Il Fiat Doblò, un multispazio di medie dimensioni prodotto in Turchia dalla casa automobilistica italiana FIAT, ha attraversato due generazioni significative, distinguendosi per il suo abitacolo spazioso e flessibile. Questo veicolo è stato reso disponibile sia in versione furgonetta per il trasporto di merci (Doblò Cargo) che in versione passeggeri (Doblò e Doblò Combi), rispondendo a un'ampia gamma di esigenze. Il modello 1.3 Multijet, in particolare, ha giocato un ruolo cruciale nell'evoluzione e nel successo di questo mezzo, offrendo un equilibrio tra efficienza, prestazioni e costi operativi.

Le Origini e la Prima Generazione (2000-2009)
Lanciato nell'autunno del 2000 (progetto 223), il Doblò ha preso il posto del Fiat Fiorino nella gamma Fiat, un modello che, sebbene continuasse a essere assemblato per i mercati emergenti, era stato venduto in Italia fino al 2000. Il Doblò è nato come un veicolo multispazio con una carrozzeria che richiamava tratti di una station wagon, una monovolume e un SUV, seguendo la scia dei piccoli veicoli commerciali aperti dalla Renault Kangoo e dalla Citroën Berlingo. Il design, opera del Centro Stile Fiat di Torino, era caratterizzato da una forma monovolume.
Nella sua versione di base, il veicolo era lungo 4,16 metri, con linee spigolose ma un frontale bombato che conferiva uno stile piacevole e inedito. L'anteriore si distingueva per l'ampia calandra che integrava il marchio Fiat e una banda estesa lungo tutta la larghezza del frontale. I paraurti anteriori non verniciati erano una scelta pratica per evitare graffi negli urti cittadini e ridurre i costi di manutenzione. La fanaleria sdoppiata aveva uno stile squadrato ma con i vertici smussati. La fiancata presentava accenni ai passaruota come unici elementi distintivi, mentre le porte laterali-posteriori erano ad apertura scorrevole. La coda era caratterizzata da ampie fanalerie trapezoidali in posizione verticale, ispirate alla Fiat Punto, e da un ampio portellone del bagagliaio, incernierato in alto o diviso in due ante apribili ad armadio a seconda della versione.
Dal 2002, Fiat ha offerto la versione speciale Malibù, con rifiniture interne specifiche, mascherina frontale e altri dettagli verniciati in argento, paraurti in tinta carrozzeria e cerchi in lega specifici. La strumentazione era di facile leggibilità, con retroilluminazione arancione. La plancia ospitava un mobiletto centrale per l'autoradio e/o il navigatore satellitare con schermo monocromatico o a colori posizionato in alto.
Il Doblò utilizzava una versione modificata del telaio a trazione anteriore della prima serie della Punto, condiviso anche dalla famiglia Palio. L'avantreno impiegava sospensioni a ruote indipendenti tipo MacPherson, con bracci oscillanti ancorati a una traversa ausiliaria, ammortizzatori idraulici e barra stabilizzatrice. Il retrotreno, invece, utilizzava uno schema a ruote interconnesse ad assale rigido con balestre longitudinali, una soluzione che garantiva bassi costi produttivi e robustezza, in particolare su fondi sconnessi, seppur a scapito del comfort e della tenuta di strada.

La sicurezza era assicurata da airbag frontali e laterali (questi ultimi optional), sistema antibloccaggio delle ruote motrici (ABS) di serie insieme all'EBD. Il sistema antincendio FPS bloccava la pompa dell'alimentazione in caso di incidente. Le cinture di sicurezza a tre punti erano regolabili in altezza, mentre i poggiatesta posteriori erano optional nelle versioni d'ingresso.
La produzione era affidata agli impianti Tofaş di Bursa in Turchia, ma dal 2001 il Doblò veniva prodotto anche a Betim in Brasile per il mercato locale. Grazie a una joint-venture tra Severstal' Avto e Fiat, il veicolo è stato assemblato anche a Naberežnye Čelny in Russia, mentre per alcuni mercati del sud-est asiatico è stato prodotto dalla Mekong Auto a Ho Chi Minh in Vietnam. La sua spaziosità e i bassi costi di produzione hanno reso il Doblò apprezzato a livello mondiale, tanto che dal 2002 è stato prodotto su licenza Fiat anche in Corea del Nord sotto il nome di Pyeonghwa Ppeokkugi su richiesta della Pyeonghwa Motors.
