La Nave di Cascella: Simbolo e Identità Culturale di Pescara

Pietro Cascella scultore

La città di Pescara, affacciata sull'Adriatico, vanta un patrimonio culturale e artistico ricco, di cui la "Nave di Cascella" è divenuta senza dubbio uno degli emblemi più riconoscibili e significativi. Quest'opera monumentale, scultura in marmo di Carrara, non è solo un punto di riferimento visivo, ma incarna l'identità marinara della città, le sue aspirazioni internazionali e la sua storia, radicandosi profondamente nella collettività pescarese.

Genesi e Collocazione dell'Opera

La scultura, nota semplicemente come Fontana la Nave o Nave di Cascella, è una fontana monumentale situata a Pescara in Largo Mediterraneo. Fu realizzata nel 1987 dallo scultore Pietro Cascella. Inizialmente, un modello in miniatura dell'opera fu esposto nel 1986 in piazza Santa Croce a Firenze, per volontà dell'allora sindaco toscano Massimo Bogianckino. L'anno successivo, dopo essere stata esposta a Firenze, l'opera fu collocata sull'arenile di Pescara, dove sorge tuttora, a due passi dal mare.

Lo scultore stesso, Pietro Cascella, ideò lo scenario artistico al cui interno collocare l'opera, rimarcando la vocazione monumentale e urbana della scultura e del largo. Quest'area, Largo Mediterraneo, aveva già in passato ospitato il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale di Castellammare Adriatico. L'opera, inserita in un contesto paesaggistico unico per la città, offre un belvedere straordinario verso il mare, confermando la sua connessione intrinseca con l'ambiente circostante.

La Simbologia Profonda della Nave

L'opera rappresenta simbolicamente una galea, antica imbarcazione a remi. Questa raffigurazione è concepita come rievocazione della storia marinaresca della città e, in particolare, dei patimenti subiti dai prigionieri della fortezza borbonica nel XIV secolo, costretti a lavorare come rematori sulle navi spagnole.

Oltre a questo riferimento storico, la Nave di Cascella racchiude una simbologia più ampia. La scultura, una nave pronta a salpare libera da qualsiasi vincolo, è un ideale strumento di scambio culturale con l'altra sponda del mare. Questo la rende una rappresentazione delle aspirazioni della città adriatica, votata a una dimensione internazionale. Al tempo stesso, costituisce uno degli emblemi di Pescara, parlando al mondo intero dell'identità culturale e delle ambziose prospettive della città. La volontà dell'artista l'aveva pensata libera al varo sul mare aperto, un concetto che ne rafforza il significato di libertà e apertura verso nuovi orizzonti.

L'Iniziale Accoglienza e la Successiva Acquisizione a Simbolo

Nonostante il suo attuale status di icona, la Nave di Cascella non fu accolta con immediato entusiasmo dai pescaresi. Inizialmente, infatti, fu accolta con diffidenza, poiché molti rimpiangevano le aiuole con gli orologi che predominavano in quell'area fino agli anni '80. Tuttavia, col tempo, l'opera è riuscita a farsi "accettare" dalla collettività, diventando di buon grado uno dei punti di riferimento del capoluogo abruzzese. La sua integrazione nel tessuto urbano e nell'immaginario collettivo dimostra la forza intrinseca dell'arte di plasmare e reinterpretare l'identità di un luogo.

Nave di Cascella Pescara

Il Vincolo Ministeriale a Tutela dell'Opera e del suo Contesto

In un gesto significativo per la conservazione del patrimonio culturale, un decreto del ministero dei Beni Culturali ha messo il vincolo sulla Nave di Cascella e sull'area circostante. Maria Giulia Picchione, responsabile della Soprintendenza delle Belle Arti, ha sottolineato l'importanza di questa tutela, affermando: «Abbiamo voluto tutelare un’opera testimone dell’identità culturale di Pescara e della sua collettività, da sempre gelosa custode di chi, con l’arte, come Gabriele d’Annunzio, Ennio Flaiano e in questo caso Pietro Cascella, hanno parlato e parlano di Pescara al mondo intero».

L'interesse culturale particolarmente importante dell'opera d'arte è stato dichiarato, su proposta della Soprintendenza Belle Arti, dalla commissione regionale per il patrimonio culturale nella seduta del 15 marzo, «in ragione della valenza storico-artistica del bene, testimone dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche e collettive della città».

Il vincolo non si limita alla scultura stessa, ma si estende all'area circostante per salvaguardarne l'integrità. Picchione ha spiegato: «Al fine di salvaguardare l’integrità del complesso artistico-architettonico e delle sue condizioni di prospettiva, luce, visibilità, cornice ambientale e decoro, è stata sottoposta a tutela anche l’area circostante La Nave, rispettando così pure la volontà dell’artista che l’aveva pensata libera al varo sul mare aperto». Questo vincolo ha avuto anche la conseguenza pratica di mettere una pietra sopra al progetto del ponte del Cielo, il pontile circolare lanciato dal presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso, in quanto avrebbe compromesso l'integrità e la visione dell'opera.

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La Nave di Cascella come Epicentro di Eventi

Dal momento dell'inaugurazione, Fontana la Nave e il rispettivo largo sono regolarmente sede di eventi e manifestazioni culturali, sportivi, concertistici e mondani di carattere nazionale e internazionale. Il monumento è stato al centro della cerimonia di chiusura dei XVI Giochi del Mediterraneo nel 2009 e ha ospitato, sei anni più tardi, i Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia. Questi eventi hanno contribuito a consolidare la Nave di Cascella non solo come opera d'arte, ma come un vero e proprio fulcro della vita sociale e culturale di Pescara, rafforzando il suo ruolo di "salotto" a cielo aperto per la città.

