Cani e COVID-19: Chiarimenti su Trasmissione e Gestione

Il COVID-19, malattia causata dal virus SARS-CoV-2, ha avuto un impatto straordinario sulla salute pubblica e sulle attività quotidiane degli esseri umani. Nonostante la sua ampia diffusione, molte sono state le domande e le incertezze riguardo al ruolo degli animali domestici, in particolare dei cani, nella trasmissione del virus. Questo articolo mira a fare chiarezza su tali questioni, basandosi sulle evidenze scientifiche e sulle indicazioni delle autorità sanitarie.

Cane con mascherina chirurgica

La Natura del Coronavirus e la Specificità di Specie

I coronavirus sono un gruppo di virus noti per causare una varietà di sintomi, dal comune raffreddore a patologie più gravi come la polmonite. Prendono il nome dalle loro caratteristiche punte a forma di corona. Esistono diversi generi di coronavirus che possono causare malattie enteriche, respiratorie o sistemiche. Alcuni esempi noti, oltre al SARS-CoV-2, includono SARS e MERS.

È importante sottolineare che i coronavirus sono comuni in diverse specie animali, tra cui bovini, cavalli, cani, gatti, furetti, cammelli e pipistrelli. Sebbene la trasmissione dagli animali all'uomo sia un fenomeno possibile, sebbene non comune, come osservato in passato con SARS (tramite lo Zibetto di Palma Mascherato) e MERS (tramite i Cammelli Dromedari), il SARS-CoV-2 ha dimostrato una via di trasmissione predominante da persona a persona. Si ritiene che il virus abbia avuto origine nei pipistrelli e sia stato trasmesso all'uomo attraverso un ospite intermedio, sebbene le indagini siano ancora in corso.

Il direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, Giovanni Maga, spiega che "I coronavirus sono molto specifici: o si adattano all'uomo o al cane, non abbiamo precedenti di altro tipo". Questa specificità di specie è un fattore chiave per comprendere la trasmissione.

Schema della struttura del coronavirus

I Cani come Veicolo di Contagio di SARS-CoV-2: Le Evidenze Scientifiche

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), non esiste alcuna evidenza scientifica che gli animali domestici, inclusi cani e gatti, giochino un ruolo epidemiologico nella diffusione di SARS-CoV-2. La trasmissione principale avviene da uomo a uomo.

Tuttavia, sono stati segnalati episodi di infezione da SARS-CoV-2 in animali da compagnia. Alla fine di febbraio, ad esempio, le autorità di Hong Kong hanno messo in quarantena un cane dopo che campioni della cavità nasale avevano testato "debole positivo" per il virus. Il proprietario del cane era risultato positivo al COVID-19. Questo cane è risultato positivo più volte, ma non ha mostrato segni di malattia. Le autorità hanno ritenuto che si trattasse di una trasmissione da uomo a animale, ma hanno sottolineato che non era motivo di allarme. La presenza di tracce di virus nell'animale potrebbe essere stata del tutto casuale e dovuta al suo semplice contatto con il proprietario.

È importante ricordare che i virus a volte possono infettare una specie senza causare malattie in quella specie, né diventare trasmissibili ad altre. Ancora una volta, non si ritiene che animali domestici come cani o gatti possano trasmettere COVID-19 agli umani.

Uno studio realizzato dal gruppo di Dorothee Bienzle dell'Università di Guelph nell'Ontario, in Canada, ha esaminato 48 gatti e 54 cani appartenenti a 77 famiglie con ex pazienti Covid. Gli animali sono stati testati per gli anticorpi anti SARS-CoV-2, indicatori di un'infezione superata. Questo studio ha contribuito a comprendere meglio la prevalenza dell'esposizione negli animali domestici.

