Il trasporto di automobili al seguito dei viaggiatori ha rappresentato una necessità significativa per le Ferrovie dello Stato (FS) fin dagli anni '50. Questa esigenza ha portato alla progettazione e all'implementazione di carri speciali, noti come DDm, che permettevano ai passeggeri di viaggiare in treno e avere la propria vettura disponibile a destinazione. L'utilizzo di questi carri si concentrava principalmente tra i capoluoghi dotati di infrastrutture per il carico e scarico delle autovetture, supportando un notevole traffico svolto dai treni notturni a lunga percorrenza.

Le Origini: Dai Carri Adattati ai Prototipi Dedicati
I primi esperimenti risalgono agli anni '50, quando si utilizzarono carri chiusi a due assi (tipo HHe), modificati con l'aggiunta di porte di testa a battente e spondine ribaltabili per consentire il passaggio delle vetture. Sebbene i comuni carri pianale fossero anch'essi impiegati per il trasporto di auto, non erano stati specificamente progettati per tale scopo.
Per individuare gli antesignani diretti dei moderni DDm, è necessario risalire nuovamente agli anni Cinquanta, periodo in cui fu introdotto il primo carro aperto appositamente concepito per il trasporto di auto al seguito dei viaggiatori. Questa fase embrionale gettò le basi per lo sviluppo di soluzioni più efficienti e dedicate.

È utile ricordare che le lettere indice minuscole <>, <
> indicavano rispettivamente la presenza delle condotte per il riscaldamento elettrico, a vapore e la possibilità di viaggiare in regime di velocità <> (massimo 100 km/h). Invece <
L'Avvento dei Carri a Due Piani e Carrelli: Le Serie Sekqrs
Verso la fine degli anni '60, l'incremento del numero di automobili da trasportare e l'esigenza di aumentare la velocità dei convogli spinsero le FS a ordinare una prima serie di 13 carri a due piani e a carrelli, specificamente progettati per il trasporto auto. Questi carri furono classificati come serie Sekqrs e numerati da 31 83 438 4 da 000 a 012.
I primi tredici carri presentavano ponti superiori mobili alle estremità e una livrea in grigio ardesia con il logo FS degli anni '70 in avorio. A metà degli anni '70, fu commissionata una terza serie, composta da altri 50 carri, con la stessa marcatura e numerazione da 063 a 112. Su questi esemplari fu introdotta una modifica significativa: i ponti mobili superiori furono resi fissi, e l'accesso delle auto venne garantito da apposite rampe nelle stazioni capolinea del servizio.
La classificazione italiana Sekqrs rientrava nell'ambito dei carri merci. Tuttavia, questi veicoli erano impiegati nei convogli viaggiatori. Pertanto, la loro classificazione per il servizio internazionale doveva riflettere questa destinazione d'uso. Ricevettero quindi una doppia marcatura (sia come carri merci che come furgoni bagagliaio serie DDm), con una classificazione uniforme da carrozza. Successivamente, tutti i carri Sekqrs furono riclassificati come furgoni DDm con marcatura 51 83 98-40 000-012 per la prima serie e 51 83 98-30 013-112 per tutti gli altri. Come ulteriore conseguenza di questa raggiunta uniformità, tutti i ponti superiori mobili delle prime due serie furono definitivamente bloccati e resi perfettamente simili a quelli delle serie successive.
La Quarta Fornitura: Innovazioni e Aumento di Velocità
Nel 1984, le FS ricevettero la quarta fornitura di furgoni DDm, composta da 56 unità. La numerazione progredì quindi da 51 83 98-30 113 a 168. Oltre a vari cambiamenti e migliorie minori, questi rotabili furono equipaggiati con carrelli tipo FIAT a collo di cigno, simili a quelli delle carrozze Medie Distanze ma con i ceppi al posto dei freni a disco. Tutti i furgoni dotati di carrelli FIAT potevano circolare a velocità fino a 160 km/h, un notevole passo avanti in termini di performance.