Nell'autunno del 2005, il Doblò ha ricevuto un restyling significativo, concentrato sui gruppi ottici anteriori e posteriori e sul design globale del frontale, rendendo l'insieme meno originale ma più gradevole, pulito e arrotondato. Sono state migliorate anche le rifiniture interne e gli abbinamenti cromatici. Nel 2009, è stata presentata la versione ristilizzata per il mercato brasiliano, che riprendeva gli elementi della versione europea del 2005. In Brasile, il Doblò era offerto anche in versione Adventure, con assetto rialzato, ruota di scorta sul portellone e protezioni in plastica per il fuoristrada. I rivestimenti della selleria sono stati modificati, e le rifiniture e gli assemblaggi migliorati.
La gamma di allestimenti era molto varia. La lunghezza del veicolo era di 4,16 o 4,25 metri, con un vano di carico modulare espandibile fino a 3,0 m³ senza passeggeri. Nel 2006, è stata introdotta la versione Cargo Maxi, con un passo allungato di 38,0 centimetri, una lunghezza totale di 4,63 metri, una portata di 850 kg e una volumetria di 4,0 m³. Il Doblò era prodotto in oltre 20 varianti di carrozzeria e la gamma si articolava in tre allestimenti principali: Doblò (trasporto persone), Doblò Cargo (furgonetta per merci) e Doblò Combi (passeggeri omologabile autocarro con portellone sdoppiato). Dal 2006 è stata introdotta anche una versione elettrica, con accumulatori agli ioni di litio che permettevano un'autonomia media di circa 150 km e una velocità massima di 120 km/h. Il motore asincrono trifase aveva una potenza media di 41 cavalli (30 kW) e picchi di 82 cavalli (60 kW).
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La Motorizzazione 1.3 Multijet nella Prima Generazione
Nel 2002, al motore 1.2 FIRE (disponibile all'estero anche in versione 16V da 80 cavalli) si affiancò il più grande 1.6 16V da 103 cavalli, prodotto nello stabilimento FMA di Pratola Serra. Questo motore era disponibile in varianti a benzina e Bipower (benzina e metano), omologato Euro 3 e successivamente Euro 4 dopo il restyling del 2005.
Con il facelift del 2004 e, successivamente, nel 2005, entrarono in listino le motorizzazioni diesel Multijet, nelle cubature di 1,3 e 1,9 litri. Il 1.3 Multijet 16V erogava inizialmente 69 cavalli ed era omologato Euro 3. In seguito, è stato riomologato Euro 4 e la potenza massima è stata incrementata a 75 cavalli nella versione Cargo e a 84 cavalli nelle versioni per il trasporto persone. Questa motorizzazione, unita alla versatilità del Doblò, ha contribuito in modo significativo alla sua popolarità come veicolo sia per uso commerciale che familiare. La sua rumorosità molto contenuta, anche a motore freddo e in accelerazione, era immediatamente apprezzabile, e in marcia, a velocità costante, il rumore del motore era appena avvertibile. Queste qualità, insieme a una guida piacevole e una sensazione di essere al volante di una buona automobile piuttosto che di un mezzo commerciale, hanno reso la Doblò 1.3 Multijet una multispazio divertente da guidare, con un moderato accento sportivo.

La Seconda Generazione (dal 2009 in poi) e il 1.3 Multijet Aggiornato
La seconda generazione del Fiat Doblò è stata presentata nel novembre del 2009. Sviluppata in circa due anni con un investimento di 450 milioni di euro, ha introdotto numerose soluzioni tecniche inedite e raffinate rispetto alla progenitrice. La piattaforma scelta è stata una versione allungata del Pianale SCCS (Small) di Fiat Group Automobiles, condividendo organi meccanici e componenti tecnici del Fiorino e della Grande Punto. Tuttavia, è stato pesantemente rivisto nel sistema sospensivo e ha ricevuto importanti modifiche strutturali al pianale, che, essendo modulare, ha permesso semplici adattamenti alle nuove dimensioni, fino a 4,74 metri (e un passo di 3,1 metri). Dal 2015, la nuova versione del Doblò, esteticamente rivista, è stata esportata anche negli Stati Uniti e in Canada, venduta come RAM ProMaster City con un motore 2.4 Tigershark a benzina da 177 CV e cambio automatico ZF a nove marce.
