia ricoprì il ruolo di filiale tecnico-agonistica dell'Alfa Romeo. A partire dal 1933, essa divenne a tutti gli effetti il reparto corse semiufficiale dell'Alfa Romeo, iniziando a occuparsi non solo della gestione delle vetture da competizione ma anche della loro progettazione. Questa collaborazione durò fino a tutto il 1937, quando la Scuderia Ferrari fu sciolta. Nel 1938, l'Alfa Romeo diede vita a un nuovo reparto corse chiamato Alfa Corse, con a capo Enzo Ferrari, il quale mantenne questo incarico fino al 1939, anno in cui decise di dare le dimissioni.

Il 13 settembre 1939, dopo aver lasciato l'Alfa Romeo, Ferrari fondò a Modena una nuova casa automobilistica, l'Auto Avio Costruzioni, nello stesso luogo dove fino a due anni prima aveva sede la Scuderia Ferrari. La denominazione Ferrari non fu utilizzata a causa di clausole contrattuali che legavano Ferrari all'Alfa Romeo, impedendogli di utilizzare il proprio cognome sulle automobili da lui prodotte. Tali clausole furono valide fino a tutto il 1944. Con l'avvento della Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, l'attività automobilistica venne sospesa e le commesse dell'azienda si orientarono principalmente verso la costruzione di componenti per velivoli militari.

La Scuderia Ferrari riprese a operare a Maranello al termine della Seconda Guerra Mondiale, e nel 1947 il Drake fondò la sua omonima casa automobilistica. La prima vettura a portare il nome Ferrari fu la 125 S. Questa vettura debuttò in gara a Piacenza l'11 maggio dello stesso anno, guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore della Casa. L'esordio si concluse con un ritiro, ma già alla seconda gara, disputatasi a Roma due settimane dopo, Cortese ottenne la prima storica vittoria Ferrari. Al Salone di Parigi del 1949, fu svelato il primo modello stradale, la 166 Inter, che disponeva di un motore 2.000 cc V12 da 110 cv. I primi successi sportivi alla fine degli anni Quaranta includono due Mille Miglia e due Targa Florio con Clemente Biondetti, e la 24 Ore di Le Mans del 1949 con lo statunitense Luigi Chinetti e il britannico Peter Mitchell-Thomson, che consentirono alla Casa di Maranello di farsi subito conoscere in tutto il mondo.

Enzo Ferrari - Storia

L'Epopea in Formula 1: Trionfi, Tragedie e il Mito Schumacher

La Scuderia Ferrari, dopo la Seconda Guerra Mondiale, si concentrò sul neocostituito campionato mondiale di Formula 1. La Ferrari è diventata la squadra automobilistica più vincente nella storia di questa categoria, conquistando sedici campionati mondiali costruttori di Formula 1, a cui si aggiunsero quindici campionati mondiali piloti. Il debutto della Scuderia Ferrari nel Campionato mondiale di Formula 1 risale al 1950, al Gran Premio di Monaco, la seconda prova stagionale, dove giunse seconda grazie ad Alberto Ascari. Nella stessa stagione, arrivò seconda anche nel Gran Premio d'Italia, sempre grazie ad Alberto Ascari.

Il primo campionato del mondo piloti conquistato dalla Ferrari (quello costruttori, all'epoca, non esisteva ancora) fu nella stagione 1952, quando Alberto Ascari si laureò campione del mondo su una Ferrari 500 F2. Ascari replicò la vittoria nel campionato anche nel 1953. Negli anni Cinquanta, la Ferrari conquistò tantissime vittorie, tra cui 6 Mille Miglia, 5 Mondiali Sportprototipi, 4 Mondiali di F1 Piloti con Alberto Ascari nel 1952 e nel 1953, con l'argentino Juan Manuel Fangio nel 1956 e il britannico Mike Hawthorn nel 1958, tre 12 Ore di Sebring, due 24 Ore di Le Mans nel 1954 con l'argentino José Froilan González e il francese Maurice Trintignant, nel 1958 con il belga Olivier Gendebien e lo statunitense Phil Hill, 2 edizioni della Carrera Panamericana nel 1951 con Chinetti e Piero Taruffi, 1954 con Umberto Maglioli e una Targa Florio. Nonostante i successi, nelle stagioni 1954 e 1955, la Scuderia Ferrari non si ripeté a causa dell'agguerrita concorrenza delle Mercedes, che conquistarono il titolo iridato piloti in entrambi gli anni. La Ferrari tornò a conquistare il mondiale piloti nel 1956 grazie alla vittoria di Juan Manuel Fangio su una Lancia D50, vettura venduta al Cavallino dall'omonima casa automobilistica italiana per via del ritiro dalle corse di quest'ultima, causato dalla morte del suo pilota di punta, Alberto Ascari, nel frattempo passato alla Lancia.