Più recentemente, i ricercatori dell'Università del Cile hanno documentato che anche le varianti umane di COVID-19, come l'Omicron BA.4.1, possono essere trasmesse dall'uomo ai cani. Lo studio, pubblicato sulla rivista Veterinary Quarterly, è stato condotto su 65 animali domestici in case con persone infette da COVID-19 e ha rivelato che il 6,06% dei cani era stato infettato dalla variante Omicron prevalente nel Paese in quel momento. La maggior parte degli animali positivi non ha mostrato segni di infezione, pur essendo positiva ai test, a una distanza di circa 5 giorni dal proprietario. Un cane è deceduto, ma non è stato possibile raccogliere dati aggiuntivi per determinare la causa esatta. Oltre ai cani, una gatta di un anno è risultata positiva, mentre un altro gatto convivente con uno dei cani infettati dal proprio umano malato è risultato negativo.

Il tasso di positività più basso ottenuto in questa ricerca è più in linea con diversi studi condotti precedentemente, che inizialmente riportavano valori molto bassi di rilevamento virale negli animali. La sorveglianza di questi casi è di fondamentale importanza per comprendere meglio le popolazioni animali suscettibili e i potenziali rischi associati all'emergere di nuovi ospiti e serbatoi. Tali serbatoi potrebbero fungere da potenziali nascondigli per il virus per subire mutazioni e possibilmente riemergere come nuove varianti che potrebbero rappresentare un rischio per la popolazione umana.

Il presidente dell’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani), Marco Melosi, ha affermato che "Oggi è più sicuro abbracciare un cane che stringere la mano ad uno sconosciuto. La trasmissione del Covid-19", ha continuato, "avviene esclusivamente da uomo a uomo e non ci sono prove che gli animali da compagnia possano contrarre o trasmettere la malattia. Pertanto, si può tranquillamente affermare che la via di trasmissione predominante di Covid-19 risulti essere quella da uomo a uomo".

Un discorso a parte meritano i visoni, che manifestano un’elevata suscettibilità al virus del SARS CoV 2, come precisato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Sintomi e Gestione dell'Infezione da SARS-CoV-2 nei Cani e Gatti

Nei cani e nei gatti, i sintomi di COVID-19 sono generalmente lievi e possono assomigliare ad altre patologie respiratorie. La maggior parte degli animali che contraggono il virus sembra sviluppare sintomi lievi o essere asintomatici. Con le varianti più recenti, si potrebbe percepire una lieve forma di letargia o perdita di appetito, solo raramente difficoltà respiratorie nei cani e sintomi neurologici nei gatti.

In caso di positività confermata di un animale domestico al SARS-CoV-2, è consigliabile consultare immediatamente il veterinario per ricevere consigli specifici sulla gestione e sulla cura. Il primo passo da compiere è sicuramente quello di isolare l'animale domestico positivo, in modo da ridurre il contatto con le persone ed eventuali altri animali della casa.

Attualmente non esiste un trattamento specifico approvato per i cani e i gatti positivi al virus SARS-CoV-2. Le cure sono sintomatiche e di supporto, mirate a gestire i sintomi e a garantire il benessere dell'animale.

Precauzioni per i Proprietari di Animali Domestici

Sebbene il rischio di trasmissione dagli animali domestici all'uomo sia molto basso, è importante prendere alcune precauzioni per ridurre il rischio di contagio per loro, soprattutto se si è positivi al COVID-19.

Se si è positivi al Covid, la prima cosa da fare è limitare al massimo il contatto fisico con l'animale. Anche se è naturale voler stare vicino a loro, soprattutto in un momento di isolamento, è meglio evitare di abbracciarli, baciarli o far sì che ti lecchino, in particolare sul viso. Questo non significa ignorarli completamente, ma cercare di mantenere una certa distanza, esattamente come si farebbe con le persone.

Inoltre, è fondamentale seguire le regole di igiene. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone dopo il contatto con gli animali domestici è sempre una buona pratica per evitare la trasmissione di agenti patogeni più comuni, come E. coli e Salmonella. Se si è ammalati, si dovrebbe chiedere a un altro membro della famiglia di curare gli animali. Se si deve prendersi cura del proprio cucciolo o stare vicino agli animali mentre si è malati, è consigliabile lavarsi le mani prima e dopo aver interagito con gli animali domestici e indossare una mascherina e usare guanti in lattice come indicato dal proprio medico.

