Guida al Calcolo dell'Altezza del Manubrio nelle Bici Ibride: Ottimizzazione della Posizione di Guida

Quando un ciclista sale in sella, attua una trasformazione da uomo che cammina a uomo che pedala. La posizione che assume deve assecondare le nuove esigenze legate all'avanzamento del complesso uomo-bicicletta, focalizzandosi su tre aspetti essenziali: la capacità di erogare energia nel migliore dei modi, la capacità di opporre poca resistenza aerodinamica all’avanzamento e la capacità di rimanere in sella a lungo. Mentre l’altezza della sella è un punto su cui il dibattito è stato molto aperto e la sua misura appare praticamente certa in base alle misure fisiche del ciclista, il posizionamento del manubrio è una questione sempre aperta e soggetta a convinzioni discordanti. Non esiste un'altezza giusta assoluta per il manubrio, ma prestare attenzione all'appoggio anteriore è un buon punto di partenza.

ciclista in posizione su bici ibrida

L'Influenza del Manubrio sulla Posizione in Sella e sul Baricentro

La prima regolazione del manubrio da prendere in considerazione è la sua altezza. L’altezza del manubrio influenza fortemente la posizione in sella. L’innalzamento o l’abbassamento del capo e del busto determina un conseguente innalzamento/abbassamento del nostro baricentro. Un manubrio alto fa sì che il baricentro [B2] sia più alto e in parte arretrato. Questo conferisce essenzialmente un vantaggio in discesa, perché si riduce la possibilità di ribaltamento in avanti. Al contrario, un manubrio basso determina un abbassamento del baricentro [B1], oltre un modesto spostamento in avanti. Questa modifica della distribuzione dei pesi, con il busto più in avanti, può dare maggiore portanza alla ruota anteriore. Sulla bicicletta da corsa, ad esempio, ogni minimo movimento sul manubrio si sente molto di più nella guida rispetto a una bicicletta da città. Istintivamente, quando si sale su una bicicletta da corsa, si tende a considerare questa sensazione come indice di pericolosità, ma basta poco ad abituarcisi e, anzi, ad apprezzarne i vantaggi anche in termini di comodità, prima ancora che di aerodinamica.

diagramma baricentro ciclista manubrio alto e basso

Parametri Chiave per il Posizionamento del Manubrio

Il posizionamento del manubrio deve consentire al ciclista di raggiungere il manubrio in tutte le sue possibili prese senza difficoltà, e deve anche essere il più aerodinamico possibile. Da quest’ultima affermazione ne deriva che il manubrio più è in basso e meglio è, ma questa valutazione deve tenere conto anche della lunghezza dell’attacco manubrio che permette la distensione sulla bici e, anch’esso, la posizione aerodinamica. La misura che intercorre tra la sella e il manubrio non è definibile con un sistema di calcolo, essendo determinata da diversi fattori; ossia la posizione del bacino sulla sella, la lunghezza e la flessibilità del busto e la lunghezza degli arti superiori.

Altezza arretramento sella bici e principi di base di Biomeccanica | MTBT

Approccio Empirico alla Regolazione del Manubrio

Il modo empirico per regolare l'altezza del manubrio prevede di salire sulla bici pedalando in senso antiorario, trovare la posizione ideale sulla sella, flettere leggermente le braccia e tenere la testa eretta guardando avanti. Successivamente, abbassare lo sguardo mantenendo la testa eretta e guardare il centro del mozzo della ruota anteriore rispetto al manubrio. Questo metodo può fornire un buon punto di partenza per le regolazioni iniziali.

La Relazione tra Stack, Reach e l'Altezza del Manubrio

Nell'ambito della geometria del telaio, fattori come Reach e Stack (e le loro versioni "effettive") giocano un ruolo cruciale nell'influenzare l'altezza ideale del manubrio. La distanza misurata direttamente dal BB (Bottom Bracket) alle manopole (nello spazio 2D) è l’ipotenusa di un triangolo rettangolo composto da Reach e Stack effettivi. Si potrebbe immaginare che con l’aumento del Reach si potrebbe voler diminuire lo Stack per mantenere la stessa percezione di libertà di movimento sulla bici. La realtà è però diversa. La stessa altezza dello Stack su una bici con Reach corto può invece dare la sensazione di essere troppo eretti, come su una bici da passeggio. In genere, all’aumentare del Reach si tende a desiderare un manubrio più alto. Si arriva così a preservare il rapporto esistente tra Stack e Reach effettivi, anche se non è così semplice.

