Cosa succede se si hanno le emorroidi: Una Guida Completa

Le emorroidi rappresentano un disturbo molto comune che può compromettere il benessere dell’apparato gastrointestinale, causando disagio e, talvolta, problemi di imbarazzo nei soggetti che ne soffrono. Sebbene sia difficile determinarne l'incidenza esatta, si tratta di una condizione estremamente frequente che può influenzare notevolmente la vita quotidiana di chi ne è affetto. Moltissime persone tengono nascoste le emorroidi persino ai parenti o al partner, limitando attività e passatempi a causa del dolore e del fastidio. Tuttavia, è fondamentale comprendere che le emorroidi non sono una malattia grave che comporta un rischio per la salute, ma richiedono attenzione e, in molti casi, una visita specialistica per una diagnosi e un trattamento adeguati.

Cosa Sono le Emorroidi e la Malattia Emorroidaria

Nel linguaggio comune, la malattia emorroidaria viene denominata "emorroidi". In realtà, si tratta di un termine improprio, in quanto le emorroidi (o plesso emorroidale) sono cuscinetti di tessuto riccamente vascolarizzato, costituiti da capillari, arterie e, soprattutto, vene, presenti nella parte terminale del retto, vicino all'ano, in condizioni fisiologiche in tutte le persone. Queste strutture vascolari, note anche come "cuscinetti emorroidari", svolgono un ruolo importante nel ricambio di sangue a livello dell'ano e, assieme allo sfintere anale, contribuiscono al mantenimento della continenza e all’evacuazione, ovvero alla capacità di trattenere feci, liquidi e gas. Le emorroidi sono in grado di dilatarsi e sgonfiarsi attraverso l'afflusso ed il deflusso del sangue al loro interno. Chiaramente, quando le emorroidi si gonfiano aumentano la propria continenza chiudendo l'ano, mentre quando si svuotano, facilitano l'emissione delle feci all'esterno.

Quando queste strutture vascolari si gonfiano per la dilatazione dei vasi sanguigni in essi contenuti, si infiammano o prolassano verso l’esterno, creando condizioni di fastidio con dolore, bruciore, prurito o sanguinamento fino anche al prolasso. In questo caso, ci si riferisce alla "malattia emorroidaria". La dilatazione e la flogosi delle emorroidi predispongono a prolassi, sanguinamenti o trombi, cioè la formazione di coaguli di sangue al loro interno. Il termine "emorroidi" deriva dal greco antico e significa letteralmente "flusso di sangue", a richiamare uno dei sintomi più comuni della patologia. Anche se non rappresenta una grave condizione patologica, la malattia emorroidaria non dovrebbe essere trascurata.

Differenza tra emorroidi sane e emorroidi infiammate

Classificazione delle Emorroidi

Le emorroidi possono essere classificate in due categorie principali: interne ed esterne, a seconda della loro posizione rispetto alla linea dentata dell’ano. Questa distinzione è fondamentale sia per la diagnosi che per la scelta del trattamento più adatto alla specifica tipologia emorroidale.

Emorroidi Interne

Le emorroidi interne si trovano all’interno del retto, al di sopra di quella linea immaginaria, detta linea dentata o pettinea, che divide il canale anale in due parti a seconda della mucosa che lo riveste. Non sono visibili ad occhio nudo e sono generalmente indolori, a meno che il loro volume non raggiunga un livello tale da determinare un significativo rigonfiamento dell'ano. Durante la defecazione possono uscire all'esterno (prolassare) per poi rientrare spontaneamente. La loro classificazione in gradi descrive la progressione della malattia:

  • Emorroidi di 1° grado (grado I): Fase iniziale in cui si verifica l'aumento di volume di uno o più cuscinetti emorroidari, che protendono nel lume anale, ancora senza prolasso al di fuori dello sfintere. Per questo, sono visibili soltanto all'esame anoscopico e non prolassano neanche durante le spinte di defecazione.
  • Emorroidi di 2° grado: Si assiste al prolasso emorroidario iniziale (cioè alla fuoriuscita delle emorroidi dal canale anale), ma solo in seguito a sforzi eccessivi, ad esempio durante la defecazione o il parto, con successiva riduzione spontanea una volta cessata la contrazione.
  • Emorroidi di 3° grado (grado III): Le emorroidi fuoriescono dall'ano al momento di uno sforzo e rimangono fuori, richiedendo quindi il rientro manuale delle parti visibili. Il prolasso emorroidario risulta indipendente dallo sforzo.
  • Emorroidi di 4° grado: Risultano completamente prolassate e non riposizionabili all'interno dell'ano, quindi rimangono sempre all'esterno.

