Quando si acquista una bicicletta, uno dei particolari cui si fa meno caso sono le ruote. Si guarda l’estetica del telaio, il materiale, il tipo di deragliatore, persino la sella, ma le ruote passano in secondo piano. Molti potrebbero pensare: "Sono ruote, cosa mai dovrei guardare? Al massimo mi serve sapere che tipo di pneumatici sono montati, giusto?" Non proprio. In realtà, non esistono parti della bici che siano meno importanti di altre, per cui questo articolo vuole far luce su uno dei tre componenti che vanno a formare le ruote: i cerchi, con un focus particolare sui cerchi da 26 pollici per Mountain Bike. Sia che siate dei neofiti che non ne sanno nulla, dei ciclisti “grammomaniaci” che lesinano su ogni milligrammo di peso o degli appassionati che si fanno costruire ruote custom dal proprio meccanico, capire cosa sono e quali sono le caratteristiche dei cerchi vi permetterà di scegliere le ruote più adatte alla vostra bici, aumentando il comfort e la performance.
Anatomia del Cerchio: Come Sono Fatti i Cerchi per Bici
I cerchi per bicicletta sono solitamente costituiti da una lamina estrusa. Il processo inizia da una barra di materiale che viene costretta a passare attraverso una matrice che le conferisce la forma desiderata, un procedimento simile a come si modellava il pongo da piccoli. Questa lamina viene poi calandrata a macchina, ovvero viene resa cilindrica attraverso il passaggio tra dei rulli a pressione e numero di giri variabili, garantendo la curvatura perfetta necessaria per la forma circolare del cerchio. Le due estremità della lamina vengono poi saldate a macchina per chiudere l'anello. In alcuni casi, i cerchi possono essere costituiti da tre o più lamine calandrate, tenute assieme tramite degli spinotti innestati con interferenza, ovvero dove il diametro dello spinotto stesso è più grande di qualche centesimo di millimetro di quello del foro, assicurando una giunzione estremamente salda e resistente senza la necessità di saldatura. Questa tecnica costruttiva influenza direttamente la robustezza e la durabilità del cerchio nel tempo.

Immaginando di tagliare a metà (in termine tecnico: sezionare) un cerchio, possiamo così descrivere le sue parti fondamentali, ognuna con una funzione specifica e cruciale per il funzionamento della ruota:
- Canale: Questa è la parte interna del cerchio, dove verrà alloggiata la camera d’aria o il tallone dello pneumatico in configurazioni tubeless. La sua forma e larghezza sono determinanti per la stabilità del copertone e la corretta distribuzione della pressione.
- Sede per i nippli: I fori sulla circonferenza del canale servono per alloggiare le teste dei nippli, rendendo così possibile il fissaggio alla parte filettata dei raggi. Solitamente questi fori sono rinforzati con anelli in materiale resistente, spesso ottone o acciaio, per sopportare l'elevato stress torsionale e le tensioni che si generano durante la centratura e la tensionatura della ruota, prevenendo crepe e deformazioni.
- Spalla del cerchio: Le due spalle laterali del cerchio sono pensate per alloggiare il copertone, facendolo tallonare e tenendolo saldamente in posizione. La geometria di queste spalle è critica per la sicurezza del sistema pneumatico, specialmente in curva o in caso di impatti laterali, evitando lo stallonamento.
- Pista frenante: Se il cerchio è pensato per essere montato su bici dotate di freni a infulcro (come i V-brake o i cantilever), la parete esterna è detta appunto pista frenante, poiché su di essa agiranno i pattini dei freni. La superficie di questa pista è progettata per offrire un attrito ottimale e resistere all'usura, oltre a dissipare efficacemente il calore generato dalla frenata. In caso di freni a disco, questa sezione è assente o non ha funzione frenante diretta.