Passando dalla teoria alla pratica, e attrezzandosi di righello e compasso, per ogni distanziale da 10 mm utilizzato al di sotto dell’attacco manubrio, si guadagnano circa 9 mm di Stack effettivo e si perdono circa 3 mm di Reach effettivo, a causa dell’inclinazione dell’angolo sterzo. Paragonando due bici con lo stesso Reach e con Stack differente, quella con una misura inferiore per il secondo ne avrà una superiore per il primo una volta che saranno stati aggiunti i distanziali per portare i manubri alla stessa altezza. Nonostante la lunghezza del tubo sella vari di molto tra le misure del telaio, per cui l’altezza disponibile della sella varia in base al biker, quella dello Stack spesso cambia molto poco tra le misure del telaio. Non sono sicuro del motivo per cui le bici XL o XXL non abbiano tubi di sterzo proporzionalmente più lunghi, anche se sospetto che abbia molto a che fare con l’estetica e/o con il fatto di esibire una quota di Reach più lunga, almeno sulla carta.

Ad esempio, la nuova Canyon Strive CFR ha una gamma di quattro taglie che va da S a XL. Il marchio tedesco raccomanda la piccola per biker più bassi di 177 cm, quella grande per altezze superiori a 189 cm. In questo range di altezze, il Reach va da 450 a 525 mm - una differenza di circa il 17% - ma lo Stack va da 629 a 660 mm - una differenza di appena il 5%. Un altro modo di vedere le cose è calcolare il rapporto tra Stack e Reach, che da 1,40 per la misura S passa a 1,26 per quella XL. Come spiegato prima, per l’ergonomia contano le quote effettive di Reach e Stack, ma di solito le bici sono equipaggiate con lo stesso rise del manubrio, la stessa lunghezza dello stem, e lo stesso numero di distanziali per tutta la gamma delle taglie. Le eccezioni non sono molte, ed è un vero peccato per l’utilizzatore finale.

Regolazione Pratica dell'Altezza del Manubrio: Distanziali e Rise

Il sistema più semplice per alzare o abbassare il manubrio è aggiungere o togliere distanziali sotto lo stem. L’operazione è semplice e consiste nello spostamento del distanziatore sopra/sotto lo stem. L’altezza del disco distanziatore può variare tra 5mm, 10mm, 15mm e 20mm.

distanziali attacco manubrio

Un altro elemento da considerare è il "rise" del manubrio. Quando si indica un rise di 25mm significa che le manopole si trovano 25mm più in alto della parte centrale del manubrio stesso. Da un punto di vista pratico, l’intervento sul rise del manubrio o sui distanziatori produce lo stesso effetto. L’inclinazione e il relativo rialzo determina un innalzamento/abbassamento del manubrio e di conseguenza delle mani. Il risultato è del tutto analogo a quello che si ottiene variando il numero di spessori sotto l’attacco manubrio oppure modificando il rise del manubrio. Una volta stabilita l’altezza del manubrio corretta, si misura la distanza tra la zona inferiore del tubo di sterzo e la base dell’attacco manubrio.

tipi di manubrio con rise differenti

Angolazione del Manubrio: Backsweep e Upsweep

Sappiamo tutti che i manubri hanno di base un’inclinazione all’indietro (backsweep) e verso l’alto (upsweep) i cui valori sono specifici per ciascun manubrio, in base alla sua geometria e calcolati in una posizione di rotazione centrale. Ruotando il manubrio in avanti aumenta l’upsweep e diminuisce il backsweep. Ne deriva che i gomiti tendono ad alzarsi e stare più all’esterno, ovvero l’impugnatura si fa più aperta. Viceversa ruotando il manubrio indietro diminuisce l’upsweep e aumenta il backsweep. In questo modo i gomiti tendono ad abbassarsi e stare più all’interno, ovvero l’impugnatura si fa più chiusa.