Dopo alcune stagioni senza vittorie significative, il successo tornò nel 1961 con la conquista del mondiale piloti, grazie a Phil Hill, e del mondiale costruttori. Nella stessa stagione, Wolfgang von Trips morì in un incidente avvenuto al Gran Premio d'Italia: all'autodromo di Monza persero la vita, oltre al pilota, anche 15 spettatori. Questa sciagura è, a tutt'oggi, il più grave incidente nella storia del Campionato mondiale di Formula 1, ed è stato il primo ad essere trasmesso in televisione. Tra il 1960 e il 1965, la Ferrari conquistò tutte le edizioni del Mondiale Sportprototipi, della 24 Ore di Le Mans e della 12 Ore di Sebring, oltre a quattro Mondiali F1 e due "piloti" nel 1961 e nel 1964 con Hill e il britannico John Surtees, oltre a tre Targa Florio e due Daytona.

Dopo 11 anni di vittorie nei gran premi, che non portarono però alla conquista di nessun titolo mondiale, arrivò il successo nel 1975, grazie a Niki Lauda, sia nel campionato piloti che in quello costruttori. Il 1976 fu caratterizzato da un evento tragico: lo spaventoso incidente a Niki Lauda sul circuito del Nürburgring. Nello stesso anno, la Ferrari vinse il mondiale costruttori ma non quello piloti. La doppietta venne conquistata nel 1977, con la vittoria in entrambi i campionati, con quello piloti che fu ad appannaggio di Niki Lauda. Nel 1979 fu invece la volta di Jody Scheckter, che vinse il mondiale piloti, a cui si aggiunse, per la Ferrari, quello costruttori.

Gli anni Ottanta furono il decennio più difficile per la Ferrari. Nel 1982, un altro evento luttuoso: la morte di Gilles Villeneuve sul circuito di Zolder. Sempre nello stesso anno, avvenne anche lo spaventoso incidente a Didier Pironi, che costò al pilota la fine della carriera. Nel 1982, la Ferrari riuscì comunque a conquistare il mondiale costruttori anche grazie a Patrick Tambay e Mario Andretti, che sostituirono Villeneuve e Pironi. Nel 1983, il titolo costruttori fu di nuovo ad appannaggio della Ferrari. I successi sportivi si diradarono, e le uniche soddisfazioni in F1 arrivarono dai due Mondiali Costruttori del 1982 e del 1983. Senza contare che la morte di Enzo Ferrari nel 1988 non aiutò di sicuro a migliorare la situazione del costruttore italiano.

Dopo un digiuno durato quasi vent'anni, la Ferrari tornò a vincere il mondiale costruttori nel 1999 grazie a Michael Schumacher e a Eddie Irvine. Dal 2000 e fino al 2004, il mondiale piloti fu ad appannaggio di Michael Schumacher. Questi titoli iridati furono tutti affiancati anche dalla conquista del mondiale costruttori. Nella seconda metà degli anni Novanta, poi, con l'ingaggio del pilota tedesco Michael Schumacher, il Cavallino tornò nei piani alti della F1 con il Mondiale Costruttori del 1999, mentre non mancarono i successi americani, visto che tra il 1995 e il 1998 arrivarono tre 12 Ore di Sebring e una vittoria alla 24 Ore di Daytona.