Emorroidi Esterne

Le emorroidi esterne sono situate più in basso, al di sotto della linea dentata, ai margini dell'orifizio anale, e si formano sotto la pelle intorno all’apertura anale. Si presentano come piccoli grumi o noduli morbidi che compaiono attorno all'ano e sono generalmente visibili dall'esterno e percepibili al tatto sotto forma di una "pallina" di consistenza turgida. Tendono ad essere più dolorose rispetto a quelle interne semplicemente perché la parte esterna dell'ano è maggiormente sensibile. Possono causare disagio, dolore e prurito, soprattutto se si forma un trombo (coagulo di sangue) all’interno dell’emorroide, fenomeno noto come trombosi emorroidaria.

Classificazione dei gradi delle emorroidi interne ed esterne

Cause delle Emorroidi

Le cause delle emorroidi sono molteplici e spesso correlate tra loro. La progressione della malattia emorroidaria si verifica, in ogni caso, per una congestione di sangue; in pratica, quest'ultimo si accumula nelle emorroidi, dilatandole e facendole scivolare verso il basso. Questo fenomeno favorisce da un lato la lesione delle pareti dei vasi e dall'altro tende a sfiancare i tessuti della regione ano-rettale, che si trovano costretti a sostenere un peso maggiore dato dal sangue accumulato. Il fattore principale che contribuisce allo sviluppo della malattia emorroidaria è l’aumento della pressione nelle vene del retto e dell’ano. Questo può avvenire per diversi motivi, tra cui:

  • Pressione intra-addominale cronica: Legata ad esempio alla costipazione o alla gravidanza. L'eccessivo sforzo durante la defecazione, spesso causato da stitichezza cronica o diarrea, porta a una pressione eccessiva sulle vene.
  • Dieta povera di fibre e disidratazione: Un'alimentazione scorretta e povera di fibre può rendere le feci dure e difficili da espellere, portando a uno sforzo eccessivo che può danneggiare le vene dell’area rettale. Ne conseguono alterazioni dell'alvo (stitichezza/diarrea) che risultano irritanti per il plesso emorroidale. Bere poca acqua durante il giorno contribuisce a indurire le feci.
  • Stile di vita sedentario e mancanza di attività fisica: Stare seduti per troppo tempo, soprattutto sul water, o condurre una vita poco attiva può ostacolare il ritorno venoso e favorire la dilatazione emorroidaria.
  • Invecchiamento: Con il trascorrere degli anni, i tessuti di sostegno dell'ano e del retto, come le fibre del muscolo di Treitz (o muscolo sospensore del duodeno), si indeboliscono e cedono, non riuscendo più a sostenere adeguatamente le emorroidi.
  • Gravidanza: Durante la gravidanza, la pressione esercitata dal feto sulla pelvi può ostacolare il ritorno venoso e favorire la dilatazione emorroidaria. Inoltre, i cambiamenti ormonali possono rilassare le pareti dei vasi sanguigni.
  • Sovrappeso o obesità: L'eccesso di peso corporeo può aumentare la pressione intra-addominale.
  • Tendenza a sollevare con una certa frequenza carichi pesanti: Questa attività può causare un aumento della pressione intra-addominale.
  • Sport che aumentano la pressione pelvica: Attività come ciclismo, motociclismo, equitazione possono contribuire alla comparsa delle emorroidi.
  • Fattori genetici e predisposizione familiare: Esistono prove che suggeriscono una tendenza familiare alla malattia emorroidaria.
  • Ascite: Accumulo di liquido nella cavità addominale e peritoanale, che può aumentare la pressione.
  • Cibi e bevande irritanti: Un tipo di alimentazione scorretta, che fa uso eccessivo di spezie, cioccolata, cibi troppo piccanti, bevande alcoliche e pietanze troppo elaborate può rallentare la digestione e irritare la mucosa intestinale.

