I Cani Travestiti da Panda: Una Controversa Attrazione Globale

Cani Chow-chow truccati da panda con pittura bianca e nera

La pratica di camuffare cani, in particolare della razza Chow-chow, per farli assomigliare a panda, è diventata un fenomeno che ha suscitato un ampio dibattito e indignazione a livello globale. Quella che per alcuni è considerata un'attrazione divertente, per altri rappresenta un grave caso di maltrattamento animale e frode. Inizialmente prevalente in alcune aree dell'Asia, questa "mania" ha purtroppo raggiunto anche l'Italia, portando alla luce le problematiche etiche e legali associate.

L'Inganno del "Chow-chow Panda"

Il "Chow-chow panda" non esiste come razza naturale; si tratta, infatti, di cani ai quali viene alterato l'aspetto tramite tintura e, in alcuni casi, mascheramento, per emulare le caratteristiche distintive dei panda, animali ahimè in via d'estinzione. Questi cagnolini, spesso ancora cuccioli, vengono dipinti di bianco e nero per creare l'illusione di un panda. Tale pratica è stata documentata in diversi contesti, dagli zoo ai circhi, con l'obiettivo principale di attirare il pubblico e generare profitto.

La scoperta di questi "panda fasulli" spesso avviene quando i visitatori, avvicinandosi agli animali, notano comportamenti atipici per un panda, come il guaito o l'abbaiare, o dettagli fisici incongruenti. Un video che mostrava cuccioli di Chow-chow scorrazzare e ansimare nel loro piccolo recinto, con la coda arricciata e la lingua di fuori, ha contribuito a smascherare l'inganno in uno di questi casi, portando i visitatori a rendersi conto della truffa.

Cani Chow Chow dipinti come Panda nei Zoo Cinesi

Il Caso Orfei a Brescia: Quando la Pratica Arriva in Italia

In Italia, la "folle mania" dei cani travestiti da panda si è manifestata in un circo Orfei a Brescia. Qui, due cuccioli di Chow-chow, un maschio e una femmina, venivano truccati e mascherati da panda ed esibiti durante gli spettacoli. Questa pratica di sfruttamento non è passata inosservata, scatenando immediate reazioni.

Il Corpo di Polizia Forestale è intervenuto, denunciando il proprietario del circo Orfei per maltrattamento di animali e truffa ai danni degli spettatori. Le indagini hanno rivelato che i documenti presentati dai circensi relativi ai due esemplari erano passaporti falsi. Inoltre, l'età dei cani, importati dall'Ungheria, risultava essere inferiore di circa sei mesi rispetto a quanto dichiarato. I cagnolini, sebbene sequestrati, sono stati lasciati in custodia al loro proprietario, al quale è stato imposto il divieto assoluto di utilizzarli nuovamente per il circo e di truccarli o mascherarli per esibirli.

Questo episodio ha evidenziato come la necessità di un'informazione libera e indipendente sia cruciale per denunciare tali pratiche e tutelare il benessere degli animali.

Reazioni e Contestazioni Globali

Le reazioni a queste messe in scena sono state diverse e spesso contrastanti. Alcuni visitatori hanno parlato di vera e propria truffa, arrivando a chiedere il rimborso del biglietto, preoccupati non solo per l'inganno subito ma anche per la salute e il benessere dei cani. Altri, invece, in un'ottica più indulgente, hanno persino apprezzato l'inventiva dello staff degli zoo o dei circhi coinvolti.

Tuttavia, il coro di voci critiche è stato preponderante. Organizzazioni a difesa dei diritti degli animali in tutto il mondo hanno condannato l'atto come "crudele". La People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) ha fermamente dichiarato che "nessun animale ha un desiderio o un bisogno naturale di essere tinto, tatuato, mutilato o modificato in qualsiasi altro modo per soddisfare le preferenze estetiche degli esseri umani". Hanno inoltre sottolineato che "sebbene la toelettatura di routine sia necessaria e importante per molti animali da compagnia, non si dovrebbero mai eseguire procedure di bellezza innaturali che non giovano alla salute e al benessere dell'animale: costringere un animale a sopportare questo tipo di sofferenza non è di moda, ma è un abuso".

Manifesto con la scritta

La Posizione degli Zoo Coinvolti: "Fattore Divertimento" e Sicurezza dei Coloranti

In alcuni casi, come nello zoo di Shanwei in Cina, i cuccioli di Chow Chow dipinti da panda sono diventati l'attrazione principale. La direttrice della struttura, lungi dal farsi scoraggiare dalla notorietà acquisita, ha dichiarato che l'idea era quella di sfruttare il "fattore divertimento". Ha anche assicurato che il colorante utilizzato per tingere il pelo dei due animali era sicuro e non tossico.