Qualità Essenziali: Caratteristiche Fondamentali dei Cerchi per Bici
Indipendentemente dalla loro forma, configurazione o dimensione, i cerchi per biciclette devono assolvere a compiti ben precisi e possedere qualità intrinseche per garantire sicurezza, comfort e prestazioni. Un buon cerchio deve possedere le seguenti caratteristiche fondamentali:
- Resistenza alle tensioni interne: Le tensioni che vengono trasferite sui raggi di una ruota quando li avvitiamo sui nippli sono enormi, misurabili in centinaia di chilogrammi per raggio. Queste forze si vanno a scaricare sul mozzo e sul cerchio stesso, cercando di deformarlo. Va da sé che un cerchio debba quindi resistere egregiamente ai momenti torcenti scaricati dai raggi e non debba ovalizzarsi o deformarsi, mantenendo la sua perfetta circonferenza sotto carico. Una resistenza insufficiente porterebbe rapidamente a ruote decentrate o, peggio, inutilizzabili.
- Resistenza agli urti: Dopo lo pneumatico, il cerchio è il primo componente strutturale che s’interfaccia direttamente con le vibrazioni e gli urti provenienti dal terreno. Questi scontri, specialmente in discipline come la Mountain Bike, possono a volte essere estremamente violenti, a causa di rocce, radici, salti o atterraggi bruschi. Ai cerchi è richiesta una notevole resistenza, affinché non si pieghino, non si bozzino o non si spezzino durante l’uso, compromettendo la stabilità e la sicurezza del ciclista. La robustezza è quindi un parametro chiave, soprattutto per i cerchi da MTB da 26 pollici, che spesso affrontano percorsi tecnici.
- Smorzamento delle vibrazioni: Il contatto continuo della ruota con il terreno genera una miriade di vibrazioni che, dallo pneumatico, si dipartono lungo il cerchio, i raggi, il mozzo, la forcella e quindi il manubrio, raggiungendo il ciclista. Maggiore sarà la capacità del cerchio di assorbire o smorzare queste vibrazioni, minore sarà la quantità di esse che si trasmetteranno al ciclista, donando una sensazione di maggior comfort e riducendo significativamente l’affaticamento muscolare, specialmente su lunghe distanze o terreni sconnessi. Materiali e profili specifici possono migliorare questa capacità.
- Resistenza alla corrosione atmosferica: I cerchi lavorano in condizioni gravose e spesso estreme, che possono includere fango, acqua, polvere, salsedine o strade poco pulite con detriti chimici. La superficie esterna e interna del cerchio deve resistere efficacemente all’ossidazione e non deve arrugginire, preservando l'integrità strutturale e l'estetica del componente nel tempo. I trattamenti superficiali e la scelta di materiali come l'alluminio sono fondamentali a questo scopo.
- Capacità di raffreddamento: Quando si utilizzano freni a infulcro, l’attrito generato dal contatto dei pattini sulla pista frenante genera un notevole surriscaldamento localizzato. La parte esterna del cerchio, in corrispondenza della pista frenante, dev’essere in grado di "sfogare" al meglio il calore e di raffreddarsi quanto prima, poiché la potenza frenante è inversamente proporzionale alla temperatura delle pareti dei pattini e del cerchio stesso. Un'eccessiva temperatura può portare al fading (riduzione dell'efficacia frenante) e all'usura accelerata dei componenti.
Il Dilemma delle Misure: Comprendere le Dimensioni dei Cerchi
Mettetevi l’anima in pace: il mondo degli “standard” dimensionali dei cerchi è il più confusionario che esista. Infatti, non vi è un’indicazione univoca e molto spesso le dimensioni rappresentate non sono quelle reali del cerchio, bensì frutto di calcoli e semplificazioni che, paradossalmente, non semplificano affatto la vita del ciclista. Imparare a saper leggere la misura del cerchio che c’interessa è importantissimo, poiché altrimenti potremmo acquistare cerchi di dimensioni sbagliate e non adatti al telaio della nostra bici o ai copertoni che intendiamo montare. La comprensione di queste designazioni è ancora più critica nel mondo della MTB, dove diverse misure coesistono.
