Cimiteri di Auto: Tra Mistero, Storia e Impatto Ambientale

Il concetto di "cimitero delle auto" evoca immagini suggestive e spesso malinconiche, luoghi dove il tempo e la natura rivendicano ciò che l'uomo ha abbandonato. Questi siti, sparsi in diverse parti del mondo, non sono semplici discariche, ma veri e propri teatri di storie, misteri e, a volte, significative questioni ambientali. Esistono cimiteri di auto subacquei, terrestri, e persino quelli nati da eventi catastrofici o decisioni strategiche.

Le Auto Inabissate di Varazze: Barriere Artificiali e Relitti Storici

Siamo nel 1970, un anno che ha segnato profondamente la città di Genova. Il 7 e l'8 ottobre, una devastante alluvione si abbatte sulla città, travolgendola con fango e acqua, causando numerose vittime e sfollati. Centinaia di automobili, molte delle quali Fiat, furono sommerse e trasformate in relitti. Invece di rottamarle, si optò per un'operazione singolare: furono raccolte e affondate intenzionalmente nel mare di Varazze, in provincia di Savona, con l'obiettivo di creare barriere artificiali. Questa iniziativa, promossa da Fiat e dalla Lega Navale, fu concepita come un'operazione ecologica. Prima dell'inabissamento, ogni automezzo subì una rapida bonifica da carburante e lubrificante, un processo eseguito con una certa fretta dettata dall'urgenza della situazione.

Mappa della costa ligure con indicazione di Varazze

Oggi, mille auto, forse più, giacciono sui fondali del mare di Varazze, testimoni silenti di un evento drammatico e di un tentativo ingegnoso di riutilizzo. Questi relitti non solo hanno formato un habitat per la fauna marina, ma rappresentano anche un punto di interesse per gli appassionati di immersioni subacquee che desiderano esplorare un insolito "cimitero" sottomarino.

Il Cimitero di Auto del Lago di Como: Un Mistero Profondo

Un altro affascinante cimitero di auto si trova sui fondali del Lago di Como, di fronte al Moregallo, sulla sponda occidentale. Questo sito è considerato uno dei parchi subacquei più interessanti d'Italia ed è stato definito dalla società ROV Subacquei "una vera Mecca delle immersioni". Qui, la profondità cela una varietà sorprendente di oggetti: mezzi militari, una gondola, una statua del Cristo, una cabina telefonica e, ancora più a fondo, alcuni dei modelli più preziosi della storia dell'automotive.

Immagine subacquea di auto sommerse nel lago di Como

Chi ha avuto il coraggio di immergersi in queste acque racconta di aver ammirato una Renault 4, una Mini Innocenti, una Volkswagen Passat, una Land Cruiser, una coppia di Mercedes, una Jaguar e persino più di una Fiat 500 d’epoca. Non mancano due minimoto Ducati e altri mezzi militari. La domanda su come questi veicoli siano finiti lì non ha una risposta certa. L'ipotesi più accreditata è che le auto sommerse fossero un tempo di proprietà della malavita, e che siano state gettate nel lago per far sparire prove o semplicemente per disfarsene. Alcune si trovano più in superficie, altre sono sprofondate nel punto più fondo del lago.

Immersione Moregallo ( lago di Como )

Nel corso degli anni, molti hanno tentato il recupero di questi veicoli, anche considerando che si tratta di oggetti potenzialmente inquinanti. Tuttavia, visitare il cimitero delle auto al Moregallo è un'esperienza unica che richiede parecchio coraggio, non solo per la profondità cui si trovano i relitti, ma anche per una singolare diceria: pare infatti che l'area di fronte al Moregallo sia affetta da una "maledizione". Nel corso del tempo, troppi incidenti mortali si sono verificati in queste acque, alimentando un alone di mistero e timore attorno a questo straordinario sito di immersione.

Il Boschetto di Nichelino: Una "Bomba Ecologica" a Cielo Aperto

Spostandoci sulla terraferma, il Boschetto di Nichelino, noto anche come Parco Miraflores, in Piemonte, presenta un "cimitero di auto" di tutt'altra natura, ma altrettanto problematico. Qui, alcune centinaia di vetture giacciono in sfacelo, divorate dalla ruggine e sommerse da una vegetazione che in alcuni punti è ormai una giungla inestricabile. Già qualche anno fa, l'area era stata definita una "bomba ecologica" a causa della concentrazione di materiali altamente inquinanti: dai copertoni alle batterie esauste, fino a plastiche e oli di svariata natura. Nessuno osa pensare a cosa accadrebbe in caso di alluvione o di incendio in un sito del genere.

Vista aerea del Boschetto di Nichelino con auto abbandonate

Nel Boschetto si trovano auto (per lo più risalenti agli anni '70 e '80), moto, furgoni, mucchi di pneumatici. Sotto una tettoia sono ammonticchiati centinaia di caschi da motociclista, e sparsi qua e là si possono scorgere accessori vari, tappetini, coprisedili, targhe e ormai improbabili documenti di circolazione.

La Storia di un Abbandono Complesso

La storia di questo sito è complessa e risale a lontano. Fino agli anni '80, il terreno ospitava una cava per l'estrazione di sabbia e ghiaia dal Sangone. Una volta cessata l'attività, parte degli impianti fu demolita, ma alcune costruzioni rimasero in piedi e furono convertite in magazzino per un'autosoccorso con sede principale nella vicina via XXV Aprile. Fu così che decine, e poi centinaia, di veicoli iniziarono ad arrivare, prima all'interno del deposito e poi nel piazzale esterno.