Un cartello posto accanto al recinto dei "Panda dog" recitava: "Ci chiamiamo Panda dog, cani da compagnia che assomigliano a un panda. Siamo gentili, intelligenti, amichevoli, carini e adorabili!". La direttrice ha inoltre affermato: "Il nome del nostro zoo è 'Il paradiso degli animali strani e dei cuccioli carini'", e ha continuato, "quindi questi Chow Chow sono parte delle nostre 'specialità'".

Analogamente, lo zoo di Taizhou, nella provincia di Jiangsu, finito nel mirino per aver "travestito" dei Chow-chow da panda e proposti come attrazione, ha respinto le accuse chiarendo di aver segnalato ai visitatori la presenza di "chow chow dipinti". Un portavoce della struttura ha argomentato: "Le persone si tingono anche i capelli. La tintura naturale può essere utilizzata sui cani se hanno il pelo lungo", cercando di placare le accuse relative all'utilizzo di sostanze nocive e al maltrattamento.

Tuttavia, le associazioni animaliste hanno controbattuto che tingere la pelliccia di qualsiasi animale può essere pericoloso e persino fatale. Gli animali possono riportare gravi ustioni o essere avvelenati dalle tossine contenute nella tintura, specialmente leccandosi la pelliccia.

Una Pratica Diffusa e i Suoi Precedenti

La pittura di cani per farli assomigliare a panda sembra essere, secondo quanto riportato da diverse fonti, un'abitudine diffusa in alcuni zoo cinesi. Oltre al caso di Shanwei, un'altra struttura nella provincia orientale di Jiangsu ha vissuto una vicenda molto simile, suscitando anch'essa l'indignazione dei visitatori. Casi analoghi si erano verificati nella regione del Sichuan già nel 2019 e 2020, sebbene avessero destato meno clamore per la mancanza di video e post virali.

Schema che illustra i rischi delle tinture per animali

Questo fenomeno non si limita ai soli cani travestiti da panda. Purtroppo, la spettacolarizzazione umana ha portato a situazioni ancora più estreme e discutibili. Altre strutture zoologiche cinesi hanno ricevuto critiche in passato per aver mascherato cani da lupi o da grandi felini. Un bar di Chengdu, nel 2019, è stato criticato per aver offerto un servizio di tintura per far sembrare i propri animali domestici dei panda. Nel 2016, alcuni negozi del Guangdong sono stati sorpresi a vendere cani travestiti da tigri in miniatura.

Non solo cani, ma anche altri animali sono stati vittime di questi camuffamenti. Uno zoo in Egitto è stato accusato di aver camuffato un asino da zebra. Un visitatore si è accorto del falso notando la criniera e la coda atipiche per un animale della savana. Complice il caldo, la pittura dell'asino si è scolorita, svelando la truffa. Questi episodi dimostrano una preoccupante tendenza a manipolare l'aspetto degli animali per fini di attrazione e profitto, spesso ignorando le implicazioni etiche e il benessere degli esseri viventi coinvolti.

Oltre la Fantasia: La Realtà che Supera le Aspettative

La costante pratica di travestire gli animali ha portato a un aumento dei dubbi da parte di visitatori e utenti, arrivando a creare situazioni paradossali. Un esempio significativo è emerso nel 2023, quando un filmato virale mostrava "Angela", un orso malese femmina, noto anche come "orso del sole" - una specie nativa delle foreste pluviali dell'Asia Sudorientale e a rischio estinzione - nello zoo di Hangzhou, in Cina.

Molti hanno ipotizzato che si trattasse di un uomo travestito, con commenti come "È troppo magra" o "deve essere un uomo, il costume è troppo largo". Queste congetture sono state alimentate dalla vista dell'animale che si ergeva sulle zampe posteriori e salutava la folla alzando le zampe anteriori, un comportamento che alcuni consideravano troppo umanoide. Questo episodio evidenzia come la frequenza di tali inganni possa minare la fiducia del pubblico, portandolo a dubitare persino dell'autenticità di animali veri.

Immagine di un orso malese in piedi, simile a un essere umano travestito

Questo clima di scetticismo è una diretta conseguenza della crescente tendenza a utilizzare gli animali come mere attrazioni, alterandone l'aspetto e l'ambiente per soddisfare la curiosità o il desiderio di "stranezza" del pubblico. Tali pratiche non solo generano confusione ma sollevano anche interrogativi fondamentali sulla responsabilità degli operatori zoologici e sulla necessità di un'educazione più approfondita riguardo al rispetto e alla conservazione della fauna selvatica. Il nostro pianeta ha bisogno di un'informazione libera e indipendente per distinguere la realtà dalla fantasia e per proteggere gli animali da ogni forma di sfruttamento.

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