Nell’era digitale attuale, la reputazione online rappresenta un asset fondamentale per professionisti, aziende e attività commerciali. La capacità dei consumatori di confrontarsi tra loro e di fare tesoro delle esperienze altrui, attraverso la pubblicazione di recensioni, ha trasformato il modo in cui le persone scelgono un'attività commerciale. Tuttavia, questo scenario porta con sé anche delle sfide significative: una singola recensione negativa, soprattutto se falsa o diffamatoria, può compromettere la fiducia dei clienti e danneggiare concretamente l’immagine e il fatturato di un’impresa. La libertà di esprimere il proprio giudizio è un diritto, ma cosa succede quando una recensione supera il limite della legittima critica e diventa diffamazione o addirittura illecito penale?

Il Confine tra Recensione Legittima e Diffamazione
Pubblicare una recensione sulle varie piattaforme online o sul sito web di un esercizio commerciale per descrivere l’esperienza vissuta in quel luogo è un comportamento del tutto lecito. Il diritto di critica è ampiamente riconosciuto e consente a ognuno di descrivere l'esperienza vissuta in un'attività commerciale, anche se si tratta di un'esperienza negativa. Tuttavia, questo diritto incontra dei limiti precisi.
Affinché una recensione negativa sia considerata legittima e non comporti rischi dal punto di vista legale, è necessario rispettare tre condizioni fondamentali, come stabilito dalla giurisprudenza e dall'Avv. Giulio Cristofori:
- Verità dei fatti: La recensione negativa deve basarsi su fatti realmente accaduti e questi devono essere riportati in modo fedele, senza l’aggiunta di dettagli non veritieri, inventati o distorti.
- Continenza nei toni: È fondamentale usare un linguaggio civile, senza insulti gratuiti, volgarità o offese personali. La critica deve essere espressa con moderazione, senza trasformarsi in un attacco personale che vada oltre la valutazione del servizio o prodotto ricevuto.
- Interesse pubblico o pertinenza: L’informazione deve essere interessante e rilevante per il "pubblico del web", come nel caso di avvertimenti finalizzati a salvaguardare l’interesse degli altri consumatori. Il giudizio deve riguardare specificamente il servizio o il prodotto ricevuto e avere una finalità utile per altri utenti.
Quando una recensione negativa non rispetta questi limiti, si entra nel campo della diffamazione. La Costituzione italiana tutela sia la libertà di pensiero sia la reputazione di ogni cittadino, e per questo la legge consente di criticare, ma solo a precise condizioni. Un esempio chiaro di critica legittima potrebbe essere: "Servizio lento e personale poco disponibile, esperienza deludente". Al contrario, un'espressione come: "Gestori incompetenti e truffatori, dovrebbero chiudere" configura un caso di diffamazione, perché attribuisce reati (truffa) senza prove e utilizza toni offensivi.
DIFFAMAZIONE su INTERNET: una recensione online ti può costare caro | Avv. Angelo Greco
La Diffamazione e il Codice Penale
Ai sensi dell’articolo 595 del Codice Penale, commette diffamazione chi offende l’altrui reputazione comunicando con più persone. Le recensioni pubblicate online rientrano perfettamente in questa definizione, proprio perché accessibili a chiunque. Il testo dell'articolo 595 c.p. stabilisce che: “Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro.”
La pena aumenta se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, con la reclusione fino a due anni o la multa fino a duemilasessantacinque euro. Ulteriormente, se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, come internet, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro. Questo sottolinea la gravità che assume la diffusione di contenuti lesivi attraverso i canali digitali, in quanto raggiungono una vasta e indefinita platea di persone, amplificando enormemente il danno.
La situazione in cui una falsa recensione negativa viene scritta con l'intento di danneggiare la reputazione di un professionista o commerciante configura il reato di diffamazione aggravata. Il reato si integra nel momento in cui si nuoce alla reputazione di un terzo a sua insaputa, diffamando alla presenza di due o più persone. L'ipotesi aggravata di tale illecito si verifica quando si utilizza internet, a causa della vasta platea di persone raggiungibili e del conseguente danno potenziale.

Cosa si rischia per una recensione diffamatoria?