In alcuni casi, le emorroidi possono insorgere anche in soggetti senza particolari fattori di rischio apparenti.

Sintomi delle Emorroidi

I sintomi delle emorroidi possono variare in base alla gravità e al tipo di emorroidi, ma ci sono alcuni segnali comuni che permettono di riconoscere questo disturbo con facilità. Il dolore, se trascurato, interferisce con le comuni attività della giornata causando senso di fastidio ed irritabilità. Il dolore può comunque comparire, anche in maniera piuttosto intensa, in qualsiasi stadio della malattia emorroidaria.

Emorroidi esterne ed interne: sintomi per riconoscerle e rimedi per risolvere per sempre

Sintomi Comuni:

  • Sanguinamento rettale indolore: Il sintomo più comune delle emorroidi, che si può manifestare sin dalla fase iniziale della patologia, è il sanguinamento rettale indolore, che generalmente si verifica durante o dopo la defecazione. Il sangue può apparire tanto sulla carta igienica, che nelle feci o nel WC. L'aspetto principale a cui riservare la giusta attenzione è il colore del sangue, che in questo caso dovrà essere rosso vivo, in quanto proveniente dall'ultimo tratto del canale intestinale. La regola generale, infatti, vuole che più scuro è il colore delle perdite ematiche, più interna è la sede all'origine del sanguinamento. Il sanguinamento può essere lieve, con poche gocce sulla carta igienica, o più abbondante, fino a vere e proprie emorragie che, se trascurate, possono portare ad anemia.
  • Prurito o irritazione nella regione anale: Un fastidioso prurito e irritazione locale sono sintomi frequenti.
  • Dolore o disagio: Soprattutto quando si è seduti o durante la defecazione. Il dolore può presentare diversi gradi di intensità, dal semplice fastidio al dolore lancinante, nel caso in cui le emorroidi risultino infiammate. Se sottoposte a qualche forma di tensione, la loro presenza si associa ad un dolore pungente e la sensazione di un corpo estraneo a livello dell'orifizio anale.
  • Gonfiore o presenza di noduli esterni: La presenza di un gonfiore vicino all’ano, che può essere sensibile al tatto, è caratteristica, soprattutto nelle emorroidi esterne.
  • Sensazione di incompletezza dello svuotamento intestinale: Una percezione che l'intestino non sia completamente libero dopo la defecazione.
  • Secrezione di muco: Le emorroidi interne, soprattutto se di grandi dimensioni, tendono a secernere muco, che può causare irritazione.

Sintomi Specifici:

  • Sintomi delle emorroidi interne: Le emorroidi interne possono anche essere asintomatiche. Il dolore rettale, se presente, è più spesso associato a emorroidi esterne o a complicanze.
  • Sintomi delle emorroidi esterne: Le emorroidi esterne sono spesso più dolorose a causa della maggiore sensibilità dell'area. Possono causare prurito, dolore e la presenza di noduli vicino all'apertura anale. Possono rendere difficile la pulizia intorno all’area anale, soprattutto quando sono di dimensioni più grandi.

Quando Preoccuparsi:

È consigliabile rivolgersi allo specialista quando compaiono dolore molto forte, sanguinamento frequente, gonfiore improvviso o noduli duri e molto dolorosi. Sebbene il sanguinamento lieve non debba preoccupare eccessivamente, la situazione è da non sottovalutare quando le emorroidi esterne diventano trombizzate o quando il sanguinamento è continuo o abbondante. I sintomi delle emorroidi sono comuni anche ad altre condizioni, tra cui tumore anale o colorettale, ragadi anali, malattia infiammatoria intestinale, ascesso perianale o escrescenza cutanea. Per questo motivo, è fondamentale escludere che i disturbi derivino da altre patologie.

