La comunità di Vittoria (Ragusa) è stata scossa da una tragedia straziante che ha visto protagonisti due cuginetti, Alessio D'Antonio di 11 anni e Simone di 12 anni. Seduti sul marciapiede davanti alla porta di casa, in Via IV Aprile, nel centro storico della città, i due bambini sono stati travolti da una Jeep pirata lanciata a forte velocità. Questo incidente ha non solo causato la perdita di due giovani vite ma ha anche gettato luce su profonde problematiche sociali e criminali che affliggono la zona.

La Dinamica dell'Incidente e le Prime Drammatiche Ore
L'incidente si è verificato in una sera che avrebbe dovuto essere tranquilla. Alessio D'Antonio, l'undicenne, è morto sul colpo per il terribile impatto con la Jeep. Il cugino, Simone, è stato immediatamente ricoverato in gravissime condizioni nell'ospedale di Vittoria, per poi essere trasferito in elisoccorso a Catania e successivamente nel reparto di Rianimazione pediatrico di Messina. Le condizioni di Simone erano disperate fin da subito. L'auto ha tranciato le gambe di entrambi i ragazzini, trascinandoli per metri dal Suv. "Ai nostri occhi - ha dichiarato un testimone sotto choc - si è presentata una scena agghiacciante perché i due bambini sono stati letteralmente falciati e le loro gambe tranciate dall'auto".
I due cuginetti, figli di due fratelli e coetanei, frequentavano l'istituto comprensivo "Portella della Ginestra" di Vittoria, e stavano giocando con il cellulare sui gradini di casa al momento della tragedia.
La Fuga e l'Identificazione del Conducente
Subito dopo l'incidente, il conducente della Jeep Renegade scura, insieme agli altri occupanti, si è dato alla fuga a piedi, abbandonando il veicolo. Questo gesto di omissione di soccorso ha ulteriormente aggravato la situazione e ha scatenato l'indignazione generale. Poco dopo, gli agenti della polizia di Stato hanno rintracciato e fermato il conducente nella sua abitazione: si tratta di Rosario Greco, 37 anni, già noto alle forze dell'ordine e con precedenti penali.
Gli altri due occupanti del veicolo si sono presentati spontaneamente nella caserma dei Carabinieri di Vittoria, ma hanno inizialmente dichiarato che alla guida ci fosse un terzo uomo, sostenendo di essere fuggiti per paura di essere linciati dalla folla. Tuttavia, le indagini successive e le immagini di alcuni impianti di videosorveglianza hanno permesso di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.
Incidente a Vittoria, un'altra giovane vita spezzata
Le Gravi Condizioni di Salute di Simone e la Perdita delle Gambe
Il bambino ferito, Simone, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico durato oltre 5 ore. Nonostante gli sforzi disperati dei medici, purtroppo le sue gambe non hanno potuto essere salvate. "Il bambino è stato operato ma purtroppo non abbiamo potuto salvargli le gambe che sono state tranciate durante l'incidente", ha affermato Eloisa Gitto, direttrice dell'unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina. Le sue condizioni sono rimaste stabili ma gravi per alcuni giorni, ma la lotta per la sopravvivenza era appesa a un filo. Successivamente, è stato annunciato che anche il piccolo Simone non ce l'ha fatta, spegnendosi in ospedale, portando a due il numero delle giovani vittime di questa tragedia.
Le Accuse e le Responsabilità: Alcol, Droga e Pregiudicati
Rosario Greco è stato arrestato dalla polizia di Stato con l'accusa di omicidio stradale aggravato. Gli esami effettuati dall'ASP hanno accertato la presenza nel guidatore di un tasso alcolemico quattro volte superiore ai limiti di legge. L'uomo ha anche ammesso di aver fatto uso di cocaina. Gli investigatori hanno dichiarato che "dalle immagini è possibile appurare che l'arrestato, a folle velocità, ha effettuato un sorpasso in prossimità di un incrocio di Via IV Aprile per poi perdere il controllo e travolgere i bambini, manovra di sicuro dettata dallo stato di ebbrezza alcolica".
Nell'auto di Greco, una Jeep, sono stati rinvenuti una mazza e un manganello telescopico, ed è stato quindi denunciato anche per porto d'armi atte a offendere. I tre che erano con lui sul Suv - Angelo Ventura, Alfredo Sortino e Rosario Fiore - sono stati denunciati per favoreggiamento personale e omissione di soccorso. Anche se inizialmente hanno tentato di favorire l'autore dell'omicidio stradale, i tre passeggeri hanno deciso di fornire un'esatta dinamica di quanto accaduto, addebitando ogni responsabilità al conducente. Questi ultimi sono stati rimessi in libertà in attesa delle dichiarazioni che renderà l'indagato al giudice in sede di udienza di convalida.