Lasciare una recensione negativa online che supera i limiti del diritto di critica può comportare l'avvio di un procedimento penale. L'autore di una recensione diffamatoria rischia una pena che va dalla reclusione fino a un anno o una multa, che può essere aggravata dalla diffusione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità.
Nell'ipotesi in cui si riceva una lettera contenente una richiesta di risarcimento del danno per aver pubblicato una recensione diffamatoria, è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un Avvocato penalista. Il Difensore potrà prendere contatto con l'Avvocato del soggetto diffamato e tutelare al meglio i diritti del cliente, cercando di trovare un vantaggioso accordo in via bonaria ed evitando così l'avvio di un procedimento penale. Se, al contrario, il destinatario dell'offesa presenta direttamente una querela, l'Avvocato penalista potrà consigliare la strategia difensiva migliore.
Recensioni False e Illeciti Diversi dalla Diffamazione
Le recensioni false possono essere scritte da concorrenti, utenti malintenzionati o persone pagate per danneggiare la reputazione. Possono contenere informazioni inesatte, esagerazioni o calunnie. Non tutte le recensioni negative sono illegittime, ma quelle che lo sono possono rientrare in diverse categorie di illeciti oltre alla diffamazione.
Concorrenza Sleale (Art. 2598 C.C.)
Quando una recensione negativa viene pubblicata non da un cliente insoddisfatto, ma da un concorrente con l’intento di screditare l’attività, si può configurare il reato di concorrenza sleale per denigrazione, ai sensi dell’articolo 2598 n. 3 del Codice Civile. Questo comportamento è vietato dalla legge perché altera il corretto funzionamento del mercato, danneggiando ingiustamente un altro operatore economico. Scrivere recensioni false, offensive o tendenziose per ridurre la credibilità di un concorrente non è solo scorretto dal punto di vista etico, ma anche giuridicamente rilevante.
Anche la pratica, diffusa ma illegale, di comprare recensioni positive rientra in questa fattispecie. Acquistare o commissionare recensioni false configura infatti un caso di concorrenza sleale, perché altera le dinamiche di mercato, inganna i consumatori e danneggia le imprese corrette. In questi casi, è possibile agire per far cessare l’illecito, ottenere il risarcimento del danno e la rimozione dei contenuti.
Danno all’Immagine e alla Reputazione (Art. 2043 C.C.)
In base all’articolo 2043 del Codice Civile, chiunque cagiona ad altri un danno ingiusto è obbligato a risarcirlo. Questo principio generale si applica anche ai danni all'immagine e alla reputazione causati da recensioni false o diffamatorie. Il danno può essere sia economico (per esempio, perdita di clienti o di fatturato) sia morale (come il danno all’immagine o al benessere personale).

Calunnia (Art. 368 C.P.)
La calunnia, regolata dall’articolo 368 del Codice Penale, è un'accusa falsa di un reato fatta a qualcuno, sapendo che l'accusa è infondata. Se una recensione non solo offende la reputazione, ma accusa falsamente un'attività o un individuo di un crimine (ad esempio, "truffatori" senza fondamento), potrebbe configurarsi il reato di calunnia, che è ancora più grave della diffamazione.
Truffa (Art. 640 C.P.) e Sostituzione di Persona (Art. 494 C.P.)
Perché si possa parlare di truffa, prevista dall’articolo 640 del Codice Penale, sono necessari un raggiro o artifizio che induca in errore la vittima, un ingiusto profitto per l'autore e un danno per la vittima. Nel contesto delle recensioni false, il raggiro consiste nella recensione ingannevole, l’inganno colpisce il consumatore che si fida di quell’opinione, mentre il vantaggio patrimoniale ricade su chi la pubblica (o la fa pubblicare), danneggiando i concorrenti.
Inoltre, chi crea una o più identità fittizie per lasciare recensioni, sia positive che negative, potrebbe far ipotizzare il reato di sostituzione di persona, previsto e punito dall’articolo 494 del Codice Penale. Questo reato si configura quando un individuo si attribuisce falsamente un nome, uno stato o una qualità per procurare a sé o ad altri un vantaggio o per recare ad altri un danno.