Partiamo da un esempio pratico per poi cercare di capirne un po’ di più. Se volessimo cambiare il cerchio della nostra bici e questo avesse un diametro nominale di 622mm, potremmo trovarlo indicato in tre modi differenti:
- 28″
- 622
- 700C

Tre differenti designazioni per dire la stessa cosa! È incredibile, ma vediamo di essere chiari sulle loro origini e significati:
- La prima indicata è la designazione in pollici, uno standard utilizzato principalmente nei paesi anglosassoni e, storicamente, predominante nel mondo delle MTB. Il numero indicato si riferisce al diametro in pollici (un pollice, detto "inch", equivale a 25,4 mm) del copertone che vi si può montare, includendo quindi l'ingombro dello pneumatico. Questo standard è spesso approssimativo e può creare confusione, poiché cerchi di diametro interno diverso possono essere commercializzati con la stessa misura in pollici se montano pneumatici di simile diametro esterno.
- La seconda è la designazione europea, universalmente riconosciuta come la più precisa. Può essere chiamata ISO (che sta per International Standard Organisation) oppure ETRTO (acronimo di European Tyre and Rim Technical Organisation). La misura ETRTO è espressa in millimetri e si riferisce al diametro del cerchio preso dal punto di tallonamento degli pneumatici, cioè la sede interna dove il tallone del copertone si appoggia al cerchio. Si tratta di una misura non rilevabile facilmente con un metro, bensì con attrezzi specifici (come due raggi tagliati a 200mm e un regolo) oppure effettuando dei calcoli. È la designazione più affidabile per garantire la compatibilità tra cerchio e pneumatico.
- La terza infine è la versione francese (tanto per semplificare le cose, giusto?), che si riferisce al diametro nominale esterno del cerchio, seguito da una lettera che ne indica la larghezza. Le lettere sono “A”, “B”, “C”, “D”, partendo dal più stretto al più largo. Questo standard è meno comune oggi, ma ancora presente su biciclette più datate o per usi specifici.
Capire qual è la dimensione del vostro cerchio è necessario anche per sapere che tipo di pneumatici potete montare, poiché in base al diametro e alla larghezza del cerchio varia anche il range di coperture compatibili. Ecco un breve specchietto per facilitarvi le cose, con un'attenzione particolare alle MTB da 26 pollici:
- Bici da corsa: lo standard più diffuso è l’americano 28″, l’ETRTO 622 e il francese 700c. Raramente troverete cerchi differenti a meno che non possediate biciclette particolari come quelle da 27”, con un ETRTO equivalente a 630mm.
- MTB: qui c’è un vero casino, come spesso si dice tra gli appassionati, a causa della coesistenza di diversi formati.
- Se possedete una MTB con ruote da 26″, allora il corrispettivo ETRTO è il 559mm e il francese 650A. Questo è stato per decenni lo standard indiscusso per le Mountain Bike, apprezzato per la sua maneggevolezza e robustezza.
- Ma se montate le 27,5″, un formato intermedio che ha guadagnato popolarità, avete un ETRTO e un francese denominati 650B (ETRTO 584mm).
- Infine, se montate i ruotoni da 29er” (spesso chiamati semplicemente 29"), avrete un ETRTO da 622mm, lo stesso delle bici da corsa, e un francese da 700B. Questi offrono maggiore scorrevolezza e capacità di superare gli ostacoli.
- Cicloturismo: qui di solito dominano le ruote da 26″, per cui ETRTO 559mm o 650D in misura francese, apprezzate per la loro robustezza e la facile reperibilità di ricambi in viaggio.
- BMX: le vostre BMX sono equipaggiate con cerchi da 20″, per cui 406mm ETRTO e 450A in misura francese, ideali per la massima agilità e resistenza agli impatti tipici di questa disciplina.