Complicanze delle Emorroidi

Se non trattate, le emorroidi possono peggiorare nel tempo, causando dolore, prurito, sanguinamento e gonfiore persistente. Le complicanze più comuni includono:

  • Trombosi emorroidaria: Questa condizione si verifica quando si forma un coagulo di sangue all’interno dell’emorroide, provocando dolore intenso, gonfiore e talvolta un ingrossamento duro al tatto nell’area anale. L'ostruzione fa sì che i cuscinetti emorroidali si gonfino provocando dolore. Su una pelle chiara le emorroidi trombizzate possono apparire blu o violacee e nere o marrone sulla pelle scura. Il dolore post-operatorio è concentrato nei primi giorni.
  • Sanguinamento prolungato o anemia: Anche se le perdite di sangue da emorroidi sono tipicamente lievi, il sanguinamento costante o pesante può avere tra le sue conseguenze un’anemia da carenza di ferro, caratterizzata da stanchezza, debolezza e pallore. Negli stadi più avanzati, le emorroidi prolassate possono causare una perdita ematica anche continua e relativamente abbondante, poiché il tessuto prolassato si espone in quantità maggiori.
  • Fistola anale: L’infiammazione cronica causata dalle emorroidi può anche portare alla formazione di una fistola anale, un canale anormale che si sviluppa tra l’interno del retto e la pelle circostante l’ano.
  • Strozzamento delle emorroidi prolassate: Questo si verifica a causa della contrazione dello sfintere anale, che intrappola le emorroidi fuori dall'ano, causando dolore acuto e necrosi del tessuto se non trattato.

Diagnosi delle Emorroidi

L'accertamento (diagnosi) delle emorroidi può essere effettuato dal medico di famiglia o da uno specialista (proctologo) attraverso un esame rettale. Comprendere se si è affetti da emorroide esterna o interna è cruciale non solo per gli specialisti ma anche per i pazienti, in quanto permette un approccio mirato al trattamento e alla prevenzione.

Procedura Diagnostica:

  1. Anamnesi completa: Inizialmente, il medico raccoglierà un’anamnesi completa del paziente, ponendo domande specifiche sui sintomi, sulla durata degli stessi e su eventuali fattori scatenanti o di rischio come costipazione, gravidanza o uno stile di vita sedentario.
  2. Ispezione visiva dell’area anale: Il medico esamina l'area intorno all'ano per vedere se ci sono emorroidi visibili, gonfiori, lesioni o sanguinamenti.
  3. Esame digitale rettale: Il medico può effettuare anche un esame della parte interna del retto, indossando dei guanti e introducendo un dito lubrificato per verificare la presenza di emorroidi, noduli o anomalie.
  4. Anoscopia: In alcuni casi, l'osservazione visiva della zona anale e l’esame digitale rettale non sono sufficienti ad accertare la presenza delle emorroidi ed è necessario ricorrere ad uno strumento, chiamato anoscopio, che consente di visualizzare il canale anale e l’ultimo tratto dell’intestino crasso (retto). L’anoscopia è l’esame più comune per diagnosticare le emorroidi interne.
  5. Esami endoscopici aggiuntivi: In alcuni casi, se vi sono dubbi sulla diagnosi o se si sospettano altre condizioni (come polipi o tumori), può essere raccomandata una colonscopia o una sigmoidoscopia. Queste procedure più invasive consentono di esaminare l’intero colon o una sua parte utilizzando un tubo flessibile dotato di una telecamera.

Attraverso l'ispezione visiva dell'ano, l'esame digitale rettale e l'anoscopia, è possibile determinare la tipologia delle emorroidi (interne o esterne) e il grado di progressione della malattia.

Trattamento e Prevenzione delle Emorroidi

Il trattamento della patologia emorroidaria dipende dalla durata e dall’intensità del disagio, nonché dallo stadio della malattia. In alcuni casi, le emorroidi possono risolversi da sole e in breve tempo. La prevenzione è sicuramente l'arma più potente a nostra disposizione. Mantenere uno stile di vita sano e un'alimentazione corretta sono importanti sia per scongiurare, o almeno ritardare, l'insorgere del problema, sia per combatterlo una volta che si sia presentato.