Aerodinamica e Comfort: Un Equilibrio Delicato

Dal punto di vista aerodinamico si tende a considerare comunque migliore la posizione più bassa possibile del manubrio (e magari anche con l’attacco più lungo). Ma non è detto che questo sia un bene in assoluto. Test fatti in galleria del vento e poi riportati all’atto pratico hanno dimostrato che allontanare il manubrio dalla sella il più possibile non è detto che sia necessariamente un vantaggio. Non tutti riescono a sopportare una posizione troppo aerodinamica; in alcuni soggetti si riduce la capacità respiratoria, ad esempio, con conseguenze importanti sulla prestazione.

ciclista in galleria del vento per aerodinamica

Un neofita è portato, istintivamente, a considerare più comoda una bici che preveda il busto più vicino possibile alla perpendicolare al terreno. Non è così perché, al di là delle considerazioni aerodinamiche che possono essere trascurate in determinate condizioni, la posizione eretta trasmette le vibrazioni proprio alla schiena andando, alla lunga, ad affaticare il ciclista.

L'Importanza dell'Adattamento e della Sperimentazione

Nelle eventuali modifiche della posizione, occorre sempre darsi qualche uscita per abituarsi alla nuova posizione. Il fisico umano tende ad adattarsi molto bene, anche in posizioni non congeniali, tanto da restituire una sensazione di scomodità quando la posizione viene corretta. I ciclisti di MTB, ad esempio, non esitano a portare lo scarto tra sella e manubrio all’incirca sui 10 cm, anche se non dovrebbe superare i 5 cm in altri contesti. Sulla bicicletta da corsa vale una regola differente per la posizione dell’altezza del manubrio rispetto al piano della sella: mediamente 10 cm, ma non meno di 4. È questa, in centimetri, la differenza tra i due appoggi ed è comunque da rapportare alle caratteristiche dell’atleta. Abbiamo parlato di bicicletta da corsa, appunto, perché è questo il mezzo dove l’aerodinamica ha maggiore importanza. I vari tipi di biciclette, infatti, differiscono anche per la differente angolazione in cui il ciclista si trova a pedalare. Un punto essenziale da ricordare è come la posizione della sella costituisca il fattore più importante che influenza la reale posizione del nostro corpo in bici e che a sua volta è in stretto rapporto con l’altezza del movimento centrale.

Altezza arretramento sella bici e principi di base di Biomeccanica | MTBT

Non è raro, in particolare per chi ha la fortuna di provare bici a getto continuo, scervellarsi perché ci si sente più a proprio agio a percorrere le curve ripide su una trail bike che su una MTB da enduro. Questo sottolinea come la percezione soggettiva del comfort e dell'efficienza sia fondamentale.

Considerazioni Finali sul Posizionamento

Innanzitutto occorre partire dal posizionare correttamente il piede sul pedale: è importante poiché così si evitano perdite d'energia e stress eccessivo a carico delle strutture muscolo-tendinee. Come sottolineato da Simone Lanciotti nel suo "Guidare la mountain bike. Tecnica di base e nozioni evolutive", l'ergonomia generale della bicicletta, inclusa la regolazione del manubrio, è cruciale per la prestazione e il benessere del ciclista.

Nessuno sopporterebbe un’altezza sbagliata della sella, quindi l’inserimento del reggisella nel telaio è estremamente regolabile per adattarsi a un’ampia gamma di lunghezze delle gambe. Mentre la lunghezza del tubo sella varia di molto tra le misure del telaio, per cui l’altezza disponibile della sella varia in base al biker, quella dello Stack spesso cambia molto poco tra le misure del telaio. Questo può rendere più complessa la personalizzazione dell'altezza del manubrio per i ciclisti più alti, che potrebbero trovarsi con un manubrio relativamente troppo basso rispetto alla loro altezza complessiva.

tags: #calcolo #altezza #manubrio #ibride