Materiali e Tecnologie: La Scelta dei Cerchi per Bici
Il materiale perfetto per un cerchio non esiste, poiché la scelta dipende strettamente dall'uso previsto, dal budget e dalle priorità del ciclista, che sia la leggerezza, la robustezza, il comfort o la durabilità. Tuttavia, è sempre possibile scegliere quello che fa al caso vostro. Sul mercato sono presenti cerchi di varie fogge e tipologie, realizzati con diversi materiali, ognuno con i propri vantaggi e svantaggi:

- Alluminio: La stragrande maggioranza delle biciclette al mondo, incluse molte MTB da 26 pollici, monta cerchi in alluminio. Questo materiale è largamente diffuso per molteplici ragioni: sono resistenti, offrono un buon compromesso tra peso e durabilità, resistono egregiamente all’ossidazione atmosferica grazie a trattamenti anodici e hanno una lunga durata, oltre ad essere relativamente economici da produrre. L'alluminio permette inoltre una buona dissipazione del calore generato dalla frenata su pista.
- Fibra di carbonio: Questo materiale è molto presente sulle biciclette da corsa e, sempre più spesso, anche sulle MTB di alta gamma, dove ogni grammo perso è considerato un grammo guadagnato in termini di performance. I cerchi in fibra di carbonio sono estremamente leggeri, permettono di realizzare profili più slanciati e alti (che migliorano l'aerodinamica e la rigidità laterale) e vantano un’elevata resistenza alla fatica, tipica del materiale. Di contro, sono notevolmente più costosi. Inoltre, quelli con pista frenante in carbonio, sebbene siano migliorati, possono ancora soffrire di problemi di surriscaldamento e di un’efficacia frenante ridotta in caso di pioggia, a causa della minore capacità di attrito rispetto all'alluminio in condizioni di bagnato. Tuttavia, l'avvento dei freni a disco ha eliminato quasi del tutto quest'ultima problematica sui cerchi in carbonio, rendendoli più appetibili anche per le MTB.
- Legno: Una volta i cerchi erano costruiti in legno, calandrato a vapore per ottenere la forma desiderata. Ora sono tornati di moda, soprattutto nei restauri di vecchie bici d’epoca o per progetti custom di nicchia, dove l'estetica e la tradizione giocano un ruolo importante. Il legno è leggero e durevole, anche se molto meno resistente e duraturo rispetto all'alluminio o alla fibra di carbonio agli urti e alle intemperie estreme. Ha però un eccellente smorzamento delle vibrazioni, che contribuisce a un comfort di guida elevato, e una corrosione pressoché nulla in assenza di umidità prolungata.
- Magnesio: Dicono sia il materiale del futuro. Si tratta di un metallo leggerissimo, potenzialmente resistente come l’acciaio e ancora più leggero della fibra di carbonio. Le leghe di magnesio offrono un'ottima dissipazione del calore e un buon smorzamento delle vibrazioni. Per ora rimane un materiale di nicchia, proposto ad atleti di élite o a cicloamatori danarosi, principalmente a causa dei costi di produzione elevati e della sua tendenza a ossidarsi più facilmente se non adeguatamente trattato e protetto. La ricerca e lo sviluppo stanno tuttavia progredendo, e potremmo vederlo più diffuso in futuro.
Tipologie di Cerchi in Base alla Destinazione d’Uso: Camere d'Aria, Tubolari e Tubeless
Oltre alla scelta del materiale e alla dimensione, i cerchi si differenziano anche per la tipologia di pneumatico che possono ospitare. Se pensiamo alla destinazione d’uso, esistono tre grandi categorie di cerchi per biciclette, ognuna con le proprie peculiarità:
- Cerchi per camera d’aria (Clincher): Sono progettati per alloggiare una camera d’aria interna, che una volta gonfiata manterrà lo pneumatico in posizione, bloccando i talloni del copertone contro le spalle del cerchio. È lo standard più utilizzato al mondo per la sua semplicità, facilità di montaggio/smontaggio e riparazione in caso di foratura. Richiede l'uso di copertoni con talloni specifici e camere d'aria gonfiabili.