Le maschere realizzate per animali domestici potrebbero non essere efficaci nel prevenire le malattie trasmesse da goccioline di liquidi corporei e, pertanto, non sono raccomandate come misura preventiva contro il COVID-19.

Per proteggere il proprio animale domestico dalle malattie respiratorie in generale, è consigliabile vaccinarlo per Bordetella, parainfluenza e influenza canina, che sono le malattie respiratorie più comuni prevenibili con il vaccino negli animali domestici. Il veterinario può aiutare a determinare quali vaccini dovrebbe avere il proprio animale domestico, in base ai suoi fattori di rischio.

Coronavirus e animali domestici, le precauzioni e le regole

Spostamenti e Accudimento degli Animali Domestici in Contesto di Emergenza

In periodi di emergenza sanitaria, come quelli vissuti durante la pandemia, l'Ente Nazionale per la Protezione degli Animali (Enpa) ha fornito indicazioni chiare per sgomberare il campo da ogni dubbio riguardo alla gestione degli animali domestici. La presidente di Enpa Carla Rocchi ha sottolineato l'importanza di tutelare il "bene salute" e ha lavorato a stretto contatto con i ministeri per ottenere approvazioni e chiarimenti.

Oltre alle norme DPCM, Ordinanze del Ministro della Salute e Ministero degli Interni, è opportuno accertarsi se nel Comune e nella Regione siano state emanate ordinanze più specifiche sugli spostamenti, distanze e modalità da rispettare.

È possibile portare il proprio animale dal veterinario in caso di emergenza (ad esempio se il cane o il gatto sta male), configurandosi lo stato di necessità. In questi casi, è possibile sempre avendo in tasca l'autocertificazione. Nel caso non si tratti di un'emergenza, ma la visita sia comunque indifferibile, è possibile portare l'animale, ma occorre chiedere al veterinario una dichiarazione con la quale si attesti l'indifferibilità della visita. Durante il ricovero, l'animale dovrà restare presso la struttura veterinaria e non sarà possibile recarsi in visita, a meno che non vi siano specifiche e giustificate esigenze comprovate dal medico-veterinario. Le attività di accudimento e gestione degli animali presenti nelle strutture zootecniche autorizzate/registrate dal servizio veterinario, inclusi gattili e canili, sono consentite.

Un'altra preoccupazione riguarda l'accudimento degli animali in caso di ricovero urgente del proprietario per presunto contagio da coronavirus. Enpa fa sapere che, in questo caso, gli animali di proprietà di un ricoverato devono poter venire regolarmente accuditi da parenti, vicini o da amici incaricati, i quali si tuteleranno con i normali dispositivi di protezione non dagli animali, che, come ribadito dall'OMS e dall'ISS, non veicolano il virus, ma dall'ambiente in cui essi vivono. In caso di impossibilità di accudimento, è assolutamente necessario avvisare il servizio veterinario pubblico e/o la Polizia Locale riguardo alla presenza degli animali presso l'abitazione del ricoverato.

Persona che accarezza un cane con guanti e mascherina

Abbandoni e Fake News sugli Animali Domestici

Durante i periodi di emergenza, purtroppo, circolano anche fake news e luoghi comuni. Una notizia smentita dalla presidente Rocchi è quella sul presunto aumento dei numeri di abbandoni a causa del coronavirus. L'Enpa ha ribadito che le adozioni di animali nei rifugi non sono sospese, come confermato da una circolare del Ministero della Salute. L'adozione di animali è considerata "differibile" solo al fine di limitare lo spostamento degli umani, ma non è né vietata né sospesa.