Un Contesto di Criminalità Organizzata e Controverse Sociali
Rosario Greco è un pregiudicato, arrestato già in passato. È figlio di Elio Greco, un imprenditore locale che era stato arrestato per mafia ad aprile di quest'anno per aver sparato ad un altro pregiudicato per motivi economici. Elio Greco, secondo i magistrati, è stato un affiliato del clan Dominante-Carbonaro e vicino alla famiglia mafiosa gelese dei Rinzivillo. Era stato arrestato nel dicembre 2017 nell'inchiesta 'Ghost Trash' sul presunto controllo della mafia nel settore degli imballaggi al mercato ortofrutticolo di Vittoria e a Pasqua era tornato nuovamente in carcere per tentato omicidio. Durante l'operazione, che riguardava associazione di stampo mafioso finalizzata a posizioni dominanti nel settore della realizzazione degli imballaggi e intestazione fittizia di beni, furono sequestrati 35 milioni di euro in beni immobili, titoli e società.
Questa connessione con la criminalità organizzata aggiunge un ulteriore livello di complessità e dolore alla tragedia, evidenziando le profonde contraddizioni di una città di 60 mila abitanti, "florida sul piano economico ma piena di contraddizioni". Il Comune di Vittoria era stato sciolto per mafia proprio un anno prima, e la città è cresciuta a dismisura, con aree considerate "un po' borderline".
Il Lutto Cittadino e la Reazione della Comunità
La morte dei due cuginetti ha provocato un dolore profondo e un'ondata di commozione in tutta la comunità di Vittoria. È stato proclamato il lutto cittadino, e migliaia di persone hanno partecipato ai funerali di Alessio. La Chiesa di San Giovanni era stracolma di gente, con più di tremila persone che hanno voluto testimoniare vicinanza e affetto alla famiglia e dire no alle scorribande di criminali che hanno spento la vita di due ragazzini. A celebrare la messa il vescovo di Ragusa Carmelo Cuttitta che ha ricordato l'insegnamento che la morte di Alessio potrà dare.
Il prefetto Filippo Dispenza, che con Giovanna Termini e Gaetano D'Erba amministra il Comune di Vittoria sciolto per mafia, ha espresso il suo dolore: "È un dolore profondo per noi e per tutta la comunità. È inaudito che la città sia ostaggio di questi criminali. Ho già interessato l'ufficio legale del Comune. Ci costituiremo parte civile nel processo - ha aggiunto - a difesa della città e di tutti i cittadini per bene contro questi delinquenti".
Le famiglie delle vittime, colpite da un dolore inconsolabile, si sono mostrate distrutte. La madre di Alessio ha rivelato un particolare agghiacciante: "Dopo l'incidente, vedendo mio figlio steso sul marciapiede, cercavo un telefonino per chiamare il 118. L'ho strappato dalle mani di un uomo che non conoscevo." Alcuni residenti, sconvolti dalla tragedia e dal clima di illegalità percepito, hanno anche espresso l'intenzione di lasciare la città: "Lascerò Vittoria. Dopo questa tragedia non riesco più a vivere in questa città. Non riesco più ad entrare nella mia casa".

Le Indagini e i Passi Successivi
Le indagini sono ancora aperte, in attesa della convalida dell'arresto e per acclarare ulteriormente la dinamica dei fatti accaduti e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. Gli investigatori hanno identificato anche gli altri occupanti dell'auto che dopo il sinistro si erano dati alla fuga. Nonostante un tentativo iniziale di favorire l'autore dell'omicidio stradale, i tre passeggeri hanno deciso di fornire un'esatta dinamica di quanto accaduto, addebitando ogni responsabilità al conducente. Utilissime sono state anche le immagini di alcuni impianti di videosorveglianza acquisiti che hanno ripreso le fasi del sinistro stradale.
Il caso di Vittoria è diventato un simbolo delle sfide che molte comunità affrontano in Italia, dove la criminalità organizzata si intreccia con problemi sociali come l'abuso di alcol e droga, portando a conseguenze devastanti per i cittadini innocenti. La ferma reazione delle autorità e della comunità sottolinea la volontà di combattere queste piaghe e di difendere la sicurezza e la legalità.