Michael Schumacher e la sua Ferrari

Il Cavallino Rampante oltre la Formula 1: Sport Prototipi e Endurance

Dal 1953 al 1973, la Scuderia Ferrari prese parte al campionato del mondo sportprototipi, la massima competizione riservata a vetture Sport, Prototipo, Sport Prototipo e Gran Turismo. In totale, la Ferrari ha conquistato tredici titoli costruttori: nel 1953, 1954, 1956, 1957, 1958, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1965, 1967 e nel 1972. Nessuna casa automobilistica ha saputo eguagliare tale risultato; Porsche, infatti, ha vinto il campionato prototipi 9 volte prima del declassamento della competizione a campionato teams nel 1985. Durante i ventuno anni di permanenza della Ferrari nel campionato del mondo Sportprototipi, la classifica costruttori è sempre stata l'unica a garantire l'attribuzione del titolo mondiale da parte della FIA, e anche dopo l'istituzione di una graduatoria piloti nel 1981, quella costruttori ha continuato a rimanere la più importante. Successivamente, per volere di Enzo Ferrari, la Ferrari si ritirò per concentrarsi esclusivamente sulla Formula 1.

Dal 2012, la Ferrari compete nel Campionato del mondo endurance con le vetture gran turismo, dove ha raccolto sei titoli costruttori e quattro piloti. Questo dimostra la versatilità e la continua ricerca dell'eccellenza sportiva del marchio, che si estende ben oltre le piste della Formula 1.

Il Simbolo Immortale: Storia e Evoluzione del Cavallino Rampante

Evoluzione del logo Ferrari

Il marchio Ferrari è un «cavallino rampante» nero in campo giallo, con in basso le lettere «S F» per Scuderia Ferrari, e tre strisce - una verde, una bianca e una rossa - in alto. Questo è il logo che viene applicato su tutte le auto da competizione direttamente supportate dalla scuderia. Nei primi due anni di attività, le vetture della Scuderia Ferrari non ebbero un proprio logo e continuarono a mostrare, più o meno regolarmente, il Quadrifoglio Alfa Romeo, molto ben visto dai piloti per ragioni scaramantiche.

Alla scadenza dell'atto costitutivo originario, che vide ritirarsi i finanziatori Alfredo Caniato e Mario Tadini, su consiglio di Piero Taruffi, Enzo Ferrari decise di estendere l'attività della scuderia anche alle gare motociclistiche. Per evidenziare maggiormente l'appartenenza alla Scuderia Ferrari dei mezzi in gara, si decise di dotarli del celeberrimo cavallino rampante. Il cavallino rampante era originariamente l'emblema personale del maggiore Francesco Baracca, pilota della Prima Guerra Mondiale, che lo faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli ai tempi della 91ª Squadriglia aeroplani da caccia.

Enzo Ferrari raccontò: «Quando nel 1923 vinsi il primo circuito del Savio che si correva a Ravenna, conobbi il Conte Enrico Baracca e in seguito la Contessa Paolina, genitori dell'eroe. Fu la Contessa che un giorno mi disse: "Ferrari, perché non mette sulle sue macchine il Cavallino Rampante di mio figlio? Le porterà fortuna". Conservo ancora la fotografia dell'aviatore con la dedica dei genitori in cui mi affidano l'emblema del Cavallino.» Nel 1945, Ferrari fece ridisegnare un nuovo cavallino rampante da Eligio Gerosa, giovane incisore milanese. Nel progetto, ampiamente modificato rispetto al disegno originario (soprattutto nella coda, che nel cavallino di Baracca puntava verso il basso), venne aggiunto lo sfondo giallo canarino, uno dei colori di Modena. Fu sempre Eligio Gerosa che nel 1947 disegnò il logo ufficiale della scuderia con un cavallino più snello e riproporzionato nelle dimensioni, con lo zoccolo che sovrasta la barretta allungata della «F». Il cavallino rampante non è stato utilizzato unicamente dal marchio Ferrari: l'ingegnere Fabio Taglioni, concittadino di Baracca, lo applicò sulle motociclette Ducati tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta.

Enzo Ferrari - Storia

Il Marchio Ferrari: Icona di Lusso, Performance e Design Italiano

Nel 2013 e nel 2014, il marchio Ferrari è stato riconosciuto come il marchio più influente al mondo in assoluto, secondo l'annuale classifica di Brand Finance, con la seguente motivazione: «Il cavallino rampante su sfondo giallo è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo anche dove non ci sono ancora le strade.» Le autovetture Ferrari sono celebri anche per la loro esclusività, tant'è che l'azienda ha deciso di limitare la produzione per mantenere questa caratteristica. Ferrari N.V. è attualmente uno dei marchi del lusso leader a livello mondiale e si occupa della progettazione, produzione e vendita di auto sportive di lusso ad alte prestazioni. Il marchio Ferrari è simbolo di unicità, innovazione, prestazioni sportive all'avanguardia e design italiano.

