Ernesto Fazzalari: L'ombra della 'Ndrangheta e la ricerca incessante dello Stato

L'arresto di Ernesto Fazzalari, boss di Taurianova latitante da vent'anni e considerato il secondo latitante più pericoloso d'Italia dopo Matteo Messina Denaro, rappresenta un punto di svolta significativo nella lotta contro la criminalità organizzata in Calabria. Questo evento, avvenuto nelle prime ore di una domenica, sottolinea l'impegno costante delle magistrature e delle forze dell'ordine nel perseguire coloro che si nascondono nell'ombra, dimostrando che il destino dei mafiosi, alla fine, è il carcere, a meno che non incontrino una morte violenta prima.

Arresto di Ernesto Fazzalari

L'efficacia di questa operazione è direttamente proporzionale al sostegno fornito ai magistrati e agli uomini dello Stato attraverso mezzi adeguati. Come ha affermato un giovane investigatore calabrese, "non scappa nessuno". Questo motto risuona con particolare forza a Taurianova, una località dove, secondo i magistrati, le cosche "dominano e controllano il territorio zolla per zolla". La stessa determinazione è stata osservata in Campania con l'arresto dei latitanti del clan dei Casalesi e si manifesta ora con prepotenza in Calabria.

Il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, protagonista anche della stagione degli arresti in Campania, ha ribadito con insistenza che "non ci sono più intoccabili". Ha descritto uno "Stato che non guarda in faccia a nessuno, che va avanti come una macchina", evidenziando come la dedizione e l'impegno non lascino scampo.

La responsabilità individuale di fronte alla 'Ndrangheta

Tuttavia, l'arresto dei boss non è sufficiente a sradicare il potere asfissiante della 'Ndrangheta. È fondamentale che "chi sa parli", poiché sono il silenzio, la paura, l'omertà e la "grigia" complicità a proteggere queste organizzazioni criminali. Queste forze oscure proteggono le latitanze, i delitti e gli affari. Per combattere efficacemente questi crimini, è indispensabile la collaborazione dei cittadini, di coloro che sanno, hanno visto, o sono stati complici, anche indirettamente, o che sono stati ed sono tuttora "soci" imprenditoriali o politici della 'Ndrangheta.

L'imprenditore calabrese Nino De Masi, che vive da anni sotto scorta per aver preso le proprie responsabilità, sottolinea la necessità che ognuno "non scappi nessuno dalle sue responsabilità". La Calabria, e i calabresi onesti, hanno il diritto di conoscere la verità, un diritto che appartiene anche ai familiari delle vittime della 'ndrangheta, come Francesco Inzitari, Gianluca Congiusta, Vincenzo Grasso, Massimiliano Carbone, Giuseppe Tizian, Demetrio Quattrone e molti altri.

Il procuratore Cafiero de Raho assicura che "i cittadini oggi possono collaborare perché nello Stato hanno magistrati e appartenenti alle forze dell’ordine che sono dalla loro parte e sono pronti ad andare contro chiunque". Sebbene non sempre sia stato così in passato, oggi lo Stato è presente e pronto a supportare chi decide di rompere il muro del silenzio.

Un futuro di speranza per la Calabria

La Calabria merita un futuro libero dalla morsa della criminalità organizzata. La collaborazione dei cittadini, unita all'impegno delle istituzioni, è la chiave per costruire una terra di legalità e giustizia. Figure come Nino De Masi, Gaetano Saffioti, Rocco Mangiardi, l'ex sindaco di Rizziconi Nino Bartuccio, e molti sindaci "sotto tiro" che hanno manifestato con Avviso pubblico, insieme all'assessore Angela Marcianò, dimostrano che c'è una Calabria che dice "no" alla 'ndrangheta e "sì" alla legalità.

Manifestazione contro la 'Ndrangheta in Calabria

Don Luigi Ciotti, parlando di "corresponsabilità", sottolinea l'importanza di un impegno collettivo. Se in passato le istituzioni nazionali non sempre hanno brillato in Calabria, oggi il contrasto alle 'ndrine è una priorità. Tuttavia, molto resta da fare in altri settori cruciali come i trasporti, i rifiuti, la sanità e lo sviluppo economico. Lo Stato ha il compito di promuovere, investire e controllare l'utilizzo dei fondi, ma la responsabilità maggiore ricade sulle istituzioni calabresi, regionali e locali. Liberate dal peso della 'Ndrangheta e dalla percezione degli intoccabili, non possono più accampare scuse.

La Calabria è anche terra di eccellenza e di solidarietà, come dimostra l'esempio di Reggio Calabria che accoglie in modo esemplare i migranti, con la collaborazione di volontari e istituzioni. Ci sono tanti giovani che sanno, vogliono fare e desiderano restare per cambiare la loro terra. È fondamentale non farli "scappare dalla Calabria", altrimenti, anche con la sconfitta dei boss, la 'Ndrangheta avrebbe ugualmente vinto.

Come la mafia controlla l'economia italiana

REAS: Un impegno costante per la Protezione Civile e la gestione delle emergenze

In attesa della prossima edizione di REAS, rinviata all'8-10 ottobre 2021, l'evento ha promosso un programma di convegni, seminari e corsi online dedicati a temi chiave per il comparto, con un'attenzione particolare all'esperienza maturata nella gestione della pandemia da Covid-19.

La giornata di venerdì 3 ottobre ha visto la Croce Rossa Italiana proporre un seminario sulla "Gestione dell’Emergenza e dell’Informazione durante la risposta a Covid-19", illustrando nel dettaglio la propria esperienza. Nel pomeriggio, il seminario "Il volontario tra vecchi e nuovi DPI", promosso da AiFOS Protezione Civile, ha approfondito temi di grande interesse per il mondo del volontariato. La giornata si è conclusa con il seminario del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM) su "COVID-19: l’esperienza e le attività sul territorio del CISOM".

Sabato 3 ottobre è stata dedicata alla quarta edizione della Tavola rotonda nazionale AIB sull'antincendio boschivo, un evento che riunisce i principali attori del settore. Quest'anno, in una formula online inedita, ha coinvolto rappresentanti AIB da diverse regioni italiane, con contributi internazionali da parte del direttore generale della Fiera di Hannover e del presidente dell'Associazione tedesca per la Protezione Antincendio.

Gli eventi online di REAS si sono conclusi domenica 4 ottobre con il seminario della Provincia di Brescia "Cosa sapere per gestire un’organizzazione di volontariato di Protezione Civile". L'iniziativa è stata definita un "esperimento riuscito", con l'obiettivo di lanciare un messaggio di fiducia ai volontari e agli operatori che dedicano il loro impegno al servizio della collettività.

Questo impegno costante nel settore della protezione civile e della gestione delle emergenze sottolinea la resilienza e la dedizione di coloro che operano in prima linea, un valore fondamentale per la sicurezza e il benessere della società. La figura di Ernesto Fazzalari, sebbene emersa in un contesto diverso, evidenzia la contrapposizione tra chi opera per il bene comune e chi agisce nell'ombra per scopi criminali, rafforzando l'importanza di uno Stato forte e presente.

tags: #che #automobile #possiede #pietro #fazzolari