Lo stile, sempre opera del Centro Stile Fiat di Torino, ha seguito il family feeling della Grande Punto, con numerosi elementi curvilinei e bombature laterali. Il frontale è stato elaborato attorno a una grande calandra centrale in materiale polimerico che incorporava il logo della casa, la targa e la mascherina del radiatore. La fanaleria aveva una forma a goccia, mentre nella zona inferiore dei paraurti erano presenti due ampie protezioni in plastica per gli urti cittadini e una lieve nervatura per migliorare l'aerodinamica. La fiancata era più originale rispetto alla progenitrice grazie ai passaruota in rilievo e alla vetratura risalente.
Internamente, sono stati compiuti notevoli passi avanti nella progettazione dell'abitacolo. L'impostazione dei comandi seguiva lo schema del Fiorino, ma i rivestimenti e le rifiniture erano di qualità superiore. La plancia era sviluppata su due livelli, con quello superiore che incorporava l'autoradio. Tra gli optional erano disponibili il sistema di navigazione satellitare Blue&Me-TomTom con schermo a colori asportabile o il solo vivavoce Blue&Me. Sotto l'autoradio erano posizionate le bocchette di aerazione del climatizzatore mono-zona, con i relativi comandi (manuale o automatico con schermo a cristalli liquidi) posti sul livello più basso della plancia. Erano disponibili anche plastiche della plancia in tonalità differenti.

Dal punto di vista meccanico, il pianale modulare Small è stato rivisto nella geometria delle sospensioni. All'avantreno è rimasto il classico schema a ruote indipendenti con montante telescopico MacPherson e barra stabilizzatrice, mentre al retrotreno è stato adottato per la prima volta su una furgonetta Fiat uno schema a ruote indipendenti con doppio braccio oscillante (Bi-link) e barra stabilizzatrice, migliorando le doti dinamiche e la stabilità, soprattutto in curva. Il sistema antibloccaggio delle ruote (ABS), il controllo elettronico della stabilità (ESP) abbinato al controllo della trazione e all'Hill holder (che facilitava le partenze in salita) erano di serie per tutte le versioni. L'impianto frenante sfruttava dischi autoventilati per l'avantreno e tamburi per il retrotreno. A richiesta era disponibile anche il sistema di controllo delle situazioni dinamiche del veicolo (VDC) per migliorare l'efficienza delle frenate, agendo tramite i sensori dell'ESP. La sicurezza era garantita da airbag frontali, per la testa e laterali a doppio stadio, mentre il cruise control era disponibile come accessorio.
Alla fine del 2014, il Doblò ha ricevuto un importante aggiornamento tecnico, nelle dotazioni, nei motori e nello stile. Il nuovo Doblò è stato offerto, come la serie precedente, in numerose versioni dedicate all'utilizzo civile e al trasporto di merci pesanti. La gamma Cargo costituiva la classica versione furgonata con possibilità di avere il vano di carico esteso in lunghezza o in altezza.
La gamma motori era composta da quattro propulsori. L'unico motore a benzina era il 1.4 16V Fire da 95 cavalli, accoppiato a un cambio manuale a 5 rapporti. Omologato Euro 5, garantiva un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 15,0 secondi, una velocità massima di 161 km/h, un consumo di 13,9 km/l e emissioni di 166 grammi di CO2 al km.
La gamma diesel era composta da tre propulsori common rail. Il piccolo 1.3 Multijet 16V, omologato Euro 5, erogava 90 cavalli ed era abbinato al cambio manuale a 5 rapporti. Grazie alle ridotte emissioni di anidride carbonica (contenute in 129 grammi al km nel ciclo medio), beneficiava degli incentivi statali alla rottamazione (adesso non più prodotti). Il consumo medio dichiarato era di 20,4 km/l e garantiva uno scatto da 0 a 100 km/h in 15,0 secondi per una velocità massima di 156 km/h.