Tra i progettisti e le carrozzerie che hanno collaborato con la Ferrari, ci sono anche Bertone, Ghia, Michelotti, Pininfarina, Scaglietti, Touring e Vignale. I motori impiegati nelle autovetture Ferrari sono prevalentemente V8 e V12. Relativamente al colore, fin dagli anni Venti, le automobili da corsa italiane erano verniciate di rosso. Questo era il colore consueto per le vetture italiane che gareggiavano in campionati automobilistici in base a un provvedimento preso negli anni tra le due guerre mondiali dall'associazione che in seguito venne chiamata FIA. Nello schema della federazione, tra le altre, le auto francesi erano blu, le tedesche bianche e le inglesi verdi. La tonalità del rosso è gradualmente passata dal rosso scuro (famoso come «rosso Alfa») a una tinta notevolmente più accesa, nota come «rosso corsa». Tale colorazione è rimasta immutata per le Ferrari di serie.

L'Evoluzione Azionaria e la Gestione Aziendale

Il Gruppo Fiat intervenne in favore della Ferrari già nel 1955, finanziando per un quinquennio lo sviluppo della Scuderia. Tale decisione, nata per arginare lo strapotere tecnico-economico della Mercedes che aveva conquistato i campionati di Formula 1 del 1954 e del 1955, oltre alla Mille Miglia del 1955, contribuì a far vincere alla Ferrari i campionati del 1956 e del 1958, oltre alle Mille Miglia del 1956 e del 1957. Nonostante i grandi successi sportivi, la Ferrari cadde in una grave crisi in seguito all'abolizione delle corse su strada, decretato in buona parte del mondo dopo il disastro di Le Mans del 1955 e, anche in Italia, dopo la tragedia di Guidizzolo del 1957. In tale quadro economico, Henry Ford II provò ad acquistare la Ferrari, in modo da fruire del suo prestigio con un prevedibile ritorno d'immagine per l'azienda da lui posseduta. Condotta da Lee Iacocca, nel maggio 1963 la trattativa sembrava avviata a una rapida conclusione, quando si arenò sulla conditio sine qua non posta da Enzo Ferrari in merito all'intoccabilità della sua autonomia circa le decisioni da prendere nell'ambito del reparto corse; al rifiuto di Iacocca seguì l'immediata e definitiva rottura del negoziato.

La FIAT intervenne nel 1965 annunciando la collaborazione tra le due aziende, allo scopo di attuare un comune programma per la costruzione di propulsori sportivi, che decretò la nascita del marchio Dino. Alla scomparsa di Enzo Ferrari nel 1988, il pacchetto azionario divenne per il 90% del Gruppo Fiat, mentre la parte restante andò al figlio Piero Lardi Ferrari. Il 23 dicembre 1988, l'azienda cambiò denominazione diventando Ferrari S.p.A. Piero Lardi Ferrari è rimasto all'interno dell'azienda come vicepresidente. Nel novembre 1991, Luca Cordero di Montezemolo, in precedenza direttore sportivo della Scuderia Ferrari dal 1974 al 1977, fu nominato presidente dell'azienda. Nel 2006, il 5% delle azioni fu acquisito da una società finanziaria degli Emirati Arabi Uniti, la Mubadala, che nella capitale di Abu Dhabi promosse anche la costruzione del Ferrari World, il più grande parco a tema al mondo.