Modifiche dello Stile di Vita e Rimedi Casalinghi:

La gestione delle emorroidi inizia con cambiamenti dello stile di vita. Questi provvedimenti generali costituiscono la base di ogni trattamento, farmacologico, chirurgico o fitoterapico.

  • Dieta ricca di fibre: Assicurarsi di mantenere una dieta ricca di fibre, consumando frutta, verdura, legumi e cereali integrali, può aiutare a prevenire la stitichezza diminuendo così lo sforzo durante l’evacuazione, fattore che può peggiorare le emorroidi. Alimenti ricchi di fibre consigliati includono prugne secche, mele, pere, kiwi, frutti di bosco (lamponi, more e fragole), crusca, yogurt, barbabietola rossa, cavolo, patate e porri. Una dieta ricca di fibre è fondamentale per prevenire e limitare l’insorgenza del disturbo emorroidario.
  • Idratazione adeguata: Bere molta acqua durante il giorno (almeno 2 litri), poiché l’assunzione costante di liquidi consente di ammorbidire le feci e renderle più facili da espellere.
  • Attività fisica regolare: Praticare una regolare attività fisica che non sforzi eccessivamente la muscolatura addominale, come nuoto, camminare, ginnastica dolce, aiuta a mantenere l’intestino regolare, facilitando la motilità intestinale e aiutando l’organismo a restare in salute. Evitare il sollevamento di pesi e stare fermi in piedi o in posizione seduta a lungo.
  • Igiene anale corretta: Una corretta igiene intima, ripetuta dopo ogni evacuazione, è fondamentale.
  • Bagni tiepidi (sitz bath): Per alleviare il dolore e il disagio immediati, bagni tiepidi detti “sitz bath”, effettuati per 15-20 minuti più volte al giorno, possono essere molto efficaci. In alternativa, avvolgere del ghiaccio in un panno e applicarlo sulle emorroidi per periodi non superiori a 15 minuti per sessione può dare sollievo.
  • Evitare sforzi eccessivi durante la defecazione: Andare immediatamente in bagno appena se ne avverte lo stimolo e non trattenere le feci. Evitare di stare seduti per troppo tempo sul water.
  • Alimenti da evitare o limitare: Cibi processati, alimenti ricchi di grassi, zuccheri o carboidrati raffinati. Bibite gassate e alcolici affaticano e infiammano la mucosa intestinale. Spezie troppo piccanti, cioccolata e pietanze troppo elaborate che rallentano la digestione.
  • Spezie consigliate: Zenzero, aglio e cipolla contengono fibrina, una proteina che aiuta a riparare traumi e lesioni a livello dei tessuti.
  • Alimenti ricchi di ferro: In caso di sanguinamento, prediligere alimenti ricchi di ferro come fegato di bovino, carne di cavallo, cozze e molluschi, uova, spigola e branzino, legumi secchi e frutta secca in guscio.
  • Rimedi naturali: Possono dare sollievo, ma non sostituiscono la visita specialistica. Per gradi di emorroidi leggeri, sono molto efficaci creme e lozioni da applicare localmente, o integratori da assumere per bocca. Molto efficace è lo psillio, una pianta erbacea che presenta un rivestimento mucillagginoso intorno ai semi che, a contatto con l'acqua, si gonfia aumentando di volume. Un ottimo giovamento può essere trovato tramite il gel di aloe vera.

Alimenti consigliati e sconsigliati per le emorroidi

Trattamenti Non Operatori e Farmacologici:

Nella maggior parte dei casi, il medico consiglia un trattamento conservativo, che si sostanzia in alcuni dei metodi che abbiamo già visto, come la modifica dello stile di vita. In aggiunta, può prevedere la somministrazione di:

  • Emollienti e farmaci antinfiammatori: Principalmente per uso topico, aiutano a ridurre l'infiammazione e il fastidio.
  • Dispositivi medici con azione protettiva: Creme e pomate specifiche per alleviare i sintomi.
  • Scleroterapia: Iniezione di un liquido in un vaso sanguigno per causare il restringimento dell'emorroide. È efficace per le emorroidi di grado I-II.
  • Legatura con elastico: Una procedura ambulatoriale comune in cui un piccolo elastico viene posizionato attorno alla base dell’emorroide interna per tagliarne il flusso sanguigno, causandone la caduta entro una settimana. Questa è un'opzione per le emorroidi di secondo e terzo grado.
  • Crioterapia: Tecnica che usa il freddo per eliminare l’emorroide.
  • Laserterapia: L'utilizzo di fasci di luce per cauterizzare le emorroidi. Oggi le terapie laser sono poco utilizzate, poiché non garantiscono risultati duraturi, ma possono portare benefici sulle emorroidi di grado I-II.