- Cerchi per tubolari: Pensati per alloggiare i tubolari o Palmer (dal nome del loro inventore), sono lievemente differenti dai cerchi per camera d’aria. In questa configurazione, il copertone e la camera d'aria sono cuciti insieme a formare un unico "tubolare" sigillato. Non avviene il tallonamento del copertone come nei clincher, bensì il tubolare viene tenuto in posizione sul cerchio con una procedura di incollaggio con mastice specifico o biadesivo. I tubolari sono apprezzati per la loro leggerezza, la capacità di essere usati a pressioni più basse (migliorando aderenza e comfort) senza rischio di pizzicature, e un feeling di guida molto morbido. Sono molto usati nelle competizioni su strada e ciclocross, ma meno diffusi in MTB per la complessità di montaggio e l'impraticabilità di riparazione sul campo.

- Cerchi per tubeless: Questo è uno standard che si è ampiamente diffuso nel mondo della MTB, inclusa la 26 pollici, ma che trova ancora qualche resistenza nel settore strada, pur guadagnando terreno. I cerchi tubeless sono pensati per montare coperture apposite, prive di camera d’aria. Sono caratterizzati da un design a doppio canale o da un profilo speciale che garantisce una tenuta ermetica con il tallone dello pneumatico. Spesso, nel canale inferiore vengono alloggiati i nippli, che si vanno a innestare sui raggi. In quello superiore, completamente scollegato dall’inferiore, vi è solo una scanalatura per far tallonare il copertone. Questi viene riempito di lattice antiforatura (un liquido sigillante) e poi gonfiato. I vantaggi includono: la possibilità di utilizzare pressioni più basse per una maggiore aderenza e comfort senza rischio di pizzicature, una maggiore resistenza alle forature grazie al lattice che sigilla i piccoli tagli, e un peso complessivo potenzialmente inferiore eliminando la camera d'aria. Tuttavia, la conversione e la manutenzione possono richiedere più attenzione.

- Cerchi 29+ (e Fat Bike): Pur essendo fuori dalla categoria dei 26 pollici, è utile menzionarli per completezza. Sono pensati per le fat bike e le mountain bike di grandi dimensioni con pneumatici extra-large (29+ si riferisce a cerchi da 29" con pneumatici molto larghi, mentre le fat bike utilizzano cerchi e pneumatici ancora più ampi). Questi cerchi sono progettati per accogliere quei copertoni larghissimi, spesso oltre 3 pollici. Solitamente sono a doppia camera o con profili molto ampi, e spesso presentano degli “svuotamenti” all’interno del canale, per ridurre il peso pur mantenendo una notevole larghezza. Inoltre, queste zone vuote, dove lo pneumatico va a lavorare, hanno un effetto ammortizzante intrinseco, migliorando l’assorbimento degli urti e contribuendo al comfort su terreni estremamente sconnessi o sabbiosi.
Consigli Pratici per l'Acquisto e l'Upgrade dei Cerchi (e Considerazioni Specifiche per MTB 26")
Quando si valuta l'acquisto di cerchi nuovi o un upgrade delle ruote, è fondamentale adottare un approccio ragionato, specialmente per chi possiede una MTB da 26 pollici e cerca di migliorarne le prestazioni. L'esperienza di molti ciclisti suggerisce che le ruote, e di conseguenza i cerchi, sono componenti cruciali per il feeling di guida. Se si desidera acquistare dei cerchi nuovi e magari proporre al proprio meccanico di realizzare delle ruote custom, è bene tenere a mente queste importanti considerazioni pratiche.