Il 24 maggio 2013, la Ferrari S.p.A. è stata incorporata nella società di diritto olandese New Business Netherlands N.V., rinominata Ferrari N.V. Nell'ottobre 2015, una parte delle azioni fu quotata alla Borsa di New York. Nel gennaio 2016, la Ferrari N.V. è stata scorporata da Fiat Chrysler Automobiles (FCA), il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra Fiat S.p.A. e Chrysler Group LLC, mediante l'assegnazione di un'azione Ferrari N.V. per ogni azione FCA posseduta. Il 21 ottobre 2015, il 10% del 90% di Ferrari N.V. era stato quotato. Dal 21 luglio 2018, l'azienda, come la controllata Ferrari S.p.A., è stata guidata da Louis Carey Camilleri, in qualità di amministratore delegato, mentre John Elkann ne è il presidente. A seguito delle dimissioni di Louis Camilleri avvenute il 10 dicembre 2020, John Elkann ha assunto ad interim la carica di amministratore delegato.

Ferrari N.V. è la terza società italiana per capitalizzazione di mercato, alle spalle di Enel ed ENI, con un valore di 50,72 miliardi di dollari (dati al 18 aprile 2023). L'azienda automobilistica di Maranello fa parte della scuderia Exor, dopo essere stata scorporata a gennaio 2016 da Fiat Chrysler per quotarsi alla Borsa Italiana. La società può adottare la variante del voto multiplo, il che consente ad alcuni soci che insieme non hanno la maggioranza delle azioni ordinarie di poterla esercitare in assemblea nelle votazioni. Alla fine del 2022, il capitale sociale del Cavallino era costituito da 193.923.499 azioni ordinarie e da 63.349.112 azioni a voto speciale, ossia che assegnano ulteriori diritti in termini di votazione a chi le possiede. Tutte le azioni hanno un valore nominale di 1 centesimo di euro. Alla stessa data, Ferrari deteneva 11.970.001 azioni proprie ordinarie e 5.199 azioni proprie a voto speciale.

Con il 24,44% delle azioni ordinarie e il 70,15% delle azioni speciali, Exor è il maggiore azionista di Ferrari. Inoltre, la cassaforte della famiglia Agnelli esercita il 36,25% dei diritti di voto. Il secondo azionista più rilevante è il Trust Piero Ferrari, con il 10,39% delle azioni ordinarie, il 29,83% delle azioni speciali e il 15,42% dei diritti di voto. Questa quota è frutto della cessione avvenuta nel dicembre 2021 del pacchetto azionario di Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo Ferrari, a un family trust costituito dalla figlia Antonella e dai nipoti Enzo Mattioli Ferrari e Piero Galassi Ferrari. L'intento era quello di preservare nel tempo l'unità della partecipazione.

Nel 2015 è stato un anno da record per l'holding, che ha realizzato i migliori risultati di sempre, consegnando 7.664 vetture (+5,64%) e distribuendo un dividendo pari a 46 centesimi per azione per un monte dividendi complessivo pari a 86 milioni di euro. I ricavi sono stati pari a 2,854 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto all'anno precedente, mentre l'utile è salito del 9% a quota 290 milioni di euro rispetto al 2014. L'utile per azione è stato pari a 1,52 euro, dagli 1,38 euro del 2014. Il margine operativo lordo è salito da 678 a 719 milioni di euro, mentre il reddito operativo adjusted è stato pari a 473 milioni di euro, in aumento del 17% rispetto al 2014. Il 9 marzo 2016, la società ha emesso il suo primo prestito obbligazionario nella storia, raccogliendo ordini superiori di quasi sei volte all'offerta per un totale di 2,7 miliardi di euro.

Icone Stradali e Supercar: La Produzione di Serie

Negli anni Cinquanta, la Casa di Maranello si concentrò più sulle corse che sulla produzione di serie, anche se la nascita, nel 1951, della Carrozzeria Scaglietti permise al Cavallino di disporre di uno stabilimento dedicato al 100 per cento alla realizzazione delle scocche e dei telai. Tra i modelli degni di nota di questo periodo vanno segnalati la 250 California del 1957, con un propulsore 3.000 cc V12 con potenze tra 240 e 280 cv.

Gli anni Sessanta videro la Ferrari avviare il piano di massima espansione: si trasformò in una società per azioni nel 1960, realizzando in quegli anni la mitica 250 GTO nel 1962, con motore 3.000 cc V12 da 300 CV, anche se continuò a focalizzarsi principalmente sulle corse. Nella seconda metà del decennio, la Casa di Maranello iniziò ad avere necessità di risorse per continuare a primeggiare nelle corse e per progettare modelli di serie. Per quanto riguarda le vetture destinate al pubblico, meritano di essere citate la “piccola” Dino 206 GT del 1967, con un motore 2.000 cc V6 da 180 cv, e la 365 GTB4, conosciuta con il nome di Daytona, dell'anno successivo.