Il 1.3 Multijet è stato proposto anche con iniezione Multijet di seconda generazione e filtro attivo antiparticolato (omologazione Euro 5). I principali benefici si ottenevano dalla risposta del motore a basso numero di giri, infatti la coppia motrice massima di 200 N·m era erogata a 1.500 giri/min (invece di 1.750 per la Multijet classica). Questo motore rappresentava il "nuovo 1.3 Multijet da 85 cavalli" che, prima ancora di comprendere le sue potenzialità abbinate al corpo vettura della multispazio Fiat, si faceva notare per la sua notevole discrezione e la rumorosità molto contenuta, percepibile anche a motore freddo e persino in accelerazione. In marcia, a velocità costante, il rumore del motore era appena avvertibile, contribuendo a una piacevole esperienza di guida. La Doblò, in questa configurazione, offriva una migliore percezione di cosa stessero facendo le ruote, con segnali autentici, poco filtrati e affidabili al volante, un indubbio pregio che la rendeva probabilmente la multispazio più divertente da guidare, con un moderato accento sportivo.

Il 1.6 Multijet 16V costituiva l'unità intermedia in due livelli di potenza, 90 e 105 cavalli (66 e 77 kW rispettivamente), con 290 N·m di coppia motrice disponibili a 1.500 giri al minuto. Il 1.6 Multijet garantiva uno scatto da 0 a 100 km/h in 13,4 secondi nella versione da 105 CV (14,9 secondi nella versione da 90 CV). Omologato Euro 5 con Start&Stop e filtro antiparticolato, era capace di un consumo pari a 19,2 km/l e emissioni di CO2 contenute in 138 g/km. Al top di gamma si trovava il nuovo 2.0 Multijet 16V da 135 cavalli, omologato Euro 5 grazie al filtro DPF di serie e dotato del dispositivo Start&Stop. Con il motore più potente, le prestazioni erano quasi sportive, con un'accelerazione da 0 a 100 km/h registrata in 11,3 secondi. Nonostante ciò, i consumi restavano bassi, con il Doblò 2.0 Multijet che percorreva 17,5 km con un litro di gasolio nel ciclo combinato. Anche le emissioni erano basse, stabilizzandosi sui 150 grammi al km di CO2.

Il frontale della vettura, quasi completamente privo di calandra se non nella parte inferiore, era caratterizzato da una lunga cromatura che univa i due gruppi ottici e dal nuovo logo FIAT al di sotto. Il Doblò manteneva i due sportelli scorrevoli e un portellone scorrevole al posteriore.
Nel marzo 2024 sono stati consegnati al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco i primi 51 esemplari di E-Doblò, segno dell'impegno verso soluzioni di mobilità più sostenibili. La Fiat Doblò sarà sostituita dalla Fiat Qubo L nel 2026.
Dettagli Tecnologici e di Comfort del Doblò 1.3 Multijet
Il Doblò, e in particolare le sue versioni equipaggiate con il motore 1.3 Multijet, ha sempre posto grande enfasi sulla combinazione di funzionalità, comfort e tecnologia, elementi cruciali sia per l'utenza professionale che per le famiglie. L'evoluzione di questi aspetti è evidente tra la prima e la seconda generazione, culminando in un veicolo che offre una user experience completa e appagante.
Stile e Design Funzionale:Il design del Doblò, fin dalla prima generazione, è stato concepito per massimizzare lo spazio interno e l'efficienza. Le linee, inizialmente più spigolose, sono state successivamente addolcite con i restyling, rendendo il veicolo più moderno e raffinato. Il frontale, con lo scudo centrale e i paracolpi laterali integrati alla carrozzeria, univa protezione e raffinatezza. I passaruota pronunciati e la spalla inclinata contribuivano a dare forza e agilità al veicolo, conferendo un aspetto meno prettamente "commerciale". Le porte laterali scorrevoli, elemento distintivo fin dall'inizio, facilitavano l'accesso ai posti posteriori e il carico in spazi ristretti, un vantaggio notevole per un multispazio.
Interni e Comfort dell'Abitacolo:L'abitacolo del Doblò è sempre stato un punto di forza, caratterizzato da grande spaziosità e flessibilità. La plancia, con il suo design funzionale, ospitava l'autoradio e, nelle versioni più recenti, sistemi di infotainment avanzati. La strumentazione di facile leggibilità, con retroilluminazione, ha sempre garantito una chiara visualizzazione delle informazioni di guida.