Strategie per Difendersi da Recensioni False o Diffamatorie
Difendere la propria reputazione online è un diritto, oltre che una necessità. Se si è stati vittime di recensioni false o diffamatorie, non bisogna sottovalutare la situazione: agire in modo tempestivo e con il supporto legale adeguato può fare la differenza.
1. Documentare la Recensione
Il primo passo fondamentale è fare uno screenshot completo della recensione, comprensivo di data, autore e piattaforma. Salvare il link e annotare data e ora di pubblicazione. Queste prove saranno cruciali, soprattutto se il contenuto dovesse essere successivamente cancellato, e saranno indispensabili in un eventuale procedimento legale.
2. Segnalare la Recensione alla Piattaforma
La maggior parte dei portali online (Google, TripAdvisor, Trustpilot, ecc.) consente di segnalare contenuti inappropriati. È importante contattare la piattaforma su cui è stata pubblicata la recensione e segnalare il contenuto diffamatorio, offensivo o falso. Alcuni portali prevedono procedure dedicate per questi casi. Ad esempio, su TripAdvisor, è possibile segnalare le recensioni negative e richiederne la rimozione. Dopo la segnalazione, si verrà reindirizzati al menu specifico per completare il modulo con i dati della struttura, selezionare il tipo di problema e la recensione a cui ci si riferisce, aggiungendo eventuali informazioni aggiuntive.

3. La Risposta alle Recensioni
Per le recensioni negative, la migliore strategia rimane quasi sempre la risposta. È importante valutare di volta in volta le recensioni ricevute, ponendosi la domanda: cosa ha spinto il cliente a lasciare un feedback così negativo? C’è del vero in quanto affermato? La critica trova un riscontro anche da parte di altri clienti? Se la risposta a una di queste domande è affermativa, il consiglio è di replicare alla recensione in modo professionale e costruttivo. Questo dimostra attenzione al cliente e trasparenza.
Diverso è il caso di recensioni critiche che mostrano aspetti non veritieri o distorcono la realtà dei fatti accaduti. Anche in queste situazioni, una risposta tempestiva e ben formulata può servire a chiarire la situazione agli altri utenti. Tuttavia, per recensioni palesemente diffamatorie, offensive o fasulle, il consiglio è di procedere con la rimozione attraverso la segnalazione alla piattaforma e, se necessario, per vie legali.
4. Richiedere Supporto Legale
Se la recensione è gravemente lesiva o non si riesce a ottenere la rimozione tramite la piattaforma, è essenziale chiedere il supporto di un Avvocato specializzato. Il supporto legale consente di evitare reazioni impulsive o inappropriate che potrebbero peggiorare il quadro.
L'Avvocato potrà consigliare la strategia più opportuna:
- Lettera di diffida: Quando l’identità del recensore è individuabile, è possibile recapitargli, tramite il proprio Difensore, una lettera con la quale si fa presente la commissione del reato e si chiede un risarcimento del danno, al fine di risolvere la controversia ed evitare la presentazione di una querela.
- Sporgere querela: Se la recensione è gravemente lesiva, si può presentare querela per diffamazione entro tre mesi dalla pubblicazione. Le autorità competenti (come la Polizia Postale) potranno risalire all’autore, anche se la recensione è anonima, avvalendosi degli strumenti investigativi e delle normative vigenti, come il Decreto Legislativo n. 101 del 2018 che, modificando il Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. n. 196/2003), ha introdotto misure per l'identificazione degli utenti anche in caso di profili anonimi.
- Richiedere un risarcimento in sede civile: In sede civile, è possibile chiedere il risarcimento dei danni, sia economici (per esempio perdita di clienti) che morali (come il danno all’immagine o al benessere personale) in base all'articolo 2043 del Codice Civile.
DIFFAMAZIONE su INTERNET: una recensione online ti può costare caro | Avv. Angelo Greco
“Ci vogliono 20 anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla,” una citazione che riassume perfettamente la fragilità della reputazione online e l'importanza di tutelarla attivamente. Nell'era del digitale, la velocità con cui un'informazione, vera o falsa, può diffondersi richiede una vigilanza costante e la prontezza nell'agire quando si presentano minacce.