Pescara: Dalla Scultura al Cuore Pulsante della Città

Per comprendere appieno il contesto in cui si inserisce la Nave di Cascella, è utile esplorare il centro di Pescara, che coincide con l'abitato di Castellammare Adriatico. Attorno a piazza della Rinascita, meglio nota come piazza Salotto (termine coniato dai giornalisti negli anni '70), si sviluppa tutta una storia che arriva fino al giorno d'oggi.

Lasciando Largo Mediterraneo, dove sorge la Nave, e guardando verso destra, si scorge il Mc Donald's, che una volta ospitava lo storico ristorante Guerino, precedentemente chiamato "Il Gabbiano". Nel tempo sono cambiate tante cose, come la scomparsa della barca di Capitan Uncino, fatta mettere dal mitico balneatore pescarese Eriberto di fronte al suo Jambo. Spostandosi verso il centro, si passava davanti a quelli che una volta erano indiscutibili punti di ritrovo, pronti a darsi battaglia a suon di gelati, caffè e altre delizie: "Berardo" e "Camplone", realtà che oggi non esistono più.

Esiste ancora, invece, la succitata "piazza Salotto", autentico cuore pulsante della città. Piazza della Rinascita fu realizzata nell'immediato dopoguerra su progetto dell'architetto e urbanista Luigi Piccinato. Fino alla fine degli anni '80 era divisa a metà, poiché in mezzo potevano passarci le auto; successivamente divenne interamente pedonale, pur mantenendo una striscia di asfalto. Quando nel 2006 è stata ridisegnata con una nuova pavimentazione in pietra lavica mista a pietra bianca, è scomparso anche il tratto stradale.

Sulla piazza si affacciano il palazzo Arlecchino, edificato negli anni '60, e il palazzo Muzii, di stile neo rinascimentale, eretto negli anni '30. Quest'ultimo è l’unica architettura del posto che è sopravvissuta ai bombardamenti, testimone della resilienza della città. All'inizio di via Piave si trova invece Villa Urania, costruita nel 1896 su due livelli, che oggi accoglie un bel museo, arricchendo ulteriormente l'offerta culturale.

A livello di verde, piazza Salotto è stata "popolata" per tanto tempo dalle palme, poi abbattute un decennio fa a causa del punteruolo rosso e sostituite dalle magnolie, modificando il suo aspetto naturale ma mantenendo la sua funzione di spazio pubblico. Il monumento "principe" della zona è senza dubbio l'Elefante di Vicentino Michetti, un'altra opera d'arte che contribuisce all'identità visiva della piazza.

Piazza Salotto Pescara

La Movida di Piazza Muzii: Un Distretto in Evoluzione

L'itinerario nel centro di Pescara si conclude imboccando via Cesare Battisti per immergersi nella movida di piazza Muzii e dintorni. Tutto comincia nel 2009, quando la giunta Mascia avviò la pedonalizzazione di quella che era conosciuta da tutti come la piazza del mercato coperto. Ed è proprio da quella struttura, dove lavoravano commercianti iconici come il compianto Bruno Collini, che si iniziò a operare per un cambiamento concreto e, a suo modo, coraggioso. L'allora vicesindaco Berardino Fiorilli, infatti, dichiarò che l'obiettivo era di far diventare il mercato Muzii qualcosa di simile alla celebre Boqueria di Barcellona, un modello di eccellenza nel panorama dei mercati gastronomici.

Anche via De Cesaris fu chiusa al traffico, ponendo così le premesse per regalare tanti "fratelli" a quello che fino ad allora era il locale più rappresentativo, nonché uno dei pochissimi già attivi in zona: il Caffè delle Merci. Partì, insomma, una grande scommessa che è poi proseguita con le successive amministrazioni (Alessandrini e Masci).

Ancora adesso non mancano le polemiche da parte dei residenti per l'eccessivo caos, un tipico effetto collaterale della trasformazione di un'area in un polo di aggregazione. Tuttavia, è indubbio che quello di piazza Muzii sia diventato il più grande distretto del food and beverage in Abruzzo, conosciuto persino a livello nazionale. Questo dinamico sviluppo testimonia la capacità di Pescara di reinventarsi e di creare nuovi centri di attrazione, integrando la modernità con la sua storia.

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L'eredità artistica di Pietro Cascella e il suo impatto su Pescara

Pietro Cascella, con la sua "Nave", ha lasciato un segno indelebile nel paesaggio urbano e culturale di Pescara. L'opera, con la sua vocazione monumentale e urbana, si inserisce perfettamente nel contesto storico di Largo Mediterraneo, un'area che ha sempre avuto un significato pubblico per la città. La sua visione di un'opera "libera al varo sul mare aperto" riflette non solo un'aspirazione estetica ma anche un profondo desiderio di connessione e scambio culturale, in linea con la natura portuale e marinara di Pescara.

L'artista, noto per la sua capacità di infondere nelle sue sculture un senso di monumentalità e un legame profondo con il territorio e la storia, ha saputo interpretare lo spirito di Pescara. La "Nave" non è solo una fontana, ma una narrazione in pietra, un dialogo continuo tra passato e futuro, tra la tradizione marinara e le ambizioni internazionali della città. Questo rende l'opera non un semplice ornamento, ma un elemento vivo e pulsante dell'identità pescarese. La sua opera continua a ispirare e a far riflettere sull'importanza dell'arte nel definire l'anima di una comunità, fungendo da costante richiamo alla storia, alla cultura e alle aspirazioni di Pescara, proiettandola verso un orizzonte senza confini.

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