Nella seconda generazione, si sono notati significativi passi avanti nella progettazione degli interni. I rivestimenti e le rifiniture sono stati migliorati, elevando la percezione di qualità. La plancia a due livelli integrava l'autoradio, e tra gli optional erano disponibili sistemi come il Blue&Me-TomTom con schermo a colori asportabile o il vivavoce Blue&Me. La climatizzazione mono-zona, disponibile sia manuale che automatica con schermo a cristalli liquidi, assicurava un comfort termico ottimale. Le plastiche della plancia in tonalità differenti hanno aggiunto un tocco di personalizzazione. La possibilità di avere una distribuzione posteriore del climatizzatore, il Cruise Control e i sensori di parcheggio erano ulteriori elementi che miglioravano il comfort e l'attenzione alla guida.

Tecnologia e Sicurezza Attiva:La sicurezza è stata una priorità nello sviluppo del Doblò. La scocca a deformabilità programmata e gli airbag frontali, unitamente agli innovativi airbag laterali anteriori che proteggevano sia la testa che il torace, garantivano un alto livello di sicurezza passiva.
Per la sicurezza attiva, il Doblò ha sempre offerto sistemi all'avanguardia. L'ABS con EBD era di serie fin dalla prima generazione. Con la seconda generazione, si è introdotto di serie il controllo elettronico della stabilità (ESP) abbinato al controllo della trazione e all'Hill Holder, facilitando le partenze in salita. L'impianto frenante, con dischi autoventilati all'avantreno, garantiva una frenata efficace. Il sistema di controllo delle situazioni dinamiche del veicolo (VDC), disponibile a richiesta, migliorava ulteriormente l'efficienza delle frenate sfruttando i sensori dell'ESP. Queste soluzioni meccaniche innovative, in particolare le sospensioni posteriori bi-link con differenti tarature a seconda dell'impiego del veicolo, assicuravano un comportamento dinamico ottimale, comfort e sicurezza attiva in tutte le condizioni di fondo stradale e di carico.
Motorizzazioni e Efficienza (in particolare il 1.3 Multijet):Il motore 1.3 Multijet è stato un pilastro dell'offerta del Doblò, grazie alla sua efficienza e alle sue prestazioni. Inizialmente con 69 CV e omologazione Euro 3, è stato poi potenziato a 75 CV (Cargo) e 84 CV (trasporto persone) con omologazione Euro 4. La sua successiva evoluzione, con iniezione Multijet di seconda generazione e filtro attivo antiparticolato (Euro 5), ha portato la potenza a 90 CV, migliorando significativamente la risposta del motore ai bassi regimi, con una coppia massima di 200 N·m erogata a 1.500 giri/min. Questo aspetto è fondamentale per un veicolo commerciale o familiare, garantendo prontezza e fluidità anche a pieno carico.
Le emissioni contenute (129 g/km di CO2 nel ciclo medio per la versione da 90 CV) e i consumi ridotti (20,4 km/l) rendevano il 1.3 Multijet una scelta economicamente vantaggiosa e rispettosa dell'ambiente. La sua discrezione in termini di rumorosità, unita a una guida piacevole e reattiva, lo rendeva particolarmente apprezzato. La percezione di essere al volante di un'automobile piuttosto che di un mezzo commerciale era un punto di forza riconosciuto, rendendo gli spostamenti più gradevoli.
Varianti e Versatilità:La versatilità del Doblò si è manifestata nelle oltre 20 varianti di carrozzeria e negli allestimenti differenziati: Doblò per il trasporto persone, Doblò Cargo per le merci e Doblò Combi, versione passeggeri omologabile autocarro con portellone posteriore sdoppiato. Questa ampia offerta ha permesso al Doblò di adattarsi a esigenze diverse, dal piccolo artigiano alla famiglia numerosa, dal veicolo per le consegne al mezzo per il tempo libero. Il vano di carico, squadrato, regolare e pienamente sfruttabile, con porte laterali scorrevoli e posteriori di grandi dimensioni, ha sempre agevolato le operazioni di carico e scarico, confermando la sua vocazione di "veicolo tuttofare".

Il Fiat Doblò 1.3 Multijet, attraverso le sue generazioni e i continui aggiornamenti, ha saputo evolversi mantenendo salde le sue radici di veicolo funzionale e versatile, diventando un punto di riferimento nel segmento dei multispazio, apprezzato per le sue caratteristiche tecniche, il comfort, la sicurezza e l'efficienza, in particolare grazie alle qualità del suo propulsore diesel. La sua storia è un esempio di come un veicolo possa adattarsi e rinnovarsi, rispondendo alle mutevoli esigenze del mercato e mantenendo la sua rilevanza per diverse categorie di utenti.