La coloritura di questi ultimi esemplari, ricadendo nell'Epoca IV, presentava un fondo grigio-beige con fasce rosso fegato, in linea con le contemporanee carrozze tipo X. I corrimani erano in rosso vivo, mentre gli altri aggiuntivi seguivano un trattamento simile a quello delle serie precedenti. I carrelli tipo FIAT erano di colore grigio-azzurro. Le condotte elettriche e pneumatiche erano trattate come nelle versioni precedenti, e il gancio e i respingenti erano in nero opaco.
Dettagli Tecnici e di Finitura dei Carri DDm
La realizzazione dei carri DDm prevedeva un'attenzione particolare ai dettagli, sia per le versioni reali che per le riproduzioni modellistiche. Ad esempio, gli accessori di un modello devono essere rimossi con un bisturi o un tagliabalsa e preferibilmente sgrassati con detersivo per piatti prima della colorazione. Le stampate di plastica, infatti, possono presentare in superficie residui di olio distaccante che possono indebolire l'adesione della tinta.
La zebratura dei corrimani si esegue appoggiando il furgone a un righello e dipingendo a intervalli regolari con tinta bianca molto coprente. Il predellino è in lamierino zigrinato color alluminio. Per quanto riguarda la rubinetteria, essa è di colore bianco, giallo e rosso. I carrelli sono in nero opaco, con un lucido di lubrificante in alcuni punti specifici, come molle e boccole. Le ruote sono color ruggine.
Per una buona resa estetica e meccanica, i carrelli sono fondamentali. Quelli prodotti dalla Trheingold sono stati particolarmente apprezzati sia esteticamente che meccanicamente, grazie alle fiancate oscillanti che permettono di assorbire le asperità del binario. Tuttavia, ad alta velocità, potrebbero sorgere problemi nella percorrenza dei deviatoi, comunemente noti come scambi.
Le ruote dei modelli sono dipinte in nero opaco, mentre i ceppi dei freni sono in ruggine. Per i modelli in kit, come l'LM 1825 in ottone di LINEA MODEL, sono disponibili istruzioni dettagliate per l'assemblaggio e la pittura. Se si desidera irrigidire le fiancate del carrello, si può applicare una quantità infinitesima di colla vinilica sui perni, lasciando asciugare il carrello con le ruote appoggiate su una superficie perfettamente piana.
TUTORIAL RAMPA DI CARICO AUTO CARRI DDM / Kit di Montaggio - TA Models
Riproduzioni Modellistiche dei Carri DDm: Un Mercato in Crescita
Diversi produttori di modelli ferroviari hanno riprodotto il carro-furgone DDm. Tuttavia, la versione italiana, con la sua linea caratteristica leggermente imbarcata, non ha una corrispondenza diretta con i suoi omologhi europei, che invece presentano un pianale lineare. Di conseguenza, ci sono state solo poche produzioni artigianali o in piccola serie, come quelle di HERIS e Trheingold.
Recentemente, anche un grosso produttore come A.C.M.E. si è cimentato nell'impresa di riprodurre i carri DDm. La confezione standard di A.C.M.E. è un'usuale scatola di cartone molto protettiva, identificata dal numero 55270 e recante la dicitura: <

Anche altri importanti produttori hanno ampliato le loro offerte nel segmento del modellismo ferroviario italiano. Piko, ad esempio, ha consegnato diversi modelli di carri merci italiani e recentemente ha introdotto anche alcune carrozze. Sono già disponibili le Eurofima C1 (livrea arancio) in confezioni singole e in un set da tre pezzi. Inoltre, è arrivata una confezione da tre pezzi di carrozze Eurofima delle austriache OBB, ideali per la composizione di treni internazionali che hanno operato in Italia negli anni ottanta e novanta, come il "Romulus".
Roco, in collaborazione con PiRATA, ha recentemente consegnato quattro modelli del carro FS privatizzato S.I.T.F.A. per il trasporto di automobili. Si tratta di un carro tipo Pay 535 901 (articolo 76992E), ambientato in Epoca III. Con altre numerazioni sono ora disponibili anche altri tre carri con articoli 76992F, 76992G e 76992H. Nei mesi precedenti erano stati consegnati i primi quattro carri con numerazioni diverse: 76992A, 76992B, 76992C e 76992D.
Questi carri vengono consegnati vuoti, senza il carico di auto. È importante notare che i treni vuoti viaggiavano di ritorno verso gli stabilimenti di origine, quindi è plausibile che nei plastici modellistici possano circolare "vuoti". Inoltre, all'epoca, non sempre i convogli merci erano a composizione bloccata. Ciò significa che si potevano osservare lunghe teorie di carri trasporto auto, anche superiori alle dieci unità, eventualmente aggiunti a convogli con altre tipologie di carri, oppure due/tre unità in aggiunta a convogli merci misti. Pertanto, l'acquisto di uno o due pezzi di questo modello può arricchire la composizione di un treno merci dell'epoca.

ATM Antonini Treni Modellismo ha consegnato il carro Tipo L (1959) con garitta, ambientato in Epoca III delle FS Italia (articolo 12.005), che fa seguito al set composto da due carri Tipo L senza garitta. Si tratta di una buona realizzazione di stampo, con un'eccellente riproduzione delle chiodature e dei particolari, oltre a scritte nitide e una livrea corretta.
Infine, Rivarossi prosegue il suo cronoprogramma di consegne. Tra i nuovi modelli spiccano i carri pianale per il trasporto furgoni Tipo Laads, immatricolati presso il parco FS Trenitalia ma di proprietà della società privata Transwaggon. Si tratta dell'articolo HR6500, in livrea Xmpr, e dell'articolo HR6501, nella livrea rosso vagone. Entrambi i carri sono forniti con un carico di quattro furgoni Mercedes Sprinter ciascuno e sono ambientabili per le Epoche Vb e VI, dalla seconda metà degli anni novanta fino ai giorni nostri.
Rivarossi ha anche consegnato il set di carri cisterna a due assi per il trasporto di carburanti della Shell (articolo HR6518). I due carri Tipo Mbe differiscono in alcuni particolari, tra cui il fatto che uno è dotato di garitta e l'altro no, oltre alla livrea della cisterna stessa. Con la stessa ottima fattura realizzativa, Rivarossi ha consegnato anche la coppia di carri a due assi per il trasporto di prodotti chimici Tipo Md, entrambi con terrazzini, e immatricolati presso il parco FS dell'azienda privata "Montecatini" di Milano (articolo HR6519).
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