Si trattava per lo più di veicoli sequestrati dall'autorità giudiziaria o amministrativa per svariati motivi: auto sinistrate e oggetto di contenzioso tra assicurazioni o coinvolte in reati, veicoli oggetto di rimozione forzata o abbandonati sul territorio da proprietari irreperibili. Mantenere in deposito questa enorme quantità di beni ha dei costi, che inizialmente venivano sostenuti dallo Stato. Lo Stato cercava di recuperarli dai legittimi proprietari dei veicoli o da chi perdeva cause e ricorsi. Tuttavia, i pagamenti avvenivano con grande ritardo, fino a bloccarsi quasi del tutto, generando ulteriori contenziosi con la ditta che gestiva il deposito.

La vicenda prese un risvolto tragico nel 2006, quando il titolare della ditta, che possedeva anche un'agenzia turistica a Cuba, si suicidò con un colpo di pistola alla tempia proprio davanti al Tribunale di Torino. Nello stesso periodo, anche il Boschetto (Parco Miraflores) cambiò proprietario: fu acquistato dal Comune di Nichelino dall'Ordine Mauriziano, il quale aveva avviato la dismissione del suo ingente patrimonio immobiliare per ripianare i debiti, causati dai ritardi nei pagamenti della Regione Piemonte per gli ospedali del Mauriziano.

A questo punto, la situazione si complicò notevolmente. La questione dei costi, e chi dovesse farsene carico, divenne spinosa. Un particolare non trascurabile è che si trattava di centinaia di beni sotto sequestro. Nel caos generale seguito alla morte del titolare e al fallimento della ditta, in pratica nessuno era più in grado di associare con precisione targhe, libretti di circolazione, certificati di proprietà o numeri di telaio dei veicoli depositati. L'incertezza sulla proprietà e sull'autorità competente a disporre il dissequestro e la rottamazione dei singoli veicoli rese la situazione ancora più intricata. I proprietari iniziali, o i loro eredi, si guardavano bene dal farsi avanti, temendo di dover sostenere ingenti spese.

Un paio di anni fa, a seguito di esposti degli abitanti della zona preoccupati per i possibili danni ambientali, l'autorità giudiziaria ha posto sotto sequestro l'intera area dell'ex deposito. Questo ha creato un paradosso: le stesse autorità che in passato avevano spedito tutta questa "merce" nel Boschetto, ora la risequestravano. La questione non è più conservare e custodire questo ammasso di rottami, ma piuttosto di rimuoverlo definitivamente e smaltirlo in modo adeguato, un compito che si preannuncia arduo e costoso.

Il Chatillon Car Graveyard in Belgio: Una Memoria della Seconda Guerra Mondiale

Un altro esempio di cimitero di auto, intriso di storia e mistero, si trovava a Chatillon, in Belgio. Per oltre 70 anni, una fila di automobili risalenti alla Seconda Guerra Mondiale sembrava ferma nel traffico, immersa nella foresta. Questo luogo, conosciuto come Chatillon Car Graveyard, si diceva appartenesse ai soldati americani che operavano in quella regione durante la guerra. Al termine del conflitto, il costo per trasportare le auto in America sarebbe stato troppo alto, così le lasciarono nella foresta.

Vecchie auto arrugginite nella foresta di Chatillon

Non molto distanti da Chatillon, esistevano altri quattro cimiteri simili, che raccoglievano un totale di circa 500 automobili abbandonate. Sebbene qualcuna, nel corso degli anni, sia stata rubata o rimossa dai residenti, quello di Chatillon è rimasto il reperto più grande e con il maggior numero di automobili storiche, immerse in un'ambientazione quasi macabra. Si potevano trovare modelli come l'Opel Rekord, l'Opel Kapitän, il Maggiolino Volkswagen, le Simca, le Vauxhall e le Plymouth.

Immersione Moregallo ( lago di Como )

Il proprietario dell'area boschiva era il signor Constant, il cui padre aveva acquistato i veicoli dai soldati di una vicina base NATO negli anni '60. L'impossibilità per i soldati di coprire le spese di spedizione in America portò molti a lasciare le loro auto lì, dando vita a un'impressionante collezione di veicoli, parcheggiati in fila nei boschi e nei prati adiacenti. Alla fine, furono create tre sedi, per un totale di circa 500 auto.

L'interesse per questo sito crebbe rapidamente dopo che Jean van Cleemput realizzò un reportage sul cimitero delle automobili per la televisione belga. Sempre più esploratori urbani e fotografi visitarono il luogo. L'allora sindaco, Alain Rongvaux, tuttavia, non fu soddisfatto di tutta questa attenzione. Decise che questo luogo leggendario doveva essere smantellato. Entro il 1° gennaio 2011, tutti i relitti dovettero essere rimossi. La discarica è stata completamente sgomberata, e oggi dobbiamo accontentarci delle foto e dei filmati che sono stati scattati un tempo. È un peccato, perché quelle immagini mostrano quanto fosse magico questo posto, un luogo dove la storia e la natura si erano fuse in un monumento unico all'abbandono e alla memoria.

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