Un ciclista, ad esempio, ha raccontato di aver pagato la sua bici full-suspension da 26 pollici si e no 150 euro dopo aver venduto la precedente, considerandola un affare per le sue condizioni praticamente nuove. Nonostante non fosse una 27.5 o 29, l'obiettivo era renderla più reattiva e leggera, specialmente alternandola al running e affrontando percorsi misti di strada, boschi e discese leggere. L'esperienza di un "effetto pedalò" e la sensazione che la bici "non scorre" sono motivazioni comuni che spingono verso l'upgrade. La ruota anteriore di quella bici pesava 2.145 grammi con camera e copertone, un peso che, seppur robusto e accettabile per escursionismo spinto su una full, poteva essere migliorato per guadagnare scorrevolezza. Una guarnitura con SLX di tutto rispetto era già un buon punto di partenza, ma le ruote erano il punto debole percepito.
1. Acquistate cerchi predisposti per l'uso: È inutile farsi tentare da una liquidazione su un sito di acquisti online quando poi il cerchio non è pensato per la vostra disciplina. Se usate la MTB da 26 pollici per trail impegnativi, non potete certo acquistare dei cerchi full carbon per bici da cronometro, per esempio, che non sopporterebbero gli impatti e le sollecitazioni del fuoristrada. Per una bi-ammortizzata, un consiglio comune è privilegiare comfort e robustezza. Un suggerimento pratico per un cerchio robusto e confortevole con un giusto peso è quello di guardare al catalogo "Rigida", per esempio sui modelli Taurus, che sono ben noti per queste caratteristiche e adatti alle 26 pollici. Un altro ciclista ha riportato di aver cambiato i suoi vecchi cerchi XM117 con dei Mavic Crossride, percependo un notevole guadagno in scorrevolezza e leggerezza.
2. Comprate sempre cerchi e mozzi in un unico acquisto o almeno abbinati: Questa regola serve a non sbagliare, poiché è facile acquistare un cerchio da 36 fori e poi un mozzo da 32 due mesi dopo, perché si è distratti o ci si è dimenticati. Non solo, ma l'abbinamento corretto garantisce la massima efficienza e durabilità della ruota. Inoltre, alcune aziende (come Mavic, DT Swiss, Sun Riglé, ecc.) offrono la possibilità di acquistare mozzi e cerchi dello stesso modello, pensati per lavorare insieme e ottimizzare le prestazioni complessive della ruota. Il dialogo tra gli elementi della ruota è cruciale.
3. Non lesinate sulla qualità: Le ruote sono importanti, e i cerchi lo sono altrettanto. Per cui, acquistate solo cerchi di case conosciute e testate, che abbiano dimostrato prestazioni eccellenti e affidabilità. È brutto ritrovarsi con un cerchio bozzato o ovalizzato mentre si è in giro per il mondo, magari lontano da qualsiasi assistenza. Investire in componenti di qualità si traduce in maggiore sicurezza, durabilità e piacere di guida.
4. La ruota è un insieme armonico: Se spendete una bella cifra per un paio di cerchi in carbonio per la vostra specialissima da 26 pollici, poi non fate assemblare la ruota con mozzi e raggi da supermercato, solo per rientrare dalla spesa. I componenti di una ruota lavorano insieme e devono avere caratteristiche compatibili e un livello qualitativo omogeneo. Un cerchio eccellente con raggi e mozzi scadenti non potrà mai esprimere il suo potenziale e la durabilità dell'intero sistema sarà compromessa dal componente più debole. L'equilibrio tra tutti i componenti è fondamentale.
5. Non guardate solo alla leggerezza, ma al valore dell'upgrade: È vero, quello che pesa meno è più facile da portare su, ma a volte questa giustificazione non regge all’evidenza o non è l'unica metrica da considerare. Acquistare dei cerchi più leggeri può essere utile, ma non è sempre l'upgrade con il miglior rapporto costo/beneficio. Per capirlo, potete usare la tecnica del "costo x grammo". Dividete il peso risparmiato acquistando il nuovo componente per il suo prezzo e otterrete così il costo unitario per ogni grammo risparmiato.