Inoltre, l'Enpa ha chiarito che la circolazione delle merci e la loro produzione non ha subito alcuna limitazione, e non c'è timore riguardo alla disponibilità di pet food anche in futuro.

Cucciolo di cane triste dietro delle sbarre

Coronavirus Canino (CCoV): Una Malattia Diversa dal COVID-19 Umano

È fondamentale distinguere il SARS-CoV-2 (che causa il COVID-19 negli esseri umani e occasionalmente può infettare i cani) dal coronavirus canino (CCoV), una patologia specifica dei cani. Il coronavirus canino può causare infezioni in cani di qualsiasi età, ma i cuccioli sono la popolazione più suscettibile poiché hanno il sistema immunitario e digestivo ancora immaturo.

Il coronavirus canino causa un'infezione acuta e autolimitante che, generalmente, non diventa cronica. Il virus viene eliminato attraverso le feci e la via di contagio è il contatto oro-fecale.

Come e Quando si Manifesta il Coronavirus Canino?

Dopo un periodo di incubazione di 24-36 ore, il cucciolo inizia a presentare alcuni sintomi. Il coronavirus canino infetta le cellule dell'intestino, provocando infiammazione intestinale.

Sintomi più Frequenti Causati dal Coronavirus Canino

I sintomi più frequenti sono:

  • Temperatura superiore a 40 °C
  • Tremori
  • Vomito
  • Disidratazione
  • Inappetenza
  • Diarrea maleodorante
  • Sangue e muco nelle feci

Esiste una Cura per il Coronavirus Canino?

La cura del coronavirus canino è sintomatica. Le misure di supporto vengono somministrate fino a quando i sintomi non si autolimitano. In assenza di una terapia specifica contro il virus, la prevenzione è particolarmente importante.

Oltre a mantenere un'igiene adeguata, con particolare attenzione all’igiene degli oggetti personali del cane e al rispetto del previsto piano vaccinale, il sistema immunitario dei cuccioli può essere aiutato tramite l'alimentazione.

Un Aiuto contro il Coronavirus Canino con la Dieta

È possibile contribuire ad accelerare lo sviluppo del sistema immunitario nei cuccioli attraverso immunonutrienti come i nucleotidi e le immunoglobuline, nonché stimolatori del microbiota come i prebiotici.

I nucleotidi sono molecole che compongono il DNA e l'RNA e sono essenziali per la sintesi delle proteine, svolgendo un ruolo importante nella replicazione cellulare, nel normale funzionamento dell'organismo e del sistema immunitario. È importante l'apporto di nucleotidi attraverso la dieta e mantenere un rapporto specifico tra purine e pirimidine, poiché la loro sintesi de novo implica un processo molto dispendioso dal punto di vista energetico. Il latte di cagna, rispetto al latte umano e di altre specie, è molto ricco di nucleotidi liberi (con un'elevata percentuale di pirimidine). Ciò indica che il corretto sviluppo dei cuccioli appena nati dipende dall'apporto di nucleotidi tramite la dieta, come le diete speciali per cuccioli. I cuccioli alimentati con una dieta integrata con nucleotidi presentano un aumento della produzione di anticorpi dopo le vaccinazioni e i loro linfociti sono più reattivi.

Le immunoglobuline possono essere usate come integratori alimentari e possono essere di origine plasmatica, dal tuorlo d'uovo iperimmunizzato e dal colostro bovino. Nel caso del coronavirus canino, l'azione delle immunoglobuline consiste nell'impedire agli agenti patogeni di legarsi alla mucosa intestinale, inattivandoli e mantenendo al contempo l'integrità della mucosa.

I prebiotici sono fibre naturali che fermentano nell'intestino crasso, stimolando la crescita di batteri benefici come i lattobacilli e i bifidobatteri e contribuendo a mantenere l'equilibrio del microbiota. Il corretto equilibrio del microbiota contribuisce alla salute della mucosa intestinale e del sistema immunitario.

Grafico che mostra l'impatto dei nucleotidi sull'immunità dei cuccioli

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