Questi trattamenti mirano al riassorbimento delle emorroidi e non richiedono l'ospedalizzazione del paziente.

Trattamenti Chirurgici:

Quando le emorroidi non rispondono ai trattamenti conservativi o non operatori, o nei casi più avanzati (grado III o IV), possono essere necessarie opzioni terapeutiche più invasive. Grazie ai passi da gigante compiuti dalla chirurgia e dalla medicina in generale, l'intervento può dirsi estremamente più semplice, veloce ed indolore rispetto al passato.

  • Emorroidectomia: Una delle procedure più comuni, in cui il tessuto emorroidario viene asportato chirurgicamente. Questo intervento può essere eseguito sotto anestesia locale, spinale o generale ed è generalmente raccomandato per le emorroidi di grado III o IV, che sono le più avanzate. L'emorroidectomia secondo Milligan-Morgan è una delle tecniche più utilizzate. La durata dell'intera procedura è pari a pochi minuti e al termine della giornata di degenza in ospedale si è liberi di tornare tranquillamente a casa.
  • Emorroidopessi: Prevede il riposizionamento delle emorroidi prolassate all’interno del canale anale.
  • Dearterializzazione transanale guidata da Doppler (THD): Una tecnica relativamente nuova che mira a ridurre il flusso sanguigno alle emorroidi senza rimuoverle.

È importante discutere con il proprio medico le varie opzioni disponibili per determinare quale intervento chirurgico potrebbe essere più adatto alla propria situazione specifica. Dopo l'intervento, è opportuno seguire alcune misure assistenziali per prevenire infezioni e complicanze, come l'uso di blandi lassativi, una corretta igiene anale e un periodo di degenza a letto con le gambe in posizione sopraelevata rispetto al resto del corpo, per favorire il ritorno venoso. Per eliminare il dolore postoperatorio si può ricorrere ad analgesici e sedativi.

Opzioni di trattamento per le emorroidi

Durata delle Emorroidi e Prevenzione delle Recidive

Non è semplice rispondere a quanto durano le emorroidi, in ragione del fatto che la durata può variare da un soggetto all'altro. In linea generale, le emorroidi, quando sono più piccole, tendono a scomparire da sole in pochi giorni. Diverso è il caso delle emorroidi più grandi, soprattutto quando le stesse causano dolore, gonfiore e prurito, per le quali potrebbe essere necessario ricorrere a trattamenti specifici, anche con l'ausilio di alcuni farmaci. Se le emorroidi sono trombizzate, i tempi si allungano e potrebbe essere necessario attendere qualche settimana prima che scompaiano, anche se il dolore dovrebbe migliorare nell'arco di 7-10 giorni.

C'è un aspetto importante da precisare: le emorroidi, anche quando scompaiono, possono ripresentarsi, il che vuol dire che il paziente potrebbe averci a che fare regolarmente se non adotta le misure adeguate per prevenirle. Una volta apparse, è molto difficile eliminare completamente il problema delle emorroidi, poiché le pareti venose rilassate non possono guarire completamente e il rischio di recidive aumenta con l'avanzare dell'età.

Per prevenire l’insorgenza e la recidiva della patologia emorroidaria è bene osservare uno stile di vita sano che comprenda una moderata attività fisica, una dieta ricca di fibre, evitare la disidratazione, evitare sforzi defecatori eccessivi e prolungati. Evitare abbuffate e pasti troppo abbondanti, che appesantiscono l'intestino e ne mettono a dura prova la funzionalità. Questi accorgimenti favoriscono la regolarità intestinale e riducono il rischio di stipsi e di lesione del plesso emorroidario durante l’evacuazione.

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