- Esempio pratico fornito da un ciclista: "Voglio comprare una coppia di cerchi che pesa 200gr in meno dei miei attuali. Il costo è 300€. 300€ / 200gr = 1.5€/gr. Ovvero ogni euro speso alleggerisco la bici di circa 0.66gr." Questo non sembra così tanto.
- "E se invece cambiassi i miei vecchi pedali Shimano? Acquistandone un modello immediatamente superiore risparmierei 100gr, pagandoli in offerta a 39.90€. 39.90€ / 100gr = 0.399€/gr. Ovvero, ogni euro speso risparmio 2,5 grammi!" Come si vede, il modo di valutare le cose cambia drasticamente.
Questo esempio evidenzia che talvolta, per ottenere il massimo dalla spesa, è più efficace agire su componenti meno costosi che offrono un risparmio di peso proporzionalmente maggiore. Oppure, come suggerito, mettere due camere in lattice: con circa 30 euro si possono risparmiare anche 150 grammi di peso periferico (se si hanno camere d'aria qualsiasi), aumentando un pelo l’aderenza e la scorrevolezza, e riducendo le forature. Per avere lo stesso effetto (300-400gr in meno) lavorando sui soli mozzi, si dovrebbe tirar fuori una cifra ben diversa. Il risparmio di peso non è l'unico beneficio delle camere in lattice; grazie alla loro elasticità molto superiore, generano anche minor attrito di rotolamento.
Sette upgrade inutili
Il Cruccio Tubeless: Sì o No per la MTB 26 Pollici?
Dopo aver cambiato i cerchi con modelli tubeless-ready (come i Mavic Crossride citati), e aver anche sostituito reggisella e manubrio in carbonio, ottenendo una bici con "scorrevolezza e leggerezza decisamente percepibili", un ciclista si è interrogato sul passo successivo: "Tubeless sì o tubeless no?" Questo è un dilemma comune per molti possessori di MTB, inclusa la 26 pollici.
La curiosità per il tubeless è legittima, ma l'effettiva necessità dipende dall'uso. Le esperienze di chi ha fatto il passaggio sono spesso positive. Per chi si chiede se sia una modifica così indispensabile, la risposta dipende molto dal tipo di percorsi e dalla frequenza delle forature. Sebbene non si sia un "foratore professionista", ci sono vantaggi significativi.
- Vantaggi dei tubeless: Un beneficio primario è che "le spine con i tubeless te le dimentichi." Il liquido sigillante all'interno del pneumatico è in grado di tappare automaticamente piccoli fori causati da spine, piccoli chiodi o frammenti di vetro, prevenendo la perdita di pressione e permettendo di continuare a pedalare. Un altro vantaggio pratico è che "non devi smontare nulla, devi solo rabboccare" il liquido sigillante periodicamente (generalmente ogni 3-6 mesi) per mantenere la sua efficacia. Questo elimina la seccatura di dover sostituire la camera d'aria sul sentiero. Inoltre, la possibilità di girare a pressioni più basse migliora l'aderenza e il comfort, specialmente su terreni tecnici e sconnessi, senza il rischio di pizzicature (forature causate dallo schiacciamento della camera d'aria tra cerchio e ostacolo).
- Svantaggi e considerazioni: La preoccupazione principale è spesso lo stallonamento. Tuttavia, come sottolineato, "stallonamento se non giri a 0,9 la vedo dura." Questo significa che, mantenendo una pressione minima ragionevole (superiore a 0.9 bar), il rischio è molto basso con cerchi e copertoni tubeless-specifici. Per chi tende a uscire con pressioni medio-alte, la differenza potrebbe essere meno drastica in termini di feeling iniziale, ma i benefici antiforatura rimangono. I terreni prevalentemente secchi e boschivi, le ciclabili e le strade bianche sono ambienti ideali per il tubeless, dove spine e detriti sono frequenti.