Gli anni Ottanta, pur essendo un decennio difficile per la Ferrari sul fronte sportivo, videro il debutto di tre supercar destinate a segnare la storia del Cavallino: la 288 GTO e la Testarossa del 1984 e la F40 del 1987. La Testarossa, presentata al Salone di Parigi del 1984, con l'appellativo già usato dalla Casa di Maranello per le gloriose vetture sport degli anni Cinquanta, fu disegnata da Pininfarina con una linea di notevole impatto, caratterizzata da prese d'aria molto pronunciate sulle fiancate. La vettura montava un 12 cilindri boxer, il più potente installato - in quel periodo - su una vettura sportiva di serie con 390 CV, con quattro valvole per cilindro, di 4943 cc. La vettura fu prodotta in 7.177 esemplari fino al 1991. Tuttavia, le sportive più “accessibili” non furono altrettanto riuscite, e questo incise negativamente sulle vendite al pubblico.

Ferrari Testarossa

Anche i modelli di serie ebbero un nuovo impulso a partire dal 1995. Debuttarono la 550 Maranello del 1996 e, soprattutto, la 360 Modena del 1999, due modelli che accompagnarono la Ferrari verso il terzo millennio.

L'Innovazione Futuristica: La Ferrari Luce Elettrica

Ferrari, la casa automobilistica di Maranello, ha svelato il design degli interni e annunciato il nome della sua nuova vettura completamente elettrica: Ferrari Luce, l'inizio di un nuovo capitolo nella storia del Cavallino Rampante. Il nome indica la "costante attenzione al futuro del marchio" e inaugura una nuova strategia di denominazione per un'aggiunta importante alla gamma Ferrari. L'evento di presentazione è stato organizzato a San Francisco da Ferrari in collaborazione con LoveFrom, collettivo di creativi fondato dai designer Sir Jony Ive e Marc Newson, che da cinque anni lavora a 360° sul design della nuova vettura.

La tecnologia alla base della vettura è stata svelata a ottobre 2025 nell'e-building di Maranello. La terza e ultima fase del lancio, che vedrà la presentazione degli esterni, si terrà in Italia a maggio 2026. La società spiega che l'abitacolo della Ferrari Luce è "un volume unico e pulito, con forme semplificate e razionalizzate al servizio della guida per creare un ambiente tranquillo, funzionale e spazioso". Hardware e software sono stati sviluppati, e gli elementi essenziali - come il Binnacle, il pannello di controllo e il tunnel centrale - sono autonomi e organizzati in modo chiaro attorno al concetto di input (comandi) e output (display).

I materiali sono stati scelti per la loro resistenza e durata nel tempo. La lega di alluminio, riciclata al 100%, è fresata con cura dal pieno utilizzando una tecnologia CNC a 3 o 5 assi e successivamente sottoposta ad un processo di anodizzazione all'avanguardia. Il trattamento crea una microstruttura a celle esagonali ultrasottile sulla superficie, garantendo resistenza e durezza eccezionali e una raffinata micro-texture.

Per quanto riguarda il volante della Ferrari Luce, il team ha optato per una forma semplificata a tre razze, reinterpretando l'iconico volante Nardi in legno a tre razze degli anni '50 e '60. La struttura in alluminio delle razze è intenzionalmente priva di rivestimento per mettere in evidenza solidità e finitura del materiale. Il volante è formato da 19 componenti lavorati con tecnologia CNC e pesa 400 grammi in meno rispetto al volante di gamma Ferrari. I tre display a bordo della Ferrari Luce - il Binnacle del guidatore e i pannelli di controllo anteriore e posteriore - sono stati progettati con la massima cura per garantire chiarezza e funzionalità. Il Binnacle si muove insieme al volante ottimizzando la visibilità della strumentazione da parte del pilota e facilitando così la guida. Il quadro strumenti montato sul piantone dello sterzo rappresenta una novità assoluta per una Ferrari di gamma ed è dotato di due display OLED sovrapposti.

Interni della Ferrari Luce

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