- Scelta dei copertoni: Per una MTB 26 pollici, un accoppiamento di pneumatici come una Nobby Nic 26x2.1 posteriore e una Racing Ralph 26x2.25 anteriore è spesso considerata una buona idea. La Nobby Nic è nota per il suo grip e la trazione, ideale per il posteriore, mentre la Racing Ralph offre scorrevolezza e un buon controllo direzionale all'anteriore. Questa combinazione è molto popolare e bilanciata per un uso trail e cross-country, ottimizzando aderenza e scorrevolezza. Altre scelte possono variare in base alle specifiche preferenze del ciclista e alle condizioni del terreno (es. Magic Mary per più grip in discesa o terreni morbidi).
Il Confronto Dimensionale: 26" vs. Altri Formati e la Questione della Reattività
La discussione sulle dimensioni delle ruote, in particolare il confronto tra il classico 26 pollici e i più recenti 27.5 e 29, è sempre attuale nel mondo della MTB. Molti si sono chiesti come mai le opposizioni che qualcuno fa sulle 29 pollici (che di fatto hanno un diametro di 28 pollici ETRTO) nella MTB non si siano mai fatte per le bici da città o per le bici da trekking. Non ci si chiede mai se una bici da città non debba essere maneggevole nel traffico; infatti lo è, pur se da 28 pollici! Questo suggerisce che la percezione e l'accettazione delle diverse dimensioni sono influenzate dal contesto d'uso e dalle abitudini. Da operatore del settore si può affermare come ormai anche chi non è esperto abbia capito che pure una bici da città se da 28 pollici è più veloce e supera meglio i tombini, i binari del tram o i sampietrini.
Questo paragone è significativo perché evidenzia che il diametro maggiore della ruota porta intrinsecamente a una maggiore scorrevolezza e capacità di superare gli ostacoli. Le ruote da 29 pollici, con il loro angolo d'attacco ridotto, "rotolano" più facilmente su radici e rocce, mantenendo meglio la velocità. Tuttavia, la maneggevolezza, specialmente in percorsi stretti e tecnici, è spesso il punto di forza rivendicato dai sostenitori delle 26 pollici.
Per chi possiede una MTB 26 pollici, come l'esempio citato, e ricerca un impegno agonistico personale, tentando di renderla "più reattiva e leggera", si scontra con il "feeling simile" che si cerca e l' "effetto pedalò" che si vuole eliminare. Questo effetto è spesso dovuto non tanto al diametro intrinseco della ruota (anche se influisce), quanto al peso complessivo delle ruote, in particolare quello periferico (cerchi e pneumatici). Se la forca è la stessa, e si è su una full-suspension, anche bloccando il posteriore "un po' di gioco ce l'ha", il che può contribuire a una sensazione di minor immediatezza nella trasmissione della potenza.
Gli upgrade menzionati, come il cambio dei cerchi (es. Mavic Crossride), l'uso di camere in lattice e la sostituzione di manubrio e reggisella in carbonio, sono tutti passi nella direzione giusta per migliorare la reattività e ridurre l'effetto pedalò su una 26 pollici. Concentrarsi sulla riduzione del peso rotante e periferico (cerchi e pneumatici) è il modo più efficace per aumentare la sensazione di scorrevolezza e accelerazione, rendendo la bici più vivace. Anche se le ruote da 27.5 o 29 offrono vantaggi intrinseci di scorrevolezza e superamento ostacoli, una 26 pollici ben ottimizzata può ancora regalare molte soddisfazioni, specialmente per chi apprezza la sua agilità e maneggevolezza. L'importante è dotarsi di ciò che serve a voi e che si rifletterà in meglio sull’uso che farete della bici. Non bisogna lasciarsi influenzare unicamente da pubblicità, marketing o dalle scelte degli atleti di élite. Accontentarsi del meglio per le proprie esigenze e il proprio stile di guida è la chiave della felicità in bicicletta. Un buon cerchio, scelto con cura, può durare una vita, regalando chilometri e chilometri di puro godimento, indipendentemente dalla sua dimensione nominale.